Potete dire o pensare o scrivere quello che volete sugli #statigenerali della Lazialità. Ma noi ci abbiamo messo la faccia (anzi, abbiamo continuato a metterci la faccia) e abbiamo provato, e stiamo provando, a cambiare il verso della situazione-Lazio. Con impegno, passione, determinazione. Personalmente sono sceso in campo dai tempi della petizione, e non me ne pento: sono orgoglioso (e stupito) del cammino (incredibile) fatto e dei risultati raggiunti. A chi si lamenta facendo il leone da tastiera ricordo semplicemente che il sottoscritto sta 'combattendo' da mesi, e non si è limitato solo a qualche post. Il senso della battaglia è prima di tutto la battaglia stessa. Rispetto e sogno, questo chiedevo, questo chiedo, questo chiederò. Civilmente, democraticamente, pacificamente. Il titolo qui sotto mi rispecchia fedelmente: non si molla. Perché l'attuale conduzione societaria ha dimostrato platealmente di non essere in grado di garantire rispetto e sogno. E di non voler assicurare rispetto e sogno. Se vi lamentate e non provate a fare nulla, il lamento diventa sterile ed inutile. Le forme ulteriori le svilupperemo a tempo debito, magari collettivamente, magari individualmente. Abbiamo creato le basi per un percorso diverso dall'andamento del momento. E la politica, seppur non tutta, ha finalmente capito, come le presenze di sabato scorso al Teatro Manzoni confermano. Fino a qualche settimana fa il cognome presidenziale non era nemmeno pronunciabile, ora si fanno le domande in conferenza stampa. Chiudo ricordando che nella legge elettorale in via di approvazione è previsto un premio di maggioranza da attribuire a chi prende anche un solo voto in più. Mi ricordo quando il centrodestra guidato allora da Berlusconi perse con Prodi per pochissime migliaia di voti. La storia è sempre 'magistra vitae'. #Lazio #Politica #Cambiamento








