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#Infrazione
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The EU continues the infringement against Italy and eight other member states for failing to submit the national building refurbishment plans required by the 'green homes' directive by the deadline of December 31, 2025. #CasaGreen #RistrutturazioneEdifici #InfrazioneUE (translated)

L'Ue porta avanti l'infrazione contro l'Italia sulle case green

L'articolo di Marco Fortis analizza le reazioni politiche e le interpretazioni errate riguardanti il mancato uscita anticipata dell'Italia dalla procedura d'infrazione europea, avvertendo dei rischi di un aumento del debito pubblico e sottolineando i progressi fatti nella gestione dei conti, che non giustificherebbero maggiori spese indesiderate. #EconomiaItalia #DeficitPubblico #CrescitaEconomica

Gli equivoci su conti e crescita
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L'Italia è l'unico Stato membro dell'Unione Europea ad aver notificato entro il termine legale il recepimento della direttiva sul mercato dell'idrogeno e del gas decarbonizzato, mentre la Commissione europea ha avviato procedure d'infrazione contro gli altri 26 Paesi per non aver adempiuto a tale obbligo. #Idrogeno #Emissioni #DirettivaUe

Infrazione Ue a 26 Paesi su gas e idrogeno, l'Italia l'unica in regola

La tristezza della mattinata è vedere l'accapigliamento dei commentatori per il 2,9 o 3.1 % di deficit. Ma benedetti figlioli, stiamo parlando DELL'ANNO SCORSO. Se una spesa non fosse stata comunicata adesso sarebbe stata comunicata prima e non sarebbe cambiato nulla. Se invece quella spesa NON SI FOSSE FATTA allora sarebbe calato il pil con impatto negativo su tutto. La verità è che quel numerino NON VUOLE DIRE NULLA e che la nostra priorità deve essere crescita e sostegno alle famiglie. Ci sono DIECI paesi in infrazione e noi siamo quelli con il deficit più basso. Basta FREGARSENE e non dico di fare come la Francia che andrà se va bene al 5,4% nonostante il suo nucleare ma basta stare nella media. Non mancherò di ribadire la posizione ai partiti di maggioranza perché non mi pare che questa cosa sia chiara. Forse ci scrivo un pezzo ad hoc così mettiamo numeri e dettagli ma il concetto è semplice. I margini per (uso le parole di Salvini) una legge di bilancio coraggiosa ci sono, basta volerlo. #economia #debito pubblico #crescita

Se fossimo usciti anticipatamente dalla procedura di infrazione europea, non solo avremmo rispettato i risultati, avremmo fatto un servizio alla Repubblica italiana, non al governo #BolloAuto #RiduzioneTasse #CetoMedio

Bollo auto, Giorgetti: “Volontà del governo è di rendere l’abolizione strutturale”
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Il deficit al 3,1% non è un complotto dell'Istat ma una falla del Mef. Il problema non è tanto la procedura d’infrazione, ma le spese fuori controllo del governo. Senza l’errore da 11 miliardi di uscite impreviste, il deficit 2025 sarebbe stato al 2,6%.👇 https://t.co/kZnncGGBz8 #economia #debito #governo

«Sono dispiaciuta, abbiamo fatto un lavoro molto complesso che ci ha portato a ridurre il deficit dall'8,1 al 3,08. Quindi il classico hai fatto 30, eri molto vicino al 31. Stare sotto il 3% ci avrebbe consentito di uscire dall'infrazione in anticipo» #Meloni #Scuola #Deficit

Meloni: «Non leggo le parole di Mattarella come una contestazione, vuole superare i ghetti a scuola. Deficit? Sono dispiaciuta»
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La trattativa tra Roma e Bruxelles si intensifica su temi chiave come il tetto sul prezzo del gas e lo spread, con il governo Meloni pronto a procedere senza il consenso dell'UE, nonostante avverta che ciò potrebbe comportare rischi di infrazione. #Gas #Bollette #Energia

Decreto Bollette, tetto del gas e spread sono i punti caldi della ‘trattativa’ tra Roma e Bruxelles

Deficit ancora sopra il 3%, l’Italia non esce dalla procedura di infrazione (con la pressione fiscale al 42,9%!). Il vero problema è che manca la crescita (+0,6% con la spinta del PNRR è un dato molto deludente). E senza crescita non si va da nessuna parte. #Italia #Deficit #Crescita #IT

I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/L7nKvBdTzl #Italia #austerità #economia #IT

I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/uz4yXjBOtd #Istat #Austerità #Italia #IT

STIAMO FACENDO LA STORIA ISTAT :Il deficit pil supera il 3% L'Italia in procedura d'infrazione Altra batosta per il governo di @GiorgiaMeloni o bella ciao bella ciao bella ciao https://t.co/fykM6BIAJ1 #Italia #Governo #Economia

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Il governo italiano accelera sulle rinnovabili e il nucleare, proponendo misure a sostegno di imprese e famiglie nonostante il rischio di infrazione da parte dell'UE, mentre si prepara a discutere la legge delega sul nucleare al Senato e affronta la crescente domanda energetica nel paese. #energia #rinnovabili #nucleare

