Extreme thinness and unattainable beauty standards, amplified by artificial intelligence, are eroding body diversity and negatively influencing self-perception and mental health, particularly among adolescents. (translated)

Extreme thinness and unattainable beauty standards, amplified by artificial intelligence, are eroding body diversity and negatively influencing self-perception and mental health, particularly among adolescents. (translated)

Die kulturelle Bereicherung durch Migration reduziert sich für Progressive am Ende immer auf Döner und scharfes Curry. https://t.co/UEGi1BMtoc #Migration #Kultur #Diversität
Rușine... Mă uit la postările de pe Facebook despre vizita lui Georgescu la Oradea și nu pot să nu observ un lucru: câtă ură și câtă dezbinare s-au strâns în societatea asta. Oameni care își numesc propriii concetățeni „împuțiți”, „cu miros de usturoi”, „proști”, „trădători”, doar pentru că votează altfel sau gândesc altfel. Dar atunci cum îi numim pe cei care, vreme de ani de zile, au votat fără să clipească personaje împinse în față drept „serioase”, „europene”, „civilizate”, doar pentru că veneau cu ambalajul corect și cu susținerea corectă? Au avut deja trei președinți pe care, de fiecare dată, i-au prezentat drept alegerea „responsabilă”. Primul venea cu „Să trăiți bine!”. Al doilea ne promitea „România Educată” și „România lucrului bine făcut”. Iar cel mai recent a venit sub steagul unei „Românii Oneste”, și s-a dovedit cel mai mincinos și cu grave probleme psihice incompatibil cu funcția pe care o deține, un clovn. Și ce au realizat? Nimic. După atâtea lecții date altora despre inteligență, educație, moralitate și civilizație, poate că ar fi momentul pentru puțină modestie. Mai ales că, în pandemie, am văzut până unde putea merge această „civilizație”: oameni care cereau izolări forțate, restricții totale, stigmatizare și lagăre pentru cei care nu se conformau. Și mai este ceva. Situația economică, socială și politică de astăzi nu a apărut din senin. Este și rezultatul voturilor, alegerilor și complicității celor care acum îi privesc de sus pe ceilalți. Ani întregi au susținut aceleași partide, aceleași politici și aceleași personaje, iar acum, când consecințele se văd în datorie, taxe, prețuri, neîncredere și o societate ruptă în două, tot vina „proștilor” ar fi. Aici este problema reală: nu că există oameni care îl susțin pe Georgescu sau pe altcineva. Problema este că am ajuns să nu ne mai vedem ca români unii pe alții, ci ca două tabere care trebuie să se urască. Poți să-l critici pe Georgescu. Poți să nu-l votezi. Poți să consideri că greșește profund. Dar în momentul în care începi să-i numești pe milioane de oameni „proști”, „nespălați”, „trădători” sau „needucați”, nu mai aperi democrația. O distrugi. Pentru că democrația nu înseamnă doar să accepți votul atunci când câștigă candidatul tău. Înseamnă să accepți că și cel de lângă tine are dreptul să gândească diferit fără să fie tratat ca un om inferior. Iar înainte să-i condamni pe ceilalți pentru alegerile lor, poate ar trebui să te uiți puțin la România construită și prin alegerile tale. Probabil cea mai mare problemă a acestei țări sunt chiar acești ”intelectuali” Remus Kurt #democrație #ură #diversitate
signore lei non puo’ sedersi qui questo posto è riservato agli handicappati oddio mi scusi signore non avevo visto l’Iphone Duo tranquillo puo’ restare #rispetto #accessibilità #diversità
The war in the Strait of Hormuz has a profound impact on small businesses, warning that these trade disruptions risk excluding them from global supply chains, with negative consequences for the diversity and resilience of global trade, according to a UNCTAD report. (translated)

Sixty years ago, on September 8, 1966, the first episode of "Starship Enterprise" was broadcast, which established innovative themes such as diversity and interstellar coexistence in pop culture through the legendary dynamic between Captain Kirk and Mister Spock. (translated)

Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi. SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/freeman-della-city-di-londra-dal-1996-unonoreficenza-sardella-ph-d--qlt0f/ Abstract La Freedom della City of Londra è un'istituzione di origini medievali documentata fin dal 1237, originariamente concepita per garantire ai cittadini liberi protezione dai vincoli feudali, diritto al commercio e proprietà fondiaria entro le mura della Square Mile (la denominazione del territorio della City londinese). Progressivamente trasformatasi da privilegio economico concreto a riconoscimento civico e simbolico, essa ha mantenuto nel tempo la propria rilevanza attraverso successive riforme normative (notevolmente l'apertura a tutte le nazionalità nel 1996) e conta oggi circa 1.800-2.000 nuove ammissioni annue. Il presente articolo esamina l'evoluzione storico-giuridica del titolo, illustra le molteplici vie di accesso previste dalla normativa vigente (servitù per apprendistato, patrimonio, riscatto per nomina diretta, presentazione tramite le Livery Company (o Compagnie di Livrea) e iscrizione al registro elettorale), e analizza il profilo contemporaneo dei Freemen alla luce di ammissioni recenti a figure di spicco dei mondi della finanza, della cultura, dello sport e delle istituzioni. Contrariamente all'immagine elitaria che circonda molte onorificenze britanniche, la Freedom ordinaria si rivela accessibile a qualsiasi persona, indipendentemente da nazionalità o condizione economica, a fronte di requisiti minimi e di una quota amministrativa di £180-185. Il contributo conclude riflettendo sul significato contemporaneo dell'istituzione: non nei privilegi residuali ormai perlopiù simbolici, ma nella sua funzione identitaria, civico-partecipativa e di connessione con la lunga storia della città più antica e autorevole d'Europa. Parole chiave: Freedom of the City of London; Livery Companies; City of London Corporation; onorificenze britanniche; identità civica urbana. Contenuto dell’articolo Introduzione Nel panorama delle onorificenze storiche britanniche, poche istituzioni evocano un immaginario così ricco come la Freedom della City di Londra. Menzionata in film, romanzi e articoli di costume con toni di esclusività e mistero, essa appare frequentemente associata a figure di altissimo profilo: sovrani, capi di Stato, comandanti militari di ritorno dalle guerre. Eppure, a uno sguardo più ravvicinato e metodicamente documentato, emerge un quadro assai diverso: quello di un titolo che, nella sua dimensione ordinaria e non onorifica, è oggi accessibile a un numero considerevole di persone ogni anno, senza che siano richiesti meriti straordinari né mezzi economici elevati. Il presente contributo si propone di esaminare l'istituzione nella sua duplice valenza, storica e contemporanea, con l'obiettivo di sfatare l'equivoco più diffuso: quello che confonde la Freedom ordinaria con la Honorary Freedom (o Freeedom onoraria) quest'ultima effettivamente rara e riservata a figure di standing internazionale. L'articolo ripercorre le origini medievali e l'evoluzione normativa (§ 2), illustra le vie di accesso vigenti (§ 3), discute requisiti, costi e procedimento (§ 4), analizza la composizione contemporanea del corpo dei Freemen (§ 5), esamina diritti, privilegi e obblighi (§ 6), passa in rassegna i destinatari più illustri degli ultimi decenni (§ 7), e conclude con alcune riflessioni sul significato odierno dell'istituto (§ 8). Origini e Sviluppo Storico dell'Istituzione La Freedom della City di London è documentata fin dal 1237, durante il regno di Enrico III, come forma di status civico che designava gli individui non soggetti a un signore feudale e quindi titolari delle protezioni garantite dalle carte della City. In questa accezione originaria, il termine freeman indicava l'uomo libero in senso pieno: colui che poteva commerciare liberamente nel perimetro della Square Mile, il Miglio Quadrato, possedere beni e aderire alle corporazioni di mestiere senza interferenze esterne. I privilegi pratici erano di portata concreta e direttamente funzionali all'economia medievale: esenzione da determinati pedaggi, tra cui il celebre diritto di condurre greggi di pecore attraverso il London Bridge senza pagamento, concessione radicata nel commercio della lana che dominava l'economia