Il caldo di questi giorni non è solo una questione di temperatura. È anche una questione di punto di rugiada. In molte zone d’Italia, in queste ore, il punto di rugiada si mantiene su valori molto elevati, spesso compresi tra 20 e 25°C. Come vi ho spiegato in precedenti post è un dato importante perché misura quanta umidità è realmente presente nell’aria. Più è alto, più l’atmosfera diventa pesante, afosa, poco favorevole alla dispersione del calore corporeo. Con un punto di rugiada intorno ai 20°C l’aria è già molto umida, tra 23 e 25°C entriamo in condizioni di afa marcata, a tratti opprimente. Quando l’aria contiene molta umidità, il sudore evapora con più difficoltà e se il sudore evapora meno, il corpo si raffredda peggio. Ecco perché due giornate con la stessa temperatura massima possono essere vissute in modo completamente diverso. Un conto sono 35°C con aria secca e ventilata, un altro conto sono 35°C con punto di rugiada oltre i 22-23°C. Nel primo caso il caldo può essere intenso ma più sopportabile. Nel secondo diventa molto più faticoso, soprattutto in città, nelle ore serali e per anziani, fragili, bambini e persone esposte all’aperto. Il numero dei gradi racconta una parte della storia. Il punto di rugiada spesso spiega perché quella storia diventa difficile da sopportare. #Caldo #Umidità #PuntoDiRugiada