Foreign Minister Antonio Tajani drew attention to the potential Russian interference in the elections of European Union countries, emphasizing the need for vigilance and prevention against cyber attacks. (translated)

💙 Un tempo, un bambino su mille poteva essere paralizzato dalla poliomielite. Oggi siamo a un passo dall’eradicazione. Per decenni, la poliomielite ha fatto paura a milioni di famiglie. Bastava un’infezione per cambiare una vita per sempre. Poi sono arrivati i vaccini. Dal 1988, più di 2,5 miliardi di bambini sono stati vaccinati. I casi di poliomielite nel mondo sono diminuiti di oltre il 99% e circa 20 milioni di persone sono state risparmiate dalla paralisi permanente. Ventimilioni di vite che hanno potuto continuare senza quella malattia. Milioni di bambini che hanno potuto correre, giocare, crescere. 🧒🏽❤️ Due dei tre ceppi di poliovirus selvaggio sono già stati eradicati. Ma l’ultimo passo è il più difficile. A metà del 2026, il poliovirus selvaggio di tipo 1 continua a circolare in modo endemico soltanto in Afghanistan e Pakistan. Il traguardo è vicino, ma non ancora raggiunto. Perché finché il virus continuerà a circolare, nessun Paese sarà davvero al sicuro. 🌍 La storia ci ha dimostrato che possiamo fermarlo. Ogni vaccinazione significa protezione. Ogni comunità vaccinata significa meno possibilità per il virus di circolare. Ogni bambino protetto ci avvicina a un giorno in cui la poliomielite non sarà più una minaccia, ma soltanto un ricordo nei libri di storia. Siamo arrivati fin qui. Ora non fermiamoci proprio sulla soglia. 💙 #Poliomielite #Vaccini #Vaccinazione #Prevenzione #SalutePubblica #GlobalHealth #Immunizzazione #PolioEradication #Eradicazione #ProteggiamoIFuturi #Poliomielite #Vaccini #SalutePubblica
The Toscana virus, transmitted by sandflies, has affected the singer-songwriter Tommaso Paradiso, causing symptoms like headaches and mental confusion, and requires preventive measures to reduce the risk of infection, as there is no person-to-person transmission and currently no specific antivirals or vaccines are available. (translated)

The Forum Droghe requests that the prevention of overdose deaths becomes a national objective, highlighting that in Italy in 2025, there were 249 deaths from intoxication, an increase of 7.8% compared to the previous year. (translated)

