Il Semestre Aperto — che vedrà 52.000 studenti contendersi solo 18.889 posti nelle facoltà pubbliche — è un passo avanti rispetto al test a colpo singolo perché valorizza il percorso formativo, ma da progressisti dobbiamo chiedere molto di più: aumentare i posti nelle università pubbliche, investire in strutture e personale, garantire pari diritti tra lezioni in presenza e a distanza e supporti reali per disabilità e DSA, invece di costringere migliaia di giovani a un piano B già deciso.