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#PuntoDiRugiada

Il caldo di questi giorni non è solo una questione di temperatura. È anche una questione di punto di rugiada. In molte zone d’Italia, in queste ore, il punto di rugiada si mantiene su valori molto elevati, spesso compresi tra 20 e 25°C. Come vi ho spiegato in precedenti post è un dato importante perché misura quanta umidità è realmente presente nell’aria. Più è alto, più l’atmosfera diventa pesante, afosa, poco favorevole alla dispersione del calore corporeo. Con un punto di rugiada intorno ai 20°C l’aria è già molto umida, tra 23 e 25°C entriamo in condizioni di afa marcata, a tratti opprimente. Quando l’aria contiene molta umidità, il sudore evapora con più difficoltà e se il sudore evapora meno, il corpo si raffredda peggio. Ecco perché due giornate con la stessa temperatura massima possono essere vissute in modo completamente diverso. Un conto sono 35°C con aria secca e ventilata, un altro conto sono 35°C con punto di rugiada oltre i 22-23°C. Nel primo caso il caldo può essere intenso ma più sopportabile. Nel secondo diventa molto più faticoso, soprattutto in città, nelle ore serali e per anziani, fragili, bambini e persone esposte all’aperto. Il numero dei gradi racconta una parte della storia. Il punto di rugiada spesso spiega perché quella storia diventa difficile da sopportare. #Caldo #Umidità #PuntoDiRugiada

Marco M.M. Jun 13

Il numero che racconta davvero l’afa non è l’umidità relativa, è il punto di rugiada. Quando diciamo "umidità al 60%" stiamo usando un valore che dipende molto dalla temperatura dell’aria, per questo può ingannare, 60% con 22°C non ha lo stesso significato fisiologico di 60% con 34°C. Il punto di rugiada, invece, ci dice quanta umidità è realmente presente nell’aria, tecnicamente è la temperatura alla quale l’aria dovrebbe raffreddarsi, a pressione e contenuto di vapore costanti, per arrivare alla saturazione, più è alto il punto di rugiada, più l’aria è carica di vapore acqueo. Dovete sapere che il nostro corpo si raffredda anche attraverso l’evaporazione del sudore ma se l’aria è già molto umida, l’evaporazione diventa meno efficiente e il calore si disperde peggio, la pelle resta più bagnata, il respiro sembra più pesante e il disagio aumenta anche se la temperatura massima non è estrema. Ecco perché 31°C con punto di rugiada a 24°C possono risultare molto più pesanti di 36°C con aria secca e ventilata. In genere, quando il punto di rugiada supera i 20°C l’aria comincia a diventare afosa, sopra i 22-24°C il disagio può diventare marcato, soprattutto nelle città, nelle ore serali e notturne, con poco vento e minime elevate, come vi spiegavo nel post di questa mattina. Per fare un esempio pratico, oggi nella città di Roma la temperatura la temperatura massima è stata di 29 °C ma il punto di rugiada è rimasto contenuto tra i 13 ed i 15 °C, quindi ha fatto caldo ma l'afa è stata pressochè inesistente, dunque per capire quanto peserà davvero il caldo bisogna guardare anche il punto di rugiada. Le massime dicono quanto sale il termometro, il punto di rugiada dice quanta fatica farà il corpo a raffreddarsi. #Umidità #PuntoDiRugiada #Caldo