Vorrei chiedere a @GiorgiaMeloni, a @GuidoCrosetto e @Antonio_Tajani, rispettivamente capo del governo, Ministro della Difesa e Ministro degli Esteri, come mai stiano lasciano le decisioni di politica internazionali nelle mani del titolare del Ministero delle Infrastrutture, che non c’azzecca nulla. Perché si dà il caso che oggi l’Italia abbia mandato in stallo le trattative pre-vertice NATO chiedendo un alleggerimento dei riferimenti al riarmo dell’Ucraina entro la fine dell’anno prossimo. La motivazione sarebbe che, secondo Roma, fissare scadenze specifiche esclude la possibilità di porre fine alla guerra attraverso negoziati in una data precedente (?). Non soddisfatti del capolavoro diplomatico, ci siamo anche schierati, insieme alla Bulgaria, contro le sanzioni al miliardario patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill, meglio noto come il “chierichetto di Putin”. Colui che chiama "Guerra Santa" (Svyashchennaya Voyna) l’invasione criminale dell’Ucraina, affermando che la Russia sta difendendo il mondo dall'assalto del "globalismo" e dell'Occidente caduto nel satanismo. Colui che benedice i missili e promette remissione da ogni peccato a chi muore sul campo di battaglia. Kirill ha anche rimosso, sospeso o ridotto allo stato laicale decine di sacerdoti che avevano firmato petizioni per la pace o che, durante la liturgia, avevano sostituito la parola "vittoria" con la parola "pace" nella preghiera ufficiale per la Rus' imposta dal Patriarcato. Chiedo espressamente quale sia il ruolo di @matteosalvinimi in queste decisioni, perché le sue posizioni sulle armi all’Ucraina sono note, così come noti sono i suoi contatti con la chiesa ortodossa russa per il tramite del Congresso Mondiale delle Famiglie, il cui principale sponsor è l’oligarca ultraortodosso Konstantin Malofeev, grande cofinanziatore delle finte proteste nel sud-est dell’Ucraina nel 2014 (spacciate per guerra civile) e allora datore di lavoro di Igor Girkin, l’ex colonnello del FSB che con l’attacco a Slovyansk diede il via all’invasione russa del Donbas 12 anni fa. Una delle società di Malofeev è, guarda caso, anche coinvolta nella compravendita mai conclusa dalla quale la Lega avrebbe dovuto ricavare 60 milioni, stando all’inchiesta pubblicata qualche anno fa e nota come “caso Metropol”, dall’hotel di Mosca nel quale si svolsero le trattative. Il fatto che così tanti politicanti preferiscano vivacchiare nell’ambiguità fino alle prossime elezioni, piuttosto che difendere le libertà e la sicurezza di tutti mi fa vergognare di essere italiano. #PoliticaInternazionale #Ucraina #Diplomazia



