Alessandro wrote that an era had come to an end and thanked Leo Messi, saying that for him, he would always remain number 10. #Messi https://t.co/UNkUHyGfiq #Messi #Calcio #Leggenda (translated)
Alessandro wrote that an era had come to an end and thanked Leo Messi, saying that for him, he would always remain number 10. #Messi https://t.co/UNkUHyGfiq #Messi #Calcio #Leggenda (translated)
Giorgio Spalluto described Novak Djokovic's victory against the number one in the Race, whom he considered the likely next number one in the world, as one of the legendary feats of his career. He noted that, at 39 years old, it was astounding to play at that level and argued that such a performance made it hard to imagine retirement. https://t.co/LmuDHgxy59 #Djokovic #Tennis #Sport (translated)
Antonello Gioia wrote that, in his opinion, the team principal should have resigned at the end of the race after a disastrous performance. He said that the team had been outclassed on the track and that the two drivers had been put in difficulty like rookies, mentioning a strong embarrassment. #F1 #Motorsport #Sportivi (translated)
Eleonora Aloise told the story of the tennis player Yunchaokete Bu, born in 2002 in Xinjiang, in the Mongolian community of Bortala. According to the author, his original name was Buyunchaokete, written all together, because surnames were not used in the community. Aloise added that the ATP would have derived a surname by separating the name and that he was called Bu or Bert. In her story, Bu's father died before his birth, and after his mother remarried and moved away, the child was entrusted to his paternal grandparents. Pastors who did not know Mandarin and lived with limited means, the grandparents sent him to the SOS Children’s Village in Urumqi so that he could study. Aloise wrote that when Bu was five years old, the youth tennis coach Luo Yong arrived at the center to engage the kids in physical activities. In the post, she attributed the discovery of the boy's talent to Lu Yang: according to Aloise's words, Bu was neither the fastest nor the strongest, but the one who worked hardest. The coach then proposed that he transfer to his sports center in Huzhou, 3,000 kilometers from Bortala, and Bu agreed. Aloise described the journey as a series of coincidences and detours, evoking the legendary names of the region and comparing the opportunity Bu received to a letter from Hogwarts. She concluded by suggesting that his more suitable name could be Jangar, the protagonist of the local epic. #tennis #tennis #storia #sport (translated)
Umberto Pizzi, il leggendario fotoreporter che ha immortalato oltre sessant'anni di storia italiana, dalla Dolce vita ai protagonisti della politica contemporanea, è morto all'età di 89 anni, lasciando un'eredità piccante e controversa nel mondo della fotografia e del gossip. #UmbertoPizzi #Fotografia #LeggendaDelGossip

Imbrattare il murale dedicato a Franco Baresi è una vergogna assoluta, non so se per legge siano previste sanzioni, nel caso spero venga individuato il responsabile e venga punito. Oltre a ricordargli che un murale può essere rifatto, Baresi rimane una leggenda e lui un poveretto. #FrancoBaresi #murale #vergogna
Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera. In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo. Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze. Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro. Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce di Federico Ferri, direttore di Sky Sport #Elena #Tennis #SkySport
🔵🔴Quanto è stato realmente possibile il suo trasferimento al Barça? Deco: "Prima di tutto credo che Lautaro sia un idolo dell’Inter e noi abbiamo molto rispetto per questo. Per me è un giocatore fantastico, straordinario. È un’icona, una leggenda dell’Inter ed è il capitano. Proprio per rispetto del giocatore e del club, nel momento in cui l’Inter ci ha comunicato che non era disponibile a trattare, non abbiamo più insistito e non ne abbiamo più parlato. Cerchiamo di fare le cose in maniera molto corretta e trasparente. Poi è normale che ci siano speculazioni sulla stampa, fa parte del lavoro, ma i club devono essere molto chiari su queste cose. È vero, però, che a un certo punto, tra gli attaccanti che stavamo valutando e che ritenevamo adatti al Barcellona, Lautaro era uno di questi. Ma quando il mio presidente ha parlato con i responsabili dell’Inter ed è stato detto che il giocatore non era in vendita, per rispetto non ne abbiamo più parlato e non siamo mai entrati in contatto né con il giocatore né con il suo agente. È comunque vero che era un calciatore che ci piaceva molto e ci piace molto. Anche personalmente, Lautaro mi piace tantissimo" @tancredipalmeri @tvdellosport #Barcellona #LautaroMartinez #Calcio
Cari tifosi dell'Udinese, sabato 26 settembre, allo Stadio Florian Krygier di Stettino, il nostro Pogoń Szczecin ospiterà la vostra Udinese Calcio in un'amichevole speciale. Non è una partita come le altre: è organizzata per Robert Dymkowski, leggenda del nostro club (347 presenze, 120 gol tra il 1990 e il 2002, poi allenatore della squadra femminile), che da tempo combatte contro la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Questa partita esiste anche grazie al vostro allenatore, Kosta Runjaić, che ha guidato la nostra panchina prima di arrivare a Udine. È stato lui, insieme al suo staff, a rendersi disponibile per organizzare questo incontro con impegno personale — un gesto che a Stettino non dimenticheremo. L'intero incasso netto della partita, insieme ai proventi delle maglie ufficiali, delle sciarpe speciali e dell'asta di beneficenza, sarà devoluto a Robert e alla sua famiglia per sostenerlo nella vita di tutti i giorni. Ad oggi sono già stati venduti oltre 5.000 biglietti. Chi desidera contribuire direttamente può farlo anche tramite la raccolta fondi ufficiale: 🔗 https://t.co/spaO7Ka3c1 Per questo ci rivolgiamo a voi, tifosi bianconeri: seguite questa partita, parlatene, condividete la storia di Robert. Che siate a Stettino sabato o che seguiate la squadra da Udine, il vostro sostegno conta quanto quello dei nostri tifosi. Il calcio, quando serve davvero, sa unire due città lontane per una causa più grande di qualsiasi risultato. Grazie, Udinese. Forza Robert. #CałaPogońGraDlaDymka #PogońUdinese @Udinese_1896 @TuttoUdineseit @Udineseblog_ @Gazzetta_it @CorSport @SkySport @cmdotcom @SerieA #Calcio #Solidarietà #Amichevole
Il primo allenamento di Zinedine Zidane come commissario tecnico della Francia ha visto solo 12 giocatori in campo, impegnati in esercizi tecnici mentre alcuni mostrano nervosismo sotto l'occhio attento del leggendario ex calciatore. #ZinedineZidane #Francia #Calcio

