BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Conoscenza

Ho letto naturalmente dell'inchiesta in corso, in cui, come sapevo, sono citato: ribadisco, per chi non ne fosse a conoscenza, che svolgo l'attività di giornalista professionista dal 13 febbraio 1996, tessera dell'Ordine nazionale dei giornalisti 078816, che tale attività ovviamente viene esercitata in maniera legittima anche attraverso i social, e confermo da tifoso laziale la richiesta avanzata attraverso una petizione e l'evento pubblico degli Stati Generali della Lazialità di poter tornare a sognare ed avere una proprietà che rispetti la storia biancoceleste. Non mi risulta che fare il giornalista ed essere un tifoso siano reati, e sono certo che il sistema Italia garantisce la critica civile, pacifica, democratica. Sempre forza Lazio! #giornalismo #Lazio #sport

L’esperienza di “essere io” è la conoscenza che la coscienza ha di se stessa. Significa che io mi sento esistente come individuo grazie al fatto che la coscienza - impersonale - è cosciente di sé. Succede perché la coscienza diventa cosciente di sé passando attraverso la mia mente duale. Ecco perché la coscienza viene definita impersonale e individuale allo stesso tempo. #Coscienza #Identità #Filosofia

L

Valter Lavitola's ex-partner, Natalia Potenza, told the magistrates that she was unaware of the attack against journalist Sigfrido Ranucci, while recounting their relationship and the dealings of the fixer, including attempts to involve her in diverting the investigations. (translated)

L’ex compagna di Lavitola 10 ore dai pm: “Non sapevo dell’attentato a Ranucci”

The poor or nonexistent knowledge of Italian by the parents and students has led workers not to request confirmation at the institution. In this school, 98% of the students are foreigners, and Italian students no longer choose it because of the language difficulties. (translated)

Eravamo a conoscenza della loro intenzione di prendere questa decisione. Abbiamo ascoltato le loro argomentazioni - ha affermato Rubio - Condividiamo l'obiettivo della stabilità. Non vogliamo assistere a un'escalation di violenza o tensioni in Cisgiordania in un momento già delicato per la regione

Media, Trump non ha chiesto a Burnham di cambiare idea sulle sanzioni
www.ansa.it

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha reso pubbliche oltre 170.000 pagine di documenti sulla qualità dell'aria dopo l'11 settembre 2001, che mostrano come le autorità fossero a conoscenza della presenza di sostanze tossiche nell'area di Ground Zero. Tra i documenti emerge che l'amianto continuava a essere rilevato fino a un chilometro dal World Trade Center anche dieci mesi dopo gli attentati. Le carte mostrano che la città valutò la propria responsabilità legale per l'esposizione, mentre pubblicamente venivano fornite rassicurazioni sulla sicurezza dell'aria. I documenti sembrano inoltre avvalorare l'ipotesi che lavoratori e residenti siano stati incoraggiati a rientrare nell'area prima del completamento delle operazioni di bonifica, con una potenziale esposizione a sostanze nocive #NewYork #QualitàAire #11Settembre

Zohran Mamdani: "Oggi, a quasi 25 anni di distanza, siamo venuti a conoscenza che più persone sono morte a causa di malattie legate agli attentati dell'11 settembre di quante ne siano state uccise il giorno stesso. Sarebbe una cosa se il governo si fosse schierato al fianco dei sopravvissuti e avesse fornito loro tutto il necessario in ogni fase del percorso. E invece, sappiamo che la realtà è stata ben diversa. Le persone si sono ammalate perché i leader di cui si fidavano hanno mentito, dicendo loro che era sicuro respirare aria tossica. E poi, quando hanno iniziato a confrontarsi con i sintomi delle malattie che ne sono seguite, il governo che non aveva esitato a mandarli incontro al pericolo è scomparso" #11Settembre #Giustizia #SalutePubblica

Mestre, bidelli e impiegati in fuga dell'istituto comprensivo “Caio Giulio Cesare”, scoraggiati da una scuola giudicata troppo complicata: dialoghi difficili con le mamme bengalesi per la scarsa conoscenza della lingua italiana. https://t.co/vAoQk38Og1 #Scuola #Integrazione #LinguaItaliana

L

The article reports that the Municipality of Crans was aware of the fire risk related to the sound-absorbing foam of the Constellation, raising questions about the New Year’s Eve tragedy that caused 41 deaths, including Chiara Costanzo, whose father is seeking clarity and accountability for what happened. (translated)

Crans, il Comune sapeva del rischio incendio. Il padre di Chiara: “Ora bisogna fare luce”
ANSA.it 1w

The municipality of Crans-Montana was aware of the fire hazard posed by the sound-absorbing foam of the Constellation, according to an email from a former councilor, raising doubts about safety management following the New Year’s tragedy that caused 41 deaths and 115 injuries. (translated)

