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#Pacifisti

Marco Setaccioli criticized those who had defined the idea of a just peace, understood as respect for sovereignty, borders, and the freedoms of all peoples, as "degrading." He wondered if the normalization of oppression, occupation, violence, and denial of rights could be called peace and accused propagandists like Alessandro Di Battista of presenting themselves as pacifists while, in his opinion, demanding the surrender of those who had suffered the war rather than those who had started it. #Pace #Giustizia #DirittiUmani (translated)

Marco Setaccioli argued that Giuseppe Conte was using an increasingly studied rhetorical scheme to attract conspiracy theorists, opponents of the Euro-Atlantic axis, and pacifists. In his opinion, the speech delivered the day before at a disarmament event organized by CGIL in Sesto Fiorentino, where figures Setaccioli described as close to Russia were present, attributed the responsibility for the war to the choices of the United States, the United Kingdom, and European countries, downplaying the Russian responsibility. According to Setaccioli, Conte also accused the West of prolonging the conflict by aiming for an impossible military victory, without mentioning Russia's attempt to erase Ukraine. The author stated that this stance created a moral equivalence between the aggressor and the victim and portrayed Ukrainians as lacking autonomy. He also contested the reference to reconstruction, arguing that without weapons to defend Ukrainian cities and borders, there would be no country left to rebuild. Setaccioli described the appeal to international law as contradictory because, in his view, Conte was calling for the cessation of arms shipments without explaining how this was compatible with Ukraine's sovereignty and territorial integrity. He added that the speech did not indicate other means to stop the war, nor did it request commitments from Russia. Finally, Setaccioli maintained that this position was not progressive and compared Conte and Roberto Vannacci to those, in his view, who would have ceded the Sudetenland in 1938. He asked whether Elly Schlein believed that legitimizing the occupation in exchange for cheaper gas, disarming Ukraine, and accepting an order dominated by great powers could be reconciled with the Democratic Party. #Disarmo #Ucraina #Politica (translated)

Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande. Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo? A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia? L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo? Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire? Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata? Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese? La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale? Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi. #Ucraina #Pace #Giustizia

V

In zijn opinieartikel betoogt Tommy Wieringa dat de kinderen van Odesa, die lijden onder Russische aanvallen en de gevolgen van de oorlog, niets hebben aan de pacifistische opvattingen van sommige Europese demonstranten die een beëindiging van militaire steun aan Oekraïne eisen. #Oekraïne #oorlog #vredesdemonstraties

De kinderen van Odesa hebben niets aan onze pacifisten

ragazzi se volete usare l'AI, almeno leggete bene: l'Italia ha dato oltre 17 miliardi di aiuti all'Ucraina. Ma SOLO 3 MLD di aiuti militari, e per oltre 1 MLD SOLO DIFENSIVI. Dunque, il punto per i pacifisti qual è? Non vogliono la guerra o vogliono la sconfitta di Kiev? #AI #Ucraina #Pacifisti #IT #UA

A

La cosa incredibile è che se Diego Bianchi ripete queste parole in un circolo del PD o a un incontro di pacifisti italiani, come minimo lo fischiano. #DiegoBianchi #politica #Italia

@MarcoFattorini Anche questo passaggio andrebbe fatto leggere ai nostri pacifisti da salotto. https://t.co/U5gdAgUxQQ #pacifismo #politica #dibattito

Eppo Tjuchem Sep 5

Door Museum aan de A en de Groninger Archieven wordt PvdD-kandidaat Wynanda van der Land op Noorderzon geëerd als 'pacifistisch activiste'. Haar pacifisme in de praktijk: een PVV-campagnebijeenkomst verstoren, eierbal-posters richting Wilders delen op Telegram en voor de camera snel wegduiken achter haar 'persoonlijke titel'. #pacifisme #activisme #Noorderzon

