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#Vendetta
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Il summit della NATO ad Ankara ha segnato un passo decisivo nel rafforzamento della sicurezza europea con un impegno raffinato nella difesa e un sostegno senza precedenti per l'Ucraina, mentre nel Medio Oriente le tensioni tra Stati Uniti e Iran riemergono, con Hormuz al centro del conflitto e la nuova leadership iraniana che promuove una narrativa di vendetta. #NATO #Ucraina #MedioOriente

La Nato si rafforza, Hormuz si richiude
ANSA.it 3d

Mojtaba Khamenei ha messo Giorgia Meloni e altri leader mondiali nella sua lista nera in risposta alla morte dell'ayatollah Ali Khamenei, promettendo vendetta e suscitando reazioni di solidarietà e fermezza da parte dei politici italiani. #Iran #GiorgiaMeloni #AliKhamenei

Meloni nella lista nera dell'Iran, Khamenei giura vendetta
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Il leader supremo iraniano Khamenei ha minacciato vendetta per la morte di suo padre, inserendo nella lista nera dei presunti colpevoli anche Donald Trump, Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu, mentre l'Iran ammette di aver sbagliato nell'attacco a navi nello stretto di Hormuz, cercando di riavviare il dialogo con gli Stati Uniti. #Iran #Trump #Meloni

Khamenei minaccia vendetta per il padre, Trump e Meloni nella lista nera. C’è anche Netanyahu

Il quotidiano iraniano Hamshahri ha pubblicato una lista nera di politici occidentali, tra cui Giorgia Meloni, con minacce di vendetta da parte di Mojtaba Khamenei, che promette di punire i responsabili della morte del padre, mentre si evidenziano le divisioni interne in Iran riguardo alla strategia da seguire nei negoziati internazionali. #Iran #Meloni #Vendetta

Meloni nella lista nera dell'Iran pubblicata da un quotidiano di Teheran. Il figlio di Khamenei: «Vendetta per mio padre»
ANSA.it 3d

Mojtaba Khamenei ha minacciato vendetta per la morte del padre, includendo nella sua lista nera i nomi di leader mondiali come Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Giorgia Meloni, suscitando reazioni di solidarietà e ferme condanne in Italia da esponenti politici, mentre le tensioni tra Iran e Stati Uniti continuano a crescere in relazione alla situazione nello Stretto di Hormuz. #Iran #Khamenei #Libertà

Mojtaba minaccia vendetta per il padre, anche Meloni nella lista nera
ANSA.it 3d

Mojtaba Khamenei ha giurato vendetta per la morte del padre, aggiungendo alla lista nera dei presunti colpevoli Donald Trump, Giorgia Meloni e altri leader occidentali, mentre gli Stati Uniti chiedono un'allerta sulla situazione nello Stretto di Hormuz dopo recenti attacchi iraniani. #Iran #Khamenei #Trump

Mojtaba minaccia vendetta per il padre, Trump e Meloni nella lista nera
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Il quotidiano iraniano Hamshari ha pubblicato una 'lista nera' con le foto di presunti responsabili della morte di Khamenei, tra cui la premier Giorgia Meloni, in risposta a un messaggio del figlio del leader defunto che minaccia vendetta. #Iran #Khamenei #GiorgiaMeloni

Quotidiano Iran, Meloni nella lista nera dei responsabili della morte di Khamenei
ANSA.it 3d

Il quotidiano iraniano Hamshari ha inserito la premier Giorgia Meloni in una 'lista nera' di presunti responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei, pubblicando la sua foto in uniforme arancione da carcerata nel contesto di un messaggio minaccioso di vendetta da parte del figlio Mojtaba. #Iran #Khamenei #GiorgiaMeloni

++ Quotidiano Iran, Meloni nella lista nera dei responsabili della morte di Khamenei ++
ANSA.it 4d

Mojtaba Khamenei ha dichiarato che la vendetta per il defunto Ali Khamenei deve essere realizzata, mentre le delegazioni degli Stati Uniti e dell'Iran si incontrano in Oman per continuare i negoziati, nonostante le tensioni e gli scontri recenti nello Stretto di Hormuz, dove l'Iran ha riconosciuto un errore nell'attacco a navi mercantili. #Iran #Trump #Hormuz

