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#Raffineria

The conflict between Moscow and Kiev intensifies with targeted attacks on energy infrastructure, including Ukrainian raids on a Russian refinery in Nizhny Novgorod and Russian strikes on the thermal power plant in Kherson, while the Kremlin spokesperson declares that Ukraine is losing the war. (translated)

Mosca e Kiev tornano a colpire le infrastrutture energetiche: raid su una raffineria russa, colpita centrale termoelettrica di Kherson

Questa sarebbe la raffineria NORSI di Kstovo, Nizhny Novgorod Oblast, la quarta raffineria di petrolio e la seconda per il gasolio della Russia. È di Lukoil, o forse era. Processa(va) 17 miloni di tonnellate di greggio all'anno https://t.co/PEC83h5BiZ #Petrolio #Raffineria #Lukoil

Il buongiorno di oggi ce lo danno l’hub di Wildberries di Kotovsk, nell’oblast’ di Tambov e la raffineria è a Kstovo, nell’oblast’ di Nižnij Novgorod. Il grande centro WB copre circa 108.000 mq, è entrato in funzione nel 2025 e, a pieno regime, era progettato per stoccare fino a 54 milioni di articoli. È pertanto un hub molto grande, soprattutto per la distribuzione nella Russia centrale. Fu già fatto oggetto di un attacco lo scorso 18 luglio. L’incendio però fu spento rapidamente (alle 04:08 ora di Mosca secondo Wildberries/RWB) e la struttura riportò danni, ma non “critici” secondo le informazioni rese pubbliche. Dal 23 luglio il centro aveva ripreso l’operatività in forma limitata, accettando nuovamente consegne e riattivando selezione e spedizione delle merci. Il rogo, stavolta, stando alle immagini, sembra molto vasto. La raffineria è invece la Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez (spesso abbreviata NORSI). Con una capacità di lavorazione di circa 17 milioni di tonnellate di greggio annue, è indicata come la quarta maggiore raffineria russa e il secondo produttore nazionale di benzina. Produce anche diesel e carburante per l’aviazione. La sua importanza non dipende soltanto dal volume: rifornisce un’ampia area della Russia centrale e produce derivati essenziali sia per il mercato civile sia, secondo lo Stato maggiore ucraino, per le esigenze delle forze armate russe. L’impianto era già stato colpito altre volte. Il 24 giugno 2026 era stata danneggiata l’unità primaria di distillazione CDU-5, pari a circa un quarto della capacità produttiva: 12.000 tonnellate al giorno. Secondo fonti industriali citate da Reuters, la raffineria aveva sospeso le attività; la borsa SPIMEX interruppe temporaneamente le vendite dei suoi prodotti diesel e benzina. Secondo quanto riportato nei canali Telegram, nella zona della raffineria si sono verificate numerose esplosioni. #Wildberries #Russia #Energie

On the night between August 24 and 25, the Ukrainian army attacked an oil refinery in Krasnodar, causing the death of two people and triggering a large fire, while Russia reported having shot down over 350 Ukrainian drones. (translated)

Russia, attacco ucraino in una raffineria di petrolio a Krasnodar: morte due persone. Mosca: “Abbattuti più di 350 droni”

