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#Siber

Russian sources say a Tu-95MS strategic bomber crashed in eastern Siberia, several crew members dead. Russia doesn’t make this aircraft, which is capable of launching conventional and nuclear missiles, anymore. There are an estimated 20 to 30 Tu-95 bombers left in the Russian https://t.co/ikcGGGNQSv #Tu95 #Russia #Military #RU

Russian sources say a Tu-95MS strategic bomber crashed in eastern Siberia, several crew members dead. https://t.co/tFNaEES7Eb #Tu95MS #Russia #Siberia #RU

ERR 7d

Harri Tiido arutleb artiklis kliimasoojenemise ja igikeltsa sulamise üle Venemaal, tuues esile, kuidas need muutused võivad muuta Siberi põllumajanduslikult kasutatavaks, kuid hoiatades ka seoste eest, mis võivad kaasneda keskkonnakahjude ja kasvuhoonegaaside vabanemisega. #Kliimasoojenemine #Igikelts #Põllumajandus

Harri Tiido: banaanidest Siberis

Потепление климата может привести к Siberian морозам в Эстонии из-за увеличения пресной воды в Северной Атлантике, что замедляет теплое океанское течение, влияющее на климат всей Северной Европы. #климат #океанские_течения #Гольфстрим

МНЕНИЕ ⟩ Потепление климата может принести в Эстонию сибирские морозы. Это может произойти быстрее, чем мы думаем

Soojenev kliima võib tuua Eestisse Siberi pakaseid kiiremini, kui arvata osatakse, tuues kaasa külmad talved ja kuumad suved. #EestiIlm #Kliimamuutus #Talv

ARVAMUS ⟩ Soojenev kliima võib tuua Eestisse hoopis Siberi pakase ja ehk kiiremini kui arvata osatakse

Nessun ospite straniero a Pontida. Orban è finito nel castello di Dracula, il premier Svedese è caduto in disgrazia, la Le Pen è ai domiciliari, la moglie di Vannacci è mbriaca e il console Russo sta votando in Siberia. @matteosalvinimi https://t.co/9pMosJ2iOX #politica #Italia #conflitti

La Sibérie se révèle être un nouvel eldorado pour les centres de données russes grâce à son climat froid, ses ressources énergétiques abondantes et sa proximité avec la Chine, répondant ainsi à l'augmentation des besoins en infrastructures liés à l'intelligence artificielle et aux défis technologiques posés par les sanctions occidentales. #Sibérie #DataCenters #IntelligenceArtificielle

Froid, électricité, proximité de la Chine... La Sibérie, nouvel eldorado des data centers russes

Chissà cosa ci sarà di così divertente parlando della deportazione di migliaia di famiglie lontano dalle proprie case, nel nulla siberiano, per motivi puramente etnici. #deportazione #storia #dirittiUmani

Ucraina a efectuat un atac cu drone asupra instalațiilor de gaze din Siberia, la o distanță de 3.000 de km, marcând cea mai lungă lovitură de acest tip de la începutul războiului, ca răspuns la agresiunea rusă, iar Rusia a confirmat pagube semnificative, dar fără victime. #RăzboiÎnUcraina #AtacUcrainean #Siberia

Imagini cu atacul ucrainean în Siberia, la 3.000 de km depărtare, cea mai lungă distanță de la începutul războiului. Cum a ripostat Rusia
V

Het Oekraïense leger heeft een recordver leggen droneaanval uitgevoerd tegen gasinstallaties in het westen van Siberië, meer dan 3.000 kilometer van de Oekraïense grens, wat de dreiging voor de Russische olie- en gasindustrie vergroot. #Oekraïne #droneaanval #RussischeEnergie

Oekraïne slaat toe in ‘gashoofdstad’ Rusland; niet eerder reikte droneaanval zo ver
Digi24 3w