Il comune di Crans-Montana sapeva del pericolo incendio, rivela una mail

The Municipality of Crans-Montana was aware of the flammability risk of the sound-absorbing foam in the Constellation, causing outrage among the families of the victims of the New Year's fire, as highlighted by the statements of Chiara Costanzo's father. (translated)

Crans-Montana, il Comune sapeva della schiuma infiammabile. Il padre di Chiara Costanzo: «Negligenza lascia senza parole, ora fare piena luce»

#Garlasco #StorieItaliane #DeRensis: Cassese ha fatto uno scoop. Ha ammesso che i CC erano a conoscenza sin dall'origine che si trattasse di un fatto di sangue. Ascoltate ⬇️ https://t.co/YVCsevX14v #Garlasco #Giustizia #Cronaca

PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/portal-analitikame-pubblica-ledicola-teatro-di-san-sardella-ph-d--xbkkf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://www.portalanalitika.me/clanak/na-drugoj-obali-jadrana-otvoreno-najmanje-pozoriste-na-planeti Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.

PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy

WP TURYSTYKA.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/wp-turystykapl-pubblica-ledicola-teatro-di-foyer97-sardella-ph-d--ajlrf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://turystyka.wp.pl/najmniejszy-teatr-swiata-ustawiaja-sie-kolejki-7273686077245632a Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.

WP TURYSTYKA.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy

E-TEATR.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/e-teatrpl-pubblica-ledicola-teatro-di-foyer97-gravino-sardella-ph-d--k8jlf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://e-teatr.pl/wlochy-najmniejszy-teatr-swiata-w-dawnym-kiosku-z-gazetami-67892 Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.

E-TEATR.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy

IL GLOBO: Il Teatro più Piccolo del Mondo Apre Vicino Foggia (San Severo) in un ex-Edicola SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/il-globo-teatro-pi%C3%B9-piccolo-del-mondo-apre-vicino-san-sardella-ph-d--dx2yf/ Un format pronto a viaggiare, con soli sei posti e lo sguardo puntato su un Guinness World Record. A San Severo, in Italia, la compagnia teatrale “Foyer ‘97” ha trasformato un’edicola abbandonata in “Teatro Edicola”, il teatro più piccolo del mondo, con soli sei posti a sedere per spettacoli di 15 minuti. Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di far rivivere spazi urbani inutilizzati e favorire le connessioni tra le persone, mettendo in luce il declino delle edicole in Italia e il grande potenziale dei progetti culturali dal basso per rigenerare le comunità locali. Sostenuto dal Comune, il progetto dimostra come interventi culturali su piccola scala possano produrre effetti sociali e culturali duraturi. È un vero piacere e un onore condividere la brillante innovazione del direttore artistico sanseverese di Teatro ‘97, Francesco Gravino, e la sua brillante compagnia teatrale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. È già stato soprannominato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti, punta a entrare nel Guinness dei Primati. Dal suo lancio, appena pochi giorni fa, l’insolita sala ha attirato centinaia di visitatori curiosi, che fanno la fila per assistere agli spettacoli programmati ogni 15 minuti all’interno di un’ex edicola abbandonata a San Severo, vicino a Foggia. L’idea dell’Edicola Teatro nasce da Francesco Gravino, direttore e direttore artistico del Teatro Foyer 97, una compagnia teatrale attiva da quasi trent’anni. Spiega che il concept è stato ispirato da Edicola Fiore, il programma cult dell’intrattenitore italiano Fiorello. «Lui è stato la nostra fonte di ispirazione perché è stato il primo a portare lo spettacolo dentro un’edicola a Roma», racconta Gravino, riferendosi a un progetto nato sul web e diventato poi un fortunato programma televisivo. Un altro aspetto fondamentale, aggiunge Gravino, è la rigenerazione urbana. L’iniziativa ha ridato vita a uno spazio rimasto inutilizzato per circa sei anni, trasformandolo in un palcoscenico intimo e sorprendente, dove attori e pubblico si trovano a meno di un metro di distanza. La compagnia intende ora portare questo format oltre i confini della Puglia. «Vogliamo portare il teatro e la cultura fuori dai luoghi tradizionali, dentro spazi non convenzionali», spiega Gravino. In un momento in cui molte edicole nei centri storici vengono trasformate in chioschi, fiorai o negozi di souvenir, l’Edicola Teatro riconnette questi spazi con il loro spirito originario: luoghi della conoscenza, dove un tempo si vendevano giornali e libri. Da Goldoni a Comencini, da Euripide a Gaber, sul minuscolo palco si alterneranno opere di grandi autori. All’ingresso, un cartello e un QR code avvisano i visitatori: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto». Fonte: https://ilglobo.com/en/news/worlds-smallest-theatre-opens-near-foggia-in-a-former-newsstand-143684/