Questa notte i droni ucraini hanno colpito le raffinerie di Afipsky, in Kuban, e di Novoshakhtinsk, nell’oblast’ di Rostov. L’Afipsky NPZ è situato a circa 20–30 km a sud-ovest di Krasnodar, in posizione favorevole rispetto a Novorossijsk e agli sbocchi del Mar Nero. La capacità storica di distillazione primaria è di circa 6,25 milioni di tonnellate annue; il salto qualitativo è arrivato con il complesso di idrocracking del gasolio da vuoto, entrato in funzione nel marzo 2025. La capacità complessiva dichiarata è così salita a 9,1 Mt/anno. L’obiettivo industriale della modernizzazione era ridurre il peso dei prodotti pesanti e massimizzare diesel e distillati leggeri conformi agli standard K5/Euro-5: profondità di raffinazione obiettivo fino al 93% e resa di prodotti leggeri fino all’82%. La vicinanza a Novorossijsk aggiunge rilevanza nell’ecosistema meridionale di esportazione e distribuzione del greggio e dei prodotti raffinati. Il Novoshakhtinskij zavod nefteproduktov (NZNP), operativo dal 2009, è ubicato nell’oblast’ di Rostov, a breve distanza dal confine ucraino. È l’unica raffineria della regione e produce diesel, olio combustibile, combustibili per riscaldamento e uso navale, benzina a distillazione diretta e, con l’ammodernamento, benzine Euro-5. La sua funzione va oltre il solo mercato locale. È parte della rete meridionale di carburanti e, secondo fonti ucraine, rifornisce le forze armate russe; la combinazione di prossimità geografica al teatro di guerra, produzione di diesel e capacità di spedizione ferroviaria/fluviale la rende particolarmente utile per il sostegno alle operazioni russe nel settore meridionale. Già ieri le Forze Armate dell'Ucraina avevano colpito con successo la Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ). In particolare, sono state colpite le unità di separazione del gas 1.U-272 e 2.U-272, con conseguente arresto di circa il 25% delle capacità produttive dell'impresa. Questo attacco assume una rilevanza critica per la Federazione Russa a causa della riduzione della produzione di zolfo. Attualmente, la Russia sta già importando zolfo per i propri bisogni, anche se pochi anni fa era uno dei principali esportatori. E lo zolfo è un elemento chiave per la produzione della polvere nera, mentre senza acido solforico è impossibile la sintesi di esplosivi (trilito, esogeno, ottogeno). Per riferimento: La materia prima del giacimento di gas e condensato di Astrakhan è estremamente difficile da lavorare: contiene una quota anormalmente elevata di acido solfidrico (circa 26%) e anidride carbonica (circa 16%). Prima che il gas possa essere pulito chimicamente, la miscela deve essere separata in fasi. Nella Refinaria di Gas di Astrakhan (AGPZ), sono proprio le unità di separazione del gas a svolgere questo ruolo. #Ucraina #Droni #Energia

ANSA.it 2w

An explosion at a Gunvor Group refinery in the port of Rotterdam has resulted in at least one death and several injuries, and authorities are investigating the causes of the incident. (translated)

Esplosione nel porto di Rotterdam, almeno un morto

Nelle prime ora della mattinata è finita sotto attacco la raffineria di Salavat, in Baschiria, la quale lavora da sola circa il 2,7% del greggio del paese. L’impianto di proprietà di Gazprom, è in realtà un grande complesso integrato di raffinazione, petrolchimica e fertilizzanti: uno degli obiettivi energetici russi più rilevanti raggiunti dai droni ucraini in profondità. È stata colpita almeno quattro volte documentabili dal maggio 2024 al luglio 2026. Ha una capacità nominale di 10 milioni di tonnellate, sebbene nel 2024 si sia attestata sui 7,2 milioni. Il suo valore strategico aumenta perché combina produzioni di carburanti con petrolchimica e fertilizzanti. Produce anche cherosene, GPL, alcol, polietilene, polistirene e ammoniaca. Il 14 luglio scorso, dopo l’ultimo attacco da parte di droni ucraini, due fonti del settore citate da Reuters riferirono danni e arresto di entrambe le unità primarie, CDU-4 e CDU-6, con fermata complessiva dell’impianto. Il governatore baschiro Radiy Khabirov sostenne invece che i danni principali riguardassero passerelle portacavi e condotte di servizio e che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto pochi giorni. L’impianto aveva da poco ripreso a funzionare parzialmente. Altri attacchi stanotte sono avvenuti nel sud, con esplosioni a Melitopol, Berdyansk e Mariupol, ma soprattutto in Crimea, dove è stata colpita anche la centrale di Balaklava, lasciando al buio l’intera area di Sebastopoli. #Energia #Geopolitica #Ucraina

Il Post 2w

A Ukrainian drone attack in Nizhnekamsk, Russia, has resulted in the deaths of at least 13 people and injured 39, hitting a Tatneft refinery in one of the most serious attacks since the war began in 2022. (translated)

Almeno 13 persone sono state uccise in un attacco ucraino con droni in Russia, mille chilometri a est di Mosca

The Houthis carried out a massive missile and drone attack on the Yemeni port of Mokha, causing seven deaths and over 35 injuries, in an operation against Saudi forces and weapon depots, while also claiming an attack on a Saudi Aramco refinery in Saudi Arabia. (translated)

Gli Houthi attaccano una raffineria saudita e il porto yemenita di Mokha: 7 morti
Il Post 3w

The Houthis have attacked a refinery in Saudi Arabia and the port of Mokha in Yemen, causing seven casualties, while tensions between the armed group and the Saudi-backed Yemeni government, recently reignited after a ceasefire in 2022, continue to escalate. (translated)

