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#CervelliInFuga

Enrico Marsili, ingegnere chimico con una carriera accademica internazionale, esprime soddisfazione per la sua vita e lavoro in Cina, sottolineando che, sebbene conosca molti colleghi italiani tornati dall'estero, chi possiede elevate competenze tecnico-scientifiche dovrebbe considerare di restare in Italia, dove il livello di eccellenza è ancora molto alto. #CervelliInFuga #Ricercatori #Ingegneri

Ingegnere in Cina. “Qui vivo benissimo, voglio rimanere. Ma conosco vari colleghi italiani che sono rientrati da Usa ed Europa”

Fosco Loregian, matematico originario di Padova, racconta la sua esperienza di ricerca in Estonia, dove ha trovato un ambiente accademico rispettoso e supportivo, in netto contrasto con le umiliazioni e le opportunità mancate in Italia, culminate in una decisione di abbandonare il paese per costruire un futuro dove il suo lavoro è valorizzato. #CervelliInFuga #Estonia #Ricerca

“Via dall’Italia per non sottopormi più a umiliazioni. In Estonia la mia passione per la matematica viene riconosciuta”

Rosa Maria Falà, una docente siciliana con trent'anni di esperienza, si è trasferita a Ginevra a 58 anni, dove insegna Lingua e Cultura Italiana e vive un'esperienza professionale arricchente e stimolante, guadagnando il doppio rispetto all'Italia e trovando nella dimensione multiculturale svizzera una nuova vitalità. #CervelliInFuga #Svizzera #Ginevra

Prof in Svizzera. “Da Catania mi sono trasferita a Ginevra a 58 anni. Qui mi sento viva e guadagno il doppio rispetto all’Italia”

Alessandro Bonato, osteopata trapiantato da Milano a Barcellona, racconta come ha costruito una vita familiare e professionale nella città catalana, apprezzando la qualità della vita e le opportunità lavorative, soprattutto dopo aver aperto il suo studio durante la pandemia. #CervelliInFuga #Barcellona #Osteopatia

Osteopata a Barcellona. “Qui ho comprato casa a 26 anni e cresco i miei figli tra mare e piste ciclabili: ecco perché non torno a Milano”

Flavia Brutti, dopo aver lasciato l'Italia e un posto fisso per trasferirsi a Londra, ha costruito una carriera di successo nel settore dell'hospitality di lusso e ha fondato una società che promuove hotel indipendenti italiani e francesi, evidenziando le sfide professionali e familiari che ha affrontato lungo il suo percorso. #CervelliInFuga #Londra #Imprenditoria

“Sono arrivata a Londra con due valigie ed è diventata la mia casa. E ho fatto il salto nel vuoto di lasciare il posto fisso”

Annalisa Bergo, un'infermiera di 26 anni, ha lasciato l'Italia per lavorare in Uganda, dove ha riscoperto il significato umano della professione infermieristica e ha affrontato la mancanza di attenzione ai giovani professionisti nel suo paese, evidenziando la differenza tra le esperienze in un ambiente sanitario giovanile e vivace come quello ugandese e la rigidità di ciò che aveva vissuto in un ospedale milanese. #CervelliInFuga #Infermiera #Svizzera

Infermiera in Svizzera. “In Italia mi sentivo un fantasma in reparto e non trovavo una dimensione umana”

Nicoletta Del Bufalo, architetta italiana residente a Madrid da trent'anni, riflette sulla significativa differenza tra i sistemi lavorativi e di supporto sociale in Spagna rispetto all'Italia, evidenziando come i giovani in Spagna possano ottenere facilmente contratti stabili e come la rete di servizi per la disabilità sia più efficiente e accessibile. #CervelliInFuga #Spagna #Madrid

Architetta a Madrid. “In Italia si rimane stagisti a vita dentro qualche studio. Qui i giovani trovano contratti veri”

Giovanni Cavalca, un infermiere di 28 anni che ha lasciato l'Italia per lavorare nel Regno Unito, racconta la sua esperienza, sottolineando vantaggi come uno stipendio più alto, migliori condizioni di lavoro e possibilità di carriera, nonostante le differenze nella preparazione professionale e alcune criticità nel sistema sanitario inglese. #CervelliInFuga #RegnoUnito #Infermieri

Infermiere in Inghilterra. “A 28 anni sono caposala, ho tante ferie e benefit. In Italia colleghi esauriti”
L
lastampa.it May 31

L'Italia sta affrontando una grave fuga di giovani altamente qualificati che, in cerca di migliori opportunità professionali all'estero, stanno impoverendo il Paese sia demograficamente sia in termini di risorse umane. #GiovaniInFuga #Emigrazione #CervelliInFuga

Perché va frenata la fuga dei giovani

Fabio Agostini, ex imprenditore romagnolo, racconta la sua esperienza di successo in Germania, dove ha trovato nuove opportunità lavorative e una migliore qualità della vita, contrariamente alla difficoltà di emergere in Italia, pur sentendo la mancanza di relazioni sociali più profonde. #CervelliInFuga #Germania #Opportunità

“In Italia lavoravo tutto il giorno per sopravvivere. Qui in Germania tanti connazionali aprono attività e non falliscono”

Simone Capodicasa, ex cuoco a Milano, racconta la sua esperienza di rinascita professionale e personale dopo essersi trasferito a Zurigo nel 2015, evidenziando le sostanziali differenze tra il sistema svizzero e quello italiano in termini di opportunità lavorative, burocrazia e qualità della vita, sottolineando come il contesto svizzero gli abbia permesso di costruire una nuova vita e una famiglia in un ambiente più sicuro e meritocratico. #CervelliInFuga #Svizzera #QualitàDellaVita

Chef a Zurigo. “Sono ripartito da zero a 36 anni. Qui si cresce di stipendio e ruolo. Restare in Italia? Logorante”

Paolo Menaspà, dopo aver lasciato un lavoro stabile in Italia nel 2011 per inseguire un'opportunità di crescita in Australia, è diventato Chief Science Officer dell'Australian Institute of Sport, dove contribuisce alla preparazione degli atleti per le Olimpiadi, evidenziando le differenze nel sistema di valorizzazione delle competenze tra i due Paesi. #CervelliInFuga #Australia #Sport

“Ho lasciato il lavoro a tempo indeterminato per scommettere sull’Australia: sono ripartito da studente e oggi preparo gli atleti per le Olimpiadi”