Emanuele Floridi è stato chiamato poco più di un anno fa per fare il responsabile della comunicazione della Lazio, non il pedagogista della lazialità. Da quello che ha scritto oggi si capisce bene perché quel compito sia stato assolto così male fin dall'inizio. Tanta retorica, supponenza e una conoscenza pressoché nulla delle persone a cui si rivolge. Fa una certa impressione vedere come nella sua ripetitiva e surreale ricostruzione ci sia molto di ciò che i tifosi dovrebbero capire della società e pochissimo di ciò che la società dovrebbe capire dei tifosi. Manca qualsiasi riferimento, anche solo accennato, alle responsabilità di chi governa il club da oltre vent'anni e alle ragioni che hanno portato alla situazione attuale. Pessimo poi il passaggio su Igor Protti. Partecipare alla sua commemorazione dovrebbe essere un gesto di silenzioso rispetto, non una concessione da rivendicare o un gesto da inserire nel bilancio delle buone azioni della società. Buttarlo lì, tanto per dare forza a un'arringa difensiva risulta quasi meschino. Un'ultima considerazione: “A volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio Lotito”, scrive Floridi. È così, caro Emanuele. Ma a sovrapporre la propria figura alla Lazio fino a renderle inscindibili è stato soprattutto Lotito. Forse, più che spiegare ai tifosi come dovrebbero vivere la loro passione, sarebbe il caso di provare a gestire queste derive consigliando al presidente di pesare meglio parole, toni e comportamenti. Anche questo, in fondo, rientrerebbe nel tuo lavoro. #sslazio #lotito #Lazio #Calcio #Tifosi






