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#Raffinazione

The article analyzes how the scarcity of refining capacity in Europe, exacerbated by geopolitical conflicts, is causing an increase in pump fuel prices, even when the price of Brent oil falls, highlighting the challenges related to the supply of refined products and the potential excessive profits of refineries. (translated)

Dietro il caro carburanti il collo di bottiglia delle raffinerie: così i prezzi alla pompa salgono anche quando il Brent scende

Questa notte i droni ucraini hanno colpito le raffinerie di Afipsky, in Kuban, e di Novoshakhtinsk, nell’oblast’ di Rostov. L’Afipsky NPZ è situato a circa 20–30 km a sud-ovest di Krasnodar, in posizione favorevole rispetto a Novorossijsk e agli sbocchi del Mar Nero. La capacità storica di distillazione primaria è di circa 6,25 milioni di tonnellate annue; il salto qualitativo è arrivato con il complesso di idrocracking del gasolio da vuoto, entrato in funzione nel marzo 2025. La capacità complessiva dichiarata è così salita a 9,1 Mt/anno. L’obiettivo industriale della modernizzazione era ridurre il peso dei prodotti pesanti e massimizzare diesel e distillati leggeri conformi agli standard K5/Euro-5: profondità di raffinazione obiettivo fino al 93% e resa di prodotti leggeri fino all’82%. La vicinanza a Novorossijsk aggiunge rilevanza nell’ecosistema meridionale di esportazione e distribuzione del greggio e dei prodotti raffinati. Il Novoshakhtinskij zavod nefteproduktov (NZNP), operativo dal 2009, è ubicato nell’oblast’ di Rostov, a breve distanza dal confine ucraino. È l’unica raffineria della regione e produce diesel, olio combustibile, combustibili per riscaldamento e uso navale, benzina a distillazione diretta e, con l’ammodernamento, benzine Euro-5. La sua funzione va oltre il solo mercato locale. È parte della rete meridionale di carburanti e, secondo fonti ucraine, rifornisce le forze armate russe; la combinazione di prossimità geografica al teatro di guerra, produzione di diesel e capacità di spedizione ferroviaria/fluviale la rende particolarmente utile per il sostegno alle operazioni russe nel settore meridionale. Già ieri le Forze Armate dell'Ucraina avevano colpito con successo la Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ). In particolare, sono state colpite le unità di separazione del gas 1.U-272 e 2.U-272, con conseguente arresto di circa il 25% delle capacità produttive dell'impresa. Questo attacco assume una rilevanza critica per la Federazione Russa a causa della riduzione della produzione di zolfo. Attualmente, la Russia sta già importando zolfo per i propri bisogni, anche se pochi anni fa era uno dei principali esportatori. E lo zolfo è un elemento chiave per la produzione della polvere nera, mentre senza acido solforico è impossibile la sintesi di esplosivi (trilito, esogeno, ottogeno). Per riferimento: La materia prima del giacimento di gas e condensato di Astrakhan è estremamente difficile da lavorare: contiene una quota anormalmente elevata di acido solfidrico (circa 26%) e anidride carbonica (circa 16%). Prima che il gas possa essere pulito chimicamente, la miscela deve essere separata in fasi. Nella Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ), sono proprio le unità di separazione del gas a svolgere questo ruolo. #Ucraina #Droni #Energia

