In tutta questa vicenda di Pirlo e la nazionale di calcio, una persona che ne esce malissimo è Paolo Maldini. Dimettendosi da DT, Maldini dimostra di non essere in grado di comprendere la gravità della posizione in cui si trovava Pirlo, la sottovaluta e considera la questione Fonbet strumentale a una supposta delegittimazione del suo lavoro da dirigente. A Maldini non addebito tanto la mancata “due diligence” sulle attività di Pirlo, ma l’incredibile egocentrismo della sua scelta di dimettersi. Maldini non coglie che quella di Pirlo non è una vicenda gonfiata da qualche giornale sportivo che preferisce Antonio Conte o Roberto Mancini ad Andrea Pirlo, ma un caso di autotutela delle istituzioni italiane rispetto alla propaganda di guerra del regime russo. Accantonato Pirlo per ragioni non tecniche ma politiche e istituzionali, Maldini avrebbe potuto serenamente continuare a fare il suo lavoro da DT. Evidentemente, l’uomo Maldini non ha la tempra che aveva il calciatore Maldini (e lo dico sapendo di fare un torto al ragazzino che sono stato, che di Maldini conservava geloso la maglia col nome e il numero 3, le figurine, i ritagli di giornale). #Calcio #Maldini #Pirlo


