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#Raffinazione
Donald J. Trump 2d

In response, he received a warning from Donald Trump to end the drone attacks against the oil refining facilities of the Russian Federation. #DieselRusso #Trump #Energia (translated)

Diesel russo, qual è la strategia di Trump (e quali sono gli effetti): perché agli Usa serve proteggere gli impianti di Mosca
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Il Messaggero 2d

The agreement between Trump and Putin on Russian diesel has raised skepticism in the markets due to damage to refining infrastructure in Russia, and while it could lead to a temporary reduction in fuel prices in the United States, Ukrainian attacks on refineries and logistical uncertainties could limit the effectiveness of this strategy. #DieselRusso #Trump #Energia (translated)

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Diesel russo, qual è la strategia di Trump (e quali sono gli effetti): perché agli Usa serve proteggere gli impianti di Mosca
2701
Antonio M. Rinaldi 1w

Inflation, oil costs much more than what the official quotes say. Refining, geopolitics, and winter will push energy prices higher and higher. https://t.co/oGY5xvrbMz #Inflazione #Petrolio #Energia #IT (translated)

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Il Messaggero 2w

Military leader Ibrahim Traoré inaugurated Raffinor-BF in Ouagadougou, the first national gold refinery of Burkina Faso, with the ambitious goal of reducing dependence on foreign processing and retaining greater value in the country. #BurkinaFaso #RaffinazioneOro #IbrahimTraoré (translated)

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Una raffineria d?oro nel cuore dell?Africa, il piano (ambizioso) del leader militare Ibrahim Traoré
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🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ 2w

Eni mette un tetto al diesel a 2,19 €/litro. Sembra una buona notizia, finché non ti chiedi perché dobbiamo considerare "calmierato" un prezzo del genere. Dietro ci sono anche anni di politiche energetiche europee miopi, che hanno ridotto la capacità di raffinazione e aumentato la dipendenza dalle importazioni. Eni stessa parla di quasi 30 raffinerie europee chiuse negli ultimi 15 anni... Europa è sinonimo di coglioni. #Energia #Carburante #PoliticheEnergetiche

12210
Adolfo Urso 2w

Per cercare di fronteggiare i rincari, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il titolare dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, hanno convocato per giovedì 8 ottobre a palazzo Piacentini a Roma le società operanti nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati. #carburanti #Eni #prezzi

Caro-carburante, sconto dimezzato. Si muove l'Eni: tetto diesel a 2,19 euro al litro e benzina a 1,99
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Marco Setaccioli 2w

Stanotte le forze ucraine hanno ribadito ai russi che la guerra continuerà a tornare a casa di chi l’ha scatenata. Sono stati colpiti, tra gli altri: ▫️l'impresa scientifico-produttiva "Zavod Iskra" a Uljanovsk, che ha un ruolo rilevante nella filiera elettronica militare russa, soprattutto come produttore di componenti elettronici e a radiofrequenza destinati a sistemi d’arma, comunicazioni e apparati “speciali”; fa parte del gruppo statale russo Almaz‑Antey, il principale polo nazionale per difesa aerea e antimissile; ▫️la raffineria di petrolio "Permnefteorgsintez" (PNOS) a Perm, di proprietà di Lukoil, la settima per dimensioni in Russia, con oltre 13 milioni di tonnellate l’anno ed una profondità di raffinazione del 98%; l’attacco del 26 luglio aveva già messo fuori uso l’unità centrale cui faceva capo circa un terzo della capacità, ma al parziale stop si era parzialmente ovviato aumentando la portata degli altri; ▫️lo stabilimento "Voronezhsynthekachuk" a Voronež, un grande impianto petrolchimico del gruppo SIBUR specializzato in caucciù sintetici e polimeri SBS, la cui produzione è strategica per pneumatici, articoli tecnico‑industriali e filiere che possono servire anche mobilità e manutenzione militare; ▫️la raffineria di Novoshakhtinsk nell’oblast’ di Rostov, particolarmente strategica per la fornitura di combustili navali e per le forze armate con 5,6 milioni di tonnellate l’anno di capacità; l’impianto è peraltro dotato di un proprio terminale direttamente a Rostov sul Don da 3,5 Mt/anno e un terminale ferroviario da 1,7 Mt/anno; era già stato colpito il 3 giugno ed il 25 agosto; ▫️uno dei due centri di distribuzione OZON a Voronež (danni ancora da quantificare), i quali compongono insieme un polo da 1,1 milioni di ordini al giorno; ▫️il centro commerciale "Stroytsentr" nella Luhansk occupata. #Ucraina #Guerra #Russia

