BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Razzismo

John Galliano cancels his retrospective at the Met in 2027 to avoid further controversies related to his past, after political and financial pressures on the museum, while the fashion market has already rehabilitated him. (translated)

“Il pentimento non si raggiunge con una mostra”: John Galliano fa cancellare la retrospettiva in suo onore al Met. L’inchiesta del New York Times e i veri motivi dello stop

Sono le stesse frasi che usavano i razzisti quando i migranti Italiani sbarcavano in America. That @fdragoni https://t.co/JpBfgk3HYM #Razzismo #Migrazione #Storia

La sapete la storia del ricco americano che vota Trump per far deportare gli immigrati? Solo che il ricco americano è fidanzato con una venezuelana. Un bel giorno otto agenti dell’ICE la circondano all’aeroporto di Houston e se la portano via. Senza dire niente. Ora fa il giro delle tv piagnucolando che lui intendeva gli altri immigrati. Non la sua compagna. Non i suoi interessi. Adesso l’ICE è la Gestapo, parola sua. Perché lui era razzista con gli altri. Mica con le cose sue. Ecco: un po’ è la metafora dell’Italia. Il generale da operetta spiega che Paola Egonu non rappresenta l’italianità, i tratti somatici dicono altro. Il criterio l’ha scelto lui. Allora glielo applico: con quella faccia, a Tunisi non lo ferma nessuno. Ha una moglie rumena e se la prende con gli immigrati. Razzismo ma solo per gli altri. #Razzismo #Immigrazione #Politica

Vedi Alessia, capisco che è una battuta, ma un brivido dietro la schiena non ti viene a coccolare #Vannacci seppur per colpire avversari politici? Il Vannacci delle scempiaggini pericolose su #aborto #diritticivili #scuola #razzismo ecc ecc? #diritticivili #scuola #razzismo

Oggi Stefano Lorenzetto del @ilfoglio_it Foglio smentisce e smaschera tutte le menzogne statistiche dette da #Belpietro e della Verità su #difterite e #tubercolosi. Ecco qui il pezzo: “Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in un editoriale attacca l’infettivologo genovese Matteo Bassetti. Argomento: la difterite. Belpietro sostiene che la portano gli extracomunitari e, per dimostrarlo, si rifà a uno “studio del New England Journal of medicine, e non a un articolo della Gazzetta dei caruggi, in cui si documenta che la malattia infettiva ha visto crescere i casi in tutta Europa a causa dell’aumento dei flussi migratori”. Poco oltre aggiunge: “Per non dire di un altro studio rintracciabile sul sito dell’Istituto Pasteur”. Peccato che non si tratti affatto di “un altro studio”, bensì del resoconto di quello pubblicato sul New England Journal of Medicine appena citato da Belpietro. Dopodiché, a proposito della tubercolosi, egli scrive: “Noi le statistiche le abbiamo guardate e dicono l’opposto di quel che sostiene l’illustre luminare del polpo alla brace. Nel 2024, ultimi dati disponibili, in Italia sono stati registrati 3.150 casi, corrispondenti a un tasso del 5,3% ogni 100.000 abitanti, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente”. Deve averle guardate male, le statistiche, perché un tasso “del 5,3% ogni 100.000 abitanti” è palesemente sbagliato. Il dato corretto è 5,3 casi ogni 100.000 abitanti, non il 5,3 per cento, quindi lo 0,0053 per cento, come specifica l’Istituto superiore di sanità: “Nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi” di Tbc, che corrispondono “a un tasso di notifica di 5,3 casi per 100.000 abitanti”. Belpietro aggiunge: “Scrive Sanità informazione: la quota dei casi tra i nati all’estero è arrivata al 63,2% su 100.000 abitanti, circa 13 volte superiore rispetto ai nati in Italia”. Ma il 63,2 per cento è la quota dei casi verificatisi fra persone nate all’estero: 1.991 su 3.150. Il tasso calcolato sugli stranieri è invece di 29,8 casi ogni 100.000 abitanti, pari allo 0,0298 per cento. Belpietro ha soppresso le parole “con un tasso di notifica di 29,8 per 100.000 abitanti”, presenti su Sanità informazione, saldando così due dati distinti e attribuendo alla fonte un nonsenso statistico. E fin qui siamo ai numeri a capocchia. Poi ci sarebbe la sintassi: “Bassetti è tornato perciò ai suoi vecchi amori e dunque, vista l’apertura del nostro giornale sulla difterite arrivata in Italia con i migranti, ha deciso di sproloquiare, smentendo la tesi che certe malattie infettive giungano nel nostro Paese sui barconi, nella speranza di guadagnare qualche titolo e magari anche un passaggio tv”. Il soggetto sottinteso di “nella speranza di guadagnare” è correttamente Bassetti, ma la sua distanza dall’espressione e la vicinanza di “malattie infettive” si traducono in una costruzione stilisticamente maldestra, quasi che fossero le malattie a sperare di guadagnare titoli di giornale e passaggi in tv.” L’ennesima figura di m. della Verità che tarocca i numeri della statistica e cita articoli inesistenti per confermare le proprie tesi di razzismo sanitario. Un consiglio? Oltre che un corso accelerato di malattie infettive, Belpietro farebbe bene a farne uno di statistica e uno di etica professionale https://t.co/kdSMwbxYoh #Sanità #Statistiche #Salute