Il governo accelera sull'energia, 'anche a rischio infrazione Ue'

È ufficiale, l’AIA ci sta imbrogliando: sono bastate 6 partite di Champions per vedere il VAR invitare due arbitri a dare un rigore e un cartellino rosso. In Italia invece il VAR lo abbiamo ucciso In Bruges-Aston Villa concesso un rigore per un mani sfuggito all’arbitro; in Lille-Betis espulso E. Mbappé per gomitata a palla lontana. La conferma che da noi Orsato sta distruggendo il regolamento Prima partita di Champions (ore 18:55 di ieri, Bruges-Aston Villa in contemporanea con Aek Atene-Lask) e prima svergognata al Nuovo Calcio Italiano griffato Orsato. Pronti-via e l’intervento del VAR permette all’arbitro svizzero Scharer di riparare a una clamorosa svista in cui era incorso al minuto 58 sul risultato di 3-1 per l’Aston Villa. Su un cross di Seys del Bruges, il difensore Wan-Bissaka dell’Aston Villa apre il braccio sinistro e devia il pallone con la mano. È l’esatta fotocopia del mani di Vlasic su cross di Cisse in Torino-Milan 1^ giornata di campionato. Poichè l’infrazione del giocatore inglese è lampante, il VAR invita l’arbitro a rivedere l’azione a bordo campo per prendere la decisione che riterrà più opportuna. Scharer si reca al monitor e gli è sufficiente un solo replay per dirigersi verso l’area di rigore dell’Aston Villa col dito puntato verso il dischetto: rigore per il Bruges, Tresoldi lo trasforma, Bruges 2 Aston Villa 3. Nelle prime 30 partite di Serie A, come spiegavo nel mio pezzo di ieri, non ci sono stati nè rigori, nè espulsioni, nè richiami alla revisione VAR. Ma come prevedevo, sono bastate 6 partite di Champions, le prime delle 18 in programma tra ieri, oggi e domani, per vedere sia un rigore concesso grazie al VAR sia un’espulsione comminata su suggerimento del VAR. Il secondo episodio è accaduto in Lille-Betis al minuto 55... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #VAR #ChampionsLeague #Calcio

«Con il pericolo concreto - lo spauracchio evocato dalla premier nella call - che semmai dovessimo uscire dalla procedura di infrazione, rischieremmo di mandare in fumo le risorse recuperate»

Caro benzina, un bonus per dipendenti e partite Iva. Prorogato il taglio delle accise fino al 5 settembre
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Ancora non risulta la notifica alla Commissione Ue (nonché a Consiglio europeo, Parlamento europeo e Stati membri), che è elemento essenziale per la legittimità della misura, cioè per il rispetto del diritto dell'Unione. Quindi, se da stamattina l'Italia opererà i controlli, starà violando i Trattati, e la Commissione potrebbe (dovrebbe) iniziare una procedura di infrazione. Peraltro, la violazione dei Trattati può essere ipotizzata anche perché non sembra che il Governo stia rispettando i presupposti previsti da Schengen per il ripristino dei controlli alle frontiere. #UnioneEuropea #Trattati #Schengen

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

L
lastampa.it Jul 25

Lando Norris conquista la pole position al Gran Premio d'Ungheria, superando Lewis Hamilton per soli 12 millesimi, mentre quest'ultimo rischia una penalità per impeding Oscar Piastri, con Charles Leclerc che si posiziona terzo e Kimi Antonelli sotto inchiesta per una possibile infrazione. #Formula1 #GPUngheria #LandoNorris

Gp Ungheria: pole a Norris, Hamilton beffato per 12 millesimi rischia una penalità
Il Messaggero Jul 24

Christian Volpato, ex calciatore della Roma e attualmente del Sassuolo, è stato fermato in Australia mentre guidava a 109 km/h in una zona con limite di 60 km/h e ha risultando positivo alla cocaina durante un controllo stradale, complicando ulteriormente la sua situazione già problematica legata a un'altra infrazione per eccesso di velocità avvenuta solo due ore prima. #Volpato #Cocaina #Australia

Volpato, l'ex Roma positivo alla cocaina in Australia: in auto a 109 km/h in una strada con limite a 60, patente ritirata

La Commissione europea ha appena aperto una procedura d'infrazione contro tutti e 27 gli Stati membri, Italia compresa, per il mancato recepimento della direttiva "Case Green". Tutti. Ventisette su ventisette... $BESTEMMIA Forse vale la pena fermarsi un attimo. Se nessun Paese dell'Unione riesce a rispettare la scadenza fissata da Bruxelles, il problema è davvero nei governi nazionali... oppure qualcuno a Bruxelles continua a produrre norme che poi risultano impossibili da recepire nei tempi previsti? Non è nemmeno un caso isolato: pochi mesi fa c'era già stata un'altra procedura su aspetti collegati alla stessa direttiva. Quando una regola viene ignorata da tutti, forse è il momento di chiedersi se quella regola sia stata scritta col culo, invece di accusare automaticamente chi dovrebbe applicarla.... La Commissione europea deve essere abolita SUBITO. #Europa #DirettivaGreen #Normativa