Iran, Mojtaba minaccia: 'La vendetta per Ali Khamenei deve essere compiuta'
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La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha esortato alla vendetta per la morte del padre, Ali Khamenei, promettendo di farla nei confronti degli assassini disonorevoli responsabili delle sue sofferenze. #vendetta #Iran #Khamenei

++ Guida Suprema Mojtaba, 'la vendetta per Ali Khamenei deve essere compiuta' ++
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L'Iran ha progettato un nuovo piano per assassinare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo informazioni di intelligence condivise da Israele, segnando un aumento delle tensioni tra Washington e Teheran in seguito alla promessa di vendetta per l'assassinio di Qassem Soleimani. #Iran #Trump #Israele

Colpito sito militare iraniano, gli Usa: “Non siamo stati noi”. Terminati i funerali di Khamenei

L'autore riflette sulla triste esperienza di Sigfrido Ranucci e di altre figure come funzionari pubblici e giornalisti scomodi, vittime di vendetta e narcisismo, evidenziando la loro lotta per la verità in un contesto di sistematica delegittimazione e revisionismo storico. #GiornalismoDInchiesta #SigfridoRanucci #Mafia

Ho già visto succedere a molti quel che sta subendo Sigfrido Ranucci
nomfup 1w

Watch out because what may seem like the black day of populism in Europe - Le Pen, Farage - can quickly turn into its revenge. Popcorn banned. (translated)

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Durante i funerali di Ali Khamenei a Teheran, migliaia di persone hanno manifestato la loro rabbia contro gli Stati Uniti, invocando vendetta contro Donald Trump e trasformando la cerimonia in una dimostrazione di forza politica per la leadership iraniana. #Khamenei #Teheran #vendetta

Funerali di Khamenei a Teheran, la folla invoca vendetta contro Trump: "Ti uccideremo presto"
ANSA.it 1w

Una folla oceanica ha invaso le strade di Teheran per rendere omaggio al corteo funebre di Ali Khamenei, con richieste di vendetta contro Donald Trump e gli Stati Uniti dopo la sua morte, in una manifestazione che ha dimostrato la forza e l'unità del regime iraniano. #AliKhamenei #Teheran #Vendetta

La bara di Khamenei sfila a Teheran al grido 'vendetta', riappare Ahmadinejad
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A Teheran è iniziata la cerimonia funebre di Ali Khamenei, con una folla inferocita che invoca vendetta e lancia minacce contro Donald Trump, mentre si prepara a proseguire in altre città iraniane e in Iraq, sotto l'attenzione delle autorità che avvertono sui possibili incidenti durante l'evento. #Khamenei #funerale #Teheran

A Teheran iniziata la cerimonia funebre per Ali Khamenei, nella folla si urla: 'Vendetta'
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Una folla immensa ha dato l'ultimo saluto al leader iraniano Ali Khamenei nella Grande Moschea di Mosalla a Teheran, piangendo e invocando vendetta contro gli Stati Uniti e Israele per la sua morte, mentre si mobilitavano promesse di continuare la sua lotta e mantenere viva la sua memoria. #AliKhamenei #vendetta #Iran

Gli iraniani piangono il loro martire, 'ci vendicheremo'

A 250 anni dall'indipendenza degli Stati Uniti, il discorso pubblico è dominato dall'odio e dalla vendetta, trasformando gli oppositori politici in nemici e mostrando un sistema istituzionale in crisi, mentre i principi fondanti della democrazia vengono minacciati da interessi economici e corruzione diffusa. #IndipendenzaUsa #250Anniversario #Democrazia

250esimo anniversario dell’indipendenza Usa: oggi c’è poco da celebrare
ANSA.it 2w

In Iran sono iniziati ufficialmente i funerali di Ayatollah Ali Khamenei, con migliaia di persone che si sono radunate nella Grande Moschea di Teheran esprimendo il loro lutto e chiedendo vendetta. #Iran #Khamenei #cerimoniefunebri

Teheran, iniziati ufficialmente i funerali di Khamenei

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda