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#Velo

🚨 Bruno GENESIO 🇫🇷 sur le fait que le Vélodrome soit PAS ENCORE PLEIN pour le Classique demain : 🗣️ « JE COMPRENDS LA COLÈRE DES SUPPORTERS 😤. Dans le contexte actuel du pays, c'est encore plus important d'avoir l'équipe qu'on supporte qui gagne. Je trouve même qu'ils ont fait PREUVE D’UNE GRANDE PATIENCE ET INDULGENCE. » 🎥 @RMCsport https://t.co/mveblm7Llo #OlympiqueMarseille #supporters #foot

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Vivemos na era da hiperconexão e da velocidade frenética. As telas encurtam distâncias e trazem informação instantânea, mas também geram ruído e ansiedade. O grande desafio de hoje é desacelerar, filtrar o supérfluo e resgatar a nossa humanidade. #sociedade #mundomoderno

🚨 Bruno Genesio : "Le Vélodrome pas plein ? Je comprends la colère des supporters. Dans le contexte actuel du pays, c'est encore plus important d'avoir l'équipe qu'on supporte qui gagne. Je trouve même qu'ils ont fait preuve d'une grande patience et d'une grande indulgence." #OM #supporters #Ligue1

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Four years after the death of Mahsa Amini, the resistance of Iranian women to the use of the veil reflects the limits of the regime's power, which, despite its repressive capacity, faces challenges in imposing social obedience in a context of war and economic crisis. (translated)

La grieta de Teherán bajo el velo

Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter

🚨 « PRIX DE L’ESSENCE/VÉLODROME, ÇA DEVIENT DUR DE FAIRE LE PLEIN… » 😬 La banderole des supporters parisiens lors de l’entraînement avant le match face à l’OM. 📸 @CulturePSG https://t.co/SDVhIwVwhi #PSG #OM #Football

🇺🇸 🇧🇷 Os EUA estão preparando um arsenal de guerra na fronteira do Brasil Uma frota que passou vinte anos caçando alvos no Afeganistão, no Iraque e na Síria está de malas prontas para o continente americano. E o novo teatro de operações começa bem ali, na nossa fronteira. Segundo apuração da CNN, com seis fontes ouvidas, a Casa Branca avalia esvaziar o Comando da África de seus MQ-9 Reaper — o drone capaz de vigiar um único alvo por horas a fio e, quando chega a hora, disparar com precisão cirúrgica — para reforçar operações antidrogas e antiterrorismo na América do Sul. O gesto não é cosmético. Ele confirma algo que venho mostrando a vocês ao longo do ano: o hemisfério ocidental voltou a ser prioridade militar americana, depois de duas décadas de atenção presa ao Oriente Médio. A transferência caminha em duas velocidades. No Equador de Daniel Noboa, o drone chega como ferramenta operada pelos próprios americanos, dando sequência a ataques conjuntos contra guerrilheiros e laboratórios de droga que já vinham acontecendo desde maio. Na Colômbia, o desenho é outro: a Administração Trump fechou um empréstimo de três MQ-9 Reaper que serão pilotados por militares colombianos, treinados por instrutores americanos. É um salto e tanto — nenhum outro exército do continente tem hoje esse tipo de capacidade. Segundo o secretário da Guerra, Pete Hegseth, Honduras, Guatemala e Jamaica assinaram acordos semelhantes, ainda sem definição clara de quem vai operar os equipamentos em cada país. Esses cinco acordos não nasceram soltos. Eles são a ponta operacional de uma coalizão batizada de Escudo das Américas, que já reunia cerca de dezenove países até agosto deste ano. Foi nesse mesmo mês, no Panamá, que Hegseth formalizou a doutrina de enfrentamento que passa a valer para a região: a mesma lógica de guerra usada pelos Estados Unidos contra o Estado Islâmico no primeiro mandato de Donald Trump, agora reaproveitada contra o narcotráfico. Na prática, os Reaper já operam dentro da Operation Southern Spear, a campanha sob a qual o SOUTHCOM confirma ataques cinéticos letais — o de 9 de setembro, contra uma lancha no Caribe, é só o mais recente. A contagem não oficial de traficantes mortos nessas operações já passa de duzentos e trinta. Antes de cada ataque, a Marinha dispara tiros de alerta; parte das tripulações se rende e segue sob custódia — só que ninguém, até agora, confirmou para onde. O Brasil não está em nenhuma dessas frentes. E a explicação é simples de enunciar, difícil de engolir: Lula da Silva se recusa a classificar o Comando Vermelho e o PCC como organizações narcoterroristas, nos termos que a Administração Trump vem adotando desde o protocolo de segurança nacional de novembro de 2025. Sem essa categorização, não existe cooperação. Sem cooperação, não chega equipamento algum. Por trás da recusa está um temor concreto, atribuído a fontes do Planalto: que esse tipo de tecnologia acabe voltada para dentro do próprio território brasileiro. O medo cresceu depois da captura de Nicolás Maduro — foi quando, segundo os mesmos insiders, Lula da Silva foi ele mesmo consultar as Forças Armadas sobre a capacidade brasileira de reagir a um cenário parecido. Não é acaso que o ministro da Defesa tenha admitido, há cerca de um mês, que "se os americanos vierem é melhor abrir as portas". O resultado é um Brasil que se isola num continente cada vez mais alinhado com a Casa Branca. Enquanto isso acontecia, Celso Amorim, assessor especial de Lula da Silva para Assuntos Internacionais, passava a semana em Pequim, ao lado de lideranças chinesas, russas e iranianas, às vésperas da Assembleia Geral da ONU. Se essa trajetória se confirmar, o risco que venho mapeando desde os meus livros sobre o Foro de São Paulo deixa de ser hipótese e vira retrato: o Ocidente passa a enxergar o Brasil pelo mesmo prisma com que enxerga o regime comunista chinês, a ditadura iraniana e a autocracia de Vladimir Putin — parceiro do eixo errado, num momento em que o resto do continente escolheu o lado oposto. #EUA #Brasil #SegurançaLatina

