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#Guccini
Anglex 1d

In the Chamber, they observed a minute of silence in memory of Francesco Guccini. Now I wonder, why? What does Guccini have that other singer-songwriters don't? Political affiliation? Go screw yourselves. Sincerely. (translated)

A second secret will emerges from the inheritance of Francesco Guccini, reconsidering the previous provisions, granting the widow the house on via Paolo Fabbri and to the daughter Teresa a substantial portion of the royalties. (translated)

Colpo di scena sull’eredità di Francesco Guccini: spunta il secondo testamento “segreto” che cancella tutto e la casa di via Paolo Fabbri cambia padrone
L

Francesco Guccini bequeathed his properties and copyright rights to his wife Raffaella and daughter Teresa, establishing a division that highlights the centrality of memory and cultural immateriality in his life and work. (translated)

Guccini, il secondo testamento: le case di Bologna e Pavana alla moglie, alla figlia il 50% dei diritti
Il Post 4w

The article summarizes the main significant events of August, including the earthquake in the Campi Flegrei, the migration crisis in Ceuta, the death of singer-songwriter Francesco Guccini, and the disruptions at Catania airport caused by Mount Etna. (translated)

Cosa vi siete persi

L'estate più calda di sempre, un paio di tempeste con grandine e trombe d'aria, l'eclissi di sole, è morto Guccini, l'eruzione dell'Etna, la benzina a 2,20, la sabbia del Sahara, qualche terremoto e Vannacci al 10%. Mancano solo le locuste e i primogeniti maschi. #estate #clima #notizie

Il VAR è morto. Ne danno il triste, anzi lieto annuncio l’AIA, il designatore Orsato, il centro di Lissone, i difensori del brand e gli esperti arbitrali televisivi. Non fiori ma opere di bene Dopo le sconcezze della prima giornata, ieri altri due episodi ai confini della realtà: il rigore solare negato al Parma al 77’ contro la Juventus e il mancato rosso al boxeur Jimenez della Fiorentina. Nessuno lo dice ma stiamo tornando ai tempi bui dei rigori-non rigori Iuliano-Ronaldo, dei gol-non gol di Muntari, del rosso-non rosso a Pjanic, il tutto con la benedizione del Palazzo Come direbbero i Nomadi, “Il VAR è morto”. E se nel brano firmato da Guccini, “Dio è morto”, si parlava di persone “alla ricerca di qualcosa che non trovano”, anche nella nuova hit dell’estate pallonara la gente, per l’esattezza milioni e milioni di sportivi e tifosi, è alla ricerca di qualcosa che non trova più: il VAR. Parafrasando Guccini: È un VAR che è morto nelle sale di Lissone il VAR è morto nei commenti di Marelli il VAR è morto negli occhi della gente il VAR è morto Canta che ti passa, dice il proverbio. Mi scuserete se di fronte alle ennesime sconcezze del nuovo campionato col verme ho preferito metterla in musica. La verità è che la vergogna cui stiamo assistendo, una vergogna annunciata di cui avevo inutilmente messo in guardia nei giorni che precedevano l’inizio del campionato nell’articolo intitolato “Si stava meglio quando si stava peggio? La Serie A ricomincia con la novità di Orsato, l’arbitro che schifava il VAR, nuovo designatore. Ricordando Pjanic, facciamoci tutti un bel segno di croce”, è talmente palese, lampante e conclamata da far passare a tutti la voglia di assistere a una partita di calcio: made in Italy, s’intende. Sembra incredibile constatarlo, ma dopo i tre inspiegabili ammutinamenti del VAR della prima giornata, e cioè il gol convalidato a DeBruyne del Napoli viziato da un evidente fallo su Vasquez (Genoa), il rigore fatto sparire al Milan per il plateale mani di Vlasic su tiro di Cisse e il gol (il primo) convalidato alla Roma a dispetto di una manata in faccia data da Hermoso a Mastantuono a inizio azione, sono bastate cinque partite della 2^ giornata tuttora in corso per aggiornare l’elenco degli insabbiamenti caldeggiati dal nuovo corso targato Orsato... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #VAR #SerieA #Calcio

Il Post Aug 11

The recent interest of Italian right-wing politicians, such as Matteo Salvini and Giorgia Meloni, in singer-songwriters historically associated with the left, such as Fabrizio De André and Francesco Guccini, has sparked controversies and accusations of cultural appropriation, highlighting the difficulties of the Italian right in building its own cultural heritage outside of its fascist roots and the ambiguous relationship between authorial music and political affiliation. (translated)

La destra italiana e i cantautori, un rapporto complicato

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre

The article reflects on how, fifty years after Guccini's famous song "Let Proletarian Justice Triumph," social inequalities and injustices have reached alarming levels, highlighting a growing exploitation of labor, a perception of impunity among the powerful, and a regression of civil rights, suggesting the necessity for a more urgent social redemption than ever. (translated)

