“Manipolare una foto per mostrare una persona in abiti più succinti rispetto alla realtà è indegno. Futuro nazionale in questa occasione ha colpito in modo indecoroso Matilde Siracusano, collega seria e preparata che quotidianamente mi affianca al dicastero, a cui mando un forte abbraccio. La foto modificata si commenta da sola e qualifica chi l’ha prodotta e pubblicata”Sul caso è intervenuto anche il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia: “Manipolare una foto per mostrare una persona in abiti più succinti rispetto alla realtà è indegno. Futuro nazionale in questa occasione ha colpito in modo indecoroso Matilde Siracusano, collega seria e preparata che quotidianamente mi affianca al dicastero, a cui mando un forte abbraccio. La foto modificata si commenta da sola e qualifica chi l’ha prodotta e pubblicata”. #BullismoDigitale #Sessismo #IntelligenzaArtificiale
La difesa di Massimo Bossetti contesta i test sugli abiti di Yara Gambirasio, sostenendo che nuove fotografie ad alta definizione potrebbero rivelare indizi previ non approfonditi nelle indagini precedenti. #YaraGambirasio #MassimoBossetti #giustizia

Non basta ritenersi (o essere) un fuoriclasse del Foro, indossare abiti sartoriali ed esprimersi in un linguaggio forbito, se una volta dismessa la toga si utilizzano in pubblico espressioni di dileggio, mortificazione e insultanti nei confronti dei colleghi. Personalmente, rispetto tutti. E se devo o voglio criticare qualcuno, ne critico le azioni, e mai mi sognerei di scadere in valutazioni di natura personale, ancorché mi capiti, ovviamente, di pensarne male. Saper distinguere ciò che è opportuno dire da ciò che è opportuno tacere, è la base. Della buona educazione, e del saper vivere civile. A volte, anche il più sostanzioso spessore culturale e professionale può disgregarsi di fronte a modalità espressive inadeguate e fuori luogo. Ricordiamolo. Tutti. Sempre. #BuonaEducazione #Rispetto #Cultura
È morto a 87 anni lo stilista Bob Mackie, celebre per i suoi abiti scintillanti e per aver vestito Cher per molti anni. #BobMackie #moda #Cher

« il manque 55 employés dans 4 mcdo en abitibi » quand on parle d’immigration est crazy😭😭 #Emploi #Immigration #Abitibi
“Quello che vediamo in Palestina, Cisgiordania e Gaza non l’abbiamo visto da nessun’altra parte. Non c’è nessuna pietà. Ci stiamo abituando a non averla e questo sta rendendo disumano il mondo che abitiamo”
Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.
L'articolo di Giuliana Lomazzi illustra i rischi della trombosi del viaggiatore, evidenziando che chi siede al finestrino ha un rischio doppio, e fornisce consigli pratici, come mantenere una buona idratazione e indossare abiti comodi, per prevenire questa condizione durante i voli a lungo raggio. #trombosi #viaggi #aerei

Dal 19 luglio 2026, l'Europa ha imposto un divieto sulla distruzione di abiti invenduti, una misura che mira a ridurre lo spreco nel settore della moda e a promuovere pratiche di riciclo e riuso, ma che richiede anche un cambiamento culturale nei modelli di produzione e consumo, specialmente nel lusso, dove la reputazione del marchio deve trovare un equilibrio con la sostenibilità ambientale. #Moda #Sostenibilità #FastFashion

Un giallo irrisolto riguardante l'omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, avvenuto con l'uso della ricina, si evolve con l'arrivo di specialisti del Robert Koch Institut e investigatori tedeschi per esaminare potenziali tracce del veleno su abiti e alimenti nell'appartamento delle vittime. #Pietracatella #ricina #investigazione