IL GLOBO: Il Teatro più Piccolo del Mondo Apre Vicino Foggia (San Severo) in un ex-Edicola

Elon Musk cita L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/elon-musk-cita-ledicola-teatro-di-foyer97-francesco-sardella-ph-d--ps9if/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale dell'intelligenza artificiale. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://grokipedia.com/page/Teatro_Edicola Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, ha ottenuto un riconoscimento che pochi progetti culturali italiani possono vantare: una voce enciclopedica tutta sua all'interno di Grokipedia, l'enciclopedia digitale basata sull'intelligenza artificiale lanciata da Elon Musk nel novembre 2025 attraverso la sua società xAI. Grokipedia è stata presentata come alternativa diretta a Wikipedia, alimentata dall'intelligenza artificiale Grok, con contenuti generati e aggiornati automaticamente dal modello linguistico sviluppato da xAI. La piattaforma conta oggi oltre 885.000 articoli nella sua versione 0.1 e Musk ha già annunciato futuri aggiornamenti, lasciando intendere un'espansione rapida grazie alle capacità di generazione automatica del sistema. Il fatto che tra le voci indicizzate figuri ora anche l'«Edicola Teatro» della città di San Severo in provincia di Foggia è, a tutti gli effetti, un riconoscimento dell'impatto culturale e mediatico che il progetto di Francesco Gravino e della sua compagnia teatrale di San Severo Foyer'97ha saputo generare in pochissimo tempo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale L'indicizzazione del progetto su Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto l'«Edicola Teatro» degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma. E adesso, anche un'enciclopedia alimentata dall'intelligenza artificiale ne ha, finalmente, preso atto.

Elon Musk cita L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia

Elon Musk cita L’«Edicola Teatro» di Foyer’97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia SOURCE: https://www.lagazzettadisansevero.it/elon-musk-cita-ledicola-teatro-di-foyer97-francesco-gravino-di-san-severo-nella-sua-enciclopedia-grokipedia/ Il format della compagnia pugliese Foyer ’97 — già definito “il teatro più piccolo del mondo” — conquista la ribalta internazionale dell’intelligenza artificiale. Una storia nata da un’edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ’97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://grokipedia.com/page/Teatro_Edicola Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L’«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer ’97, ha ottenuto un riconoscimento che pochi progetti culturali italiani possono vantare: una voce enciclopedica tutta sua all’interno di Grokipedia, l’enciclopedia digitale basata sull’intelligenza artificiale lanciata da Elon Musk nel novembre 2025 attraverso la sua società xAI. Grokipedia è stata presentata come alternativa diretta a Wikipedia, alimentata dall’intelligenza artificiale Grok, con contenuti generati e aggiornati automaticamente dal modello linguistico sviluppato da xAI. La piattaforma conta oggi oltre 885.000 articoli nella sua versione 0.1 e Musk ha già annunciato futuri aggiornamenti, lasciando intendere un’espansione rapida grazie alle capacità di generazione automatica del sistema. Il fatto che tra le voci indicizzate figuri ora anche l’«Edicola Teatro» della città di San Severo in provincia di Foggia è, a tutti gli effetti, un riconoscimento dell’impatto culturale e mediatico che il progetto di Francesco Gravino e della sua compagnia teatrale di San Severo Foyer’97ha saputo generare in pochissimo tempo. Un’edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l’originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all’interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L’iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer ’97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L’idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L’idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l’edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer ’97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l’opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l’ironia di Gaber e la forza di Euripide. All’interno del piccolo teatro ricavato dall’ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L’ingresso è libero, a rispecchiare l’obiettivo di Gravino: puntare all’accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell’edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell’editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L’edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c’è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l’Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L’idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all’interno di un’edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l’invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull’importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale L’indicizzazione del progetto su Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell’ottobre 2025 come enciclopedia generata dall’AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull’intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto l’«Edicola Teatro» degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un’istituzione culturale consolidata, certifica l’eco internazionale di un’idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L’obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L’amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer ’97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma. E adesso, anche un’enciclopedia alimentata dall’intelligenza artificiale ne ha, finalmente, preso atto.