‘Trionfi la giustizia proletaria’, cantava Guccini. Cinquant’anni dopo, come stanno le cose?
ANSA.it Aug 8

Today in Pavana, at the intimate ceremony wanted by Francesco Guccini, family and friends said their final goodbye to the deceased singer-songwriter, remembering his life and his deep bond with nature and the land, culminating in the touching words of his daughter who concluded by saying Safe travels, dad. (translated)

L'addio a Francesco Guccini nella sua Pavana: 'Buon viaggio babbo'

Putin has invaded a sovereign country. I didn't know about this pro-#Ukraine position of #Guccini. Usually, I don't confuse artists with their lives or political positions. However, I am pleased about it and I simply note that intelligence was not limited to his sublime texts. Thank you. (translated)

ANSA.it Aug 8

The article describes a flash mob in Piazza Castello in Turin, celebrating the music of Guccini and also mentions the high rate of employment and historically low unemployment rate, which is the result of collaboration with the Ministry of Labour and Social Policies. (translated)

Torino canta Guccini, flash mob in Piazza Castello
L
lastampa.it Aug 8

Private funerals for Francesco Guccini, the great singer-songwriter who passed away at the age of 86, were held in Pàvana, with his daughter Teresa sharing personal memories and reflections, while a public ceremony is scheduled in Bologna in September to allow fans to pay tribute to him. (translated)

Guccini, i funerali privati a Pàvana. La figlia Teresa: “Le domande sono il tuo più grande regalo”
ANSA.it Aug 8

The private funeral of Francesco Guccini took place in Pavana, where his daughter Teresa remembered her father with touching words, concluding her farewell with an emotional "Safe travels, daddy." (translated)

I funerali di Guccini, l'addio della figlia Teresa: 'Buon viaggio, babbo'

Francesco Guccini was buried privately in Pavana, in a sober ceremony attended by family and friends, including Cardinal Zuppi, while his daughter Teresa bid him a touching farewell saying, Good journey, dad, and a public commemorative ceremony will be organized in Bologna in September. (translated)

Francesco Guccini, funerali in forma privata a Pavana. La figlia Teresa: «Buon viaggio, babbo». Presente il cardinale Zuppi
Il Post Aug 8

Today, the main Italian newspapers highlight Spain's decision to introduce border controls towards Italy in response to similar Italian measures, while also commemorating the singer-songwriter Francesco Guccini and discussing the severe drought, with Il Manifesto focusing on the situation of the occupiers of Spin Time Labs in Rome. (translated)

Le prime pagine di oggi

With the death of Francesco Guccini, master of Italian songwriter culture, an era of popular culture comes to an end, one that has been able to elevate language and poetry to tools of depth and reflection, leaving a literary legacy that has marked and enriched many generations of listeners. (translated)

Guccini, un virtuoso della lingua, ha scritto sempre la stessa canzone

"Senza Livore..." Sapete perché Guccini non condivideva le vostre idee? Perché l'uomo alla sua sinistra, papà Ferruccio, passò due anni nei campi di prigionia di Leopoli e Amburgo. Nel 1943, dopo l'8 settembre, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e venne internato nei campi di lavoro in Germania Tornò a casa nel 1945, pelle e ossa, distrutto dal lavoro e dalla fame e dopo aver visto cose disumane che non volle mai raccontare. Fece appena in tempo a vedere nascere Francesco e quando lo rivide aveva già 5 anni. Pensate cosa si prova a non avere un padre per i primi 5 anni di vita, pensate come ci si sente a crederlo morto... Non avete mai preso pienamente le distanze da chi lo ha reso orfano per 5 anni, minizzate, ironizzate, idolatrate, ricordate, omettete, manipolate, rievocate, riaccendete... Potevate tacere come avete fatto il 2 agosto invece avete scelto la strada del vittimismo. "Voi siete solo un'ombra e tu, Francesco, il sole" #Guccini #MemoriaStorica #Vittimismo

The Italian writer and singer-songwriter Francesco Guccini, known as Il Maestrone and an emblematic figure of protest music, passed away on August 6, 2026, at the age of 86, leaving a legacy of songs that addressed social and political themes, as well as a distinguished literary career. (translated)

Muere el escritor y cantente Francesco Guccini, héroe de la canción protesta italiana

Francesco Guccini, the last poet of the twentieth century, captured the essence of History and tenderness in his songs, reflecting on themes of political commitment, everyday love, and solitude, achieving an incredible connection with generations of listeners through a deep and authentic poetry. (translated)

Francesco Guccini è stato l’ultimo poeta del Novecento: nelle sue canzoni la Storia e la tenerezza