Gli Houthi hanno attaccato una raffineria in Arabia Saudita e un porto in Yemen: sette persone sono state uccise

La saga dei magazzini Wildberries continua. Stamattina è stato colpito quello di Krasny Bor, nella regione di Leningrado. Si tratta di un hub di 154.000 mq (95.000 mq iniziali + 59.000 di espansione successiva), la cui rilevanza è cresciuta di molto nel corso del 2026 e che ha una capacità di circa 60 milioni di articoli. È stata inoltre colpita nuovamente la raffineria di Syzran, una delle più grandi del paese, nonostante stesse operando a regime ridotto a seguito degli attacchi già subiti nei mesi scorsi. I colpi inferti a Wildberries ed il fatto che non accennino a fermarsi rischiano di diventare una bomba ad orologeria per la Russia. Il gruppo fattura circa 4,1 trilioni di rubli all’anno e rappresenta da solo il 2% del PIL del paese. Nel 2023 aveva già raddoppiato i versamenti al bilancio dello Stato, saliti a circa 140 miliardi di rubli. L’azienda impiega stabilmente almeno 50.000 persone, cifra che raddoppia nei picchi e includendo le catene logistiche. Da queste dipendono circa 200.000 operatori economici, incluse piccole e medie imprese. Un eventuale fallimento avrebbe un impatto devastante sull’economia e sul sistema bancario a causa dei successivi fallimenti a catena. Il suo salvataggio rischia invece di pesare per molti miliardi in un momento in cui il bilancio federale è sotto enorme pressione ed il deficit è già fuori controllo. #Wildberries #Russia #Economia

Ukraine has launched an attack against Wildberries, the Russian Amazon, and an oil refinery, accusing the company of supporting Moscow's forces, causing fires and injuries in Ryazan and damage in Taganrog. (translated)

L’Ucraina colpisce di nuovo “l’Amazon russo” Wildberries e una raffineria di petrolio

Buon mercoledì dal Wildberries e dalla Raffineria di Ryazan (ebbene sì, doppio colpo)! Il complesso Ryazan/Tyushovo si trova(va) nell’industriale park “Ryazansky”, vicino alla M-5, nel Rjazan’ district, area di Tjushovo, e funziona come distributive center aperto 24 ore su 24. Le fonti locali lo descrivono come un magazzino molto grande: nel 2024 dei lavori di ampliamento avrebbero portato la superficie complessiva a circa 173 mila m2, con capacità di stoccaggio raddoppiata e fino a 14 milioni di articoli sugli scaffali. La raffineria di Ryazan, gestita da Rosneft, è invece uno dei principali impianti di raffinazione russi ed è indicata come la più grande della regione. È in funzione dal 1960 e produce una gamma ampia di derivati: benzine AI-92 e AI-95, diesel, bitume e altri prodotti petroliferi. Le fonti la descrivono anche come un impianto di grande capacità, con circa 13-17 milioni di tonnellate annue a seconda dell’anno e della misura considerata, e con un peso rilevante nella raffinazione russa complessiva. Nel marzo 2024 la raffineria fu presa di mira da droni e scoppiò un incendio, secondo il governatore regionale e varie testate. Nel novembre 2025 Reuters ha riferito che la raffineria aveva sospeso la lavorazione del greggio dopo un altro attacco, con stop della principale unità di distillazione. A maggio 2026 è stato riportato un nuovo attacco con grande incendio e fermo dell’impianto, con conferme anche da Reuters e altri media. #Wildberries #Ryazan #Raffineria

Il Post Jul 24

La raffineria di allumina Aughinish in Irlanda è al centro di controversie per le sue esportazioni in Russia, sospettate di contribuire alla produzione di armi utilizzate contro l'Ucraina, mentre il governo irlandese resiste a sanzioni europee temendo conseguenze economiche per il paese. #AughinishAlumina #Irlanda #Russia