17066
L
lastampa.it 2w

L'articolo analizza l'aumento record dei prezzi del gasolio in 19 paesi europei, Italia inclusa, attribuendolo alle tensioni internazionali che incidono sui margini di raffinazione, evidenziando la dipendenza italiana dall'importazione di petrolio grezzo. #diesel #economia #conflitti

www.lastampa.it
Dal Golfo all’Ucraina fino a Donald: tutti i conflitti finiscono nel diesel
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Il Messaggero 4w

L'articolo analizza le cause della crescente crisi dei carburanti, evidenziando un calo del 75% delle forniture di diesel dalla Russia e dal Golfo Persico e la necessità di anni per ripristinare i livelli di produzione, mentre il mercato si prepara a una crisi prolungata. #petrolio #raffinazione #crisiEnergetica

www.ilmessaggero.it
Petrolio, durata del conflitto e raffinazione: ecco le cause della febbre dei carburanti
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giorgio bianchi Sep 8

Suicidio perfetto Di Marco Travaglio Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni. I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto? #UE #politica #crisi

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Il Messaggero Aug 31

La crisi della raffinazione globale ha spinto i prezzi del gasolio a livelli record, superando quelli del greggio, con un'assenza del 40% della produzione che sta causando allarmi in tutto il mondo, inclusa l'Europa. #crisiRaffinazione #prezziCarburanti #mercatoEnergetico

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Carburanti, è allarme raffinazione. Il gasolio corre più del greggio
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Il Fatto Quotidiano Aug 25

L'articolo analizza come la scarsità di capacità di raffinazione in Europa, aggravata da conflitti geopolitici, stia causando un aumento dei prezzi dei carburanti al pompa, anche quando il prezzo del petrolio Brent scende, ponendo l'accento sulle difficoltà legate all'approvvigionamento di prodotti raffinati e sui potenziali profitti eccessivi delle raffinerie. #Carburante #Raffinerie #Prezzi

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Dietro il caro carburanti il collo di bottiglia delle raffinerie: così i prezzi alla pompa salgono anche quando il Brent scende
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Marco Setaccioli Aug 25

Questa notte i droni ucraini hanno colpito le raffinerie di Afipsky, in Kuban, e di Novoshakhtinsk, nell’oblast’ di Rostov. L’Afipsky NPZ è situato a circa 20–30 km a sud-ovest di Krasnodar, in posizione favorevole rispetto a Novorossijsk e agli sbocchi del Mar Nero. La capacità storica di distillazione primaria è di circa 6,25 milioni di tonnellate annue; il salto qualitativo è arrivato con il complesso di idrocracking del gasolio da vuoto, entrato in funzione nel marzo 2025. La capacità complessiva dichiarata è così salita a 9,1 Mt/anno. L’obiettivo industriale della modernizzazione era ridurre il peso dei prodotti pesanti e massimizzare diesel e distillati leggeri conformi agli standard K5/Euro-5: profondità di raffinazione obiettivo fino al 93% e resa di prodotti leggeri fino all’82%. La vicinanza a Novorossijsk aggiunge rilevanza nell’ecosistema meridionale di esportazione e distribuzione del greggio e dei prodotti raffinati. Il Novoshakhtinskij zavod nefteproduktov (NZNP), operativo dal 2009, è ubicato nell’oblast’ di Rostov, a breve distanza dal confine ucraino. È l’unica raffineria della regione e produce diesel, olio combustibile, combustibili per riscaldamento e uso navale, benzina a distillazione diretta e, con l’ammodernamento, benzine Euro-5. La sua funzione va oltre il solo mercato locale. È parte della rete meridionale di carburanti e, secondo fonti ucraine, rifornisce le forze armate russe; la combinazione di prossimità geografica al teatro di guerra, produzione di diesel e capacità di spedizione ferroviaria/fluviale la rende particolarmente utile per il sostegno alle operazioni russe nel settore meridionale. Già ieri le Forze Armate dell'Ucraina avevano colpito con successo la Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ). In particolare, sono state colpite le unità di separazione del gas 1.U-272 e 2.U-272, con conseguente arresto di circa il 25% delle capacità produttive dell'impresa. Questo attacco assume una rilevanza critica per la Federazione Russa a causa della riduzione della produzione di zolfo. Attualmente, la Russia sta già importando zolfo per i propri bisogni, anche se pochi anni fa era uno dei principali esportatori. E lo zolfo è un elemento chiave per la produzione della polvere nera, mentre senza acido solforico è impossibile la sintesi di esplosivi (trilito, esogeno, ottogeno). Per riferimento: La materia prima del giacimento di gas e condensato di Astrakhan è estremamente difficile da lavorare: contiene una quota anormalmente elevata di acido solfidrico (circa 26%) e anidride carbonica (circa 16%). Prima che il gas possa essere pulito chimicamente, la miscela deve essere separata in fasi. Nella Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ), sono proprio le unità di separazione del gas a svolgere questo ruolo. #Ucraina #Droni #Energia