L
lastampa.it Aug 26

Un manager della Granda è partito con un gruppo di cento volontari italiani per una missione di sostegno in Ucraina, sottolineando che non è sufficiente essere pacifisti dalla distanza. #Ucraina #Volontari #Pace

Da Bra a Odessa contro la guerra: “Non basta fare i pacifisti da remoto”

Dall’inizio dell’aggressione russa all’Ucraina le sole proposte di negoziato sono arrivate da europei e occidentali. Putin le ha respinte. Per lui la pace si fa solo con la resa dell’aggredito. Chissà se questo pacifismo dei morti è condiviso da tanti pacifisti senza pace. #Ucraina #Pace #Putin

V
de Volkskrant Aug 18

De Strasse des Friedens is een indrukwekkende beeldenroute van meer dan vijfhonderd sculpturen die zich door Europa uitstrekt, oorspronkelijk ontwikkeld door de pacifistische kunstenaar Otto Freundlich, en symboliseert een droom van verbondenheid en vrede te midden van de tragische geschiedenis van de Tweede Wereldoorlog. #StrassedesFriedens #beeldhouwkunst #vredesproject

Beeldenroute voor de wereldvrede: de Strasse des Friedens vormt een eindeloze ketting van sculpturen in het landschap

In queste ore fra i 5 Stelle si sta consumando un dramma. L'esclusione, dalle elezioni di settembre, del partito pacifista russo Yabloko ha lasciato i 5 Stelle sotto shock. E infatti nessuno dei grillini, che ricordiamo sono "pacifisti ma non putiniani", ha ancora scritto nulla https://t.co/MmUeUYN0Kb #politica #Italia #5Stelle

Rula Jebreal Aug 5

Un vero e proprio terremoto politico nel Michigan, uno degli Stati che hanno consegnato la vittoria a Trump alle ultime elezioni presidenziali. Stanotte Abdul El-Sayed, arabo-americano, musulmano, progressista e da sempre schierato contro il genocidio a Gaza e la potente lobby israeliana, ha vinto nonostante un'enorme mobilitazione di risorse contro la sua candidatura. I gruppi di pressione filo-israeliani hanno speso circa 62 milioni di dollari nel tentativo di sconfiggerlo. Ma i cittadini americani continuano a scegliere candidati progressisti pacifisti che non vogliono che le loro tasse finanzino il genocidio e l’occupazione militare israeliana. L'Establishment dei due partiti dovrebbe iniziare ad ascoltare e comprendere questo tsunami politico. L'ennesima conferma che Zohran Mamdani e il movimento dei progressisti pacifisti americani, contrari al genocidio in corso in Palestina e alle guerre infinite, rappresentano oggi la vera alternativa a un sistema politico marcio che, per troppi cittadini, continua a essere percepito come ostaggio di interessi consolidati e di una politica estera coloniale, criminale, militarista e bellicista. #Michigan #Politica #Progressismo

Mentre da noi un nugolo di aspiranti miss favoleggiano di “escalation diplomatica”, “basta armi” (solo all’Ucraina, ovviamente) e maledicono UE, USA e NATO come origine di ogni guerra, ieri a San Pietroburgo Putin ha tranquillamente ribadito che l’Ucraina per lui non esiste. In un colloquio con esponenti della Marina il dittatore russo ha ribadito il “diritti storici” della Russia sulle terre ucraine, le quali non sarebbero russofile ma russe, perché donate alla neonata Ucraina da Lenin. Si è detto anche convinto che la parte occidentale, quella rimanente del paese dopo che Mosca avrà preso ciò che è suo, se lo riprenderanno prima o poi Polonia, Romania e Ungheria. Quei territori, secondo lo zar, erano stati invece un regalo di Stalin, in un momento in cui c’era l’URSS e quindi in qualche modo, si immaginava che tutto sarebbe rimasto in famiglia. Dei deliri e delle ossessioni storiche di un assassino seriale mi interessa il giusto. Quello che mi importa assai di più è capire cosa non sia chiaro a certi politici e commentatori de’ noantri, dei piani di Putin, che nulla c’entrano con le balle sulla denazificazione e le inesistenti stragi del Donbas, ma che rispecchiano un puro ed esplicito approccio imperialista. E non da oggi, visto che queste stesse cose Putin le urlò in faccia a Bush nel 2008, ben 18 anni fa. Cari pacifisti a senso unico, disarmisti di convenienza e adoratori del diritto internazionale a intermittenza, ci dite voi come si tratta con una nazione che rivendica il diritto di cancellarne un’altra? Ci spiegate quale paese sarebbe al sicuro in un mondo in cui questo dovesse avvenire? #Ucraina #Putin #Geopolitica