Giù le mani dalla scienza. I cazzari dell’informazione e della politica possono giocare con tutto tranne che con la salute. No al razzismo sanitario sulle malattie infettive. Sono loro i primi che diffondono fakenews e disinformazione sanitaria https://t.co/CFo9n2aKJz #Scienza #Salute #Disinformazione

Giù le mani dalla scienza. I cazzari dell’informazione e della politica possono giocare con tutto tranne che con la salute. Le #malattieinfettive non hanno un colore della pelle, un passaporto o un orientamento politico. Tubercolosi, difterite, scabbia, morbillo e molte altre infezioni non sono “malattie dei migranti. Sono malattie che esistono da sempre e che hanno riguardato e riguardano anche la popolazione italiana. I dati sulla tubercolosi sono molto chiari: l’Italia è oggi un Paese a bassa endemia, ma nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, pari a 5,3 casi ogni 100.000 abitanti. Il tasso era 9,2 per 100.000 nel 1995. La tubercolosi non una “malattia dei migranti”. Esistono differenze di rischio legate a condizioni sociali, sanitarie e ambientali: povertà, sovraffollamento, difficoltà di accesso alle cure, diagnosi tardive e condizioni di vita precarie possono favorire la trasmissione. E soprattutto: la tubercolosi non guarda il colore della pelle. Si trasmette principalmente per via aerea, soprattutto in caso di contatti prolungati in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati. Lo stesso vale per il morbillo. Nel 2025 in Italia sono stati segnalati 529 casi, e l'87,6% dei casi per i quali lo stato vaccinale era noto risultava non vaccinato. Nel 2024 erano stati 1.045. Il morbillo continua quindi a circolare in Italia e il principale strumento di prevenzione è la vaccinazione. La risposta seria alle malattie infettive non è dividere le persone tra “noi” e “loro”. È prevenire, vaccinare, diagnosticare tempestivamente, curare, fare sorveglianza epidemiologica e garantire accesso alle cure. Le malattie infettive vanno combattute tutti insieme, senza divisioni politiche e senza trasformare la salute pubblica in uno strumento di propaganda. Il razzismo sanitario è una delle peggiori forme di politica sanitaria: perché sostituisce la prevenzione con il pregiudizio e la scienza con la paura. La vera sanità pubblica non chiede da dove vieni. Si chiede come impedire che una malattia si trasmetta, come proteggere le persone più vulnerabili e come garantire a tutti gli strumenti per stare bene. Per questo servono più vaccini, più prevenzione e soprattutto più alfabetizzazione sanitaria: cittadini informati sono cittadini più capaci di proteggere sé stessi e gli altri. Contro le malattie infettive: meno stigma, più scienza. Meno divisioni, più salute pubblica. #SalutePubblica #Vaccinazione #MalattieInfettive

In the Italian debate, it is emphasized how the separation of the struggle against discrimination from that against inequalities has led to stagnation, with declining wages, increasing racism and sexism, and a growing concentration of wealth, worsening the conditions of workers, women, and migrants. (translated)

Separare la lotta alla discriminazione da quella alle disuguaglianze? Lo hanno fatto tutti e l’Italia resta al palo

