Zero gradi nel cuore dell’estate? In Italia può succedere anche durante una rimonta subtropicale intensa. Sembra quasi un paradosso, ma non lo è. Mentre in molte zone l’Italia è sotto una massa d’aria molto calda, esistono luoghi particolari dove durante la notte la temperatura può crollare in modo sorprendente. La scorsa notte, nella dolina di Santa Maria, tra Lazio e Abruzzo, a circa 1700 metri di quota, è stata registrata una minima intorno a 0°C. Il tutto mentre lo zero termico si trovava molto più in alto, intorno ai 4600 metri. Com'è possibile? Le doline alpine e appenniniche sono piccoli laboratori naturali di microclima. Di notte, con cielo sereno e vento assente, il terreno disperde rapidamente calore verso l’alto. L’aria immediatamente a contatto con il suolo si raffredda, diventa più pesante e scivola verso il punto più basso della conca. A quel punto accade una cosa molto semplice, l’aria fredda si raccoglie sul fondo, quasi come farebbe l’acqua dentro una vasca. Se il vento non riesce a rimescolare gli strati d’aria, quella conca trattiene il freddo e può generare inversioni termiche molto marcate. Il risultato è che sul fondo della dolina si possono registrare temperature anche 20-25°C più basse rispetto alle zone circostanti o alle cime vicine. Non è una smentita del caldo in quota, è l’effetto locale di una geografia particolare, unita a cielo sereno, calma di vento e forte raffreddamento notturno del suolo. La dolina di Santa Maria è nota proprio per questo comportamento. In inverno, nelle condizioni giuste, può scendere anche verso valori intorno ai -30°C. L’Italia non ha un solo clima, ha decine di microclimi che convivono nello stesso momento. Caldo intenso in pianura, zero termico altissimo in quota e, in alcune conche chiuse, aria fredda intrappolata come in una piccola freezer naturale. #Italia #Clima #Microclimi