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Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter

Lo strepitoso gol a volo d’angelo di Sandro Mazzola al Borussia Dortmund nella semifinale di Coppa dei Campioni 63-64 https://t.co/PAoGLfthkX #Calcio #CoppaDeiCampioni #Mazzola

Immagini indimenticabili e parole commosse: ricordiamo uno dei più grandi campioni della storia dell'Inter attraverso le sue gesta più belle e indelebili 🖤💙 𝑪𝒊𝒂𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐 ♾️ https://t.co/u2nLix8DSK #Inter #Calcio #Sport

A 21 anni Sandro Mazzola vinceva la Coppa dei Campioni facendo 2 gol e un assist in finale al Real Madrid di Puskas e Di Stefano e di 4 spagnoli che un mese dopo avrebbero vinto l’Europeo con la Spagna. Per capire la proporzione della forza e dell’impresa https://t.co/so9Hxh4zOg #Calcio #StoriaDelCalcio #CoppaDeiCampioni

With the passing of Sandro Mazzola, we lose a great champion and one of the most beloved figures in the history of Italian football. A legend of Inter and the Azzurri, European champions in 1968, he brought joy and passion to generations of Italians, leaving an indelible mark. (translated)

Se n'è andato a 83 anni Sandro Mazzola, un pezzo di storia del calcio italiano 🙏🏻💔 Perse il padre Valentino, capitano del Grande Torino, nella tragedia di Superga: aveva solo 6 anni. A 8 anni vestì già la maglia dell'Inter, e non la lasciò più. L'esordio in Serie A arrivò a 18 anni, sotto Herrera, la consacrazione: bandiera della Grande Inter, capocannoniere in Serie A nel '65 e in Coppa dei Campioni nel '64, secondo al Pallone d'Oro 1971 dietro Cruyff. In bacheca: 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali. Grazie di tutto, Sandro #Calcio #Inter #SandroMazzola #Calcio #Inter #Sport

Era il calcio, quello amato, quello della gente, quello della domenica alle 14,30, quello dei derby della Madonnina, quello della Coppa dei Campioni in TV, quello di Sarti, Burgnich, Facchetti... È stato un onore conoscerti e rimanere in silenzio ad ascoltarti. #SandroMazzola #calcio #serieA #leggende

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Sandro Mazzola, son of Valentino, the captain of Grande Torino and an icon of Inter, has passed away at the age of 83, leaving a legacy of successes including four league titles and two Champions Cups, along with an important career with the Italian national team. (translated)

Sandro Mazzola, figlio del Grande Torino diventato icona dell’Inter

Sandro Mazzola, a historic icon of Inter and the National Team, has died at the age of 83, leaving an indelible legacy in Italian football, having won four league titles, two European Cups, and two Intercontinental Cups, as well as a career marked by triumphs at the highest levels. (translated)

Sandro Mazzola, morto a 83 anni la storica bandiera e leggenda dell'Inter e della Nazionale

Spagna, tra i convocati del Ct Luis De la Fuente per gli impegni dí Nations League dei campioni del mondo c’è anche Josep Martinez. https://t.co/o8BBqN7Ruf #NationsLeague #Spagna #Calcio

The article describes how sports have been used as treatment for various health issues by great champions such as David Popovici, Usain Bolt, and Lionel Messi, demonstrating that physical activity can turn therapies into passions and successful careers. (translated)

Când sportul devine medicament: Poveștile marilor campioni
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Giuseppina Campioni seeks justice for the death of her son Matteo, which occurred in a facility where, she claims, he should have received care and not died, urging an investigation for murder. (translated)

“Il mio Matteo in comunità doveva curarsi, non morire. Ora si indaghi per omicidio”
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Giuseppina Campioni continues to fight to uncover the truth about the death of her son Matteo Iozzi, which occurred in 2016 due to a fatal mix of drugs and sedatives in the community of Longiano, asking for the reopening of investigations and justice for the lack of assistance received. (translated)

La lotta della mamma di Matteo Iozzi, ucciso da un mix di farmaci: “Verità sulla sua morte”

Chivu: "Prima di tutto, rispetto all'Udinese dell'anno scorso abbiamo 2 trofei in più e non sono pochi. E' la cosa più importante da sottolineare, considerando quello che si diceva l'anno scorso. Oggi, un anno dopo, abbiamo due trofei in più. Siamo campioni d'Italia, i miglioramenti sono stati fatti credo. A noi interessa il processo di miglioramento, aggiungendo determinate cose. Si può migliorare, i ragazzi percepiscono questa cosa e si impegnano veramente tanto nel fare quello che viene chiesto" #Calcio #Championi #Miglioramento

4 - Il Como è soltanto la seconda squadra italiana a realizzare più di tre gol all'esordio in Coppa dei Campioni/Champions League, dopo la Sampdoria (5-0 contro il Rosenborg nel settembre 1991). Sogno. https://t.co/vZcUh23KuV #ChampionsLeague #Como #Calcio

Il Como oggi diventerà la sedicesima squadra italiana a giocare almeno una partita in Champions League/Coppa dei Campioni. Juventus Milan Inter Roma Napoli Lazio Fiorentina Atalanta Bologna Torino Parma Sampdoria Udinese Cagliari Hellas Verona Como https://t.co/CFRcQjE4F9 #ChampionsLeague #Calcio #Como

Gattuso a @SkySport: “Lazio-Milan? Da bambino ricordo dopo la vittoria della Coppa dei Campioni, nel 1989 contro la Steaua, la sfilata a Corigliano con i tifosi del Milan, con mio padre col bandierione. Ho vissuto in una famiglia di milanisti e per me è stato un sogno un orgoglio indossare la maglia del Milan. Ho sempre detto che quando vestivo quella maglia mi sentivo presidente, giocatore e capitano, mi sentivo tutto. È stato un sogno durato 12 anni. Tutto l'affetto, tutte le gioie che ho vissuto col Milan non le dimentico, ma ora faccio un altro mestiere e spero di fare punti sabato contro quella squadra che è la squadra del mio cuore" #Milan #Calcio #SerieA

#Napoleone e Civardi campioni mondiali di scacchi sono pronti x eventuale istanza di rito abbreviato (condizionato alla perizia sulla 33, sulle orme e psichiatrica?) Lo stato degli atti sarà talmente ricco e blindato da fare invidia ad un dibattimento in Corte D'Assise #Garlasco https://t.co/SwqE0krXSS #scacchi #Giustizia #processo

Chivu: "Liberazione sulle grandi squadre? Io ho solo chiesto al giornalista di spiegarmi la sua idea di scontro diretto, è stata riportata male. Non c'è bisogno di andare avanti con questa cosa, l'anno scorso capivo questa domanda, quest'anno non la capisco più: siamo campioni d'Italia e non abbiamo neanche avuto bisogno di vincere determinate partite. Chiedo solo di riportare tutto ciò che ho detto e di riportare il contesto, non come lo riportano quelli che vogliono fare polemica per fare clic, follower. Nel mondo social si va a caccia di qualcosa che non ha niente a che fare con l'educazione sportiva. Oggi viene seminato solo odio sui social, io non voglio questo. Dobbiamo educare i nostri figli, oggi vedo ragazzi di 7-8 anni che ti fanno il dito medio, non è uno spot bello per il calcio. E lo fanno in braccio al papà" #calcio #educazionesportiva #sport

The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). 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