Nelle prime ora della mattinata è finita sotto attacco la raffineria di Salavat, in Baschiria, la quale lavora da sola circa il 2,7% del greggio del paese. L’impianto di proprietà di Gazprom, è in realtà un grande complesso integrato di raffinazione, petrolchimica e fertilizzanti: uno degli obiettivi energetici russi più rilevanti raggiunti dai droni ucraini in profondità. È stata colpita almeno quattro volte documentabili dal maggio 2024 al luglio 2026. Ha una capacità nominale di 10 milioni di tonnellate, sebbene nel 2024 si sia attestata sui 7,2 milioni. Il suo valore strategico aumenta perché combina produzioni di carburanti con petrolchimica e fertilizzanti. Produce anche cherosene, GPL, alcol, polietilene, polistirene e ammoniaca. Il 14 luglio scorso, dopo l’ultimo attacco da parte di droni ucraini, due fonti del settore citate da Reuters riferirono danni e arresto di entrambe le unità primarie, CDU-4 e CDU-6, con fermata complessiva dell’impianto. Il governatore baschiro Radiy Khabirov sostenne invece che i danni principali riguardassero passerelle portacavi e condotte di servizio e che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto pochi giorni. L’impianto aveva da poco ripreso a funzionare parzialmente. Altri attacchi stanotte sono avvenuti nel sud, con esplosioni a Melitopol, Berdyansk e Mariupol, ma soprattutto in Crimea, dove è stata colpita anche la centrale di Balaklava, lasciando al buio l’intera area di Sebastopoli. #Energia #Geopolitica #Ucraina

Buon mercoledì dal Wildberries e dalla Raffineria di Ryazan (ebbene sì, doppio colpo)! Il complesso Ryazan/Tyushovo si trova(va) nell’industriale park “Ryazansky”, vicino alla M-5, nel Rjazan’ district, area di Tjushovo, e funziona come distributive center aperto 24 ore su 24. Le fonti locali lo descrivono come un magazzino molto grande: nel 2024 dei lavori di ampliamento avrebbero portato la superficie complessiva a circa 173 mila m2, con capacità di stoccaggio raddoppiata e fino a 14 milioni di articoli sugli scaffali. La raffineria di Ryazan, gestita da Rosneft, è invece uno dei principali impianti di raffinazione russi ed è indicata come la più grande della regione. È in funzione dal 1960 e produce una gamma ampia di derivati: benzine AI-92 e AI-95, diesel, bitume e altri prodotti petroliferi. Le fonti la descrivono anche come un impianto di grande capacità, con circa 13-17 milioni di tonnellate annue a seconda dell’anno e della misura considerata, e con un peso rilevante nella raffinazione russa complessiva. Nel marzo 2024 la raffineria fu presa di mira da droni e scoppiò un incendio, secondo il governatore regionale e varie testate. Nel novembre 2025 Reuters ha riferito che la raffineria aveva sospeso la lavorazione del greggio dopo un altro attacco, con stop della principale unità di distillazione. A maggio 2026 è stato riportato un nuovo attacco con grande incendio e fermo dell’impianto, con conferme anche da Reuters e altri media. #Wildberries #Ryazan #Raffineria

Buon sabato mattina dalla raffineria di Noginsk, vicino a Mosca. Anche se formalmente viene spesso classificato come un grande deposito di petrolio (neftebaza), il sito di Noginsk dispone di infrastrutture per il trattamento e la miscelazione dei prodotti petroliferi che lo rendono un hub logistico e di raffinazione cruciale per l'intera area metropolitana di Mosca. La sua importanza è cresciuta esponenzialmente dopo che i precedenti attacchi ucraini (in particolare quello del 18 giugno scorso) hanno pesantemente danneggiato la principale Raffineria di Mosca (Kapotnya), mettendone fuori uso i moduli principali e costringendola a una sospensione prolungata della produzione. Di conseguenza, Noginsk è diventato uno dei terminali chiave per ridistribuire carburante (benzina e soprattutto diesel) verso la capitale e per sostenere la logistica militare e civile della regione. Canali russi locali e analisti OSINT (come Astra) hanno confermato che l'impianto è stato colpito, provocando un vasto incendio con dense colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Le fiamme avrebbero interessato l'area dei serbatoi di stoccaggio. Nella stessa ondata di attacchi, un altro grande incendio è scoppiato poco più a sud, a Elektrostal, all'interno di un gigantesco magazzino del rivenditore online Wildberries. #Petrolio #Logistica #Raffineria

