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#Normalizzazione

Il vertice NATO conclusosi ieri ad Ankara ha visto tutti vincitori, incluso chi, come l’Ucraina, non è neanche membro dell’Alleanza, ed un solo sconfitto: Vladimir Putin. L’incontro che molti si aspettavano essere quello della rottura si è invece chiuso con posizioni di inconsueta chiarezza, date le premesse. In fondo gli USA raggiungono il loro obiettivo di scrollarsi di dosso il costo della difesa europea e i partner europei accettano a loro volta di farsene carico guadagnandone in termini di autonomia strategica da Washington e la rassicurazione che il parziale disimpegno americano non includerà il supporto logistico, di intelligence e l’ombrello nucleare. A sorprendere però è soprattutto il completo cambio di registro di Trump sulla questione ucraina. L’individuazione della Russia come “minaccia a lungo termine” per i membri del Patto da un lato segnala il completo fallimento del tentativo di Mosca di allontanare la Casa Bianca dal sostegno a Kyiv e dall’altro evidenzia il tramonto forse definitivo dell’asse Mosca-Washington che era sembrato concretizzarsi dopo il fiabesco vertice di Anchorage. Va detto che non c’è di fatto alcun sostegno da parte del tycoon al rispetto del diritto internazionale o alle ragioni astratte di un paese criminalmente invaso, ma solo la convinzione che l’Ucraina sia quella che ha ora maggiori chance di vittoria e che sia dunque il giocatore sul quale è più vantaggioso scommettere. E Trump lo fa con “fiche” pesanti come l’incoraggiamento a colpire a fondo le infrastrutture energetiche russe e concedendo la licenza per l’autoproduzione di Patriot, dei quali la difesa aerea di Kyiv ha un disperato bisogno. Un’apertura che stavolta potrebbe non essere solo un biglietto vincente occasionalmente pescato nella lotteria quotidiana degli umori di Trump. Sembra infatti che l’intelligence USA abbia convinto il Presidente dell’impantanamento delle truppe russe sul campo e lo abbia ragguagliato sul pessimo stato nel quale versa l’economia russa, a riprova di quanto efficaci siano state le sanzioni commerciali europee e quelle cinetiche ucraine, ma soprattutto premiando la determinazione di un popolo che ha dimostrato incredibile coraggio davanti alla tragedia. La nuova situazione di fatto segna peraltro l’implicito rifiuto da parte americana del “pacchetto Dimitriev” una proposta di colossali investimenti russi ed accesso privilegiato da parte di aziende occidentali alle risorse energetiche e minerarie del paese in cambio della rinuncia alla dedollarizzazione (fissata come obiettivo dei BRICS), e mette una pietra tombale sulle prospettive immediate di una normalizzazione delle relazioni commerciali, che anche dalle nostre parti trovano innumerevoli sponsor. Il messaggio in questo senso è chiaramente quello di una garanzia di sostegno a lungo termine per l’Ucraina, a fronte di un rapido ed ormai probabilmente irreversibile deterioramento della situazione militare ed economica della Russia, elementi che rendono ridicole le già improbabili pretese di Mosca in ipotetici colloqui di pace, mai realmente voluti da Putin. Il Cremlino è in un vicolo cieco ed ha oggettivamente perso la guerra. Rinviare la dichiarazione di sconfitta, spacciando vittorie tattiche per trionfi strategici, farà solo salire il conto che l’intero paese dovrà pagare all’Ucraina e alla storia. #NATO #Ucraina #Russia

L’anticiclone delle Azzorre non è il condizionatore d’Europa. Quando torna a spingersi verso il continente, spesso viene raccontato come se portasse automaticamente fresco, giornate frizzanti e fine del caldo, non è così. L’anticiclone delle Azzorre, definito tenicamente come anticiclone subtropicale marittimo, resta pur sempre un campo di alta pressione estiva e può favorire tempo più stabile, più soleggiato e un caldo generalmente più normale, ma non trasforma luglio in settembre. La differenza sta nella massa d’aria e nella configurazione. Rispetto alle rimonte subtropicali continentali più intense, l’Azzorre tende spesso a portare un caldo meno esasperato, con temperature più vicine alle medie del periodo, meno picchi estremi e, in molti casi, notti un po’ più respirabili. Sempre caldo resta, semplicemente cambia qualità. Si passa da una fase molto sopra le righe a un’estate più gestibile, più ordinaria, meno opprimente. Non fresca, non autunnale, non "rottura" definitiva della stagione. Lo voglio sottolineare perchè qualcuno in privato mi chiede perchè non faccia fresco. Siamo pur sempre a luglio. Nei prossimi giorni la parola giusta non è fresco ma è normalizzazione. L’estate continua, solo con sfumature meno intense. #meteo #estate #anticiclone

