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alzata ad una mano di Simone Giannelli e cratere sul campo di Yuri Romanò SPETTACOLO #italvolley #eurovolley https://t.co/RUpioh0IZY #volley #sport #eurovolley

IL “TEATRO EDICOLA” di SAN SEVERO DIVENTA “CASO STUDIO” INTERNAZIONALE sulla “STANFORD SOCIAL INNOVATION REVIEW (SSIR) — STANFORD UNIVERSITY” SOURCE: https://l1nq.com/rruntbb “LA GAZZETTA DI SAN SEVERO” SAN SEVERO (FG) — Sei persone entrano in un’edicola. Davanti a loro non ci sono giornali, riviste o tabacchi, ma una scena teatrale di meno di due metri quadrati. Gli attori sono a pochi passi dagli spettatori, quasi senza separazione tra chi recita e chi guarda. È così che a San Severo un luogo abbandonato da anni ha ricominciato a vivere. E oggi quella piccola esperienza teatrale è finita sotto i riflettori internazionali. È la storia del “Teatro Edicola”, il progetto realizzato dalla compagnia Foyer ’97, diretta artisticamente da Francesco Gravino, che ha trasformato una vecchia edicola di via Tondi in uno dei palcoscenici più piccoli probabilmente mai immaginati. Il progetto è partito il 27 marzo scorso con una formula tanto semplice quanto originale: sei posti a sedere, uno spazio scenico ridottissimo e spettacoli della durata di pochi minuti. Una distanza minima tra pubblico e interpreti che modifica completamente il tradizionale rapporto tra spettatore e teatro. La scommessa, però, è stata subito premiata dal pubblico. Più di 60 persone hanno assistito agli spettacoli in un solo pomeriggio e le tre giornate della stagione inaugurale hanno fatto registrare il tutto esaurito. Da esperimento locale, il “Teatro Edicola” è diventato così un caso capace di attirare l’attenzione ben oltre i confini della provincia di Foggia. A settembre 2026 la “Stanford Social Innovation Review (SSIR)”, rivista della Stanford University, pubblicherà sul proprio sito e nell’edizione cartacea Fall 2026 il reportage “The Six-Seat Revolution”, firmato dal dr. Luciano Magaldi Sardella e seguito editorialmente dal deputy editor David V. Johnson. L’interesse della rivista americana non riguarda soltanto l’originalità della proposta teatrale. Il Teatro Edicola viene infatti osservato come possibile esperienza di innovazione sociale e rigenerazione urbana a basso costo. L’idea è particolarmente interessante in un Paese come l’Italia, dove sono numerose le edicole che hanno cessato la propria attività e che rischiano di diventare spazi vuoti nel tessuto delle città. Subscribe to the Medium newsletter La domanda, in fondo, è semplice: può un luogo nato per vendere giornali diventare nuovamente un punto di incontro? A San Severo la risposta è stata affidata al teatro. L’edicola non è stata semplicemente recuperata dal punto di vista fisico. Ha cambiato funzione, trasformandosi in un luogo dove gli artisti incontrano direttamente il pubblico e dove lo spettacolo diventa parte della vita quotidiana della strada. “Il teatro viene nella strada dove cammini ogni giorno”, ha spiegato Francesco Gravino, sintetizzando la filosofia alla base del progetto. Ed è proprio questo aspetto ad aver reso l’esperienza interessante anche sul piano della possibile replicabilità. Le prime richieste di informazioni sono già arrivate da altre città, tra cui Lucca e Roma, interessate a conoscere il modello e le modalità per realizzarlo. La forza del Teatro Edicola sta anche nella sua apparente sproporzione: un investimento e uno spazio minimi per produrre un effetto culturale molto più grande. Non servono un grande teatro, una platea da centinaia di posti o strutture complesse. Basta uno spazio inutilizzato, un’idea e la volontà di restituirlo alla comunità. Quella vecchia edicola di via Tondi, dunque, racconta qualcosa che va oltre il teatro. Racconta la possibilità di ripensare gli spazi delle città, restituendo una funzione sociale a luoghi che sembravano averla definitivamente perduta.

