Non si può affatto dire che Leone proceda piano piano: sta procedendo a marce forzate, senza minimamente preoccuparsi delle reazioni — anche perché le reazioni sono poche, e quelle poche vengono prontamente sedate. Ciò che è cambiato rispetto a Bergoglio non è la velocità: è il volto. Bergoglio urlava, e chi urla sveglia; Prevost sorride, e chi sorride addormenta. Ma è un sorriso glaciale, il ghigno di chi sa di non incontrare resistenza. Si guardi ai fatti, non ai modi. L’agenda non è stata rallentata: è stata potenziata su tutti i fronti — sinodalità, ecologismo, immigrazionismo, ecumenismo sincretico, normalizzazione dell’ideologia LGBTQ+. E si guardino soprattutto le nomine, che di un pontificato sono la prova del nove: non ve n’è una sola che faccia eccezione; non un uomo di dottrina sicura promosso, non un nemico della Fede rimosso. Su ciascun capitolo Prevost è andato oltre il predecessore. #Cattolicesimo #Chiesa #Pontificato