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Marco Setaccioli Aug 13

Nelle prime ora della mattinata è finita sotto attacco la raffineria di Salavat, in Baschiria, la quale lavora da sola circa il 2,7% del greggio del paese. L’impianto di proprietà di Gazprom, è in realtà un grande complesso integrato di raffinazione, petrolchimica e fertilizzanti: uno degli obiettivi energetici russi più rilevanti raggiunti dai droni ucraini in profondità. È stata colpita almeno quattro volte documentabili dal maggio 2024 al luglio 2026. Ha una capacità nominale di 10 milioni di tonnellate, sebbene nel 2024 si sia attestata sui 7,2 milioni. Il suo valore strategico aumenta perché combina produzioni di carburanti con petrolchimica e fertilizzanti. Produce anche cherosene, GPL, alcol, polietilene, polistirene e ammoniaca. Il 14 luglio scorso, dopo l’ultimo attacco da parte di droni ucraini, due fonti del settore citate da Reuters riferirono danni e arresto di entrambe le unità primarie, CDU-4 e CDU-6, con fermata complessiva dell’impianto. Il governatore baschiro Radiy Khabirov sostenne invece che i danni principali riguardassero passerelle portacavi e condotte di servizio e che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto pochi giorni. L’impianto aveva da poco ripreso a funzionare parzialmente. Altri attacchi stanotte sono avvenuti nel sud, con esplosioni a Melitopol, Berdyansk e Mariupol, ma soprattutto in Crimea, dove è stata colpita anche la centrale di Balaklava, lasciando al buio l’intera area di Sebastopoli. #Energia #Geopolitica #Ucraina

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Marco Setaccioli Jul 29

Buon mercoledì dal Wildberries e dalla Raffineria di Ryazan (ebbene sì, doppio colpo)! Il complesso Ryazan/Tyushovo si trova(va) nell’industriale park “Ryazansky”, vicino alla M-5, nel Rjazan’ district, area di Tjushovo, e funziona come distributive center aperto 24 ore su 24. Le fonti locali lo descrivono come un magazzino molto grande: nel 2024 dei lavori di ampliamento avrebbero portato la superficie complessiva a circa 173 mila m2, con capacità di stoccaggio raddoppiata e fino a 14 milioni di articoli sugli scaffali. La raffineria di Ryazan, gestita da Rosneft, è invece uno dei principali impianti di raffinazione russi ed è indicata come la più grande della regione. È in funzione dal 1960 e produce una gamma ampia di derivati: benzine AI-92 e AI-95, diesel, bitume e altri prodotti petroliferi. Le fonti la descrivono anche come un impianto di grande capacità, con circa 13-17 milioni di tonnellate annue a seconda dell’anno e della misura considerata, e con un peso rilevante nella raffinazione russa complessiva. Nel marzo 2024 la raffineria fu presa di mira da droni e scoppiò un incendio, secondo il governatore regionale e varie testate. Nel novembre 2025 Reuters ha riferito che la raffineria aveva sospeso la lavorazione del greggio dopo un altro attacco, con stop della principale unità di distillazione. A maggio 2026 è stato riportato un nuovo attacco con grande incendio e fermo dell’impianto, con conferme anche da Reuters e altri media. #Wildberries #Ryazan #Raffineria

