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#Realtà

#Fabiani: “Voglio rivolgere un appello a tutti i tifosi: non entro nel merito, ma vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Questi ragazzi vivono per i tifosi, per gioire sotto la curva e non solo. Credo che nella vita a volte fare un passo indietro può significare farne due in avanti. Le altre questioni si possono discutere in altre sedi. Si possono trovare altre formule di convivenza”. Mio modestissimo giudizio: un direttore sportivo che fa queste dichiarazioni è completamente fuori dalla realtà che dovrebbe vivere ogni giorno. Invece no #tifosi #calcio #sport

In realtà, sono i tifosi laziali a fare un appello agli attuali vertici societari: Lotito e Fabiani, liberate la Lazio... #Lazio #Tifosi #Calcio

Benedetta Rossi e Marco Gentili finalmente a casa con le figlie Natacha e Sharlyn ❤️ Dopo un lungo ed emozionante viaggio in Costa Rica per completare il percorso di adozione, Benedetta Rossi e il marito Marco Gentili sono tornati a casa insieme alle loro due figlie, le sorelline Natacha e Sharlyn di 10 e 9 anni. Ad annunciarlo è stata la stessa Benedetta su Instagram con una foto commovente che ritrae le mani della famiglia unite a quelle delle bambine e alla zampa del cane Cloud, seguita da un sentito racconto ai fan: "Siamo tornati a casa, alla quotidianità. Stiamo bene, siamo molto felici. Loro sono curiose, vogliono conoscere i luoghi dove vivranno... Sono grandicelle e molto consapevoli di quello che sta avvenendo. È un turbinio di emozioni e tantissime 'prime volte' per loro e per noi." L'incontro con il cane Cloud è stato un successo immediato, ribattezzato dalle piccole "il nostro fratello peloso". Un sogno rincorso a lungo che diventa finalmente realtà, trasformando una nuova quotidianità in un capitolo tutto da scrivere. Video @fattoincasadabenedetta #news #show #radiodeejay #adozione #famiglia #emozioni

La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fingono di non capirlo, che è peggio. Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere. Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda. Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale. Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo. La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto. Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso. #Guerra #Europa #Realismo

Gio🌞 1d

assicuravano diversamente i soliti inetti… poi esiste il mondo reale, buona Monza❤️ https://t.co/tSXpNth0v0 #Monza #Realtà #Inettitudine

Piero Ausilio lascerà l’Inter dopo 28 anni. Qualche settimana fa gli è stato proposto un anno di prolungamento (dal 2027 al 2028), ha capito che a monte non lo ritenevano più importante (in realtà lo aveva compreso da tempo) e ha declinato l’offerta. “Prima però devo portare a termine il mercato”. Così ha fatto. Nel corso di questi 28 anni ha sbagliato alcune cose e ne ha azzeccate altre, ha preso dei granchi e acchiappato succulenti parametri zero, è inciampato nei Kondogbia e ha brillato con i Calhanoglu e i Thuram. E per ognuna di queste operazioni si è preso applausi o pernacchie: c’è chi lo ha amato e celebrato e chi contestato e detestato. Fa parte del gioco. E però tutti abbiamo sbagliato. Sapete perché? Perché non abbiamo capito qual è il reale compito di un direttore sportivo. Il bravo direttore sportivo non si valuta per un giocatore indovinato o uno sbagliato, ma per cose decisamente più importanti. Il bravo direttore sportivo è quello che riesce a dare equilibrio al gruppo, a mettere insieme stelle e comprimari, a convincere Tizio ad andare via e Caio a non accettare il corteggiamento di squadre ben più ricche. In definitiva, è quello che riesce a costruire squadre all’altezza. “Prendere giocatori” e “costruire squadre” sono due cose molto molto molto diverse. Ecco, Piero Ausilio - tra errori, inciampi, colpi di genio, invenzioni - insieme al resto della squadra dirigenziale ha saputo costruire rose all’altezza. E questa cosa è certificata non dal qui presente pelato, ma da tutti coloro che ogni primo settembre - cascasse il mondo - indicano l’Inter come la favorita, quella che deve vincere, la più forte. E questo nonostante disponibilità limitate, mercati faticosi, spesso a saldo zero e bilanci che, in contemporanea e per merito di tutti, sono tornati incredibilmente a sorridere. A meno di sorprese, l’Inter dopo 28 anni perderà Piero Ausilio, un bravo dirigente. C’è chi legittimamente non sarà d’accordo con questa considerazione, ma di sicuro dovrà esserlo con quest’altra: l’Inter senza Piero Ausilio perde un grande interista. Diceva così, solo qualche mese fa: “Io l’Inter ce l’ho dentro”. Un tatuaggio impresso sulla pelle 28 anni fa. #Inter #Calcio #AUSILIO

