Canada, questa notte. Negli spogliatoi c’è un ragazzo con la canotta da basket dell’Italia che piange. Si chiama Filippo Carossino. Nel 2007 stava camminando in una zona pedonale, quando un’auto lo ha investito schiacciandolo contro un cancello. Perde per sempre le gambe. Una vita distrutta a soli 14 anni. Il basket diventa un’ancora di salvezza e una missione. Oggi Filippo è uno dei migliori giocatori al mondo di basket in carrozzina. In Italia è una leggenda: con la maglia della Briantea Cantù ha vinto 22 trofei. Ma questa notte ha fatto qualcosa di ancora più grande. Per l’ennesima volta ha trascinato l’Italia, ed è stato l’MVP della vittoria in semifinale contro la fortissima Gran Bretagna. Per la prima volta nella storia l’Italia giocherà la finale dei Mondiali. Lui, Papi, Topo, Pedron, Giaretti, Sbuelz, Ghione, De Maggi, Raourahi, Saaid, Boganelli, Benvenuto, e coach Fabio Castellucci, domani sera disputeranno la finale per l’Oro contro l’Australia. In queste lacrime c’è l’essenza di questo sport. C’è perseveranza. Ci sono ricordi. Ci sono gli incubi del passato. C’è sofferenza. C’è passione. C’è determinazione. C’è gioia. C’è un sogno che si realizza. (📸 @FIPIC) #basket #inclusione #perseveranza