In queste ore penso ad Alessandro #DiBattista e, prima ancora di ogni considerazione politica, gli auguro sinceramente di rimettersi. Da quello che è stato riferito, tutto sarebbe iniziato con un fortissimo mal di testa, seguito da un grave malore e dalla perdita di conoscenza. Tra le ipotesi c’è quella di un ictus, anche se al momento non risulta una diagnosi definitiva resa pubblica. Non sono un neurologo e non mi permetto quindi di fare diagnosi. Ma proprio per questo credo sia importante ricordare una cosa molto semplice: di fronte ai sintomi di un possibile ictus, il tempo è fondamentale. Riconoscere rapidamente i segnali, chiamare immediatamente i soccorsi e arrivare il prima possibile in una struttura adeguata può cambiare radicalmente la prognosi. Un forte mal di testa improvviso, una perdita di coscienza, difficoltà nel parlare, alterazioni della forza o della sensibilità, problemi alla vista o all'equilibrio non sono sintomi da sottovalutare. E questa vicenda porta inevitabilmente anche a parlare di Cuba. Per decenni la sanità cubana ha rappresentato, nonostante le enormi difficoltà economiche, un caso di grande interesse internazionale: una forte rete di medicina territoriale, un numero elevato di medici, una tradizione importante nella prevenzione, nella formazione e nella ricerca biomedica. Oggi, però, quel sistema è sottoposto a una crisi profondissima. Mancano farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e persino risorse energetiche essenziali. Le conseguenze sulla capacità degli ospedali di garantire cure tempestive e complesse sono ormai documentate. E sarebbe ipocrita ignorare una delle cause: l'embargo/sanzioni statunitensi hanno contribuito pesantemente a rendere fragile l'approvvigionamento cubano, anche attraverso le difficoltà di accesso a farmaci, tecnologie, componenti e finanziamenti internazionali. Questo non significa negare le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte economiche e politiche: significa semplicemente riconoscere che la realtà è più complessa dello slogan "Cuba è povera perché il socialismo non funziona". La Cuba di oggi non è quella di qualche decennio fa. E sarebbe sbagliato raccontare la sanità cubana come se nulla fosse cambiato. Ma sarebbe altrettanto sbagliato cancellare ciò che Cuba ha saputo costruire. Pensiamo alle vaccinazioni pediatriche. Cuba ha sviluppato una propria capacità scientifica e produttiva nel campo dei vaccini e ha raggiunto livelli di copertura molto elevati. Durante la pandemia è arrivata persino a vaccinare i bambini a partire dai 2 anni con vaccini sviluppati sull'isola, diventando il primo Paese a farlo. Su prevenzione, vaccinazioni e organizzazione della sanità pubblica, Cuba ha insegnato qualcosa al mondo e può ancora insegnare qualcosa a molti Paesi, compresi gli Stati Uniti. Si può criticare il governo cubano senza negare i risultati storici della sanità cubana. Si può denunciare l'embargo americano senza trasformare Cuba in un modello perfetto. Si può difendere il diritto alla salute senza fare propaganda per nessuno. E soprattutto, in questo momento, si può parlare di tutto questo senza dimenticare la cosa più importante: Alessandro, forza. Speriamo davvero che tu possa tornare presto. #Cuba #Sanità #Salute
I numeri dell’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 27 agosto, non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Sono 432 i casi confermati di infezione da #WestNile virus in Italia nel 2026e 17 i decessi notificati. Sette giorni prima i casi erano 312. Il West Nile virus circola stabilmente in Italia. Il nostro Paese è ormai un territorio endemico per questa infezione e il rischio non può più essere trattato come un evento eccezionale. E non è un problema isolato. West Nile, dengue, chikungunya e altre arbovirosi trasmesse dalle zanzare rappresentano una sfida crescente per la sanità pubblica. Il cambiamento delle condizioni climatiche ed ecologiche può modificare la distribuzione e la capacità di trasmissione dei vettori. Questo impone di rafforzare sorveglianza, prevenzione e risposta. E qui emerge il vero problema italiano: continuiamo a intervenire quando il problema è già visibile. La prevenzione non può consistere nel ricordare ai cittadini, a stagione iniziata, di eliminare l’acqua stagnante o di proteggersi dalle punture. La prevenzione è una cosa molto più seria. Significa sorveglianza epidemiologica ed entomologica permanente, controllo dei vettori, sistemi di allerta rapidi, raccolta e condivisione tempestiva dei dati, coordinamento tra Ministero, Regioni, Comuni e servizi sanitari territoriali. E significa soprattutto comunicazione del rischio. I cittadini devono sapere quali sono i rischi, come si trasmettono queste infezioni, quali misure adottare e quando rivolgersi ai servizi sanitari. Non quando l’emergenza è già esplosa, ma prima. Perché una cosa dovrebbe essere ormai chiara: con un clima che cambia, anche l’epidemiologia cambia. Continuare a considerare queste infezioni come episodi estivi da affrontare di anno in anno significa non aver compreso la natura del problema. L’Italia non può permettersi una sanità pubblica che rincorre i virus dopo che sono arrivati. Perché ogni volta che aspettiamo i numeri dell’emergenza, abbiamo già perso tempo prezioso. #WestNile #SanitàPubblica #Prevenzione
To tackle mosquito-borne diseases such as malaria and the West Nile virus, more coordinated surveillance and pest control at the public health level is necessary, as emphasized by microbiologist Francesco Broccolo, highlighting the importance of collective actions to protect the community during this warm and humid phase of summer. (translated)

