Le classi sociali esistono e si distinguono anche da coloro che possono ancora riempire un carrello della spesa e chi non ci riesce. Il problema è che qualcuno ha pensato che non avesse più senso la lotta di classe. E chi lo ha pensato oggi fa la spesa tranquillo. https://t.co/2tOSnefkV3 #ClassiSociali #LottaDiClasse #Disuguaglianza
In 2080, Italy could lose 13 million inhabitants and see an increase in childless couples, with an aging population and demographic inequality between urban and inland areas. (translated)

In uno stabilimento balneare attaccato a quello dove vanno i miei, il pakistano che ci lavora dorme in un gabbiotto/guardiola sulla spiaggia senza bagno e acqua corrente. Ditemi voi come un giovane italiano può competere con uno disposto a vivere come in uno slum di Bombay #lavoro #immigrazione #disuguaglianza
The profits of U.S. companies have reached 18% of national income, while the share allocated to workers has fallen to historic lows, contributing to voter dissatisfaction with the economy and the emergence of more populist political positions. (translated)

In the Italian debate, it is emphasized how the separation of the struggle against discrimination from that against inequalities has led to stagnation, with declining wages, increasing racism and sexism, and a growing concentration of wealth, worsening the conditions of workers, women, and migrants. (translated)

E se Charles Dickens potesse essere letto anche come un economista? In Hard Times, salari, potere dei datori di lavoro, istruzione, debito, disuguaglianza e azione collettiva non sono concetti astratti: plasmano la vita dei personaggi. La letteratura può mostrare come la microeconomia si vive dall’interno — nelle scelte quotidiane, nelle opportunità e nei rapporti di potere. #CharlesDickens #HardTimes #microeconomia #letteraturavittoriana #libri #lettura #PsicologiaDelLettore #PensieroCritico #EconomiaELetteratura #LetturaConsapevole #Italiano #0006=
The memory of Fidel Castro, born one hundred years ago, is alive in Cuba, where his figure as the leader of the communist revolution emerges in a context of economic crisis and sanctions, while the country faces the legacy of inequality and the desire to preserve revolutionary principles despite contemporary challenges. (translated)

Mi chiedo se ci rendiamo conto di quanto sia imbarazzante, vergognoso tutto ciò. Ci sono tante persone che per 1000€ al mese devono essere laureate, avere master ed esperienza. Loro senza competenze, percepiscono più di quanto un essere umano normale può ottenere nella sua vita. E non è l'unico. #Lavoro #Disuguaglianza #Meritocrazia
Banking services seem to increasingly favor large banks, while low-income citizens may find themselves paying a higher price to access essential services, despite employment data being at historic highs and unemployment at historic lows, highlighting a growing economic inequality. (translated)

Rachid Niny, journalist and former migrant, warns that despite Morocco's economic growth and investments, the flight of young people to Europe continues to pose a social threat, as many of them, driven by desperation and an inadequate educational system, are willing to risk their lives for a supposed paradise, highlighting a serious social inequality in the country. (translated)

Curioso come i giornalisti dem disprezzino ormai apertamente i meno abbienti che non si possono permettere le vacanze. Anche tu del team Capalbio @SalamidaFabio? https://t.co/tGpRrtahOp #GiustiziaSociale #Disuguaglianza #Vacanze
Beijing has introduced a new 20% tax on profits generated by offshore trusts for Chinese residents, starting from July 24, as part of a strategy to combat social inequalities and recover tax revenues, particularly targeting the super-rich who have moved their assets abroad. (translated)

The article analyzes the power of the 117 Titans of the world, executives of ten investment funds that manage 50 trillion dollars and who, through their positions on boards of directors, shape the strategies of the largest companies and global organizations, thus influencing various aspects of our daily lives. (translated)

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"
Il problema è che queste sacche di civiltà sono in città per ricchi e inarrivabili. Tra poco converrà essere poveri a New York #NewYork #disuguaglianza #povertà
Nel settore metalmeccanico italiano persiste un gap retributivo di genere del 13%, con le donne che rappresentano solo il 19,6% della forza lavoro e percepiscono stipendi mediamente più bassi rispetto agli uomini, evidenziando una situazione di disuguaglianza anche nei livelli apicali e un divario pensionistico del 30% a loro svantaggio. #DisuguaglianzaDiGenere #SettoreMetalmeccanico #Retribuzioni

Un bandito morto vale 800 mila euro. Un operaio edile, solo 12 mila. Che schifo. https://t.co/1oREeg52o0 #Giustizia #Disuguaglianza #Società