inglese, protezione contro l'arresto arbitrario fuori dalla giurisdizione della City, e accesso ai mercati regolamentati dalle corporazioni. Come confermato dalle successive riemissioni della Magna Carta da parte di Enrico III nel 1225, tali libertà erano intrinsecamente legate all'autogoverno della City, che le difendeva dall'ingerenza regia e baronale. La progressiva codificazione dell'istituzione avvenne attraverso ordinanze regie a partire dal XIV secolo: nel 1319 Edoardo II emanò costituzioni che limitavano l'accesso alla Freedom ai membri delle corporazioni di mestiere, vietando l'ammissione di estranei non affiliati e formalizzando così la "servitù per apprendistato" come via principale per i nuovi entrati, mentre la via patrimoniale garantiva la continuità per le famiglie già stabilite. I monarchi successivi , da Edoardo III in poi, confermarono ripetutamente le libertà cittadine attraverso carte concesse spesso in cambio di prestiti finanziari, consolidando l'autonomia della City e il suo ruolo di creditore della Corona. Nel XIX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione demografica di Londra, il controllo corporativo sul commercio si rivelò sempre meno applicabile: il Municipal Corporations Act del 1835 ampliò l'eligibilità a chiunque vivesse, lavorasse o avesse un legame significativo con Londra, sganciando parzialmente il titolo dall'appartenenza corporativa e trasformandolo progressivamente in una distinzione onorifica a carattere civico. Nel corso del Novecento ulteriori riforme inclusivizzarono l'accesso: le donne, già ammesse informalmente come vedove ereditiere in epoche precedenti, ma formalmente escluse dalle vie standard, videro riconosciuto il diritto all'ammissione ordinaria, con Angela Burdett-Coutts che aveva già ricevuto la Honorary Freedom (Freeedom Onoraria) nel 1872 e Florence Nightingale nel 1908, mentre la parità formale si consolidò nel XX secolo. Infine, nel 1996, fu abolito il requisito della cittadinanza britannica o del Commonwealth, aprendo il titolo a qualsiasi nazionalità. Le Vie di Accesso: Quadro Normativo Vigente La normativa vigente, gestita dalla Corte del Ciambellano della City of London Corporation, prevede cinque principali modalità di accesso alla Freedom della City londinese, che riflettono i diversi legami storici tra l'individuo e le istituzioni cittadine. Per servitù (by servitude) conferisce il titolo al completamento di un apprendistato formale secondo la Consuetudine di Londra, tradizionalmente della durata di sette anni, presso un maestro freeman di una Compagnia di Livrea (Livery Company). Questa via, la più antica e di maggior portata storica, verifica il merito attraverso la competenza pratica e la lealtà alla corporazione; gli apprendisti finali vengono ammessi senza necessità di approvazione della Court of Common Council qualora iscritti al registro elettorale della City da almeno un anno, e in tal caso non è previsto alcun contributo economico. Per patrimonio (by patrimony) conferisce l'eligibilità automatica ai figli di Freemen, purché il genitore detenesse questo titolo al momento della nascita del candidato e sia fornita adeguata documentazione. Storicamente limitato ai figli maschi, fu esteso alle figlie con il Municipal Corporations Act del 1835. Il candidato doveva aver compiuto il diciottesimo anno di età, non essere un "fallito non riabilitato" e non avere condanne penali rilevanti. Per riscatto (by redemption) costituisce la via aperta a chiunque: il candidato presenta domanda alla Corte del Ciambellano, supportato da due garanti, i Consiglieri Comunali, Aldermen o Liverymen con almeno un anno di atttvità che attestano la sua reputazione, e la pratica è esaminata dal Vicecomitato delle Ammissioni alla Freedom (Freedom Applications Sub-Committee) e approvata dalla Corte del Consiglio Comunale. La quota amministrativa (Freedom Fine) ammonta a £180 dalla revisione tariffaria del 1° aprile 2024 (£185 nella modalità per nomina diretta). Per i candidati iscritti al Ward List, il registro elettorale della City, la procedura è gratuita. La presentazione tramite Compagnia di Livrea (Livery Company) è la via più frequentemente