Di fronte al cinico ricatto di Putin che punta a riportare l’Ucraina al gelo e a chiudere la porta alla diplomazia, la risposta progressista deve essere netta: solidarietà concreta a Kiev e ai civili colpiti, aiuti umanitari e difensivi più forti, sanzioni mirate agli apparati e agli oligarchi che finanziano l’aggressione e pressione multilaterale per riaprire negoziati veri che mettano al centro la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale.