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#Aviaria
Giulia Innocenzi 6d

The author stated that he highlighted numerous critical issues related to culls and violations of safety regulations in Italian farms involved in avian influenza and African swine fever. He added that the news of over 140 million euros intended to support these activities left him speechless. https://t.co/TJxUWl05rp #Aviaria #PesteSuina #SicurezzaAllevamenti #IT (translated)

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Christophe Hansen Sep 25

Quando gli agricoltori italiani affrontano momenti difficili, l’Europa non si tira indietro. Oltre €73milioni di fondi UE per sostenere chi è stato colpito da influenza aviaria e peste suina africana È questa l’Europa che sta al fianco dei suoi agricoltori🇪🇺🤝🇮🇹@FrancescoLollo1 https://t.co/FYnWzMtY0i #Agricoltura #FondiUE #SostegnoAgricolo #IT #EU

ANSA.it Aug 29

L'Australia ha iniziato a evacuare i ricercatori da Macquarie Island in Antartide a causa del rischio di una potenziale epidemia dell'influenza aviaria H5N1, nonostante non siano stati ancora registrati casi sull'isola. #influenzaaviaria #MacquarieIsland #emergenzasanitaria

www.ansa.it
Rischio di influenza aviaria, l'Australia ritira i ricercatori dall'Antartide
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Marco Setaccioli Jun 14

La signora @DNIGabbard è una traditrice, bugiarda e nota propagandista filorussa, che può sperare di ingannare solo i pochi imbecilli rimasti fedeli al truffatore malato di mente che hanno eletto presidente (oltre a qualche decerebrato terrapiattista nostrano, lettore del Fatto Quotidiano). Peccato che gli incredibili documenti desecretati che rivelerebbero la presenza di biolaboratori finanziati dagli USA in tutto il mondo, inclusi 40 in Ucraina, riportino errori grossolani come una collocazione inesatta persino della capitale Kyiv, località inesistenti come "Cherniv" e intere regioni come la Zakarpattia, spacciate per città. La cosa più diivertente è che uno di questi laboratori sarebbe collocato nella Crimea occupata dal 2014 dalla Russia, che in 12 anni non se ne è evidentemente ancora accorta. Vengono spacciati per segreti i finanziamenti statunitensi che erano invece abbondamente pubblici e ovviamente dipinti come biolaboratori per il potenziamento di ceppi virali quelli che erano invece centri di ricerca per la loro messa in sicurezza (così nascosti da essere stati inaugurati con cerimonie ufficiali, i cui resoconti sono stati pubblicati sui siti della stessa ambasciata USA). Peraltro, come confermato dall'OMS e non smentito dai "documenti" inventati di sana pianta dall'ufficio di Gabbard, l'Ucraina non dispone di laboratori BSL-4 (Biosafety Level 4), cioè quelli con il livello massimo di contenimento biologico e gli unici nei quali sarebbe teoricamente possibile sviluppare o manipolare armi biologiche avanzate. Le strutture presenti sul territorio ucraino sono di livello BSL-2 o BSL-3, vale a dire normalissimi laboratori diagnostici e di salute pubblica. Servono a fare i tamponi per il Covid-19, a monitorare i focolai di influenza aviaria, a controllare la peste suina africana (che colpisce gli allevamenti) o a diagnosticare casi di tubercolosi e antrace, patogeni purtroppo endemici in molte aree agricole dell'Europa orientale. Gabbard non è però una semplice bugiarda e sulla questione dei biolaboratori può considerarsi la più fedele cheerleader della propaganda tossica di Mosca. Le reti OSINT specializzate nel monitoraggio della disinfomazione (come il Cardiff Crime and Security Research Institute o Pyrra Technologies) hanno mappato la cronologia e i flussi digitali dei post di Tulsi Gabbard, scoprendo un pattern perfetto di "rimbalzo" della propaganda. In particolare i ricercatori di Pyrra Technologies hanno dimostrato, tramite l'analisi retroattiva delle piattaforme alt-tech, che la narrativa specifica sui biolaboratori militari statunitensi in Ucraina era nata su un canale della piattaforma della destra radicale Gab il 14 febbraio 2022 (dieci giorni prima dell'invasione russa), accompagnata da una grafica infondata. Nel marzo 2022, Gabbard ha ripreso esattamente quella struttura narrativa nei suoi video social. L'OSINT ha dimostrato come il suo video sia stato immediatamente catturato dagli algoritmi di monitoraggio dei media statali russi. Nel giro di 24 ore dalla pubblicazione dei video di Gabbard, i canali della TV di Stato russa (come i talk show di Solovyov) hanno tradotto i suoi video usandoli come "prova d'autorità" e la figura di Gabbard è stata utilizzata da Mosca per mostrare al pubblico domestico russo che le accuse del Cremlino erano confermate da una ex deputata ed ex candidata alle presidenziali americane. Già nel 2015 Gabbard aveva dato prova della sua assoluta fedeltà alla Russia, sposando una linea negazionista rispetto alle accuse mosse contro l'ex dittatore siriano Assad di aver utlizzato armi chimiche contro i ribelli, accuse poi inequivocabilmete provate da diverse inchieste di gruppi OSINT (tra i quali @bellingcat). L'uscita di Gabbard non è casuale, perché avviene nel momento in cui è tornata a funzionare a pieno regime la macchina della disinformazione russa, la quale ha ripreso a diffondere teorie deliranti come quella delle zanzare killer geneticamente modificate per colpire ed uccidere solo alcuni ceppi dei popoli slavi ed alla divulgazione di "documentari" di propaganda creati dal acanale russo RT e promossi anche in Italia dai soliti noti. I novax, i terrapiattisti e gli sciechimichisti ovviamente non stanno più nella pelle. #Disinformazione #Propaganda #Ucraina

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Francesco Mosca Jun 3

C’È VOLONTÀ DI FARLO Sono certo che la sperimentazione su tacchini e polli non è fatta per l’aviaria, è fatta per vedere cosa succede quando le persone mangiano la carne o le uova di questi animali. In caso contrario sarebbe bastato sperimentare SENZA COMMERCIALIZZARE IL PRODOTTO #Sperimentazione #SaluteAnimale #CiboSostenibile

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lastampa.it May 11

L'influenza aviaria H5N1 e H5N5 può replicarsi nelle ghiandole mammarie delle pecore e diffondersi nel latte, rappresentando una nuova preoccupazione per la salute animale e umana, poiché gli agnelli infettati possono contribuire alla propagazione del virus all'interno del gregge e oltre. #InfluenzaAviaria #AnimaliDaLatte #SaluteAnimale

www.lastampa.it
Aviaria nel latte, le pecore europee finiscono nel mirino: "Gli agnelli possono diffondere il virus"
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