Il problema di questa lettera non è tanto quello che dice quanto quello che cancella. Non esiste il presente. Nessun riferimento alla contestazione, al rapporto compromesso con la gente. Lotito finge di rivolgersi a una comunità unita sapendo perfettamente che oggi non esiste più. Costruisce una narrazione strumentalmente idilliaca sperando che chi osserva da lontano e non conosce la realtà finisca per crederla almeno verosimile. Primo comunicato della stagione, prima distorsione e negazione della realtà. 👉 Lotito si appropria del linguaggio dei tifosi: fede, appartenenza, famiglia, sacrificio, generazioni, colori. Parole lontane dal suo modo di intendere la Lazio, parole che appartengono a un patrimonio emotivo e identitario collettivo dal quale non si è mai lasciato contaminare. Lotito può parlare a nome della società perché ne è presidente e proprietario, ma non può parlare in nome della Lazialità, semplicemente perché non la rappresenta. 👉 La retorica della famiglia e dei sacrifici è quasi surreale. Si chiede ancora ai tifosi di riconoscersi nel sacrificio, senza una parola sulle responsabilità di chi quella famiglia pretende di amministrarla a dispetto dei santi. 👉 Lotito ci propone l’ennesima nota assolutoria, non conciliatoria, in cui come sempre manca completamente l’ascolto. Nessuna presa di coscienza, nessun confronto con le ragioni altrui. È la solita comunicazione unidirezionale: decide lui cosa sia la Lazio, cosa conti e cosa debba unire. A poche ore dalla prima partita sarebbe stato meglio risparmiarci l’ennesima ridicola presa per i fondelli e dedicarsi a mettere insieme due spicci per chiudere un attaccante. Forza Lazio! #bolognalazio #sslazio #Lotito #mercato #Lazio #Lotito #calcio