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0 - Per la prima volta nella storia, sia in #SerieA che in #SerieBKT non si è registrato nessuno 0-0 nelle prime quattro giornate della stessa stagione. Spettacolo. #SerieA #SerieBKT https://t.co/eCW0sU2xiw #SerieA #SerieB #Calcio

Spettacolo a San Siro: l’Inter ribalta l’Udinese e fa 4 su 4 ✅ #SerieAEnilive #InterUdinese https://t.co/fUKEvEzdid #SerieA #Inter #Calcio

12 punti su 12 12 gol fatti 1 subito Capocannoniere con 6 gol Oggi assenze pesanti Nonostante i piagnoni sospirano a ogni gol di Moreira o se Romano del Cagliari gioca da 7 Nonostante i menagrami vedove di dirigenti incapaci La Roma è uno spettacolo Indigesto per molti #Roma #SerieA #Calcio

La qualifica di Madrid non è stata neanche male, ma la gara è tra le peggiori che io ricordi. Tutti col freno a mano tirato e zero sorpassi (o quasi). Se l'obiettivo era una pista dal layout capace di creare caos e spettacolo direi che è la missione è ampiamente fallita. #Formula1 #Madrid #Motorsport

Nei primi anni 2000 c’era una wave che legava indissolubilmente un calciatore a un singolo trick di campo. Alcuni erano puro show, altri invece un mix di spettacolo e letalità. Tra questi, la trivela: un colpo di esterno che dà al pallone una traiettoria particolare. Ecco, la trivela era Ricardo Quaresma 🇵🇹 #calcio #trivela #RicardoQuaresma

Un match epico che è anche una pura indecenza. I miglioramenti di Ben Shelton che conquista la sua vittoria più importante con grande merito e con anche una tenuta mentale mai vista. Il fenomeno Alcaraz che dopo mesi fermo ai box non può essere al 100% (nemmeno al servizio) ma combatte con numeri da funambolo fino al super tie break del quinto set. Da sconfitto Carlos reagisce con la classe del suo sorriso. Epperò. Uno spettacolo simile, durato 4h 28', non merita certi dirigenti e organizzatori. Inconcepibile far iniziare un quarto di finale Slam dopo le 23. Una partita che finisce alle 3.33 di notte è il più grande scempio fatto al tennis. A decidere orari&Co sono gli stessi parrucconi che poi si lamentano del numero sempre più alto di giocatori infortunati costretti a dare forfait ai tornei... #UsOpen #Tennis #BenShelton #Alcaraz

Lautaro che si lucida lo Scudetto sotto la Nord e Curtis Jones che fa impazzire Allegri per una rimessa laterale. Spettacolo ⚫️🔵 https://t.co/9mqxCBKTRZ #Calcio #SerieA #Sport

DAZN, DAVVERO NEMMENO UN’INQUADRATURA? Uno spettacolo del genere, ignorato completamente dalla diretta. Quando c’è da esaltare i Laziali, troppo spesso si guarda altrove. Quando c’è da criticarli, invece, titoli e telecamere sono sempre pronti. https://t.co/w34K0zKvSt #DAZN #Lazio #Sport

«rende lo spettacolo migliore»

Il business delle “residency” musicali
www.ilpost.it

Un allenatore parla di scontri diretti anche con Como e Roma e si offendono. Poi Juventus e Milan scendono in campo, una contro l'altra, e regalano uno spettacolo indecoroso. Dimostrando che Chivu aveva straragione. Tra l'altro Como e Roma in Champions, Milan e Juve in Europa League. Chivu in allenamento scherza su un rigore clamoroso non assegnato in favore all'Inter. Invece di parlare di errore che ha rischiato di penalizzare l'Inter (per ricordare a tutti, il gol del Napoli arriva 50 secondi dopo il tocco di Lobotka), impazziscono per una battuta fatta da Chivu in allenamento con i suoi ragazzi. Chivu sta mandando tutti al manicomio. In campo e fuori. Good Job Mister #Calcio #SerieA #Inter

Il nuovo metro di giudizio adottato dagli arbitri è certamente interessante: stop ai falli che non sono falli, taglio netto alle perdite di tempo, si gioca di più e lo spettacolo è infinitamente migliore. Benissimo. Però occhio a non esagerare: oltre un certo limite le trattenute diventano judo, le spinte una specie di lotta libera e i falli… sono falli. “L’importante è che ci sia coerenza e il metro sia uguale per tutti”. D’accordo, ma fino a un certo punto: se tutte le mattine imbocco la strada in contromano non sono coerente, sono matto. #calcio #arbitri #sport

A me questo nuovo metro arbitrale piace, ne giova lo spettacolo..più minuti effetivi di gioco, meno speculazioni, meno perdite di tempo, anche il non fischiare ogni minimo contatto è la scelta giusta..però attenzione, tutto questo non deve poi trascendere nel non fischiare rigori come quello su Lautaro a Cagliari(spinta a due mani) e ieri il fallo di mano chiaro LIVE senza bisogno di replay di Lobotka. Perché altrimenti si gioca senza arbitro come facevamo noi dietro casa da ragazzini e se è fallo o meno ci si mette d'accordo tra di noi.. Dunque ok il lasciar correre il più possibile, però un rigore clamoroso va fischiato sempre o dal campo o con l'ausilio del Var, altrimenti il "nuovo metro arbitrale" diventa un minestrone. #calcio #arbitri #var

