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#Vittimismo

Alessandro Gonzato ha ricordato ad un’esponente grillina tutte le giravolte del suo partito. Di fronte all’elenco di temi da loro traditi, la reazione è stata la solita: vittimismo e fuga dal confronto. Il solito circo grillino. @GonzatoA https://t.co/UhmEFo4yQQ #politica #Italia #grillini

"Senza Livore..." Sapete perché Guccini non condivideva le vostre idee? Perché l'uomo alla sua sinistra, papà Ferruccio, passò due anni nei campi di prigionia di Leopoli e Amburgo. Nel 1943, dopo l'8 settembre, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e venne internato nei campi di lavoro in Germania Tornò a casa nel 1945, pelle e ossa, distrutto dal lavoro e dalla fame e dopo aver visto cose disumane che non volle mai raccontare. Fece appena in tempo a vedere nascere Francesco e quando lo rivide aveva già 5 anni. Pensate cosa si prova a non avere un padre per i primi 5 anni di vita, pensate come ci si sente a crederlo morto... Non avete mai preso pienamente le distanze da chi lo ha reso orfano per 5 anni, minizzate, ironizzate, idolatrate, ricordate, omettete, manipolate, rievocate, riaccendete... Potevate tacere come avete fatto il 2 agosto invece avete scelto la strada del vittimismo. "Voi siete solo un'ombra e tu, Francesco, il sole" #Guccini #MemoriaStorica #Vittimismo

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

SUL CARRO DEL GAY PRIDE DIFFAMA SALVINI: “FACEVA I POMPINI ALLE MIE AMICHE TRANS NEI BAGNI CHIMICI”. DI SERA PUBBLICA UN VIDEO PER RIBADIRE IL RACCONTO PORNO-DIFFAMATORIO. LA MATTINA SI SVEGLIA E RICORRE AL VITTIMISMO, PIAGNUCOLA E CHIEDE SCUSA: “HA STATO IL CALDO. HA STATO LO SPRIZ”. No, caro, ha stato che alcuni di voi gay, soprattutto in gruppo, vi sentite forti e intoccabili, nessuno può dire nulla ma voi potete diffamare, deridere, insultare, togliere la libertà di parola, distruggere la reputazione di qualcuno, ferire, ma sempre sventolando la bandierina arcobaleno e urlando “peace and love” di stocazzo. Non è stato il caldo. Non è stato lo spriz. È stato che, preso dal tuo egocentrismo e dal tuo protagonismo, volevi fare il tuo show personale e attirare l’attenzione collettiva sparandola grossa ma proprio grossissima su una persona che la vostra comunità considera un bersaglio di odio. Questo non è solo un reato. È pure becera vigliaccheria. #Pride #LibertàDiEspressione #DirittiLGBTQ+

Il Messaggero Jun 19

Igor Protti, ex calciatore, ha affrontato con coraggio il suo percorso di lotta contro il tumore al colon, dimostrando resilienza attraverso momenti significativi come il matrimonio della figlia e il calcio d'inizio, condividendo la sua esperienza senza vittimismo e diventando un simbolo di speranza per molti. #IgorProtti #Calcio #Tumore

Dalla figlia accompagnata all'altare al calcio d'inizio a Livorno, fino ai video in ospedale. I gesti simbolo della partita di Igor Protti contro il tumore

L'articolo analizza l'approccio di Giorgia Meloni di fronte a critiche e attacchi politici, evidenziando il pericolo dell'uso dell'intelligenza artificiale nella manipolazione della verità e della realtà, che potrebbe compromettere la democrazia e alimentare il vittimismo e gli scandali tra le forze politiche. #PoliticalManipulation #ArtificialIntelligence #TruthInCrisis

Giorgia Meloni in sottoveste e l'invenzione della verità | Aldo Cazzullo