La crisi migratoria di Ceuta sta mettendo Pedro Sánchez sotto forte pressione politica: il premier spagnolo è criticato da opposizione, alleati e opinione pubblica per la gestione dell'emergenza e per averne sottovalutato la portata. Oltre 70.000 persone sono entrate irregolarmente nell'exclave tra il 30 e il 31 luglio. La maggior parte è rientrata nel giro di 24 ore (82 persone sono morte nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto). Più di 5.000 migranti sono però ancora presenti nel territorio, tra cui molti minori non accompagnati, costretti a vivere per strada mentre i centri di accoglienza sono al collasso e la tensione in città resta alta. Al centro delle polemiche c'è soprattutto l'insistenza di Sánchez nel negare un possibile coinvolgimento del Marocco, ritenuto invece molto probabile dalla maggior parte degli analisti. A rafforzare questa ipotesi c'è un rapporto della polizia spagnola che segnala diversi agenti marocchini, ripresi da foto e video mentre indirizzavano il flusso di migranti verso il confine. L'opposizione è arrivata a insinuare che Sánchez possa essere ricattato dal governo marocchino #Migrazione #Ceuta #PoliticaSpagnola