Una raffineria di allumina in Irlanda è diventata un problema

Buon sabato mattina dalla raffineria di Noginsk, vicino a Mosca. Anche se formalmente viene spesso classificato come un grande deposito di petrolio (neftebaza), il sito di Noginsk dispone di infrastrutture per il trattamento e la miscelazione dei prodotti petroliferi che lo rendono un hub logistico e di raffinazione cruciale per l'intera area metropolitana di Mosca. La sua importanza è cresciuta esponenzialmente dopo che i precedenti attacchi ucraini (in particolare quello del 18 giugno scorso) hanno pesantemente danneggiato la principale Raffineria di Mosca (Kapotnya), mettendone fuori uso i moduli principali e costringendola a una sospensione prolungata della produzione. Di conseguenza, Noginsk è diventato uno dei terminali chiave per ridistribuire carburante (benzina e soprattutto diesel) verso la capitale e per sostenere la logistica militare e civile della regione. Canali russi locali e analisti OSINT (come Astra) hanno confermato che l'impianto è stato colpito, provocando un vasto incendio con dense colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Le fiamme avrebbero interessato l'area dei serbatoi di stoccaggio. Nella stessa ondata di attacchi, un altro grande incendio è scoppiato poco più a sud, a Elektrostal, all'interno di un gigantesco magazzino del rivenditore online Wildberries. #Petrolio #Logistica #Raffineria

🔥 il buongiorno oggi ce lo dà la raffineria Gazprom Neftekhim Salavat a Bashkortostan, a 1400 km dal confine, attaccata nelle primissime ore della mattinata dai droni ucraini. Si tratta della decima raffineria russa in ordine di volumi, con i suoi 10 milioni di tonnellate di greggio lavorato all’anno. La produzione di carburante nelle prime settimane di luglio è scesa a 3,91 milioni di barili al giorno, il livello più basso degli ultimi 21 anni. E la situazione è destinata a peggiorare dal momento che i danni inflitti agli impianti interessano normalmente le parti più delicate, le quali richiedono mesi per la riparazione, e che la Russia non riesce a proteggere la propria filiera petrolifera, preferendo investire in missili e droni per terrorizzare ed uccidere le popolazioni civili. #Gazprom #Ucraina #Petrolio

Stanotte i velivoli senza pilota ucraini hanno colpito un deposito di petrolio a Stavropol Krai. Si tratta del deposito petrolifero di LUKOIL-Yugnefteprodukt. Non è un semplice hub locale, ma una delle principali strutture di stoccaggio, transito e ridistribuzione di prodotti petroliferi (benzina e gasolio) per l'intera Russia meridionale e centrale. Alimenta capillarmente la rete di distribuzione commerciale e i canali logistici collegati. Trovandosi a oltre 500 km dalla linea del fronte, il deposito funge da retrovia logistica protetta per lo stoccaggio e il successivo rifornimento di carburante e lubrificanti destinati ai raggruppamenti militari russi impegnati nelle operazioni a sud. Il sito era già stato attaccato nei giorni scorsi. E questo conferma che l'intelligence di Kiev lo ha identificato come un target prioritario per strozzare la catena di approvvigionamento di carburante nel quadrante meridionale. Intanto le riprese satellitari mostrano che la raffineria di Syzran colpita ieri ha avuto danni molto seri, i quali, anche a causa degli attacchi precedenti, ne comporteranno il probabile spegnimento per mesi. #Ucraina #Guerra #Petrolio

La raffineria di Syzran, una delle piu grandi della Russia, parrebbe esser stata di nuovo colpita https://t.co/lh6TO8X60h #Russia #Syzran #raffineria

A conferma della volontà dell’Ucraina di azzerare il trasporto di petrolio e carburanti nel Mar d’Azov, stanotte è stato preso di mira il terminal di Taganrog, l’infrastruttura portuale dove le navi colpite in questi giorni vengono caricate. In Kuban (Krasnodar Krai) è stata inoltre attaccata nuovamente la raffineria di Il'sk. Questa raffineria è stata già colpita molte volte, l'ultima il 2 giugno. La raffineria di Il'sk si trova nel villaggio di Il'sk, nel distretto di Severskij del Territorio di Krasnodar, a 50 chilometri da Krasnodar. La raffineria fa parte del gruppo delle grandi aziende di raffinazione del petrolio del Distretto Federale del Sud. Produce olio combustibile, carburante diesel, benzina, gas stabilizzato, carburante a basso punto di congelamento e distillato di condensato di gas. La capacità produttiva nel 2022 era di 6,6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Dopo questo è stata effettuata una modernizzazione e la capacità è stata aumentata. #Ucraina #Petrolio #Conflitto

L
lastampa.it Jul 6

Droni ucraini hanno colpito la raffineria di Omsk, uno dei principali impianti industriali della Russia, a 2.500 km dal confine ucraino, mentre Mosca ha intensificato i bombardamenti su Kiev, causando almeno 20 morti. #Omsk #DroniUcraini #GuerraRussiaUcraina

Omsk, i droni ucraini incendiano la raffineria a 2500 km dal confine ucraino