A conferma della volontà dell’Ucraina di azzerare il trasporto di petrolio e carburanti nel Mar d’Azov, stanotte è stato preso di mira il terminal di Taganrog, l’infrastruttura portuale dove le navi colpite in questi giorni vengono caricate. In Kuban (Krasnodar Krai) è stata inoltre attaccata nuovamente la raffineria di Il'sk. Questa raffineria è stata già colpita molte volte, l'ultima il 2 giugno. La raffineria di Il'sk si trova nel villaggio di Il'sk, nel distretto di Severskij del Territorio di Krasnodar, a 50 chilometri da Krasnodar. La raffineria fa parte del gruppo delle grandi aziende di raffinazione del petrolio del Distretto Federale del Sud. Produce olio combustibile, carburante diesel, benzina, gas stabilizzato, carburante a basso punto di congelamento e distillato di condensato di gas. La capacità produttiva nel 2022 era di 6,6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Dopo questo è stata effettuata una modernizzazione e la capacità è stata aumentata. #Ucraina #Petrolio #Conflitto

Oggi il buongiorno ce lo dà il Polo petrolchimico di Nizhnekamsk in Tatarstan. Qui si trovano due complessi distinti principali. Il complesso TANECO (Tatneft) è una delle raffinerie più grandi e moderne di tutta la Federazione Russa. La sua capacità di raffinazione nominale è di oltre 16 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno. Produce un'ampia gamma di prodotti che include diesel, carburante per l'aviazione (jet fuel), oli lubrificanti e altre frazioni petrolifere. Il complesso TAIF-NK è un altro impianto industriale strategico, adiacente al polo chimico della città. Processa 7,3 - 8 milioni di tonnellate di greggio e condensati di gas all'anno. Si distingue per un tasso di profondità di raffinazione (refining depth) estremamente elevato (dichiarato superiore al 95%) grazie all'entrata in funzione del complesso di conversione profonda dei residui pesanti (HRCC), che riduce al minimo la produzione di olio combustibile a basso valore (mazut) a favore di carburanti leggeri. Entrambi gli impianti erano stati già attaccati a metà giugno. #Petrolchimico #Raffinazione #Tatarstan

Ieri i russi hanno distrutto un magazzino della Croce Rossa; stanotte gli ucraini hanno colpito un terminal di raffinazione del petrolio a San Pietroburgo. Scopri le differenze. Poi ci sono quelli, vedi qui sotto, che parteggiano per i primi #Russia #Ucraina #Guerra

Colpito dalle forze ucraine il terminal petrolifero di San Pietroburgo. La stupidità di Putin e dei russi che lo sostengono sta portando la Russia in un baratro: circa un terzo dell'intera capacità di raffinazione della Russia è stata messa fuori uso. La produzione di greggio lavorato è crollata del 25% rispetto a giugno 2025. Quella di benzina del 17%. Non c’è più neanche benzina per coprire il fabbisogno nazionale. #Ucraina #Putin #Russia

Abbiamo colpito obiettivi nella regione di Mosca, incluso un impianto di raffinazione del petrolio, oltre a bersagli nella regione di Rostov e in aree temporaneamente occupate. È la nostra risposta giusta agli attacchi russi contro città e infrastrutture ucraine. Chiedo ancora la diplomazia: la fine del conflitto richiede passi concreti da parte di Mosca.

Kiev colpisce Mosca, sui social ironie sulle esplosioni: "Sembrano Ufo"
www.lastampa.it
Il Messaggero May 31

Nonostante le preoccupazioni globali sulle carenze di carburante a causa della guerra in Medio Oriente, l'Italia si presenta per l'estate con solide scorte di petrolio e gas, e i prezzi al consumo rimangono sotto controllo, grazie all'aumento delle importazioni e della raffinazione. #EnergiaItalia #CarenzeCarburante #PrezziCarburante

Benzina, produzione e scorte in Italia è salvo il pieno estivo (e anche i prezzi tengono)