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#Testimoni

La Procura di Bologna ha avviato un procedimento 45 bis per indagare sulle circostanze della morte di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento di polizia, per chiarire i dettagli dell'evento attraverso l'analisi di video e testimonianze, senza al momento alcun indagato formalmente. #Bologna #Polizia #Giustizia

Morte di Abderrahim Fakir a Bologna, la Procura apre il fascicolo “45 bis”. “Fatti più estesi rispetto ai video”

L'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento di polizia a Bologna, si concentra sull'analisi di tutti i filmati disponibili, comprese le bodycam degli agenti e le registrazioni dei familiari e testimoni, per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e stabilire eventuali responsabilità, mentre l'Azienda Usl di Bologna avvia un'indagine interna sulla condotta del personale sanitario intervenuto. #AbderrahimFakir #Bologna #Polizia

Morte Abderrahim Fakir, la verità nelle immagini: bodycam, video dei familiari e riprese dei testimoni al centro dell’inchiesta

Amnesty International ha rivelato dettagli di tre attacchi aerei israeliani nel sud del Libano che a marzo hanno provocato la morte di 24 civili, inclusi 12 bambini, e ha descritto le testimonianze strazianti dei sopravvissuti, evidenziando violazioni del diritto internazionale umanitario e l'assenza di giustizia per le vittime. #AmnestyInternational #Israele #Libano

“Bambini uccisi, famiglie cancellate”: il racconto di tre attacchi israeliani in Libano
ORA! 20h

Il caso Roggero riapre un tema delicato: il confine tra legittima difesa e giustizia privata. La legittima difesa serve a respingere una minaccia attuale; quando il pericolo è cessato, spetta allo Stato accertare le responsabilità e punire i colpevoli secondo la legge. È comprensibile che chi subisce una rapina provi paura, rabbia e persino desiderio di vendetta. Ma proprio lo Stato di diritto esiste perché la risposta ai reati non sia affidata alle emozioni o alle decisioni dei singoli. La pena è stabilita dalla legge e applicata dai tribunali, non dai cittadini. La destra lo sa e ci marcia. Invece di costruire carceri, riformare la giustizia e rafforzare la prevenzione, sfrutta ogni fatto di cronaca per dividere il mondo tra vittime e carnefici, e farsi paladina di un giustizialismo populista che mette sotto pressione le garanzie dello Stato di diritto. La sinistra, invece, troppo spesso teme di affermare che chi delinque deve scontare pene certe e che sicurezza e legalità sono esigenze reali. Così si rifugia in argomenti procedurali, senza affrontare il problema dell'illegalità e del crescente senso di insicurezza dei cittadini. La sicurezza si costruisce con forze dell'ordine efficienti, una giustizia rapida, pene certe e prevenzione efficace. Indebolire questo principio significa spostare il confine verso la giustizia privata, con il rischio di aumentare la violenza anziché ridurla. Se passa il principio che si può sparare a chi è ormai in fuga, il messaggio cambia per tutti: chi commette una rapina sarà incentivato a presentarsi armato e a usare la violenza per primo, convinto di non poter lasciare testimoni o di dover anticipare una possibile reazione. Il risultato non è una società più sicura, ma un'escalation della violenza che aumenta il rischio per cittadini, vittime e forze dell'ordine. Lo Stato di diritto serve anche a evitare questa spirale. #Giustizia #Sicurezza #StatoDiDiritto

On the 34th anniversary of the #massacre at #viaDAmelio, we remember #PaoloBorsellino and the members of his escort. Their sacrifice represents a testimony of courage, a sense of State, and loyalty to the values of justice. Preserving memory means renewing commitment against mafias, for legality. (translated)

🚨🇦🇷🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 | TREMENDO TESTIMONIO DE UN SOLDADO INGLÉS QUE FUE A MALVINAS: Un veterano inglés de la Guerra de las Malvinas reconoció la soberanía argentina sobre las islas y afirmó que deberían ser devueltas a la Argentina. “Estuve en las Malvinas. Perdí un muy buen amigo allí, por nada. Es triste. Deberían ser argentinas. Es 2025. Hay 1.500 personas viviendo en Malvinas, eso es todo. Esos tiempos ya pasaron, como los tiempos de la esclavitud. Es 2025, es su país, no el nuestro”. #Malvinas #Soberanía #Veteranos

El documental 'Canarias: 50 años tras la oscuridad', producido por Clan de Medios, explora el golpe de estado franquista y la represión en Canarias a través de tres capítulos, incluyendo testimonios de historiadores y familiares de figuras republicanas, en el marco de las conmemoraciones del 50 aniversario de la libertad en España. #MemoriaHistórica #Franquismo #Canarias

'Canarias: 50 años tras la oscuridad': El Golpe

Il 17 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha diffuso immagini che testimoniano una recente serie di attacchi di precisione contro infrastrutture logistiche militari iraniane, dichiarando di non aver colpito alcun obiettivo civile. #Iran #Usa #Attacchi

Usa-Iran, Centcom diffonde le immagini degli attacchi contro “infrastrutture logistiche militari” – Video
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salen nuevos vídeos del suceso. en su testimonio, fonsi dice que lo último que recuerda antes de los golpes fue escuchar "rojo, subcampeón", pero este clip demuestra que era él quien gritaba "fascistas, subcampeones" a chavales que intentaban pacificar la situación. vaya vaya. https://t.co/Dqf7yAlgc7 #Vídeo #Suceso #Testimonio

Un testigo afirma que Fonsi Loaiza no fue agredido por su ideología. Me dice que iba borracho, provocando a la gente, insultando a chavales y a todos los que se encontraba por la calle. https://t.co/P5lNQTG8m7 #testimonio #incidente #controversia