Inflation in August rises to 3.3%: the highest level in almost three years. The prices of the products we buy most often are rising by 4.3%. While the government tells a story of a thriving Italy, for families the reality is different. The cost of living continues to grow and wages. (translated)

The Germans had the courage to acknowledge Russia's responsibility in the attack in Leipzig. Closing our eyes to reality is not a solution. We must unite and strengthen ourselves if we want to avert a conflict that Moscow seems to want to provoke every day. (translated)

And the illegal trafficking of organs in Ukraine, labeled as "Russian propaganda," proves to be a reality. A beautiful country indeed, perfect for entry into the EU... (translated)

Well well well. Il @ProfMBassetti è il primo a sguainare la spada della facile offesa misogina e maschilista nei miei confronti, ma guarda caso è anche il primo a nascondersi quando la realtà lo sbugiarda. La comunicazione ufficiale del Coroner della contea di Lancaster ha escluso il morbillo come causa di morte del neonato. Lui aveva già sentenziato fidandosi di media e social come una ballerina qualsiasi. E ora? Silenzio. Nessuna rettifica. Nessuna precisazione. Primo a offendere. Primo a eclissarsi. Che dire. Il "primo" in tutto. #misoginia #comunicazione #verità

It seems like a dystopian film amidst wars, extreme climate events, inflation, new empires, two factions, alienated from reality, discuss, modify, and re-modify exclusively rules to manage a power that becomes an end in itself, determining nothing. (translated)

Paola. 3d

ah sì il figlio del ciclista tradisce continuamente cecilia da anni, forchetta trovata in cucina (in realtà la mia mente si rifiuta di processare la seconda parte di queste rivelazioni perché che cazzo significa che non sia ancora stato cacciato a calci in culo se fosse vero?) #scandalo #tradimento #ciclismo

L

Seven months of hard work under the sun in the Palmira desert to collect salt, earning between 12 and 25 dollars a day, is the reality of over a hundred families living in precarious conditions. (translated)

Sette mesi nel deserto di Palmira a raccogliere sale per 12 dollari al giorno

Il numero reale delle presenze di ieri smentisce in modo clamoroso i dati diffusi nelle ultime settimane e certifica non solo la solidità della protesta ma la fine di una gestione portata avanti solo per l’incapacità di accettare la realtà dei fatti https://t.co/X76KMKlQNz #Lazio #Protesta #Verità #Lazio

In queste ore penso ad Alessandro #DiBattista e, prima ancora di ogni considerazione politica, gli auguro sinceramente di rimettersi. Da quello che è stato riferito, tutto sarebbe iniziato con un fortissimo mal di testa, seguito da un grave malore e dalla perdita di conoscenza. Tra le ipotesi c’è quella di un ictus, anche se al momento non risulta una diagnosi definitiva resa pubblica. Non sono un neurologo e non mi permetto quindi di fare diagnosi. Ma proprio per questo credo sia importante ricordare una cosa molto semplice: di fronte ai sintomi di un possibile ictus, il tempo è fondamentale. Riconoscere rapidamente i segnali, chiamare immediatamente i soccorsi e arrivare il prima possibile in una struttura adeguata può cambiare radicalmente la prognosi. Un forte mal di testa improvviso, una perdita di coscienza, difficoltà nel parlare, alterazioni della forza o della sensibilità, problemi alla vista o all'equilibrio non sono sintomi da sottovalutare. E questa vicenda porta inevitabilmente anche a parlare di Cuba. Per decenni la sanità cubana ha rappresentato, nonostante le enormi difficoltà economiche, un caso di grande interesse internazionale: una forte rete di medicina territoriale, un numero elevato di medici, una tradizione importante nella prevenzione, nella formazione e nella ricerca biomedica. Oggi, però, quel sistema è sottoposto a una crisi profondissima. Mancano farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e persino risorse energetiche essenziali. Le conseguenze sulla capacità degli ospedali di garantire cure tempestive e complesse sono ormai documentate. E sarebbe ipocrita ignorare una delle cause: l'embargo/sanzioni statunitensi hanno contribuito pesantemente a rendere fragile l'approvvigionamento cubano, anche attraverso le difficoltà di accesso a farmaci, tecnologie, componenti e finanziamenti internazionali. Questo non significa negare le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte economiche e politiche: significa semplicemente riconoscere che la realtà è più complessa dello slogan "Cuba è povera perché il socialismo non funziona". La Cuba di oggi non è quella di qualche decennio fa. E sarebbe sbagliato raccontare la sanità cubana come se nulla fosse cambiato. Ma sarebbe altrettanto sbagliato cancellare ciò che Cuba ha saputo costruire. Pensiamo alle vaccinazioni pediatriche. Cuba ha sviluppato una propria capacità scientifica e produttiva nel campo dei vaccini e ha raggiunto livelli di copertura molto elevati. Durante la pandemia è arrivata persino a vaccinare i bambini a partire dai 2 anni con vaccini sviluppati sull'isola, diventando il primo Paese a farlo. Su prevenzione, vaccinazioni e organizzazione della sanità pubblica, Cuba ha insegnato qualcosa al mondo e può ancora insegnare qualcosa a molti Paesi, compresi gli Stati Uniti. Si può criticare il governo cubano senza negare i risultati storici della sanità cubana. Si può denunciare l'embargo americano senza trasformare Cuba in un modello perfetto. Si può difendere il diritto alla salute senza fare propaganda per nessuno. E soprattutto, in questo momento, si può parlare di tutto questo senza dimenticare la cosa più importante: Alessandro, forza. Speriamo davvero che tu possa tornare presto. #Cuba #Sanità #Salute