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Marco Setaccioli Jul 18

Buon sabato mattina dalla raffineria di Noginsk, vicino a Mosca. Anche se formalmente viene spesso classificato come un grande deposito di petrolio (neftebaza), il sito di Noginsk dispone di infrastrutture per il trattamento e la miscelazione dei prodotti petroliferi che lo rendono un hub logistico e di raffinazione cruciale per l'intera area metropolitana di Mosca. La sua importanza è cresciuta esponenzialmente dopo che i precedenti attacchi ucraini (in particolare quello del 18 giugno scorso) hanno pesantemente danneggiato la principale Raffineria di Mosca (Kapotnya), mettendone fuori uso i moduli principali e costringendola a una sospensione prolungata della produzione. Di conseguenza, Noginsk è diventato uno dei terminali chiave per ridistribuire carburante (benzina e soprattutto diesel) verso la capitale e per sostenere la logistica militare e civile della regione. Canali russi locali e analisti OSINT (come Astra) hanno confermato che l'impianto è stato colpito, provocando un vasto incendio con dense colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Le fiamme avrebbero interessato l'area dei serbatoi di stoccaggio. Nella stessa ondata di attacchi, un altro grande incendio è scoppiato poco più a sud, a Elektrostal, all'interno di un gigantesco magazzino del rivenditore online Wildberries. #Petrolio #Logistica #Raffineria

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Marco Setaccioli Jul 10

A conferma della volontà dell’Ucraina di azzerare il trasporto di petrolio e carburanti nel Mar d’Azov, stanotte è stato preso di mira il terminal di Taganrog, l’infrastruttura portuale dove le navi colpite in questi giorni vengono caricate. In Kuban (Krasnodar Krai) è stata inoltre attaccata nuovamente la raffineria di Il'sk. Questa raffineria è stata già colpita molte volte, l'ultima il 2 giugno. La raffineria di Il'sk si trova nel villaggio di Il'sk, nel distretto di Severskij del Territorio di Krasnodar, a 50 chilometri da Krasnodar. La raffineria fa parte del gruppo delle grandi aziende di raffinazione del petrolio del Distretto Federale del Sud. Produce olio combustibile, carburante diesel, benzina, gas stabilizzato, carburante a basso punto di congelamento e distillato di condensato di gas. La capacità produttiva nel 2022 era di 6,6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Dopo questo è stata effettuata una modernizzazione e la capacità è stata aumentata. #Ucraina #Petrolio #Conflitto

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Marco Setaccioli Jul 8

Oggi il buongiorno ce lo dà il Polo petrolchimico di Nizhnekamsk in Tatarstan. Qui si trovano due complessi distinti principali. Il complesso TANECO (Tatneft) è una delle raffinerie più grandi e moderne di tutta la Federazione Russa. La sua capacità di raffinazione nominale è di oltre 16 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno. Produce un'ampia gamma di prodotti che include diesel, carburante per l'aviazione (jet fuel), oli lubrificanti e altre frazioni petrolifere. Il complesso TAIF-NK è un altro impianto industriale strategico, adiacente al polo chimico della città. Processa 7,3 - 8 milioni di tonnellate di greggio e condensati di gas all'anno. Si distingue per un tasso di profondità di raffinazione (refining depth) estremamente elevato (dichiarato superiore al 95%) grazie all'entrata in funzione del complesso di conversione profonda dei residui pesanti (HRCC), che riduce al minimo la produzione di olio combustibile a basso valore (mazut) a favore di carburanti leggeri. Entrambi gli impianti erano stati già attaccati a metà giugno. #Petrolchimico #Raffinazione #Tatarstan

13300
Costantino De Blasi Jul 4

Ieri i russi hanno distrutto un magazzino della Croce Rossa; stanotte gli ucraini hanno colpito un terminal di raffinazione del petrolio a San Pietroburgo. Scopri le differenze. Poi ci sono quelli, vedi qui sotto, che parteggiano per i primi #Russia #Ucraina #Guerra

12121
cristiano tinazzi Jul 4

Colpito dalle forze ucraine il terminal petrolifero di San Pietroburgo. La stupidità di Putin e dei russi che lo sostengono sta portando la Russia in un baratro: circa un terzo dell'intera capacità di raffinazione della Russia è stata messa fuori uso. La produzione di greggio lavorato è crollata del 25% rispetto a giugno 2025. Quella di benzina del 17%. Non c’è più neanche benzina per coprire il fabbisogno nazionale. #Ucraina #Putin #Russia

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