In un momento così difficile per lui e per la sua famiglia, tutto il calcio italiano si stringe con affetto a #SilvioBaldini. Una splendida persona, prima ancora che un bravo allenatore, in grado di trasformare dolore in gioia, sofferenza in testimonianza. #Calcio #Solidarietà #Forza

La ciudadana Flor Ruíz denuncia cómo la Fiscalía de Puebla se robó el patrimonio de su familia, incluyendo la caja fuerte y joyas usando una orden de cateo basada en unos testimonios de agentes que participan ilegalmente en el cateo. Corrupción en el Puebla de @armentapuebla_ https://t.co/yHpKKM1fRl #Corrupción #Justicia #Puebla

🚨‼️Ancora una volta, è il Corriere dello Sport a smontare in maniera pesantissima le intercettazioni pubblicate sull'inchiesta arbitri. In particolar modo, l'attenzione è su quella che coinvolge Giorgio Schenone. Addirittura non si parla nemmeno di arbitri in quella intercettazione mentre il Corriere della Sera la citava per un presunto desiderio dell'Inter di non avere Sozza per la partita con il Verona. "Fra le tante telefonate al vaglio degli inquirenti, quella che ha coinvolto Rocchi, il responsabile per i rapporti con i club, Riccardo Pinzani, e Giorgio Schenone, referee manager dell’Inter. Pinzani riferisce a Rocchi che lo ha «chiamato Schenone» ma l’ex designatore lo interrompe subito, dicendo di sapere che l’Inter rompe le... scatole. Pinzani riprende: «Schenone m’ha detto: “Guarda, so che Marotta ne stava parlando con Viglione», quest’ultimo capo dell’ufficio legislativo della Figc. «Mi hanno chiamato - riprende Rocchi - mi hanno rotto i coglioni, te lo dico io». La trascrizione, decontestualizzata, potrebbe sembrare avere una rilevanza. In realtà, le testimonianze portate dallo stesso Rocchi, da Pinzani e da Schenone, oltre che dall’avvocato Viglione, ne tratteggiano un quadro diverso. Il discorso non è sull’operato di un arbitro (si parla di Sozza per Verona-Inter) ma sulla mancata pubblicazione, all’interno di Open VAR, del video inerente il mancato rigore su Bisseck in Inter-Roma. Lo hanno raccontato gli stessi protagonisti agli inquirenti: Schenone lo aveva riferito a Pinzani (che è lì apposta per avere rapporti con i manager delle società) che lo aveva riferito a Rocchi. E Viglione cosa c’entra? Nulla, appunto, se non che da responsabile legale della Federcalcio, aveva espresso parere favorevole alla messa in onda del filmato. Nessun potere occulto, nessuna manovra. Come dimostrato dalla mancanza di intercettazioni con Marotta e Viglione. E dalla richiesta di archiviazione" #Calcio #GiustiziaSportiva #Inter

Por dentro la carta natal de la Rep. Argentina, por fuera los tránsitos para el 19/07/2026, Mercurio grado 17 de Cáncer retrógrado sobre MedioCielo Argentino y Sol. «Evento del pasado que se repite» y tiene máxima visibilidad (MC) y está «en la boca de todos» (Mercurio) a nivel internacional (Mercurio regente de IX) En el mundial 2022, mercurio estaba grado 17 pero de Capricornio, el opuesto. Otro testimonio más que indicaba que Argentina llegaría a la final. Ese Mercurio sobre el MC Argentino indica mucha visibilidad, comunicación, que Argentina este en la boca del mundo, como será en la final. Y al estar Mecurio retrógrado sobre el ángulo más visible, un evento del pasado se repite, ¿qué se iba a repetir? Estar en la final del mundial. Otro indicio era Marte. Muy cerca del Marte de la final del 2022. En estos días subo análisis de la final. #Argentina #Mundial2026 #Astrología

Vito Quiles has already accused me of 13 crimes: -Pedophilia -Pimping -Harassment -Fraud -Extortion -Grant fraud -Criminal organization -False report -Revelation of secrets -False testimony -Documentary falsehood -Tax fraud -Death threats (translated)

"Tra intercettazioni, pedinamenti e testimonianze, sono state ricostruite interferenze e pressioni su Rocchi ma non è dimostrato, perché non ci sono le prove, che fossero oggettivamente finalizzate ad alterare l’esito delle partite". In Calciopoli quali partite sono state alterate? #Calciopoli #Sport #Giustizia

La sentencia es un delirio. Se tome como se tome. Desde hoy el testimonio de cualquier funcionario es desacreditable simplemente por trabajar en una burocracia… a no ser que seas Guardia Civil. #Justicia #Burocracia #DerechosHumanos

Report 5d

La procura di Caltanissetta non ha mai preso in considerazione la testimonianza di Maria Romeo, compagna di Alberto Lo Cicero e sorella dell'autista di Delle Chiaie. Rivedi l'inchiesta di Paolo Mondani: https://t.co/nOJAaFI8Fo https://t.co/9rUksQK5ub #giustizia #inchiesta #testimonianza

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

Facundo, un hombre de 37 años, fue encontrado muerto en su piso de lujo en Las Tablas tras recibir doce puñaladas, y aunque inicialmente se consideró un posible suicidio, las pruebas y testimonios apuntan a un homicidio, posiblemente relacionado con un encuentro violento. #Asesinatos #Homicidio #Madrid

Las doce puñaladas que acabaron con Facundo en su piso de lujo de Las Tablas