Mati #Soulé nella sua prima intervista da romanista, mi disse: «Uno dei motivi per cui ho accettato la #ASRoma sono i tifosi. Sono un vero spettacolo» A Roma-Feyenoord era allo stadio ospite di Dybala: “Rimasi scioccato per l’atmosfera” Si vive per emozioni come quelle di ieri https://t.co/cJWMsncKrC #ASRoma #tifosi #emozioni

ila 2w

la bolgia che ho visto crearsi dopo l'1-1 è qualcosa che porterò nel cuore per sempre, un'unione di voci madonne e preghiere per spingere la squadra a segnare ancora, per poi ritrovarci chi per terra e chi per aria, sui seggiolini o sulle grate sul 2-1, che cazzo di spettacolo #tifosi #calcio #emozioni

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL” SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-world-di-new-york-omaggia-il-teatro-nel-nome-sardella-ph-d--yqqae/ by Stephi Wild, New York City. SOURCE: https://www.broadwayworld.com/italy/article/Photos-Teatro-Mercadante-and-Teatro-Goldoni-Partner-on-SOUNDTRACK-MASCAGNI-20260827 Il più influente portale teatrale del mondo consacra il gemellaggio culturale tra Cerignola e Livorno e il risarcimento storico di un verismo nato in Puglia: esiste un momento in cui una storia locale cessa di essere periferica e, per il semplice fatto di essere raccontata nel luogo giusto, diventa storia universale. Quel momento, per il Teatro Mercadante di Cerignola, è accaduto… . Broadway World, la bibbia del teatro internazionale con almeno 6 milioni di utenti globali mensili e letta quotidianamente da produttori, direttori artistici e critici da New York al West End, ha accolto nelle sue pagine il patto culturale tra il Mercadante e la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, siglato nella primavera del 2026 dal direttore artistico Savino Zaba e dall’Amministrazione comunale nella persona del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Maria Dibisceglia. A firmare il servizio, uscito nell’edizione del 27 agosto, è Stephi Wild, con il titolo: “Photos: Teatro Mercadante and Teatro Goldoni Partner on SOUNDTRACK MASCAGNI.” Non è un dettaglio. Broadway World non recensisce stagioni provinciali. Quando lo fa, sta dicendo al sistema teatrale anglofono che qualcosa, laggiù, merita di essere visto. Il cuore del riconoscimento è Soundtrack Mascagni: la musica che ha ispirato il cinema, il cinema che ha celebrato Mascagni, la coproduzione che la VII edizione del Mascagni Festival ha scelto come evento di chiusura. Uno spettacolo ibrido, un concerto-reading per voce narrante, ensemble, immagini e suoni, dove drammaturgia e testo sono di Vittorio Giacci, gli interpreti sono gli Artisti della Mascagni Academy e l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” diretta da Maurizio Colasanti. Sul palco, nei panni di un Mascagni immaginario, narratore e guida attraverso il proprio universo musicale, l’attore-regista Maurizio Nichetti. Uno spettacolo, si legge nelle note italiane, “nato dalla sinergia tra il Teatro Mercadante di Cerignola e il Teatro Goldoni di Livorno” che vedrà sul palco il grande attore e regista Maurizio Nichetti e l’Orchestra del Goldoni, diretta dal maestro Maurizio Colasanti, con regia affidata a Marco Voleri e Savino Zaba. Ciò che Broadway World ha intercettato non è solo uno spettacolo. È una tesi storiografica che finalmente forza la letteratura internazionale: per decenni, le biografie anglofone hanno liquidato il decennio pugliese di Pietro Mascagni come “anni di povertà e oscurità”. La verità documentale, custodita nel Polo Museale di Piano San Rocco, è di un’altra tempra. Nel dicembre 1886, in tournée con la compagnia Maresca, Mascagni fece tappa a Cerignola, dove il sindaco allora in carica, il commendatore Cannone, lo invitò a fermarsi per dirigere la neonata filarmonica. Il compositore resterà, salvo momentanee assenze, nella casa di via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: Cavalleria rusticana; L’amico Fritz; I Rantzau; Guglielmo Ratcliff; Silvano. Un terzo dell’intera produzione operistica, scritta in una povertà febbrile, in una cittadina agricola della piana ofantina. Fu lì, nel luglio del 1888, che gli arrivarono per cartolina da Livorno, dagli amici poeti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, i versi della Cavalleria. Lì, il 27 maggio 1889, chiuse l’autografo. La busta, quel mattino, recava timbro postale di Cerignola. Il debutto mondiale al Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890 davanti alla Regina Margherita, fu un terremoto. La parabola produttiva sancita da Broadway World è esemplare per come ribalta la tradizionale direttrice Nord-Sud dei progetti culturali. Si parte ial Mascagni Festival di Livorno con “Soundtrack Mascagni,” poi il debutto anche a Cerignola, nel corso della prossima stagione del Mercadante. Anzi, con data già fissata: “Soundtrack Mascagni” sarà presentato a Cerignola il prossimo 24 ottobre come spettacolo di apertura della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Mercadante. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cinema come lente per rileggere Mascagni. Il compositore che Scorsese e Coppola hanno saccheggiato, che Visconti ha citato come un nume, aveva già nella sua scrittura, densa, sinfonica, quasi montata per tagli, una vocazione cinematografica, e “Soundtrack Mascagni” non celebra solo questa filiazione, ma la interroga. Che Broadway World abbia scelto di fotografare proprio questo: un teatro di provincia che non chiede ospitalità ma co-produce alla pari con un teatro di tradizione come il Goldoni, dice molto sullo spostamento dell’asse culturale italiano. Non più il Sud che importa, ma il Sud che genera archivio, che custodisce autografi, caricature, lettere inedite, e le restituisce al circuito internazionale. Per Cerignola, abituata a vedersi raccontare come terra di grano e non di musica, l’approdo su Broadway World è più di una rassegna stampa. È la certificazione che la sua storia mascagnana non è più una nota a piè di pagina locale, ma un capitolo necessario della storia del verismo. E che il Mercadante, da teatro comunale di provincia, è entrato a pieno titolo nel novero dei teatri che il mondo guarda.