Quando una professionista che ricopre anche un ruolo di consulenza per il #MinisterodellaSalute interviene pubblicamente su una vicenda sanitaria così delicata, le sue parole non possono essere liquidate come una semplice opinione personale. E allora una domanda è inevitabile: le dichiarazioni della dottoressa Maria Rita #Gismondo sulla gestione del caso di difterite rappresentano anche la posizione del Ministero della Salute? Perché, se non la rappresentano, il ministro Schillaci dovrebbe dirlo con chiarezza e senza ambiguità. E se invece la rappresentano, allora il Ministero deve assumersene pubblicamente la responsabilità e spiegare su quali basi scientifiche e cliniche si fondi quella posizione. La difterite non è una questione da talk show. È una malattia infettiva grave, prevenibile con la vaccinazione, che può provocare complicanze importanti e persino la morte. Lo stesso Ministero della Salute la definisce una malattia per la quale la prevenzione vaccinale è fondamentale. Per questo trovo inaccettabile che si possa delegittimare o mettere sotto accusa il lavoro dei medici che affrontano quotidianamente i pazienti, senza che venga chiarito chi parla a titolo personale e chi, invece, parla con l'autorevolezza di un incarico istituzionale. Non servono polemiche personali. Serve trasparenza. Al Ministro della Salute chiedo quindi una cosa molto semplice: le affermazioni della dottoressa Gismondo sul caso della #difterite sono oppure no la posizione ufficiale del Ministero della Salute italiano? Se sì, lo si dica ufficialmente. Se no, il Ministero prenda le distanze e chiarisca quale sia la propria posizione. Su una malattia infettiva seria come la difterite, l'Italia non può permettersi ambiguità istituzionali. Urge una posizione ufficiale. #Difterite #Vaccinazione #MinisteroDellaSalute
Giù le mani dalla scienza. I cazzari dell’informazione e della politica possono giocare con tutto tranne che con la salute. Le #malattieinfettive non hanno un colore della pelle, un passaporto o un orientamento politico. Tubercolosi, difterite, scabbia, morbillo e molte altre infezioni non sono “malattie dei migranti. Sono malattie che esistono da sempre e che hanno riguardato e riguardano anche la popolazione italiana. I dati sulla tubercolosi sono molto chiari: l’Italia è oggi un Paese a bassa endemia, ma nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, pari a 5,3 casi ogni 100.000 abitanti. Il tasso era 9,2 per 100.000 nel 1995. La tubercolosi non una “malattia dei migranti”. Esistono differenze di rischio legate a condizioni sociali, sanitarie e ambientali: povertà, sovraffollamento, difficoltà di accesso alle cure, diagnosi tardive e condizioni di vita precarie possono favorire la trasmissione. E soprattutto: la tubercolosi non guarda il colore della pelle. Si trasmette principalmente per via aerea, soprattutto in caso di contatti prolungati in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati. Lo stesso vale per il morbillo. Nel 2025 in Italia sono stati segnalati 529 casi, e l'87,6% dei casi per i quali lo stato vaccinale era noto risultava non vaccinato. Nel 2024 erano stati 1.045. Il morbillo continua quindi a circolare in Italia e il principale strumento di prevenzione è la vaccinazione. La risposta seria alle malattie infettive non è dividere le persone tra “noi” e “loro”. È prevenire, vaccinare, diagnosticare tempestivamente, curare, fare sorveglianza epidemiologica e garantire accesso alle cure. Le malattie infettive vanno combattute tutti insieme, senza divisioni politiche e senza trasformare la salute pubblica in uno strumento di propaganda. Il razzismo sanitario è una delle peggiori forme di politica sanitaria: perché sostituisce la prevenzione con il pregiudizio e la scienza con la paura. La vera sanità pubblica non chiede da dove vieni. Si chiede come impedire che una malattia si trasmetta, come proteggere le persone più vulnerabili e come garantire a tutti gli strumenti per stare bene. Per questo servono più vaccini, più prevenzione e soprattutto più alfabetizzazione sanitaria: cittadini informati sono cittadini più capaci di proteggere sé stessi e gli altri. Contro le malattie infettive: meno stigma, più scienza. Meno divisioni, più salute pubblica. #SalutePubblica #Vaccinazione #MalattieInfettive
The West Nile virus continues to spread in various Italian regions, with an increase in cases, including the death of a 72-year-old woman in the Naples area and 24 confirmed infections in Sardinia, prompting health authorities to intensify preventive and disinfestation measures. (translated)

