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#Norimberga
Il Fatto Quotidiano 3d

October 16, 1946 marks the anniversary of the execution of ten Nazi war criminals following the Nuremberg trial, an event that contributed to the birth of international law and the definition of post-war justice criteria. #Norimberga #CriminiDiGuerra #DirittoInternazionale (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
Norimberga, 16 ottobre 1946: quando nacque il diritto internazionale
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Il Fatto Quotidiano 5d

Two Eurofighter jets escorted a passenger plane from Corfu to Nuremberg due to a suspected air emergency, while the airport was isolated following reports of possible drones. #emergenziaerea #Eurofighter #Norimberga (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
“Emergenza aerea”: caccia Eurofighter scortano un aereo proveniente da Corfù e diretto a Norimberga. Aeroporto in isolamento
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Rula Jebreal 1w

Rula Jebreal wrote that, in her opinion, there was an attempt underway to dismantle the legacies of the Allied victory over Nazi fascism, starting with international criminal justice, which was born in Nuremberg and is today represented by the International Criminal Court. She called the comment attributed to Israel regarding the Nobel to Navi Pillay, stating that "Joseph Goebbels is applauding from hell," a "grotesque reversal of history." Jebreal argued that the applause should rather go to those who, in her opinion, were trying to dismantle international justice and ensure impunity for war criminals. According to Jebreal, the delegitimization of the courts was the first step towards replacing the law with the will of those in power, with democracy as the ultimate target. She also criticized the announcement of a live-streamed execution by firing squad of the perpetrator of the Fort Hood massacre, describing it as a transformation of punishment into spectacle and the state into a stage of vengeance. She concluded that, in addition to international justice, the principles of national rule of law were also under attack. #GiustiziaInternazionale #DirittiUmani #Democrazia (translated)

3638
L
lastampa.it 1w

Navi Pillay, surprised and amused, welcomed the Nobel Peace Prize 2026 at the Palace of Justice in Nuremberg, with a joke about Trump and a reference to the controversial UN report on the situation in Gaza. #NaviPillay #NobelPerLaPace #DirittiUmani (translated)

www.lastampa.it
“Ma è vero?”: Navi Pillay sorpresa dal Nobel per la Pace, poi gli applausi e la battuta su Trump
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Il Post 1w

The South African jurist Navanethem Pillay has won the Nobel Peace Prize and joked about the idea of sharing it with Donald Trump during a conference in Nuremberg, where she received the news of her victory. #NavanethemPillay #PremioNobel #DirittiUmani (translated)

www.ilpost.it
La vincitrice del Nobel per la Pace ha scherzato sull’idea di condividerlo con Trump
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Il Fatto Quotidiano 1w

Navi Pillay, awarded the Nobel Peace Prize, dedicated the recognition to survivors of international crimes and emphasized the importance of defending human rights and international law during her press conference in Nuremberg. #NobelPace #DirittiUmani #Gaza (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
Nobel per la Pace a Pillay, le prime parole della giurista: “Io coraggiosa per la denuncia di genocidio a Gaza? Ho detto la verità”
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Agnes Callamard 1w

"We find ourselves at the Nuremberg Tribunal - writes Callamard in accompaniment to the video - I can't imagine a stronger symbol for her Nobel Prize." #NobelPerLaPace #NaviPillay #GenocidioGaza (translated)

“Se applaudite più forte divido il premio con Trump”: il video di Navi Pillay appena apprende la notizia del Nobel per la Pace
www.ilfattoquotidiano.it
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Ultimora.net 1w

Ultimora.net reported that Navi Pillay was welcomed with applause at the Nuremberg Tribunal after being awarded the Nobel Peace Prize and joked that, with louder applause, she could have shared it with Donald Trump. The site also reported the criticism from the Israeli government, which claimed that the award to Pillay would have exploited the recognition to legitimize hate and prejudice against Israel. The government had described the decision as a celebration of what it considered the biggest lie of the 21st century, adding that Joseph Goebbels would have applauded from hell. It also accused Pillay of contributing, for political reasons, to the demonization of Israel and the promotion of genocide allegations. #NobelPerLaPace #Giustizia #Israele (translated)

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Fabrizio Biasin Sep 16

Italia, tra i probabili convocati del Ct Mancini per la Nations League (via Sky): Doumbia (Sporting), Zoma (Norimberga), Romano (Cagliari), Kayode (Brentford), Inácio (Borussia Dortmund), Pessina (Bologna), Coppola (Paris FC), Vergara (Napoli), Ghilardi (Roma). https://t.co/J54idpXd33 #NationsLeague #Italia #Calcio

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Matteo Moretto Aug 30

Il Norimberga ha rifiutato un’offerta importante del West Ham di circa 20 milioni di euro bonus compresi per Mohamed Ali Zoma. Anche il Marsiglia si era informato sulla sua situazione. #Calciomercato #Calcio #WestHam

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ANSA.it Aug 18

Una ragazza somala, prevista per l'espulsione dalla Germania verso l'Italia, riceverà asilo e protezione da una chiesa evangelica a Norimberga, dove rimarrà fino a quando il governo tedesco non accoglierà la richiesta italiana di annullare il trasferimento. #Asilo #Protezione #Migranti

www.ansa.it
'La ragazza somala riceverà asilo da una Chiesa evangelica in Baviera'
15910
Vladimiro Giacché Aug 13

Utile soprattutto quando si farà il processo di Norimberga 2: immagino che gli imputati preferiranno parlare nella loro lingua… #Norimberga2 #Giustizia #Processo #IT #DE

Alessandro Di Battista Jul 16

In totale ne hanno uccisi, negli ultimi mesi, quasi 8.000. Netanyahu e Trump dovrebbero essere processati in una Norimberga moderna. Leggete qui 👉 https://t.co/Rf7EM1AQCn e iscrivetevi al mio canale Substack https://t.co/pEXA4jL82x #Netanyahu #Trump #Giustizia #IL #US

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Marco Setaccioli Jun 29

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

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Nayib Bukele May 17

Nayib Bukele: Ho paragonato il maxi-processo contro 486 presunti membri di MS13 a Norimberga, rivendicando il diritto di vivere in pace.

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