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#disparità
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By the end of 2027, it is expected that 48.5% of children will have access to nursery schools in Italy, with significant regional disparities and the need for government investments to improve the situation, according to Anci. (translated)

La lunga corsa dell’Italia per gli asili nido: “Entro il 2027 avrà posto un bimbo su due”

Oggi tutte quelle persone che hanno dato a me e @annapaolaconcia delle fasciste per anni perché sostenevamo che la sinistra, invece di occuparsi di cose concrete come disparità salariale, congedi parentali, discriminazioni, autonomia economica, rappresentanza ecc. si era persa nella cosmesi degli aggettivi, delle schwa, e su quante lettere dell’alfabeto dovesse contenere la diversità (oltre che sul sesso degli angeli). Quelli che ci spiegavano che la libertà della donna era indossare un burka (sissignori). Ecco, oggi quelle stesse persone ci spiegano che non dobbiamo perderci su quisquilie su quel woke che ora viene ripudiato anche se - a detta loro- non era mai esistito. Ecco, non dobbiamo perderci più sul sesso degli angeli ma dobbiamo parlare di problemi concreti come salari, lavoro, casa, sanità, scuola, servizi pubblici, precarietà, pensioni, costo della vita, disuguaglianze economiche, diritti delle donne, natalità, sicurezza, mobilità sociale. È un mondo fantastico. #DirittiUmani #GiustiziaSociale #EconomiaSostenibile

Gran parte della cultura anti-occidentale e del fenomeno woke propagatisi nell’ultimo decennio si basa su un assunto tanto semplice quanto sbagliato: che il razzismo sia la caratteristica strutturale principale (se non esclusiva) dell’“uomo bianco”. Niente di più falso. Il razzismo (o etnocentrismo) è una tendenza umana universale. L’essere umano è un animale tribale: preferire il proprio gruppo – etnico, culturale, religioso o linguistico – e guardare con sospetto gli outsider non è un’invenzione dell’Occidente, ma una caratteristica antropologica dell’uomo, di qualsiasi colore. Basta leggere studi di psicologia sociale o di antropologia per capire che bastano differenze minime e arbitrarie per generare discriminazione. Questo meccanismo è presente in tutte le popolazioni, a ogni latitudine. Nessuna cultura ne è immune. Gli esempi sono innumerevoli: le guerre tribali, lo schiavismo interno e la tratta araba alimentata da regni africani (Ashanti, Dahomey, Kongo…) nell’Africa sub-sahariana; il sistema delle caste in India; lo sterminio e la discriminazione di coreani e cinesi in Giappone; il trattamento di uiguri, tibetani e mongoli in Cina; la tratta degli schiavi africani nel mondo arabo-islamico, durata secoli e molto più a lungo di quella atlantica. L’elenco potrebbe continuare: non esiste società umana storicamente documentata in cui l’etnocentrismo sia assente. Il presupposto “woke”, cioè che l’Occidente sia “strutturalmente razzista”, è selettivo e ideologico e poggia su due operazioni subdole e false: • ignorare o minimizzare il razzismo di tutte le altre culture; • attribuire a priori l’origine di ogni disparità tra gruppi (di reddito, istruzione, criminalità) al razzismo dell’uomo bianco invece che a differenze culturali, cognitive medie, strutture familiari o scelte comportamentali. L’Occidente è, al contrario, la civiltà che nella sua evoluzione ha prodotto la critica più radicale al razzismo e che oggi applica standard di non-discriminazione istituzionale tra i più elevati al mondo. Questo non significa che il razzismo individuale o i pregiudizi residui siano scomparsi; significa solo che il quadro “Occidente = peccato originale razziale” è una narrazione politica di comodo, non un’analisi storica o scientifica. Il razzismo non è un’anomalia occidentale: è una tendenza umana comune, più o meno contenuta a seconda delle istituzioni, della cultura e del livello di prosperità. Pretendere che sia un peccato strutturale esclusivo dell’Occidente serve a giustificare politiche identitarie, non a capire la realtà. La via più onesta è riconoscere questa tendenza universale e costruire istituzioni che la limitino, invece di fingere che esista solo dove fa comodo politicamente. #Razzismo #Cultura #Antropologia

In Italy, access to palliative care is still insufficient, with only 33% of the population benefiting from such services, highlighting significant regional disparities and the need for uniform standards to ensure equitable rights at the national level by 2028, as the shortage of professionals and lack of integration between services represent further obstacles to improving care. (translated)