L'ultimo saluto a Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter scomparsa a 83 anni, si è svolto nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, accolto da applausi e commoventi omaggi da parte dei tifosi, tra cui il coro Grazie capitano. #SandroMazzola #Inter #Calcio

Milano ha dato un commosso addio a Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter e della nazionale, durante i suoi funerali alla Basilica di Sant’Ambrogio, dove centinaia di persone, tra cui VIP e ex calciatori, hanno espresso gratitudine per il suo straordinario contributo alla città e al calcio italiano. #SandroMazzola #Inter #LuttoCittadino

Si è svolto oggi il funerale di Sandro Mazzola, leggendario calciatore dell'Inter e della Nazionale italiana, alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano, con la partecipazione di ex giocatori, tifosi e autorità che hanno reso omaggio alla sua straordinaria carriera. #SandroMazzola #Inter #Calcio

⚫️🔵Marotta: "Mazzola è una leggenda della nostra Inter che se ne va, se ne va un personaggio che comunque ha generato emozioni non solo nel mondo interista. E quindi noi abbiamo un dovere principale che è di preservare nella memoria i valori che questa memoria contiene e che dobbiamo obbligatoriamente trasmettere ai nostri giovani, non solo delle giovanili, ma a tutti coloro i quali poi diventeranno gli uomini di domani. In Mazzola si trovano tanti elementi che possono stabilizzare la crescita delle persone, la qualità, la cultura del lavoro e il senso di appartenenza, che è un viatico importante per il mondo giovanile" @fcin1908it #Inter #Mazzola #Giovani
Un tempo le uniche partite trasmesse in tv erano quelle di Coppa dei Campioni. A 21 anni, era normale restare incantati davanti al Real Madrid di Puskás, Gento e Di Stéfano. Meno normale affrontarli in finale. Prima di Inter-Real Madrid, Luis Suárez dovette scuotere Sandro Mazzola: «Noi andiamo a giocare. Tu resti qui a guardare?». Risposta? 3-1 e doppietta ai blancos. Sandro era un figlio dell’Inter, quasi letteralmente. Perse suo padre Valentino a sei anni nella tragedia di Superga e Veleno Lorenzi lo prese sotto la sua ala. «L’Inter mi ha dato una cosa che non aveva prezzo: una possibilità». Mazzola la ripagò con 565 presenze e una sola maglia. Dopo quella finale di Vienna, Puskás gli regalò la sua maglia: «Ho visto giocare tuo padre. Sei degno di lui». Portava un cognome leggendario e con classe, tenacia e perseveranza ha reso leggendario anche il suo nome. Se ne è andato nel giorno dei 100 anni di San Siro, lui che lì aveva vinto la Coppa dei Campioni. Oggi Milano lo saluta per l’ultima volta. #Inter #Calcio #Sport
Foto numero 1: Tifosi dell'Inter alla morte di una leggenda bianconera Foto numero 2: Tifosi Juve alla morte di una leggenda nerazzurra Che bello essere noi, ma più semplicemente, che bello non essere voi https://t.co/onvKaduyMc #Inter #Juventus #Calcio
Chivu: "Abbiamo perso una vera leggenda, un'icona dell'Inter e del calcio. Un'icona mondiale. Mandiamo le condoglianze a tutta la famiglia Mazzola" https://t.co/RJ7grzZ1Lt #Calcio #Inter #Condoglianze
"Sandro Mazzola è un pezzo della leggenda nerazzurra: sta a noi conservare la memoria di questa icona" Il ricordo del Presidente Giuseppe Marotta nel pre di #RomaInter ⬇️ https://t.co/ZPSYqe1F10 #Inter #Mazzola #Leggenda
Con Sandro #Mazzola scompare un grandissimo campione, un'icona dello sport e del calcio italiano ed europeo. Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, Sandro seppe costruire una leggenda tutta sua, conquistando successi straordinari per la sua Inter e per la Nazionale https://t.co/Tx7rCg3m7W #Mazzola #calcio #sport #IT #EU