Elon Musk cita L’«Edicola Teatro» di Foyer’97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia - La Gazzetta di San Severo - News di Capitanata

The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). The impact of professionally conducted cultural programs on the physical health, mental health, and social functioning of older adults. The Gerontologist, 46(6), 726–734. Daykin, N., Mansfield, L., Meads, C., Julier, G., Tomlinson, A., Payne, A., Grigsby Duffy, L., Lane, J., D'Innocenzo, G., Burnett, A., Kay, T., Dolan, P., Testoni, S. & Victor, C. (2024). What works for wellbeing? A systematic review of wellbeing outcomes for music and singing in adults. Perspectives in Public Health, 138(1), 39–46. doi:10.1177/1757913917740391 Fancourt, D. & Finn, S. (2019). What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review. World Health Organization, Health Evidence Network Synthesis Report 67. Flores González, L.M. & Rodríguez Sánchez, I. (2024). The transformative power of art in marginalized communities: Case studies from Latin America. International Journal of Community Well-Being, 7(2), 145–167. Galtung, J. (1969). Violence, peace, and peace research. Journal of Peace Research, 6(3), 167–191. Hart, A., Gagnon, E., Eryigit-Madzwamuse, S., Cameron, J., Aranda, K., Rathbone, A. & Heaver, B. (2016). Uniting resilience research and practice with an inequalities approach. Sage Open, 6(4), 1–13. Johnson, H., Carson-Apstein, E., Banderob, S. & Macualay-Rettino, X. (2017). 'You kind of have to listen to me': Researching discrimination through poetry. Forum Qualitative Sozialforschung/Forum Qualitative Social Research, 18(2). doi:10.17169/fqs-18.3.2864 Kaplan, S. (1995). The restorative benefits of nature: Toward an integrative framework. Journal of Environmental Psychology, 15(3), 169–182. Kim, J. (2017). Effects of community-based group music therapy for children exposed to ongoing child maltreatment and poverty in South Korea: A block randomized controlled trial. Arts Psychotherapy, 54, 69–77. doi:10.1016/j.aip.2017.01.001 Li, Y., Zhang, H. & Chen, T. (2024). Environmental perception, cultural identity and community resilience: Chain mediating effects of place attachment in rural China. Journal of Rural Studies, 98, 103– 115. Marmot, M., Atkinson, T., Bell, J., Black, C., Broadfoot, P., Cumberlege, J., Diamond, I., Gilmore, I., Ham, C., Meacher, M. & Mulgan, G. (2010). Fair society, healthy lives: The Marmot Review. Strategic Review of Health Inequalities in England Post-2010. Mulligan, M., Scanlon, C. & Welch, N. (2008). Renegotiating community life: Arts, agency, inclusion and wellbeing. Gateways: International Journal of Community Research and Engagement, 1, 99–115. doi:10.5130/ijcre.v1i0.591 Neelands, J., Belfiore, E., Firth, C., Hart, N., Perrin, L., Brock, S., Holdaway, D. & Woddis, J. (2015). Enriching Britain: Culture, creativity and growth. The 2015 Report by the Warwick Commission for the Future of Cultural Value. Packer, J. & Ballantyne, R. (2024). The role of museums and art galleries in promoting wellbeing: Insights from the United Kingdom and Australia. International Journal of Heritage Studies, 30(3), 234–251. Papies, E.K., Best, M., Gelibter, E. & Stroebe, W. (2024). The role of mental simulation in desire and motivation: A systematic review. Motivation Science, 10(1), 1–18. Pykett, A.A., Osborne, T., Resch, B., Nielek, R., Krukar, J. & Malleson, N. (2024). From smart to sustainable cities: The role of environmental psychology in urban transformation. Cities, 144, 104644. Roe, J. & Aspinall, P. (2024). The restorative benefits of walking in urban and rural settings in adults with good and poor mental health. Health & Place, 71, 102654. Stuckey, H.L. & Nobel, J. (2010). The connection between art, healing, and public health: A review of current literature. American Journal of Public Health, 100(2), 254–263. Theorell, T. (2024). Psychological health effects of musical experiences: Theories, studies and reflections in music health science. Stockholm: Springer Nature. Ulrich, R.S., Simons, R.F., Losito, B.D., Fiorito, E., Miles, M.A. & Zelson, M. (1991). Stress recovery during exposure to natural and urban environments. Journal of Environmental Psychology, 11(3), 201–230. Van den Berg, A.E., Wesselius, J.E., Maas, J. & Tanja-Dijkstra, K. (2024). Green space as a buffer between stressful life events and health: A longitudinal analysis. Social Science & Medicine, 310, 115270. WHO (2019). WHO housing and health guidelines. Geneva: World Health Organization. Zarobe, L. & Bungay, H. (2024). The role of arts activities in developing resilience and mental wellbeing in children and young people: A rapid review of the literature. Perspectives in Public Health, 137(6), 337–347. doi:10.1177/1757913917712283.

The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere

Monti a #Vannacci: “Il responsabile programma di FnV scrisse che «un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, obbedienza al primo politico che passa... Caratteristiche che dovrebbero comportare l’esclusione dalla vita sessuale». Lei era a conoscenza di questo suo spirito?” https://t.co/aTm0yO0lSH #vaccini #salute #politica