Il Guardian ha raccolto dodici regole pratiche e due trucchi per affrontare il caldo estremo, basandosi sull'esperienza di chi vive stabilmente in zone con temperature superiori ai 40 gradi, suggerendo metodi come bere prima di avere sete, indossare abiti leggeri e proteggere la casa dal sole. #CaldoRecord #ConsigliEstivi #VivereInClimaEstremo

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?
Il matrimonio tra Taylor Swift e Travis Kelce, tenutosi al Madison Square Garden, è stato un evento segreto con oltre mille ospiti, allestito per ricreare un'atmosfera bucolica, mentre dettagli su abiti, decorazioni e partecipanti continuano a emergere nei media. #Matrimonio #TaylorSwift #TravisKelce

Tornato a casa dopo il pride, Lorenzo Pezzotti ha ribadito quanto detto su @matteosalvinimi, affermando di voler entrare in politica per poter dire tutto. Oggi, tornato in abiti civili e usando l’eterna scusa “aver bevuto cose che non dovevo bere”, dice di aver detto cose senza senso e che voleva essere una trovata goliardica. Il soggetto è stato attaccato giustamente dalla stessa comunità Lgbt. #Pride #Politica #LGBT
Il caldo estremo ha spinto le culture umane ad adottare diverse strategie di adattamento, variando dall'uso di abiti larghi in lana nelle zone desertiche per proteggersi dai raggi UV, alla scelta di tessuti leggeri come cotone e lino nelle aree umide, evidenziando come le tecniche di termoregolazione siano influenzate da molteplici fattori ambientali ed evolutivi. #Antropologia #CaldoEstremo #Evoluzione

Ma perché queste si sposano a Giugno con i vestiti a maniche lunghe e il collo alto ma poi si sono convinte che così coperte siano automaticamente chic spoiler no #moda #abiti #matrimonio
Sparatoria Montréal, recuperato in una stanza d'albergo un manifesto di oltre 100 pagine attribuito al killer, nel quale l'uomo si definiva un incel, affrontava temi misogini e criticava l'industria pornografica. L'attacco è avvenuto nei pressi degli uffici di Aylo, società madre di Pornhub. L'aggressore è stato descritto come un maschio bianco vestito con abiti mimetici #Incels #Maschilismo #ViolenzaDiGenere
Nella notte contro Kyiv sono stati lanciati, secondo informazioni al momento parziali, almeno 50 missili e 500 droni. Il bilancio ad ora è di 4 morti e 23 feriti. Sono stati colpiti 40 diversi punti della città, inclusi edifici residenziali, parcheggi, scuole, capannoni, compreso un edificio del complesso Comfort Town e il terminal cittadino di Nova Poshta. Ma a fare maggiore impressione sono le fiamme divampate sul tetto della Cattedrale dell’Assunzione, nel complesso monastico di Pechers’ka Lavra, costruito nell’XI Secolo e considerato uno dei luoghi spirituali piu sacri di tutta l’Europa Orientale, divenuto patrimonio UNESCO (insieme al Monastero di Santa Sofia) nel 1990 e inserito proprio dall’UNESCO tra i patrimoni a rischio nel 2023. Tra i colpi più duri inferti stanotte al patrimonio culturale del paese c’è anche la distruzione degli studi cinematografici Dovzhenko, lo storico complesso di produzione cinematografica fondato alla fine degli anni '20 (tra i più grandi d'Europa all'epoca). All'interno dei suoi 16 ettari e dei suoi padiglioni storici, gli Studios custodivano una collezione immensa e permanente di costumi di scena storici, abiti tradizionali e costumi d'epoca, accumulati in quasi un secolo di produzioni (compresi i capolavori del cinema poetico ucraino come Le ombre degli avi dimenticati di Paradžanov). Secondo le prime notizie l’intera collezione sarebbe andata perduta. Questa è la Russia che abbiamo riammesso nel tempio della cultura de @la_Biennale e questi sono i risultati quando invece di chiudere i cieli dell’Ucraina, c’è addirittura chi chiede di torglierle le difese. #Ucraina #Cultura #Conflicto