Ucraina a efectuat un atac asupra unor instalații de gaze din Siberia, la o distanță record de 3.000 km, marcând cea mai îndepărtată lovitură din acest război, conform anunțurilor autorităților ucrainene. #Ucraina #Rusia #atac

Momentul în care Ucraina reușește un atac la 3.000 de km depărtare, în Siberia, la cea mai lungă distanţă din acest război

Ukraina droonirünnakud on jõudnud Venemaa Siberi piirkonda, ulatudes üle 3000 km Ukraina piirist ja tabades võimalikke sihtmärke, sealhulgas gaasikondensaadi töötlemistehast Novõi Urengois. #Ukraina #Siber #droonirünnakud

RAINER SAKS ⟩ Saime kinnituse, kui sügavale Siberisse on Ukraina rünnakud Venemaal jõudnud
Il Post 3w

L’Ucraina ha effettuato il suo attacco più profondo in Russia dall'inizio della guerra, colpendo due impianti di lavorazione del gas in Siberia, a 3.200 chilometri dal confine, dimostrando la capacità di raggiungere obiettivi lontani e strategicamente rilevanti per l'economia russa. #Ucraina #Russia #Guerra

L’Ucraina ha compiuto l’attacco più profondo in Russia dall’inizio della guerra, contro un impianto industriale in Siberia
A
AD 3w

Oekraïne heeft een droneaanval uitgevoerd op Novy Oerengoj, een belangrijke gasstad in Siberië, op 2800 kilometer van de grens, wat wordt beschouwd als de verste aanval op Russisch grondgebied tot nu toe. #Oekraïne #Oorlog #Droneaanvallen

Oekraïne voert verste aanval op Russisch gebied uit, brand veroorzaakt op 2800 kilometer van de grens