A very quick #QED with the kind permission of the crazed Alex #Karp, who mercilessly SPOILED the plans of the CEOs of Anthropic, Open AI, and X AI: “they talk about regulation, but actually they want the NATIONALIZATION of AI companies, with public entry not only of (translated)

Non si può affatto dire che Leone proceda piano piano: sta procedendo a marce forzate, senza minimamente preoccuparsi delle reazioni — anche perché le reazioni sono poche, e quelle poche vengono prontamente sedate. Ciò che è cambiato rispetto a Bergoglio non è la velocità: è il volto. Bergoglio urlava, e chi urla sveglia; Prevost sorride, e chi sorride addormenta. Ma è un sorriso glaciale, il ghigno di chi sa di non incontrare resistenza. Si guardi ai fatti, non ai modi. L’agenda non è stata rallentata: è stata potenziata su tutti i fronti — sinodalità, ecologismo, immigrazionismo, ecumenismo sincretico, normalizzazione dell’ideologia LGBTQ+. E si guardino soprattutto le nomine, che di un pontificato sono la prova del nove: non ve n’è una sola che faccia eccezione; non un uomo di dottrina sicura promosso, non un nemico della Fede rimosso. Su ciascun capitolo Prevost è andato oltre il predecessore. #Cattolicesimo #Chiesa #Pontificato

Violência verbal e as manifestações de ódio nas redes sociais. A violência verbal e as manifestações de ódio nas redes sociais tornaram‑se um dos fenómenos mais preocupantes do espaço público digital. O que começa muitas vezes como um comentário impulsivo transforma‑se rapidamente num ambiente tóxico que afeta a dignidade humana, corrói a convivência democrática e normaliza práticas discriminatórias. O discurso de ódio — seja através de insultos, ameaças, difamação, racismo, sexismo ou desinformação — funciona como um veneno social, porque alimenta preconceitos, fomenta discriminação e pode até abrir caminho para violência real. 🧭 A lógica do ódio digital O ambiente das redes sociais favorece a impulsividade: anonimato, velocidade, ausência de contexto e mecanismos de recompensa (likes, partilhas) amplificam comportamentos agressivos. O ódio expressa-se tanto de forma explícita — insultos diretos, ataques pessoais — como de forma subtil, através de narrativas de desumanização, construção de grupos como ameaça ou linguagem codificada, tal como identificado no manual da APAV. As consequências são profundas: afetam a autoestima, o bem‑estar emocional e a saúde mental, sobretudo de crianças e adolescentes, que são mais vulneráveis a estes ambientes hostis . 🛡️ Como combater o ódio e a violência verbal O combate ao discurso de ódio exige ação simultânea em várias frentes — individual, comunitária, institucional e tecnológica. As principais recomendações internacionais e nacionais convergem em estratégias claras: Empatia ativa — colocar-se no lugar do outro antes de publicar, reconhecendo que palavras têm impacto real. Pensamento crítico — verificar informação, desconfiar de conteúdos manipulados e distinguir opinião de agressão. Diálogo construtivo — conversar sobre temas complexos com respeito, desmontando preconceitos e promovendo compreensão. Denúncia responsável — usar as ferramentas das plataformas para reportar conteúdos ofensivos, como recomenda a ONU . Educação digital — ensinar crianças e jovens a reconhecer ódio, proteger a privacidade e compreender que liberdade de expressão não inclui agressão . Confiança na informação — combater a desinformação, que alimenta discursos discriminatórios, como alerta a CIG . Apoio às vítimas — disponibilizar canais de ajuda legal, psicológica e institucional, como os oferecidos pela APAV . Responsabilidade individual — usar o espaço digital para criar oportunidades, fortalecer vínculos e não cair em provocações, evitando responder agressão com agressão . 🌐 Dimensão democrática O discurso de ódio não é apenas um problema de convivência: é uma ameaça direta à democracia. A ONU e o Conselho da Europa alertam que estas práticas minam o respeito pela diversidade, deterioram normas sociais e normalizam exclusão e hostilidade . A liberdade de expressão é essencial, mas não inclui o direito de humilhar, discriminar ou incitar violência. ✒️ Síntese final O ódio nas redes sociais não é apenas ruído: é um ataque à dignidade humana e à saúde democrática. Combatê-lo exige empatia, educação, denúncia, responsabilidade e políticas públicas firmes. Cada utilizador tem o poder — e o dever — de transformar o espaço digital num lugar mais seguro, mais humano e mais respeitador.

