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#Recensioni
Il Post 1d

Le prime recensioni dell’attesissimo film Odissea di Christopher Nolan evidenziano un’accoglienza perlopiù positiva, lodando l’interpretazione di Matt Damon e la regia, sebbene alcune critiche siano emerse riguardo a incongruenze con l’opera originale e alla gestione di alcuni personaggi. #Odissea #ChristopherNolan #Recensioni

Cosa dicono le prime recensioni dell’“Odissea” di Christopher Nolan
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Nové pravidlá Antitrustu o online recenziách vyžadujú dôkaz o nákupe, čím sa má bojovať proti falošným recenziám v oblasti reštaurácií, ubytovacích zariadení a turistických atrakcií, pričom platia aj pre ďalšie odvetvia a umožňujú ochranu spotrebiteľov a férovú konkurenciu medzi podnikmi. #RecensioniOnline #Antitrust #FalsiGiudizi

Recensioni online, con le nuove regole dell'Antitrust servirà la prova dell'acquisto

Christopher Nolan ha deciso di escludere influencer, blogger e tiktoker dall'anteprima del suo film The Odyssey, scelta apprezzata da molte testate statunitensi ma in contrasto con le strategie di marketing attuali delle major, sottolineando la sua visione tradizionalista del cinema e la priorità per le recensioni della stampa specializzata. #TheOdyssey #ChristopherNolan #cinema

“Non voglio influencer, blogger e tiktoker vari all’anteprima di The Odyssey”: la decisione di Christopher Nolan

Un'indagine ha rivelato che molti marchi utilizzano influencer generati dall'intelligenza artificiale sui social media per promuovere i propri prodotti, senza avvisare i consumatori, spingendo per una maggiore trasparenza e regolamentazione nell'uso di contenuti pubblicitari sintetici. #influencer #intelligenzaartificiale #recensionifalse

L'inganno dei finti influencer, i brand usano l'IA per inventare recensioni e clienti

La mia impressione è che Anthropic si sia trovata con un problema abbastanza semplice: aveva in mano un modello fortissimo, ma anche un mostro da mantenere acceso. Addestrarlo costa una follia, servirlo costa una follia, e se lo dai a tutti per due spicci rischi di perderci ancora di più. Quindi cosa fai? Lo posizioni come il modello premium. Non dici solo "è bravo", dici anche che è talmente avanzato da richiedere attenzioni particolari, valutazioni di sicurezza, controlli e monitoraggi. Tutta roba che contribuisce a creare l'idea che non sia il giocattolo che trovi al supermercato. Nel frattempo lasci cadere qua e là qualche briciola. Magari un endpoint esposto più del dovuto, una demo che gira, qualche accesso che arriva dove non dovrebbe arrivare. Niente di clamoroso, giusto abbastanza da alimentare il passaparola. Un po' come quando ai tempi Apple "dimenticava" i prototipi nei bar. Il mercato si scalda. Tutti vogliono provarlo, tutti ne parlano, iniziano i benchmark, le recensioni, gli screenshot su X, i confronti con GPT, Gemini e il resto della compagnia. L'hype fa il suo lavoro e, soprattutto, è gratis.... fanculo, giusto. A quel punto apri un po' le gambe. Non perché vuoi democratizzare l'AI e salvare l'umanità, ma perché ti serve capire quanto vale davvero il tuo prodotto, quanta domanda c'è e fino a dove puoi tirare la corda sui prezzi. Poi arriva il governo e ti fa notare una cosa abbastanza imbarazzante: "Aspetta un attimo. Per mesi ci hai raccontato che questi modelli sono potenzialmente pericolosi, che vanno gestiti con cautela e che potrebbero avere implicazioni serie. E adesso li stai distribuendo a molta più gente? sei scemo ???" E lì hai due risposte possibili. La prima è: "BRO, shalla, era marketing, non ci avrete mica creduto veramente". La seconda è: "No no, i rischi esistono davvero, il mondo brucerà, etc etc". La seconda è infinitamente più comoda. Perché da quel momento ogni restrizione diventa una misura di sicurezza. Se limiti l'accesso non stai contenendo i costi o rimangiandoti una promessa. Se segmenti il prodotto non stai massimizzando i margini. Se togli funzionalità o rallenti il rollout non stai difendendo il business. Stai proteggendo il mondo da una tecnologia troppo potente. Quando guardo il settore AI mi viene da sorridere: doveva essere l'industria più rivoluzionaria della storia e invece certe dinamiche iniziano ad assomigliare terribilmente a quelle del marketing tradizionale. Cambiano i nomi, cambiano le slide, cambiano i miliardi investiti, ma alla fine stai sempre cercando di creare desiderio, scarsità, percezione di valore e paura di restare indietro. In certi giorni vendere un modello AI e vendere un detersivo sembrano attività molto più simili di quanto gli addetti ai lavori vorrebbero ammettere. #AI #Marketing #Tecnologia