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

The Vindication of the “GIO Festival”: “BroadwayWorld” Celebrates Marina and the Umberto Giordano Theatre of Foggia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/vindication-gio-festival-broadwayworld-celebrates-sardella-ph-d--8zzce/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ The GIO Festival has been, to put it mildly, overlooked by Rai3 Puglia and several regional outlets. Yet the festival dedicated to Umberto Giordano — promoted by the Chamber of Commerce of Foggia together with the Municipality and the Province, and supported by the Apulia Region and the Fondazione Monti Uniti — has achieved a remarkable vindication, landing on the homepage of BroadwayWorld thanks to the world première of the opera Marina, staged on 5 June at the Umberto Giordano Theatre in Foggia. This is no small feat, considering that BroadwayWorld is among the most influential American platforms devoted to theatre and the performing arts. The transatlantic debut of the opera by Foggia’s great composer did not escape the attention of Luciano Magaldi Sardella, who submitted to the editorial board of Lettere Meridiane an in‑depth and compelling contribution, reproduced below. In the article, the author masterfully reconstructs the extraordinary story of Giordano’s first opera, composed in 1888 and left without a staged production for 138 years, until its historic performance on 5 June at the Giordano Theatre. Above all, he recounts how the inaugural edition of the GIO Festival has restored Foggia to the centre of the international operatic stage, through the rediscovery and valorisation of Marina, the involvement of major musical institutions, and the attention of the American press. It is a stimulating reflection on the cultural and identity‑driven renaissance of a city that, for far too long, bore Giordano’s name on the façade of its theatre without managing to turn it into a lever of international visibility. (g.i.) + + + + + There are moments in the life of a city when past and future clasp hands upon the stage of the present. Foggia experienced one of these moments on the evening of 5 June 2026, when the curtain of the Umberto Giordano Theatre rose upon Marina, an opera composed in 1888 by a young man of twenty‑one — Umberto Giordano — then a student at the San Pietro a Majella Conservatoire in Naples. After one hundred and thirty‑eight years of silence, that score finally found its first scenic breath in the world. “It is not an ordinary event. It is a turning point. A void filled. A story rewritten.” Umberto Giordano, one of the most celebrated verismo composers of the fin‑de‑siècle — born in Foggia, author of masterpieces such as Andrea Chénier, Fedora, Siberia — had remained, until now, the only great Italian opera composer without a festival entirely dedicated to his oeuvre. A paradox that weighed like a historical injustice upon a city that bears his name engraved on the pediment of its most beautiful theatre. This is the extraordinary journey of Marina, Giordano’s first opera, which after 138 years of oblivion received its world première in scenic form on 5 June 2026 at the Umberto Giordano Theatre in Foggia, as the opening event of the GIO Festival — the inaugural edition of the Giordano International Opera Festival. The manuscript, preserved in the Frederick R. Koch Collection at Yale University’s Beinecke Rare Book and Manuscript Library, has travelled an astonishing path: from the elite libraries of America’s East Coast to the beating heart of the Daunia. On the night of 5 June 2026, at the Umberto Giordano Theatre, that silence was finally broken. The GIO Festival was conceived in Foggia as an ambitious cultural project promoted by the Chamber of Commerce, the Municipality, and the Province, with the support of the Apulia Region, aiming to transform the artistic legacy of the verismo composer into a driver of territorial development and cultural tourism. Under the artistic direction of conductor Gianna Fratta and violinist Dino De Palma, the event at last fills a historical void. Its model is explicit and ambitious: a project inspired by the great festivals dedicated to Italian composers — such as the Verdi Festival, the Puccini Festival, the Rossini Opera Festival — while maintaining a strong territorial and participatory dimension. In other words, Foggia formally claims its seat at the table of the greats. And it does so with the credentials required: an unrepeatable world scenic première (parallel to the concert première at Milan’s Teatro Dal Verme, recorded by the prestigious opera label Decca Classics), a high‑quality operatic production, and the support of leading cultural institutions (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli of Bari). The festival benefitted from the collaboration of the Orchestra of the Conservatoire and the Chorus of the Fondazione Teatro Petruzzelli of Bari, the Umberto Giordano Conservatoire of Foggia, the Fondazione Monti Uniti, and the Fondazione Apulia Felix. A network of excellence that lent the event national resonance and stature. The Umberto Giordano Theatre is a nineteenth‑century jewel of rare beauty — the oldest functioning horseshoe‑shaped historic theatre in Apulia. Yet for decades it lived in a state of semi‑clandestine cultural marginality, relegated to the periphery of the operatic routes that matter, hindered by long interruptions in its use from 2007 to 2014, including recent fire‑safety compliance requirements. Some referred to it, with a mixture of condescension and provincial resignation, as a “provincial theatre”, destined merely to bear Giordano’s name. That label is now destined to fall. It is precisely in Foggia that this youthful gem received its first scenic staging, placing the city on the international map of opera. A positioning without precedent in the city’s recent history. The Giordano Theatre recorded a full house for the historic première of Marina, welcoming hundreds of spectators, while many more followed the performance from outside via a large screen installed for the occasion. The production met expectations with full artistic dignity: the staging transposed the narrative to the First World War, heightening the opera’s dramatic and realist character. On the podium, the Symphony Orchestra of the Umberto Giordano Conservatoire conducted by Matteo Dal Maso. Sets and costumes by Alfredo Troisi; lighting by Massimo Russo. An ensemble of talents worthy of the name the theatre proudly bears. The definitive seal of this moment’s historical significance arrived from across the Atlantic. BroadwayWorld, the world’s most influential outlet for live performance criticism and reporting — with over 5.5 million monthly views — dedicated exclusive coverage to the event, publishing a complete photographic gallery of the world scenic première curated by Chloe Rabinowitz and a substantial critical review by Rachel Stone. The American article emphasised the historical value of the undertaking and the bond between the composer and his native city, highlighting the musical quality of the score, deemed surprisingly mature for the composer’s age. For the first time, the Umberto Giordano Theatre appeared on the New York‑based site alongside institutions such as the Los Angeles Opera House, Houston Opera, and BBC Classical Music at the Royal Opera House. It is its natural place. It should have been there decades ago. Until now, the world knew Giordano through his Milanese triumphs, not through the youthful opera written between Foggia and the Naples Conservatoire — the lost (and later rediscovered) Marina of 1888. Let us be clear: this is no minor detail. BroadwayWorld does not grant exclusive galleries to provincial theatres. It does so for events that shift the coordinates of musical and theatrical history within the circuits that matter. This time, those coordinates shifted to Foggia thanks to the GIO Festival, in the name of Umberto Giordano. For the record — and for those who may not yet know — the GIO Festival is a new and ambitious biennial event conceived by the Chamber of Commerce of Foggia, with the aim of celebrating the genius of Umberto Giordano and transforming it into a powerful engine of development for the entire Capitanata. Biennial means continuity, planning, vision. It means that Foggia does not intend to be a meteor in the operatic firmament, but a stable and recognisable presence within the international festival circuit. Andrea Chénier, Siberia, and Fedora had already carried Giordano’s name to the Metropolitan Opera House in New York for more than a century, where his works are still performed to great acclaim. Now Foggia itself — not merely its scattered operatic legacy — claims its rightful “place in the sun”. The composer whom his city struggled to recognise in life, and whose name it preserves on its theatre, its square, and its conservatoire, may finally become the lever of an unprecedented cultural, economic, and identity‑driven renaissance. The GIO Festival 2026 is not, one hopes, a point of arrival. It should be the first chapter of a new story for Foggia, for the Capitanata, and for the cultural South of Italy. The Umberto Giordano Theatre is no longer merely an architectural jewel to be preserved: it has now become a place of creation and inspiration, capable of attracting international press attention and hosting events that enter the annals of world opera. To those who still whisper that Foggia is a provincial city, the answer is now written upon the world’s stages: on the evening of 5 June 2026, the periphery became the centre.