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL”

Il GIO Festival Conquista Broadway World: Riflettori Internazionali sulla Prima Scenica di “Marina” di Umberto Giordano SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-sardella-ph-d--xonke/ SOURCE: https://www.immediato.net/2026/08/20/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-internazionali-sulla-prima-scenica-di-marina-di-umberto-giordano/ La prestigiosa testata statunitense dedica un ampio approfondimento alla rappresentazione andata in scena al Teatro Giordano di Foggia. L'opera, composta nel 1888 e rimasta per quasi 140 anni senza una vera messa in scena, è tornata a vivere nell'ambito del festival diretto da Gianna Fratta e Dino De Palma. a prima mondiale scenica di “Marina”, opera giovanile di Umberto Giordano, porta Foggia sulle pagine della stampa internazionale. A dedicare un ampio approfondimento all’evento è stata Broadway World, testata statunitense specializzata nel mondo dello spettacolo, che ha raccontato la produzione andata in scena il 5 giugno al Teatro Umberto Giordano nell’ambito del GIO Festival. A segnalare l’eco internazionale dell’iniziativa è Luciano Magaldi Sardella, che in una comunicazione inviata alle redazioni ha evidenziato come l’evento abbia ricevuto attenzione anche oltreoceano. Il titolo scelto da Broadway World è eloquente: “Marina, Umberto Giordano’s Lost Opera, Makes World Stage Premiere in Foggia”. Un’opera rimasta nell’ombra per quasi 140 anni “Marina” venne composta nel 1888 da Giordano, allora poco più che ventenne e ancora allievo del Conservatorio di Napoli. L’opera partecipò alla seconda edizione del Concorso Sonzogno di Milano, ma non vinse e rimase sostanzialmente dimenticata per decenni, mentre la carriera del compositore foggiano avrebbe successivamente trovato consacrazione con titoli come “Andrea Chénier” e “Fedora”. La partitura, secondo quanto riportato nell’approfondimento, ha conosciuto una prima esecuzione concertistica solo all’inizio del 2026 al Teatro Dal Verme di Milano. La rappresentazione di Foggia ha segnato invece il vero debutto scenico dell’opera, nel teatro che porta il nome dello stesso Giordano. La prima scenica al Teatro Giordano La produzione è stata presentata il 5 giugno nel corso del GIO Festival. La direzione artistica è affidata a Gianna Fratta e Dino De Palma, mentre la regia della rappresentazione è stata curata da Giandomenico Vaccari. Secondo il racconto pubblicato da Broadway World, l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Nel ruolo di Marina si è esibita Valeria Sepe, mentre sul podio l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia è stata diretta da Matteo Dal Maso. Il cast comprendeva inoltre Samuele Simoncini nel ruolo di Giorgio Lascari, Elia Fabbian e Cüneyt Ünsal, mentre il Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli è stato preparato da Marco Medved. Broadway World celebra Foggia L’articolo della testata americana sottolinea il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale. Il dato simbolico è forte: proprio nel teatro intitolato a Giordano, Foggia ha ospitato per la prima volta la versione scenica completa di un’opera rimasta fuori dal repertorio per oltre un secolo. L’approfondimento evidenzia anche la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore e già capace di anticipare alcuni elementi che avrebbero caratterizzato la successiva produzione di Giordano. Un festival tra Foggia, Gargano e Monti Dauni Il GIO Festival, acronimo di Giordano International Opera Festival, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Foggia in partnership con Comune e Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e di Puglia Culture. L’iniziativa ha coinvolto non soltanto il capoluogo ma anche il Gargano e i Monti Dauni, con un calendario articolato tra opera, jazz, cinema, danza, musica da camera e divulgazione scientifica. La chiusura del festival è stata affidata il 20 giugno a “Andrea Chénier” in piazza Cavour, con una produzione nata alla Scala di Milano e trasportata a Foggia. Sul podio, per l’occasione, Gianna Fratta ha diretto il Coro e l’Orchestra del Teatro Petruzzelli. L’immagine di Foggia oltre i confini italiani Il risalto ottenuto da “Marina” rappresenta anche un risultato sul piano dell’immagine per il territorio. La narrazione proposta dal festival punta infatti a valorizzare il patrimonio culturale foggiano attraverso una delle sue figure più rappresentative. La comparsa della produzione sulle pagine di Broadway World rafforza questa dimensione internazionale, trasformando il recupero di un’opera dimenticata in un’occasione di promozione culturale per l’intera Capitanata.

