In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi. Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale. #Islam #Femminismo #Intersezionalità
