BETA nonprofit public democratic european moderated

Alessandra Libutti 🇪🇺 🇮🇹 🇬🇧

9 posts
Profile compiled from news and social media. Claim profile

Alessandra Libutti 🇪🇺 🇮🇹 🇬🇧

Oggi tutte quelle persone che hanno dato a me e @annapaolaconcia delle fasciste per anni perché sostenevamo che la sinistra, invece di occuparsi di cose concrete come disparità salariale, congedi parentali, discriminazioni, autonomia economica, rappresentanza ecc. si era persa nella cosmesi degli aggettivi, delle schwa, e su quante lettere dell’alfabeto dovesse contenere la diversità (oltre che sul sesso degli angeli). Quelli che ci spiegavano che la libertà della donna era indossare un burka (sissignori). Ecco, oggi quelle stesse persone ci spiegano che non dobbiamo perderci su quisquilie su quel woke che ora viene ripudiato anche se - a detta loro- non era mai esistito. Ecco, non dobbiamo perderci più sul sesso degli angeli ma dobbiamo parlare di problemi concreti come salari, lavoro, casa, sanità, scuola, servizi pubblici, precarietà, pensioni, costo della vita, disuguaglianze economiche, diritti delle donne, natalità, sicurezza, mobilità sociale. È un mondo fantastico. #DirittiUmani #GiustiziaSociale #EconomiaSostenibile

La cosa sconvolgente non è che Conte abbia detto “no armi all’Ucraina”. La cosa sconvolgente è che lo dice e lo vota da quattro anni e il PD se ne sia accorto solo adesso, dopo circa 1.500 giorni di braccetti, bluffetti, pranzetti, selfie e slogan e non uno straccio di programma o piattaforma comune. Come se avessero aspettato che il vuoto cosmico programmatico producesse spontaneamente un programma e i problemi si auto risolvessero. Ieri ho perfino letto un post di qualcuno che scriveva: “Beh, se i 5 Stelle sono pro-russi, allora perdono tutta la mia simpatia.” Ma questa gente, negli ultimi quattro anni, mentre la prima serata de La7 si trasformava in Russia Today e Il Fatto Quotidiano nella Pravda, dov’era esattamente? #Ucraina #Politica #Italia

Darren Jones una delle persone più integre e preparate del Labour (e tra le più fedeli di Starmer) escluso dal nuovo governo. Aveva sufficienti MP per lanciare una sfida a Burnham ma ha (saggiamente) rinunciato. Inutile lanciare una sfida quando la macchina mediatica aveva già creato la percezione della successione inevitabile di Burnham, o quando, anche se Jones avesse vinto, avrebbe avuto gli alleati di Burnham alle calcagna a rendergli il compito di governare impossibile. Come molti starmeriani si ritira nelle retrovie. Ma la sua ora sono certa che verrà. #Labour #Politica #Starmer

Starmer cercava di riavvicinare l’Uk all’Europa. Burnham vuole trasferire Downing Street Manchester. Dalla visione europeista al provincialismo da cortile di casa è stato un attimo. #Europa #Politica #RegnoUnito

Andy Burnham viene eletto deputato giovedì scorso. Durante il week depone il primo ministro, non senza chiedergli un passaggio di consegne di tre mesi perché non sa da che parte cominciare Quando Starmer si dimette subito, Burnham ne approfitta per un serie di selfie, qualche video si TikTok e per dire tutto e il contrario di tutto: aumentare la spesa militare sì ma meglio che no; limitare l’immigrazione sì, ma meglio non troppo; vicino all’Europa sì ma fatemici pensare. Non sa se l’economia sarà affidata al socialismo di Milliband o al neoliberismo di Streeting. Parla di voler spostare Westminster a Manchester (no, non è uno scherzo). Annuncia che non viaggerà tanto come Starmer perché il lavoro è a casa, ovviamente nel mezzo della guerra in Ucraina, il riarmo europeo, la crisi in Medio Oriente, la crisi energetica. È già stato definito la versione di sinistra di Bojo, il monarca folle che trasformò Westminster in un circo di giullari e saltimbanchi. Tempi cupi. #Politica #UK #Elezioni

La prima conseguenza delle dimissioni forzate di Starmer è che salta il summit del 22 luglio con la Ue che doveva siglare gli accordi per il rientro dell’Uk nel mercato unico. Nulla succede a caso. Starmer non è stato defenestrato per tutte le panzane a cui per ideologia la gente sceglie di credere, ma perché la Brexit era un’operazione di guerra ibrida. E chiunque tenti di riavvicinare il Regno Unito alla Ue paga il pegno. Gli utili idioti laburisti perché Burnham, Streeting e Miliband non possono essere descritti in altro modo, vedranno presto cosa gli succederà quando penseranno di potersi spingere anche più oltre di Starmer verso l’’Europa. E rifletterei anche sul fatto che solo 2 giorni fa, Johnson è rispuntato fuori dal nulla per proclamare di nuovo il “grande successo della Brexit” e intimando a non toccarla. #Brexit #Politica #UKEUMarket

Le dimissioni che fanno piacere a Maga e russi. Anzi che le rivendicano proprio. Francamente, l’europeista che brinda alle dimissioni di Starmer appartiene a una sezione umana a me totalmente indecifrabile. La maggiore operazione di guerra ibrida dalla Brexit. https://t.co/OnXh8BEMD3 #politica #Brexit #dimissioni

Starmer si dimette. Ci sarà chi applaude, e chi - come chi scrive - lo ritiene un colpo alla democrazia. Perché un leader democraticamente eletto, con una maggioranza di oltre 400 deputati, forzato a dimettersi dopo 2 anni, sotto i colpi di un'operazione mediatica, interferenze estere, e l'opera di fronde interne minoritarie non è un buon segno per la democrazia. E non è un buon segno per l'Occidente e per l'Europa. Non lo è perché segna un precedente. Perché quello che è stato fatto a Starmer potrà essere fatto ad altri leader europei. Nelle stesse modalità: usare i media per prefabbricare impopolarità, creare il panico tra le file interne, e spingere a rimpiazzare un leader basandosi non sulle politiche, i risultati, o una maggioranza stratosferica, ma su sondaggi influenzati da algoritmi. Non è un buon giorno, lo ripeto, per l'Europa perché la sicurezza europea passa anche da qui e non c'è niente, ma proprio niente da guadagnare dall'instabilità del Regno Unito . #Democrazia #Politica #Europa

Siamo un Paese ostaggio di partiti filorussi: 2 a destra, 1 a sinistra. Ripetono parola per parola la narrazione di Mosca. Ricattano maggioranza e opposizione. Fanno gli interessi del Cremlino e non quelli dell’Italia. Da anni controllano i talk show in prima serata. E nessuno, né all’opposizione, né al governo ha voluto fare qualcosa a riguardo, come si è fatto in altri Paesi. Perché è impensabile che non ci siano soldi che vengano versati in tal senso, incontri, contatti, transazioni in cripto o altro. Altrove, quando si è voluto cercare si è trovato. Da noi si fa semplicemente finta di niente da anni, perché tutto si riduce sempre alla conta dei voti. E oggi eccoci qui. Salvini e Vannacci parlano e il governo obbedisce. E non è che la situazione cambierebbe se la sinistra vincesse le elezioni. Passeremo dall’essere ostaggio di Vannacci e Salvini a essere ostaggio di Conte. Il baratro. #Italia #Politica #Libertà