Come si è visto nei giorni scorsi, i colpi ucraini nella Crimea occupata si sono ormai spostati dalla logistica all’energia e al comparto militare. Per quanto riguarda la Tavricheskaya TPP si è registrata un’esplosione con vistoso "zarevo" (bagliore) nel quartiere Pnevmatika a Simferopol e un conseguente forte odore di bruciato. È stato confermato l'impatto diretto dei droni sui moduli di trasformazione e stoccaggio della centrale. I ricercatori OSINT e i canali locali confermano lo scoppio di incendi strutturali all'interno dell'impianto. Quanto alla Balaklavskaya TPP (Sebastopoli), l'ondata verso le 4:00 ha centrato la sottostazione principale. Il governatore occupante Mikhail Razvozhayev ha dovuto ammettere il blackout totale. Lo stop all’elettricità ha colpito di riflesso l'intera costa sud (Yalta al buio) e la Valle di Belbek. I russi hanno dovuto imporre lo spegnimento dell'illuminazione pubblica e limitazioni drastiche ai trasporti civili (come i filobus). Due fortissimi scoppi si sono registrati nella notte (all'01:59 e alle 03:45) al momento dell'impatto su strutture logistiche della base navale aerea russa, situata a nord di Sebastopoli. Saki e Gvardeyskoye: esplosioni simultanee in queste aree a conferma del fatto che l'Ucraina ha preso di mira i depositi di munizioni e carburante degli aviogetti russi. L'incendio a ovest di Gvardeyskoye (Shafranoye) colpisce un hub primario non solo per gli aerei, ma per la gestione logistica e i vettori dei droni d'attacco russi. I caccia russi alzati a bassissima quota sopra il distretto di Nizhnegorsky segnalano il tentativo frenetico e visivo dei piloti di intercettare i droni ucraini a quote minime, dato che i radar di terra della contraerea sono stati accecati o saturati dalle ondate precedenti. Continuano inoltre gli attacchi nella zona di Kerch. I dati telerilevati dai satelliti hanno confermato lo scoppio di due grandi focolari d'incendio d'origine ignota a sud della città, precisamente all'interno del perimetro di un complesso/villaggio militare russo. Il fatto che continui ad essere risparmiato il ponte di collegamento con la terraferma russa sembra il chiaro segnale della volontà di Kyiv di garantire un passaggio sicuro a chi lascia la penisola. E gli stessi russi che formano file chilometriche in uscita non sembrano temere attacchi. A parti invertite, possiamo solo immaginare quale mattanza avrebbero provocato le forze di Mosca. Salvo poi negare tutto e parlare di missili americani difettosi, ovviamente. #Ucraina #Crimea #Militare