percorsa nella prassi contemporanea: il candidato diviene dapprima membro della propria corporazione di riferimento, a sèguito di una procedura variabile per ciascuna delle 113 Compagnie di Livrea attualmente attive, e successivamente invia la domanda online alla Corte del Ciambellano per il passaggio alla Freedom della City, con approvazione nella quasi totalità dei casi di carattere routinario. Requisiti, Costi e Procedimento I requisiti per l'accesso alla Freedom ordinaria sono di una semplicità sorprendente rispetto all'aura di esclusività del titolo. Il candidato deve aver compiuto diciotto anni, non essere un "fallito non ristabilito" e non avere condanne penali non ancora estinte ai sensi del Rehabilitation of Offenders Act del 1974. Non è previsto alcun requisito di nazionalità, residenza, livello di istruzione o stato patrimoniale. La documentazione richiesta è di carattere anagrafico standard: certificato di nascita integrale, eventuale certificato di matrimonio o documento attestante il cambio di nome, e se mediante presentazione, il certificato di appartenenza della corporazione di riferimento. La domanda viene inoltrata online tramite il portale della City of London Corporation. La cerimonia di ammissione si svolge alla Guildhall di Londra, nell'Aula Tribunalizia del Ciambellano, ogni giorno feriale tra le 10:30 e le 12:00 e tra le 14:00 e le 15:30. Il neo-Freeman è invitato a leggere ad alta voce la Dichiarazione di un Freeman (Declaration of a Freeman) e a firmare il Registro delle Ammissioni, ricevendo al termine il certificato calligrafato su pergamena e una copia delle Regole di Condotta di Vita (Rules for the Conduct of Life), il documento settecentesco di orientamento morale che invita il titolare a condurre una vita retta, compassionevole e socialmente attiva. Per chi non possa recarsi fisicamente a Londra, la City Corporation ha mantenuto la possibilità di svolgere la cerimonia in modalità virtuale, introdotta durante la pandemia e successivamente conservata. Composizione Contemporanea del Corpo dei Freemen Un dato empirico significativo contribuisce a ridimensionare la dimensione elitaria del titolo: ogni anno vengono ammesse tra le 1.800 e le 2.000 nuove persone, in un corpo complessivo che conta oltre 300.000 ammissioni documentate nel corso dei secoli. Come rileva la stessa City of London Corporation, i Freemen contemporanei comprendono "un'ampia sezione trasversale della popolazione", includendo professionisti, studenti, artigiani, imprenditori, personale militare e cittadini stranieri. Il crescente apporto di studenti universitari, spesso presentati in gruppi dalle proprie istituzioni accademiche e di professionisti internazionali, ha ulteriormente ampliato la base demografica. La cerimonia di gruppo del 2024, in cui 40 individui provenienti da settori che spaziano dalla scienza alla medicina, dall'imprenditoria alle iniziative per la diversità, hanno ricevuto il titolo simultaneamente, esemplifica questa apertura. Va ribadita, tuttavia, una distinzione fondamentale: la Freedom Onoraria della City di Londra costituisce un'istituzione del tutto separata e di portata radicalmente diversa. Concessa dalla Corte of Consiglio Comunale con una risoluzione speciale, è riservata a figure di eccezionale statura internazionalte tipicamente meno di una dozzina di concessioni annue e rappresenta, nelle parole della stessa City Corporation, il massimo onore che essa possa conferire. È questa la Freedom di cui hanno goduto Winston Churchill, la regina Elisabetta II e, più di recente, la presentatrice televisiva Rachel Riley (ottobre 2025) per il suo impegno nell'educazione alla Shoah e nella lotta all'antisemitismo. La confusione tra le due forme è la principale responsabile della percezione distorta dell'istituto nel dibattito pubblico. Il Significato Contemporaneo: tra Identità e Partecipazione Se la quasi totalità dei privilegi pratici un tempo associati alla condizione di Freeman è oggi scomparsa o ridotta a forma cerimoniale solenne, ciò che persiste è il potente valore simbolico e identitario del titolo. La cerimonia conserva elementi di solennità rituale la lettura della Dichiarazione, la firma sullo storico Registro delle Ammissioni, il ricevimento del certificato calligrafato su pergamena, che inscrivono il nuovo Freeman in una catena di continuità di quasi otto secoli, collegando figure eterogenee attraverso un legame condiviso con la storia del Miglio Quadrato (o Square Mile). La nobile istituzione londinese svolge altresì una funzione di coesione nell'ecosistema della City e delle Compagnie di Livrea: le 113 corporazioni attive hanno erogato collettivamente oltre 81 milioni di sterline in attività benefiche nel 2024, con programmi di formazione professionale, borse di studio e apprendistati tecnici che preservano competenze specializzate in settori economicamente rilevanti. Essere Freeman costituisce un prerequisito formale per l'avanzamento a Liveryman, e quindi per l'esercizio dei diritti elettorali nella governance della City: un residuo di democrazia corporativa che, per quanto distante dai modelli di suffragio universale, mantiene una sua logica istituzionale nell'architettura giuridica unica del Miglio Quadrato londinese. Critici di orientamento progressista hanno rilevato che il sistema favorisce reti consolidate e accessi per via ereditaria o professionale, potenzialmente escludendo strati più ampi della popolazione londinese con un bacino di Freemen viventi ben inferiore all'1% dei nove milioni di residenti nella Grande Londra (Great London). Tuttavia, i dati sulle ammissioni recenti, con riconoscimenti che spaziano dall'imprenditoria africana allo sport comunitario, dalla radiofonia alla medicina, suggeriscono una traiettoria di apertura progressiva che, pur senza raggiungere la piena rappresentatività demografica, testimonia la volontà istituzionale di mantenere l'istituto come tradizione viva piuttosto che reliquia esclusiva. Conclusioni L'analisi condotta permette di formulare alcune considerazioni conclusive. La Freedom della City, quella ordinaria, è oggi un'onorificenza accessibile a una platea ben più ampia di quanto l'immaginario collettivo suggerisca: i requisiti di ammissione sono minimi, i costi contenuti, le procedure relativamente snelle e aperte a qualsiasi nazionalità. La persistente confusione con la Freedom Onoraria, riservata a figure di eccezionaleelevatura internazionale, è la principale responsabile di una percezione distorta che merita di essere corretta. Il valore contemporaneo del titolo non risiede nei privilegi residuali, ormai perlopiù solenni e cerimoniali, ma in tre dimensioni complementari: quella identitaria, che connette il titolare a quasi otto secoli di storia istituzionale; quella civico-partecipativa, che attraverso l'accesso alle Livery Companies e al sistema elettorale della City inserisce il Freeman in reti realmente operative; e quella comunitaria, che attraverso i meccanismi di riconoscimento onorifico celebra contributi di portata e provenienza sempre più eterogenee. In questo senso, la Freedom rappresenta un caso di studio istruttivo su come le istituzioni storiche possano reinventarsi senza perdere autenticità, mantenendo vivo il proprio significato attraverso l'inclusione piuttosto che l'esclusione. Riferimenti e Fonti: City of London Corporation. (2024). Freedom of the City of London. https://www.cityoflondon.gov.uk/about-us/law-historic-governance/freedom-of-the-city Guild of Freemen of the City of London. (2025). Freedom of the City. https://www.guild-freemen-london.co.uk/freedom-of-the-city Livery Committee. (2025). Freedom of the City. https://liverycommittee.org/about/membership-freedom-and-livery-clothing/freedom-of-the-city/ Municipal Corporations Act 1835. UK Parliament. Rehabilitation of Offenders Act 1974. UK Parliament. Grokipedia. (2025). Freedom of the City of London. https://grokipedia.com/page/Freedom_of_the_City_of_London City Solicitors' Educational Trust. (2025). Applying for the Freedom of the City of London. LondradaVivere.com. (2025). La "Freedom of the City of London": un'antica libertà ancora viva. City of London Corporation. (2023). Livery Companies: Charitable Activities Report 2024. ONS / City of London Corporation. (2023). Financial Services Contribution to UK GDP.
"Ich glaube, dass wir ohne Diversität nicht überleben werden" – ExpertIN Ruth Moschner https://t.co/LWtGD49ofp #Diversität #Vielfalt #Gleichberechtigung
Lorenzo Kamel's article addresses the theme of integration and cultural identity in Europe, emphasizing the importance of a humble, aware, and forward-looking vision to create a multicultural and inclusive society, particularly in the context of the debate on opening a mosque in Mestre. (translated)

Con tutto il cuore, caro Alessandro Di Battista, ti faccio un grosso ma grosso in bocca al lupo. La stima reciproca e sincera nella diversità delle posizioni ci unisce. Non mollare #ForzaAlessandro #Insieme #StimaReciproca
In Saxony-Anhalt, the far-right AfD party aims to establish an identity culture through measures such as revising school curricula, cutting funding to museums and theaters, and creating separate classes for the children of asylum seekers, provoking resistance from artists and cultural institutions to defend freedom and cultural diversity. (translated)

Devi rispettare la mia identità sessuale, il colore della mia pelle, la mia religione. Devi rispettarmi anche se mi reputi diverso da te. Se questo significa #woke soltanto i violenti, i razzisti e gli intolleranti possono discuterne come di qualcosa di negativo. #Rispetto #Diversità #Inclusione
Oggi tutte quelle persone che hanno dato a me e @annapaolaconcia delle fasciste per anni perché sostenevamo che la sinistra, invece di occuparsi di cose concrete come disparità salariale, congedi parentali, discriminazioni, autonomia economica, rappresentanza ecc. si era persa nella cosmesi degli aggettivi, delle schwa, e su quante lettere dell’alfabeto dovesse contenere la diversità (oltre che sul sesso degli angeli). Quelli che ci spiegavano che la libertà della donna era indossare un burka (sissignori). Ecco, oggi quelle stesse persone ci spiegano che non dobbiamo perderci su quisquilie su quel woke che ora viene ripudiato anche se - a detta loro- non era mai esistito. Ecco, non dobbiamo perderci più sul sesso degli angeli ma dobbiamo parlare di problemi concreti come salari, lavoro, casa, sanità, scuola, servizi pubblici, precarietà, pensioni, costo della vita, disuguaglianze economiche, diritti delle donne, natalità, sicurezza, mobilità sociale. È un mondo fantastico. #DirittiUmani #GiustiziaSociale #EconomiaSostenibile
A deaf girl saved a man who was taken ill in the middle of the night in Castellaneta Marina, using an app for the hearing impaired to call for help, which arrived in time to prevent him from being run over by cars. (translated)

Das SWR Format Migratöchter zeigt ein Mädchen im Grundschulalter mit Hijab. #OerrBlog https://t.co/1ufBEnC1PU #Migration #Identität #Diversität
“Mia figlia è semplicemente una delle infinite forme in cui la natura ha deciso di esprimersi. Lo scherzo, semmai, è pensare che esista un solo modo giusto di nascere, di vivere, di essere felici e di meritare amore” Solidarietà a @davidefaraone e alla figlia Sara. Qualcuno pensa purtroppo che chi nasce con differenti abilità non abbia nemmeno il diritto di vivere. #Inclusione #Diversità #DirittiUmani
Disney is suing the US media regulator FCC for alleged censorship after it threatened the broadcaster ABC, a subsidiary of Disney, with the revocation of broadcasting licenses on the grounds that diversity and equity programs are discriminatory, which Disney sees as a politically motivated attack on press freedom. (translated)

The article by Anna-Lena Scholz highlights the case of the late Cambridge professor Jason Arday, who went from a celebrated symbol of diversity to a controversial figure, as he reveals the structural failure of the elite university Cambridge, which, despite its progressiveness, often suffers from deeply rooted exclusion in reality. (translated)

Manila Esposito, Olympic gymnast, responds with resilience to criticism about her appearance, emphasizing that the insults received for her body can hurt the younger ones and promoting the acceptance of physical diversity against body shaming. (translated)