GOMBLOTTOOO 😱🫨 "La prossima pandemia sarà il cambiamento climatico." "Dobbiamo iniziare subito a instillare la paura riguardo al clima e alle catastrofi naturali." "INIETTEREMO LA PAURA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO" SVEGLIATEVI COGLIONI, VE LO DICONO IN FACCIA, MENTRE RIDONO DI VOI. Continuano a pisciargli in testa dicendogli che piove, e i sieropitechi ormai lobotomizzati 💉🐑😵‍💫 nemmeno davanti alla realtà si rendono conto che li prendono per il culo dicendogli chiaramente che lo stanno facendo, ma loro in branco continueranno a ripetere "è il cambiamento climaticoooh"🤦🏻 🇺🇲TAAC, BECCATO! IL DIRETTORE TECNICO DELLA CNN, CHARLIE CHESTER, IN CAMERA NASCOSTA CONFESSA: ⚫ CHARLIE CHESTER: "Una nuova storia emerge e si aggrapperanno a questo. Hanno già annunciato in ufficio che, una volta che il pubblico sarà aperto a questo, inizieremo a concentrarci principalmente sul CLIMA, come il RISCALDAMENTO CLIMATICO. Questo sarà il nostro NUOVO OBIETTIVO. Tipo, il nostro OBIETTIVO era di far PARTIRE TRUMP dal Potere, ok? Senza dirlo, era questo, ok? Dunque, la nostra PROSSIMA cosa sarà per la sensibilizzazione al CAMBIAMENTO CLIMATICO. ◾DOMANDA: "A cosa assomiglia?" Non ne sono sicuro, penso che sarà tipo: mostrare COSTANTEMENTE dei video del ritiro dei ghiacciai, del clima che si riscalda, e tipo, gli effetti che questo ha sull'economia.... ◾DOMANDA: "Chi lo decide?" È il Direttore dell'emittente della CNN. ◾DOMANDA: "Chi è? È Zack Zucker?" Si, è Zucker. Immagino che ha il suo Consiglio e che hanno tutti discusso.... ◾DOMANDA: "Dunque, è la prossima..." Storia di tipo pandemia, che faremo girare tantissimo. Ma questa ha una lunga durata, vedi cosa voglio dire? C'era una fine definitiva alla pandemia, ad un certo punto andava ad attenuarsi fino a che non era più un problema. Invece con il CLIMA prenderà degli anni, dunque potranno probabilmente sfruttarlo per un lungo tempo, dunque vedremo. ◾ DOMANDA: "Dunque sovraccarico di cambiamento climatico, vero?" Si. Preparatevi che arriva." ◾DOMANDA: "Hai detto che sarà come il nuovo COVID... #CambiamentoClimatico #ImpattoAmbientale #Consciousness

L

The article explores the connection between the flood at the border between Nepal and Tibet and the work of Cormac McCarthy, highlighting how his literature reflects unsettling truths about the reality of climate change and its consequences. (translated)

