Recap #usopen Stan Wawrinka ha giocato la sua ultima partita Slam in carriera. Arrivati a una certa età è un effetto domino inarrestabile: caduto il primo, cadono tutti. Come quando un amico si fidanza e in un attimo ti ritrovi a quattro matrimoni e tre battesimi. Ad agosto. Perché ti odiano. Navarro batte Boisson, che regala il video dell’anno sfracellando la racchetta sullo sfondo durante l’intervista dell’americana. Tsitsipas travolge Fils. Rublev rimonta Virtanen. Cocciaretto perde e Arnaldi pure. Mensik vince e Tien pure. Cinà si arrende a Michelsen. È andata come una di quelle divertenti sfide di velocità fra un Boeing e un motorino. Tu pensi che se l’hanno fatta è perché il motorino una chance ce l’ha, invece no perché quello è un Boeing. Federico fatica a gestire la sua stazza nei movimenti e l’impugnatura del dritto semi-western sembra non essere proprio la sua. Rimaniamo ottimisti: quando la mobilità migliorerà, arriverà meglio sulla palla e ne finiranno di meno nel fiume Hudson. Alcaraz batte Safiullin annullando numerose palle break, per vedere che fanno nella vita i tennisti normali. Il rodaggio procede bene, ma il servizio sembra il fondamentale più arrugginito. È normale, essendo la più grande red flag del tennis: tutto gira intorno a lui e se osi distrarti un attimo ti ghosta per settimane. Canotta voto 3. Capelli voto 8. Risata senza motivo voto 10. Nel tumulto dei match e del caos dei primi giorni, penso a quando gli Dei si sono messi a tavolino per creare il mondo. Chissà come gli è venuto in mente di inventare le papere, i criceti, le infiammazioni tendinee alle ginocchia destre. #tennis #tennis #usopen #sport