Il GIO Festival Conquista Broadway World: Riflettori Internazionali sulla Prima Scenica di “Marina” di Umberto Giordano

Dall 'Edicola Fiore' al 'Teatro Edicola' di San Severo: L'ispirazione di Fiorello che conquista il prestigioso London Daily News SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/dall-edicola-fiore-al-teatro-di-san-severo-fiorello-sardella-ph-d--al34e/ La visione di Rosario Fiorello diventa realtà nel progetto rivoluzionario del direttore artistico di Foyer '97, Francesco Gravino di San Severo SOURCE: https://www.londondaily.news/why-londoners-should-discover-san-severo-where-a-disused-newsstand-became-teatro-edicola-the-worlds-smallest-theatre/ L'intuizione geniale di Rosario Fiorello su "Edicola Fiore" ha trovato una nuova vita nel cuore della Puglia. Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia teatrale Foyer '97 di San Severo, ha tracciato direttamente a Fiorello e alla sua pluripremiata rassegna televisiva l'ispirazione che lo ha condotto a trasformare un chiosco di giornali abbandonato in quello che promette di diventare il teatro più piccolo del mondo. "Edicola Fiore" è stata la prima a dimostrare come uno spazio destinato alla vendita di quotidiani potesse trasformarsi in un palcoscenico autentico, trasformando il banale quotidiano in spettacolo. Quella lezione non è stata dimenticata: quando Gravino si è trovato davanti alla saracinesca abbassata di Via Matteo Tondi, ha riconosciuto il potenziale che Fiorello aveva già intuito anni prima. Il risultato, inaugurato il 27 marzo 2026 in concomitanza con la Giornata Mondiale del Teatro, è "Teatro Edicola": uno spazio di soli sei posti, dove undici attori ruotano un repertorio che spazia da Goldoni a Chekhov. Le performance, di dieci-quindici minuti ciascuna, hanno già attirato centinaia di visitatori incuriositi, attirando l'attenzione della stampa internazionale fino al prestigioso London Daily News, che ha riconosciuto nel progetto una dimostrazione potente di come la cultura rigenerativa non dipenda dai grandi budget, ma dalle idee capaci di unire una comunità. Il legame con Fiorello si rafforza ulteriormente grazie ai suoi collegamenti con figure di spicco della città, come Luca e Daniela Sardella, che hanno sostenuto l'iniziativa. Un riconoscimento indiretto che conferma come la visione dell'intrattenitore siciliano continui a ispirare nuove forme di espressione teatrale in Italia.

Dall 'Edicola Fiore' al 'Teatro Edicola' di San Severo: L'ispirazione di Fiorello che conquista il prestigioso London Daily News