Gran parte della cultura anti-occidentale e del fenomeno woke propagatisi nell’ultimo decennio si basa su un assunto tanto semplice quanto sbagliato: che il razzismo sia la caratteristica strutturale principale (se non esclusiva) dell’“uomo bianco”. Niente di più falso. Il razzismo (o etnocentrismo) è una tendenza umana universale. L’essere umano è un animale tribale: preferire il proprio gruppo – etnico, culturale, religioso o linguistico – e guardare con sospetto gli outsider non è un’invenzione dell’Occidente, ma una caratteristica antropologica dell’uomo, di qualsiasi colore. Basta leggere studi di psicologia sociale o di antropologia per capire che bastano differenze minime e arbitrarie per generare discriminazione. Questo meccanismo è presente in tutte le popolazioni, a ogni latitudine. Nessuna cultura ne è immune. Gli esempi sono innumerevoli: le guerre tribali, lo schiavismo interno e la tratta araba alimentata da regni africani (Ashanti, Dahomey, Kongo…) nell’Africa sub-sahariana; il sistema delle caste in India; lo sterminio e la discriminazione di coreani e cinesi in Giappone; il trattamento di uiguri, tibetani e mongoli in Cina; la tratta degli schiavi africani nel mondo arabo-islamico, durata secoli e molto più a lungo di quella atlantica. L’elenco potrebbe continuare: non esiste società umana storicamente documentata in cui l’etnocentrismo sia assente. Il presupposto “woke”, cioè che l’Occidente sia “strutturalmente razzista”, è selettivo e ideologico e poggia su due operazioni subdole e false: • ignorare o minimizzare il razzismo di tutte le altre culture; • attribuire a priori l’origine di ogni disparità tra gruppi (di reddito, istruzione, criminalità) al razzismo dell’uomo bianco invece che a differenze culturali, cognitive medie, strutture familiari o scelte comportamentali. L’Occidente è, al contrario, la civiltà che nella sua evoluzione ha prodotto la critica più radicale al razzismo e che oggi applica standard di non-discriminazione istituzionale tra i più elevati al mondo. Questo non significa che il razzismo individuale o i pregiudizi residui siano scomparsi; significa solo che il quadro “Occidente = peccato originale razziale” è una narrazione politica di comodo, non un’analisi storica o scientifica. Il razzismo non è un’anomalia occidentale: è una tendenza umana comune, più o meno contenuta a seconda delle istituzioni, della cultura e del livello di prosperità. Pretendere che sia un peccato strutturale esclusivo dell’Occidente serve a giustificare politiche identitarie, non a capire la realtà. La via più onesta è riconoscere questa tendenza universale e costruire istituzioni che la limitino, invece di fingere che esista solo dove fa comodo politicamente. #Razzismo #Cultura #Antropologia

🔥🇷🇺 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. 𝗦𝗘 𝗙𝗢𝗦𝗦𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔 𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔? Ha 𝟭𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶. Padre italiano. Madre russa. È in vacanza a Castiglioncello, nel Livornese. Una serata normale, una chiacchierata con alcuni ragazzi, poi scopre che uno di loro è ucraino. Lei gli dice che sua madre è russa. E all’inizio succede la cosa più normale del mondo: 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮. Possono stare insieme. Possono parlare. Possono divertirsi. Come dovrebbe essere. Poi, però, secondo il racconto della ragazza, tutto cambia. Arriva l’insulto: 𝗖«𝗦𝗘𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔.»C Lei prende l’amica per mano e cerca di andarsene. E a quel punto una ragazza del gruppo le sferrerebbe 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼. Sangue dal naso. Dolore. Paura. Carabinieri. Testimoni. E adesso permettetemi di essere profondamente, ferocemente indignato. Perché qui non stiamo parlando di Putin. Non stiamo parlando del Cremlino. Non stiamo parlando della guerra. 𝗦𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗔𝗚𝗔𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝟭𝟴 𝗔𝗡𝗡𝗜. Una ragazza che sarebbe stata insultata per le proprie origini e poi colpita in faccia. E allora la domanda è inevitabile: 𝗦𝗘 𝗔𝗩𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗢 𝗨𝗥𝗟𝗔𝗧𝗢 “𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔” 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗜𝗥𝗔𝗥𝗟𝗘 𝗨𝗡 𝗣𝗨𝗚𝗡𝗢, 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘? Quanti comunicati? Quanti editoriali? Quante lezioni sull’odio? Quanti politici pronti a spiegare che 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁à? E avrebbero avuto ragione. 𝗠𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗩𝗔𝗟𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗜 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜. Non esiste una xenofobia buona. Non esiste un razzismo tollerabile. Non esiste un odio che diventa accettabile perché la vittima possiede 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 “𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼”. E soprattutto una ragazza russa 𝗡𝗢𝗡 È 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢. Esattamente come un ragazzo ucraino non è Zelensky. Come un israeliano non è Netanyahu. Come un palestinese non è Hamas. Questo principio o vale sempre, oppure 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼: è propaganda travestita da morale. Ed è proprio questo il punto che fa schifo. Abbiamo costruito una società che proclama ogni giorno di voler combattere l’odio, ma troppo spesso sembra voler decidere 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗼. Se la vittima appartiene al popolo “giusto”, indignazione. Se appartiene al popolo “sbagliato”, silenzio, distinguo, imbarazzo. 𝗡𝗢. Una diciottenne presa a pugni dopo un insulto legato alle sue origini deve provocare 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, qualunque sia la sua bandiera. Altrimenti smettiamola di chiamarla civiltà. Chiamiamola con il suo nome: 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. E quella, dell’odio, è soltanto 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘁𝗮. - 𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 #Indignazione #Razzismo #Unità