Xamã, Sophie Charlotte, Zeze Polessa, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Paulo Betti, Paula Burlamaqui, Betty Gofman, Paulinho da Viola, Fernanda Abreu, Tony Bellotto, Maria Flor, Duda Beat, Leona Cavalli, Malu Mader, Enrique Diaz, entre outros no BORA LULA! https://t.co/SfOZAKhl9B #BoraLula #Cultura #Música

Indra has presented DRIZZLE, a Spanish interceptor drone that reaches speeds of 400 km/h and is designed to neutralize enemy drones, incorporating advanced detection and tracking technology, as well as a disposable model to facilitate large-scale production. (translated)

Un dron dentro de otro dron: así funciona DRIZZLE, el interceptor español que alcanza los 400 km/h

The Russian Geran-3 drones, which can reach speeds of up to 480 km/h and are more difficult to intercept, represent a new threat to Ukraine's defenses in the context of the ongoing military conflict. (translated)

Así son los drones rusos Geran-3: alcanzan 480 km/h y son más difíciles de neutralizar

🇧🇷 Campanha de Lula escala artistas para engajar eleitores na reta final da corrida eleitoral. Ato no Rio de Janeiro deve contar com a presença de Caetano Veloso, Maria Betânia e Chico Buarque. https://t.co/irUdY7OjVM #Lula #Eleições2022 #Cultura

🚨🚨🔴🔵 OM-PSG : LE CUP PASSE À L’ACTION, ÇA BOUGE ! Saisi par l’avocat du CUP en référé-liberté, le Conseil d’État A FIXÉ UNE AUDIENCE ! ⚖️ La décision doit désormais intervenir suffisamment rapidement pour permettre, en cas d’issue favorable, d’organiser le déplacement des supporters parisiens au Vélodrome. Après 11 ANS d’interdiction, le CUP va jusqu’au bout pour défendre le retour des supporters parisiens à Marseille. ✊ ON ATTEND MAINTENANT LA DÉCISION ! 👀 #OMPSG #PSG #OMPSG #Football #Supporters

#Gasperini a @SkySport: “Il paragone tra #Baresi e #Balerdi? Quando mi vengono fatte queste domande capita che mi vengano delle associazioni spontanee, e quando le faccio vado sempre a cercare le caratteristiche dei migliori giocatori mai esistiti. La settimana prima mi avevano chiesto chi mi ricordasse Malen e avevo detto Milito. Con Balerdi ho detto Baresi, perché per caratteristiche, ma ovviamente non per livello assoluto, Balerdi mi ricorda quelle di Franco: la velocità con cui Baresi andava a recuperare certe situazioni di pericolo, l'intensità con cui andava sui contrasti, la sicurezza con cui impostava il gioco. Baresi era avanti trent'anni rispetto ai suoi colleghi, ma apparteneva a un calcio molto diverso da quello di oggi. È in questo mix di modernità e di qualità antiche che vedo la somiglianza. Mi piace fare questi paragoni anche con i ragazzi, per rendere loro l'idea di cosa possono ancora diventare” #Calcio #SerieA #Gasperini

🚨 Amine Gouiri : "Les supporters dans le Vélodrome ? T'es dans une arène, ça fait énormément de bruit." [@ligue1plus] https://t.co/nbDMN7u2jd #Ligue1 #Football #Supporters

La tecnica di Jashari non è eccellente, sarebbe buona per un giocatore di quantità e presenza, cosa che lui non è perché è molle come il muco e non è particolarmente veloce #calcio #giocatore #tecnica

Álvaro 2d

A mí este tema me parece curioso. Cancelo es un tío que estaba totalmente acabado. Es lesionarse de la mano y volar. Pero volar en plan que está marcado records de velocidad. No sé, no tengo ni idea. Pero en Italia tampoco tenían ni idea. https://t.co/o97HXQHZKO #Deportes #Fútbol #Curiosidades

Arrancó desde detrás del mediocampo. Recuperó la pelota. No lo derribaron ni aunque quisieron hacerle falta. Le ganó en velocidad al primer rival. Se quitó a un segundo rival a campo abierto. Bajó el ritmo. Hizo la pausa. Y le soltó el pase a Lamine Yamal en el momento preciso. ¿Lo mejor de todo? Karim Adeyemi celebró su ASISTENCIA como si fuera gol. Durante todo el partido quiso ayudar a que el 10 convirtiera. Por eso, cuando lo logró, se alegró como si él mismo hubiera marcado. Adeyemi ya lleva ¡¡3 GOLES Y 2 ASISTENCIAS!! en 292 minutos disputados con el Barça. Los culés ficharon a un jugadorazo, a un verdadero hombre de equipo. Lo que está jugando el alemán es impresionante. FICHAJAZAZO DE IMPACTO INMEDIATO. #Fútbol #FCBarcelona #KarimAdeyemi