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Il libro Forme del terrore della fondazione Icsa esplora il fenomeno dei giovani italiani influenzati da ideologie suprematiste, nichiliste e neonaziste, evidenziando come l'America sta influenzando la diffusione di un terrorismo xenofobo e la normalizzazione della violenza, con casi allarmanti di nichilismo estremo e nuove forme di eversione legate all'uso della tecnologia. #suprematismo #nichilismo #terrorismo

Suprematisti, nichilisti, neonazisti: chi sono i ragazzini che fanno paura

Al calcio di rigore sbagliato era già pronta la campagna di normalizzazione del più grande degli ultimi 20 anni, perché si pensa che i pochi errori che fa Lionel Messi lo portino più vicino a noi umani. Chissà se mai rivedremo qualcosa che gli si avvicini. Totale. #Messi #Calcio #Sport

Arianna Montefiori, a quasi tre mesi dalla nascita della figlia, ha condiviso su Instagram una riflessione sul corpo post parto, suscitando un acceso dibattito tra i follower che si dividono tra critiche per il suo aspetto perfetto e apprezzamenti per il suo messaggio di accettazione e gentilezza verso il corpo dopo la gravidanza. #CorpoPostParto #AccettazioneDiSé #Normalizzazione

“Normalizziamo un corpo che ha appena dato alla luce una nuova vita”: Arianna Montefiori posta una foto in bikini. I follower si dividono: “I corpi ‘normali’ dopo il parto sono altri”, lei ribatte così

Il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz sta lentamente riprendendo dopo la fine delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, ma la normalizzazione è ostacolata da operazioni di sminamento e dalla necessità di definire accordi di pagamento per i servizi marittimi, mentre i prezzi del petrolio si mantengono elevati in un contesto di incertezze politiche regionali. #Petrolio #Iran #Hormuz

Ripresa lenta del traffico di petroliere attraverso Hormuz. I dubbi su sminamento e pedaggio: Teheran vuole il controllo
Il Messaggero May 29

L'incidente dei droni russi in Romania segna una nuova fase della guerra in Ucraina, poiché mette in discussione l'equilibrio politico tra il sostegno militare a Kiev da parte della NATO e il mantenimento della guerra entro confini controllabili, evidenziando una crescente normalizzazione del rischio di conflitto in Europa e la strategia russa di aumentare la pressione senza oltrepassare il limite di un attacco diretto alla NATO. #DroneRusso #Romania #GuerraUcraina

Drone russo sulla Romania, la strategia della soglia e il nuovo pressing di Mosca sull?Europa

Olivia Rodrigo ha risposto alle polemiche riguardo ai suoi outfit infantili usati per promuovere il suo album, sostenendo che non è colpa sua se qualcuno la sessualizza e criticando la normalizzazione della pedofilia nella cultura, evidenziando l'assurdità di come abiti che coprono completamente siano considerati problematici mentre look più provocatori vengono accettati. #OliviaRodrigo #CulturaDelVictimBlaming #SessualizzazioneFemininile

“Posso salire sul palco in reggiseno e pantaloncini minuscoli ma non con abiti che qualcuno considera ‘infantili’. Assurdo, inquietante”: parla Olivia Rodrigo
Il Messaggero May 27

L'articolo analizza la fredda reazione dei Paesi del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Qatar e Pakistan, alla richiesta di Donald Trump di aderire agli Accordi di Abramo, evidenziando la loro opposizione alla normalizzazione dei rapporti con Israele e la crescente influenza dell'Iran, rappresentato dalla Guida Suprema Khamenei, che esorta alla cooperazione tra le nazioni islamiche. #AccordiDiAbramo #Iran #MedioOriente

Iran, gelo dei Paesi del Golfo sugli Accordi di Abramo. Khamenei: «Uniamoci»
ANSA.it May 13

Nell'articolo si discute l'importanza di abbandonare lo stato di guerra permanente in Medio Oriente, evidenziando la preoccupazione del presidente italiano Mattarella per gli attacchi ai contingenti Unifil e il crescente sentimento anti-israeliano, mentre Netanyahu ha svolto incontri segreti con leader degli Emirati Arabi durante il conflitto con l'Iran, portando a una storica normalizzazione delle relazioni. #Israele #EmiratiArabiu #MedioOriente

Braccio di ferro su Hormuz, Mattarella a Israele: abbandonare lo stato di guerra permanente

L'articolo esplora il concetto di sindrome del sufficiente, una condizione in cui le persone si adattano a livelli elevati di stress e ansia senza riconoscerli, portando a una normalizzazione del malessere e a potenziali esplosioni di rabbia estremamente intensa, specialmente nei giovani, riflettendo un problema culturale più ampio legato a ritmi e aspettative sociali insostenibili. #Salute #SaluteMentale #SindromeDelSufficiente

“Siamo assuefatti a stress e ansia, diciamo che è ‘tutto ok’ anche quando non lo è affatto e poi esplodiamo in picchi di rabbia estrema”: cos’è la “sindrome del sufficiente” e quali sono i sintomi