Nepal e Cormac McCarthy

Leggo che qualcuno, come già fatto negli ultimi 22 anni, sta cedendo davanti alle solite illusioni vendute dalla società. E allora, è giusto riassumere: numero degli abbonati ancora non comunicato ufficialmente, riapertura degli allenamenti al pubblico ma contemporaneo e consueto attacco ai tifosi da quel di Reggio Calabria, i 3 buoni giocatori arrivati, Pinamonti, Sutalo e Frattesi, sono tutti in prestito, e uno in condizioni fisiche da appurare, voci su possibili nuovi acquisti ma in corso tentativi di vendita di 7 giocatori in scadenza 2027, propaganda continua sul Flaminio, aiutata per motivi elettorali dal Comune di Roma, ecc. ecc. È il solito Lotito, che non mostra rispetto, non regala sogni e ormai neanche più solide realtà. #Calcio #Tifosi #SerieA

Ho deciso di non sprecare più una parola per rispondere alle gravi falsità che La #Verità continua a pubblicare sul mio conto. L’ultima riguarda un processo e contiene affermazioni che ritengo gravemente false e diffamatorie: si sostiene che sarei stato ricusato e che non avrei avuto i titoli necessari. Niente di tutto questo corrisponde alla realtà. Mi sono dimesso spontaneamente perché non avevo alcuna intenzione di occuparmi di quel processo. Punto. Di fronte a chi costruisce campagne basate su falsità e insinuazioni, non intendo più fare da bersaglio né alimentare un gioco che ha evidentemente altri obiettivi. Da oggi parleranno i miei avvocati. Ho dato loro mandato di tutelare in ogni sede la mia reputazione e di chiedere il risarcimento dei danni per quanto è stato pubblicato. La verità, quella vera, non si stabilisce con titoli urlati sui giornali o con ricostruzioni fantasiose: si dimostra con i fatti e, quando necessario, nelle aule di tribunale. E sarà interessante vedere se chi oggi si sente così libero di accusare sarà altrettanto coraggioso quando dovrà rispondere delle proprie affermazioni davanti a un giudice. Per quanto mi riguarda, la stagione delle risposte è finita. Adesso parlano gli avvocati. E chi vive anche grazie al sostegno e agli aiuti pubblici dovrà ricordarsi che la libertà di scrivere non significa libertà di diffamare senza conseguenze. #diffamazione #verità #giustizia

Il VAR è morto. Ne danno il triste, anzi lieto annuncio l’AIA, il designatore Orsato, il centro di Lissone, i difensori del brand e gli esperti arbitrali televisivi. Non fiori ma opere di bene Dopo le sconcezze della prima giornata, ieri altri due episodi ai confini della realtà: il rigore solare negato al Parma al 77’ contro la Juventus e il mancato rosso al boxeur Jimenez della Fiorentina. Nessuno lo dice ma stiamo tornando ai tempi bui dei rigori-non rigori Iuliano-Ronaldo, dei gol-non gol di Muntari, del rosso-non rosso a Pjanic, il tutto con la benedizione del Palazzo Come direbbero i Nomadi, “Il VAR è morto”. E se nel brano firmato da Guccini, “Dio è morto”, si parlava di persone “alla ricerca di qualcosa che non trovano”, anche nella nuova hit dell’estate pallonara la gente, per l’esattezza milioni e milioni di sportivi e tifosi, è alla ricerca di qualcosa che non trova più: il VAR. Parafrasando Guccini: È un VAR che è morto nelle sale di Lissone il VAR è morto nei commenti di Marelli il VAR è morto negli occhi della gente il VAR è morto Canta che ti passa, dice il proverbio. Mi scuserete se di fronte alle ennesime sconcezze del nuovo campionato col verme ho preferito metterla in musica. La verità è che la vergogna cui stiamo assistendo, una vergogna annunciata di cui avevo inutilmente messo in guardia nei giorni che precedevano l’inizio del campionato nell’articolo intitolato “Si stava meglio quando si stava peggio? La Serie A ricomincia con la novità di Orsato, l’arbitro che schifava il VAR, nuovo designatore. Ricordando Pjanic, facciamoci tutti un bel segno di croce”, è talmente palese, lampante e conclamata da far passare a tutti la voglia di assistere a una partita di calcio: made in Italy, s’intende. Sembra incredibile constatarlo, ma dopo i tre inspiegabili ammutinamenti del VAR della prima giornata, e cioè il gol convalidato a DeBruyne del Napoli viziato da un evidente fallo su Vasquez (Genoa), il rigore fatto sparire al Milan per il plateale mani di Vlasic su tiro di Cisse e il gol (il primo) convalidato alla Roma a dispetto di una manata in faccia data da Hermoso a Mastantuono a inizio azione, sono bastate cinque partite della 2^ giornata tuttora in corso per aggiornare l’elenco degli insabbiamenti caldeggiati dal nuovo corso targato Orsato... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #VAR #SerieA #Calcio