Vecernji.hr Jul 18

Članak analizira rastuće napetosti između Kine i Japana, ističući kako Japan, suočen s kineskom agresijom i rastućom snagom, planira revidirati svoju pacifističku vanjsku politiku i aktivno se pripremiti za obranu Tajvana, što bi moglo značiti povratak militarizaciji i kraj dugog perioda mira u regiji. #Japan #Kina #Tajvan

Je li na pomolu veliki sukob dviju velesila? 'Tokio se sprema na najgore'
E
EL MUNDO Jul 10

Článek analyzuje nárůst výdajů španělské vlády pod vedením Pedra Sáncheze na armádu, přičemž investice do zbrojení tvoří již jednu třetinu rozpočtu obrany a jsou čtyřikrát vyšší než za vlády Mariana Rajoye, přičemž vláda stále deklaruje pacifistický postoj a odolává výzvám k zapojení do válečných konfliktů. #Defensa #Armamento #GastoPúblico

El Gobierno 'pacifista' que dispara el gasto en armas: ya son un tercio del presupuesto de Defensa y 8.000 millones más al año que el último Gobierno del PP
adevarul.ro Jun 19

Activistii pacifiști din România au adresat un apel parlamentarilor, solicitându-le să utilizeze instrumentele interne și internaționale pentru a promova pacea și a evita o escaladare militară în contextul crizelor actuale, argumentând că securitatea ar trebui să se bazeze pe cooperare și protecția populației, nu pe înarmare. #pace #cooperare #securitate

Activiștii pacifiști s-au adresat parlamentarilor României
Dnevnik.hr Jun 12

René Mayrhofer, direktor za sigurnost Android platforme u Googleu, dao je ostavku zbog neslaganja s politikom suradnje tvrtke s američkim Ministarstvom obrane i proaktivnog nanošenja štete ljudima, što smatra protivno svojim pacifističkim načelima. #Google #AI #pacijent

Direktor u Googleu dao otkaz: "Ja sam pacifist. Proaktivno nanošenje štete ljudima nije nešto u čemu ću sudjelovati"
La Libre.be Jun 7

V pondělí se v Bruselu chystá velká pacifistická manifestace, na kterou vyzývají kolektivy Mars Attacks, Parents Attacks, Students Attacks a Ecoles en lutte, aby reagovaly na nedávné policejní násilí vůči mladým lidem během protestů proti úsporným opatřením v oblasti vzdělávání. #Manifestation #Bruxelles #Enseignement

Action des enseignants : une "large manifestation pacifiste" prévue lundi à Bruxelles

L'Europa sta spingendo per una maggiore deregulation e apertura alle esportazioni di armi verso Paesi extra-Ue, suscitando preoccupazioni tra i gruppi pacifisti che avvertono dei rischi di violazioni dei diritti umani e di escalation di conflitti, a causa di un pacchetto legislativo in discussione a Bruxelles che semplificherebbe i controlli e le autorizzazioni su tali trasferimenti. #Deregulation #Difesa #EsportazioneArmi

Deregulation e maggiore apertura ai Paesi extra-Ue: così l’Europa spinge l’export di armi. Gruppi pacifisti scrivono a Bruxelles per protestare