In the province of Oristano, 24 cases of West Nile virus infection have been reported, with ten people currently hospitalized, while a 72-year-old woman has died in the province of Naples due to the virus, prompting health authorities to intensify prevention and prophylaxis measures against mosquito bites. (translated)

#Difterite a #Palermo: una bambina morta, nuovi positivi tra i familiari. Dal Ministro #Schillaci e dalla capo della Prevenzione #Campitiello, ancora nessuna dichiarazione pubblica. Sui #vaccini la prudenza politica non è mai troppa? #Difterite #Vaccini #Salute
Credo che, alla luce della situazione delle coperture vaccinali in Sicilia, sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero. Non si tratta di una posizione “contro” qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione. La vaccinazione contro la difterite è obbligatoria in Italia e il Ministero della Salute indica proprio l’ingresso nella scuola primaria come momento importante per il richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite. Per questo sarebbe importante verificare persona per persona la reale somministrazione dei vaccini previsti, non limitandosi a dati aggregati o autocertificazioni, e attivare rapidamente i recuperi necessari. Nel 2026, in un Paese con un sistema sanitario evoluto, anche un solo nuovo caso di difterite dovrebbe essere considerato un evento da prevenire con la massima determinazione, non qualcosa a cui rassegnarsi. Prima di riaprire le aule, bisognerebbe fare tutto ciò che è possibile per renderle sicure. #SalutePubblica #Vaccinazione #Prevenzione
“L’aborto non è un diritto. Vogliamo prevenzione, sostegno concreto a chi sceglie di tenere un figlio e riconoscimento giuridico del concepito”
Beh, diciamo che vaccinarsi serve anche a evitare di stare male, le malattie infettive non sono una passeggiata di salute. Politicanti e ciarlatani dovrebbero favorire la cultura della salute, non diffondere bugie e paure infondate. Ma viviamo in una realtà ormai incomprensibile. https://t.co/4longgNwqj #Vaccinazione #Salute #Prevenzione
Ten years after the devastating earthquake of August 24, 2016, which caused 299 victims, President Sergio Mattarella and Prime Minister Giorgia Meloni commemorated the victims in Amatrice, emphasizing the importance of quickly completing the reconstruction and strengthening prevention mechanisms. (translated)

Ten years after the Amatrice earthquake, President Sergio Mattarella emphasized the importance of reconstruction and prevention, expressing solidarity with the victims and recognizing the value of volunteering, while Prime Minister Giorgia Meloni highlighted the progress in reconstruction and the government's commitment to the rebirth of the central Apennines. (translated)

The article highlights how diphtheria, a potentially lethal disease caused by the bacterium Corynebacterium diphtheriae, can still pose a risk in Italy, where it has been almost eradicated thanks to vaccines, but the recent death of an unvaccinated girl has brought attention back to the need for prevention through vaccination. (translated)

Six women have been killed in Italy since Ferragosto, highlighting the failure of the Meloni government in preventing gender-based violence and raising an urgent appeal from associations for real change and greater institutional attention towards femicide. (translated)