Cure palliative, tra divari territoriali e carenza di professionisti: “Servono standard omogenei per garantire gli stessi diritti in tutto il Paese”

The 7.4 magnitude earthquake that struck Colombia on August 10, 2026, has highlighted the deep territorial inequalities in the country, with the most vulnerable areas, such as Chocó and Quibdó, suffering the greatest impact in terms of casualties and damage, underscoring the need for structural reforms to address economic and infrastructure disparities. (translated)

Così il terremoto in Colombia svela disuguaglianze e vulnerabilità territoriali

The article reflects on how, fifty years after Guccini's famous song "Let Proletarian Justice Triumph," social inequalities and injustices have reached alarming levels, highlighting a growing exploitation of labor, a perception of impunity among the powerful, and a regression of civil rights, suggesting the necessity for a more urgent social redemption than ever. (translated)

‘Trionfi la giustizia proletaria’, cantava Guccini. Cinquant’anni dopo, come stanno le cose?

Eleonora Bianchini's article about the Minister of Labor Calderone collects stories of Italians who emigrate abroad in search of better opportunities, highlighting the discomfort and frustration regarding the job situation in Italy, which appears characterized by precariousness and disparity, contrary to the minister's optimism. (translated)

Calderone e “il Paese delle opportunità” – Le storie: “Sono emigrata in Germania a 44 anni e sono rinata”. “In Italia guerra tra poveri”. “Serviamo stanchi, precari e ricattabili”

Carolina Crescentini, intervenuta al festival Creuza de Mà, ha denunciato la disparità salariale di genere nel mondo dello spettacolo, affermando di affrontare sia il maggior numero di provini rispetto ai colleghi uomini che la certezza di percepire un compenso inferiore, sottolineando la necessità di lottare per l'uguaglianza. #DisparitàDiGenere #Salari #CinemaItaliano

“Sono certa di fare più provini dei miei colleghi uomini e ho la certezza di essere pagata di meno. Il mio lavoro? Mi dà la possibilità di essere orrenda”: parla Carolina Crescentini
Mediafax.ro Jul 25

Conform raportului UBS Global Wealth Report 2026, averea medie pe adult în Europa de Vest este mult mai mică decât în SUA, deși când se analizează averea mediană, Europa se descurcă mai bine, având 18 dintre cele mai bogate 30 de economii ale lumii și concentrându-se pe evidențierea disparităților în distribuția bogăției. #Economie #Europa #AvereaMedie

Cum arată dezvoltarea economică în Europa? Diferențe uriașe față de topul celor mai bogate țări
Stirile ProTV Jul 23

România se află printre țările din Uniunea Europeană cu cele mai mici diferențe salariale între femei și bărbați, însă româncele pierd anual aproximativ 685 de euro, în contextul în care media europeană a diferenței este de 3.900 de euro, iar noua Directivă UE privind transparența salarială ar putea contribui la reducerea acestei disparități. #EgalitateSalarială #FemeiȘiBărbați #DirectivaEuropeană

România, printre țările cu cele mai mici diferențe salariale între femei și bărbați din UE. Cât pierd româncele anual
ANSA.it Jul 22

Il divario pensionistico tra uomini e donne si è ampliato nel primo semestre 2026, con le donne che ricevono in media 1.048 euro rispetto ai 1.506 euro degli uomini, evidenziando una differenza del 30,41% dovuta a carriere contributive più brevi e retribuzioni inferiori. #pensioni #uguaglianza #disparità

Cresce il divario nelle pensioni: alle donne in media 1.048 euro, agli uomini 1.506
ANSA.it Jul 21

Dal 1990, le retribuzioni dei dipendenti del settore privato in Italia sono rimaste stagnanti e più diseguali, con una diminuzione media del 6,6% in termini reali, evidenziando la necessità di interventi strutturali per affrontare le cause della stagnazione salariale e delle disuguaglianze, poiché il sostegno attuale tramite l'Irpef ha raggiunto i suoi limiti. #StagnazioneSalariale #DisparitàDiReddito #RiformeIrpef

'Dal 1990 salari stagnanti e più diseguali', retribuzioni a -6,6% in termini reali
adevarul.ro Jul 20