Tens of thousands of people gathered at Trafalgar Square in London for a vigil in memory of Jason Arday, a well-known professor who reportedly died by suicide after a media campaign against him, with protests against racism in the media and a call for a public inquiry. (translated)

Londra, 30mila persone in piazza per la veglia in memoria di Jason Arday. Il coro: “Vergogna ai media”

A vigil in Cambridge in memory of Jason Arday, the professor found dead from suspected suicide after allegations of plagiarism and a media campaign considered racist, mobilized hundreds of students and initiated calls for an investigation into the role of the media. (translated)

Veglia a Cambridge per Jason Arday, il prof suicidatosi dopo le accuse di plagio: “Ucciso dal razzismo”
ANSA.it 2w

More than 200 people attended a vigil in Cambridge to remember Professor Jason Arday, who was found dead in an apparent suicide following a media campaign of plagiarism allegations, with students denouncing racism as the cause of his death and calling for justice through a petition for a public inquiry that has already gathered over 33,000 signatures. (translated)

Gli studenti di Cambridge ricordano il professor Arday, 'ucciso dal razzismo'

Il professore Jason Arday è una vittima. Ma non del razzismo o della legittima richiesta di verità sulla sua fulminante carriera a discapito di altri più quotati di lui ma privi del suo pedigree di minoranza della minoranza. E’ una vittima del woke, di un mondo alla ricerca di santi laici utili a portare avanti un’ideologia nata forse con le migliori intenzioni ma tramutatasi in un delirio planetario, pericoloso, che ha finito con il danneggiare la stessa area progressista che l’ha partorito. Il sonno della ragione genera mostri. #Woke #Giustizia #Progressismo

Vito Teti analyzes anti-Southern racism in his book "The Cursed Race," linking the pseudoscientific theories of the 19th and 20th centuries to the perception of Southern inferiority, highlighting the impact of these prejudices on modern political dynamics, including demographic issues and the emergence of new racisms towards immigrants. (translated)

Razzismo antimeridionale, Vito Teti indaga la questione ne ‘La razza maledetta’

La legge Mancino del '93 punisce chi compie gesti o azioni basati su odio razziale, etnico o religioso e vieta le organizzazioni che promuovano discriminazioni. Chi vuole abolirla è a favore di razzismo e discriminazioni. È semplice. Fin troppo. #LeggeMancino #AntiRazzismo #Discriminazione

Questa soggetta ha accusato il proprietario di un ristorante di Sorrento di razzismo. Perché? Le ha semplicemente detto che il tavolo su cui si era fiondata, senza chiedere ai camerieri, era prenotato e che ne potevano preparare un altro. https://t.co/DxuByhvHLh #Razzismo #Sorrento #DirittiUmani

A mio parere un certo mondo di sinistra nutre nei confronti di Matteo Salvini un sentimento genuinamente razzista. #Politica #Salvini #Razzismo

The article by Rosamaria Fumarola recounts an unfortunate event that took place at a health agency in Bari, highlighting everyday racism and the frustration of citizens, fueled by an incompetent policy that blames immigrants, while an episode of discrimination unfolds among those present in the waiting room. (translated)

Il razzismo quotidiano figlio di una politica incapace: la mia disavventura nell’asl di Bari

Jason Arday, the youngest black professor at Cambridge, resigned after allegations of plagiarism regarding his doctoral thesis, claiming to be a victim of an orchestrated campaign to oust him for racial reasons, and that the irregularities in his work are due to his autism-related difficulties. (translated)

Jason Arday, il più giovane professore nero di Cambridge, si dimette dopo le accuse di plagio: “Non sono un bugiardo”