The Vindication of the “GIO Festival”: “BroadwayWorld” Celebrates Marina and the Umberto Giordano Theatre of Foggia
Observador Aug 30

Xi Jinping vai encontrar-se com Putin no Quirguistão para discutir o projeto do gasoduto Siberian Force-2 e promover a cooperação bilateral entre a China e a Rússia. #XiJinping #Putin #Quirguistão

Xi Jinping tem reunião marcada com Putin no Quirguistão
Sigma Live Aug 28

Ο Ρώσος Πρόεδρος Βλαντίμιρ Πούτιν θα συναντηθεί με τον Κινέζο ομόλογό του Σι Τζινπίνγκ στην Μπισκέκ για να συζητήσουν τον αγωγό φυσικού αερίου Power of Siberia 2 και άλλες διμερείς σχέσεις. #Πούτιν #Σι #αγωγόςΦυσικούΑερίου

Συνομιλίες Πούτιν και Σι για τον αγωγό φυσικού αερίου Power of Siberia 2
Postimees Aug 24

Siberis toimuvad ulatuslikud metsapõlengud halvendavad Soomes õhukvaliteeti, tuues peenosakesi Läänemere kaudu Lapimaalt riigi lõunaossa, teatas Soome meteoroloogiainstituudi teadlane Katriina Kyllönen. #metsapõlengud #õhukvaliteet #Soome

Siberi metsapõlengud halvendavad Soomes õhukvaliteeti
A
AD Aug 12

Tijdens zijn tournee door Siberië, voorafgaand aan de parlementsverkiezingen van 20 september, zijn de brandstofprijzen in de steden die Russische president Vladimir Poetin bezoekt tijdelijk aanzienlijk verlaagd, wat lokale inwoners doet vermoeden dat deze verlaging enkel een ‘truc’ van de autoriteiten is om een positieve indruk te geven. #Poetin #Rusland #verkiezingen

Waar Poetin op bezoekt komt, doen ze de benzinetruc: plots kost de brandstof een stuk minder