Articolul discută despre disparitățile extreme în stilurile de viață ale românilor din 2026, evidențiind un utilizator de Reddit care a inițiat o conversație despre cheltuielile lunare, relevând că în timp ce o familie cu un copil poate trăi cu 3.000-6.500 lei lunar în orașe mici, în marile orașe precum București sau Cluj, unii oameni cheltuie până la 55.000 lei, scoțând în evidență o prăpastie economică profundă în societatea românească. #DouăRomânii #CheltuieliRomânia #SărăcieȘiProsperitate

Cele două Românii din 2026. Suma ireală cu care trăiește o familie cu copil, în timp ce un singur om cheltuie 55.000 lei lunar. „Cum e posibil?”
adevarul.ro Jul 13

Conform unui raport al Organizației „Salvați Copiii”, aproape o treime dintre elevii care au început școala în 2017 nu au reușit să obțină o medie de cel puțin 5 la Evaluarea Națională 2026, evidențiind disparitățile semnificative între județe în ceea ce privește rezultatele școlare. #EvaluareaNațională #Educație #Gimnaziu

Radiografia unei generații la final de gimnaziu. O treime dintre copiii care au început școala în 2017 au luat sub 5 la Evaluarea Națională
adevarul.ro Jul 8

Un articol recent analizează disparitățile semnificative în rata de promovare a examenului de Bacalaureat 2026, evidențiind că elevii din mediul urban au cu 50% mai multe șanse să promoveze decât cei din mediul rural, o situație considerată rezultat al măsurilor de austeritate care au afectat disproporționat școlile din zonele rurale. #Bacalaureat2026 #discrepanțe #educație_rurală

Prăpastia uriașă de la Bacalaureat 2026. Un elev de la oraș are șanse cu 50% mai mari să promoveze decât unul de la sat
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lastampa.it Jul 7

Il bombardamento russo su Kiev ha causato la morte di almeno 22 civili e solleva preoccupazioni sulla capacità dell'Ucraina di difendersi, mentre la mancanza di missili Patriot da parte degli Stati Uniti è vista come un supporto indiretto alle azioni di Putin; nel contempo, l'Ucraina continua a colpire obiettivi strategici in Russia, evidenziando una disparità nelle capacità di difesa. #Ucraina #Russia #difesaantiaerea

Mosca fa strage di civili a Kiev, per l’Ucraina il dramma dei (pochi) Patriot e le scelte di Trump

România deține cel mai mic număr de zile de concediu medical în Europa, cu doar 0,1 săptămâni pe an per angajat, în contrast cu Norvegia, unde angajații iau în medie 5,7 săptămâni, evidențiind astfel o disparitate semnificativă în privința sănătății și a utilizării concediilor medicale între diferitele țări europene. #concediuMedical #România #Europa

”Supermenii” Europei: România are cei mai sănătoși angajați. Suntem la ani-lumină de restul țărilor la concedii medicale
Digi24 Jul 4

România se află pe primul loc în Uniunea Europeană în ceea ce privește taxarea muncii, cu impozite și contribuții care depășesc 40% din venitul salarial, în timp ce alte țări, precum Lituania și Belgia, urmează cu taxe ridicate, iar veniturile românilor au crescut rapid în ultimii 15 ani, dar disparitățile salariale rămân semnificative. #taxare #venituri #România

România este pe primul loc în UE la taxarea muncii: statul ia peste 40% din venitul salarial. Cum stau celelalte țări

L'articolo di Bruno Perini denuncia l'incredibile attesa di sette anni per prenotare una risonanza magnetica all'encefalo tramite il Sistema Sanitario Nazionale in Italia, evidenziando la disparità nell'accesso alle cure tra chi può permettersi i servizi privati e chi è costretto a fare affidamento sul servizio pubblico. #Sanità #RisonanzaMagnetica #SistemaSanitarioNazionale

“Una risonanza magnetica all’encefalo? Certo, nella primavera del 2030!”
ANSA.it Jun 26

Nel Regno Unito si accende un acceso dibattito dopo l'annuncio di re Carlo III e della regina Camilla di non risiedere più a Buckingham Palace a favore di Clarence House, mentre vengono rese note per la prima volta le tasse pagate dal sovrano e dall'erede al trono, evidenziando la crescente disparità di opinioni su questo cambiamento e sull'uso delle finanze pubbliche destinate alla monarchia. #RealtàBritannica #TasseReali #PolemicheReali

Polemica nel Regno Unito per l'annuncio di re Carlo che non vivrà più a Buckingham Palace