Il buongiorno oggi ce lo danno I due magazzini Wildberries a Stavropol (120.000 mq) e Krasnodar (150.000 mq), entrambi colpiti da droni ucraini e difficilmente recuperabili, viste le dimensioni degli incendi. Sui canali ucraini intanto è cominciata a circolare una card con l’elenco dei 20 più grandi centri Wildberries (che, ricordiamolo, è la Amazon russa) con delle fiamme posizionate accanto a quelli già distrutti, un espediente molto simile a quello che era stato preparato per le raffinerie, le quali alla fine erano state colpite tutte. La quantificazione dei danni del centro distrutto nell’area di Mosca nei giorni scorsi è da capogiro: 30 miliardi di rubli saranno necessari per ricostruire l’hub e circa 150-170 miliardi di rubli è il conto delle merci andate in fumo, per un corrispondente in dollari che potrebbe superare i 2,5 miliardi. Una cifra che questa notte potrebbe essere raddoppiata. Il vero nodo della questione è tuttavia che le possibili ricadute per il sistema produttivo russo sono molto più ampie. Poco prima degli attacchi, sia Wildberries sia Ozon hanno aggiornato i propri termini contrattuali con i venditori terzi. Le nuove clausole escludono esplicitamente le piattaforme da qualsiasi obbligo di risarcimento per danni derivanti da azioni belliche, attacchi di droni o stato di emergenza. Di fatto, le perdite finanziarie (stimate fino a ieri oltre i 100 miliardi di rubli / 1,3 miliardi di dollari) ricadono interamente sui singoli commercianti. Peraltro per ottimizzare i tempi di spedizione gestiti dalla piattaforma, migliaia di piccoli imprenditori e PMI concentrano l'intero magazzino nei grandi hub centrali come Elektrostal o Krasnodar. La distruzione di uno di questi centri significa l'azzeramento istantaneo del 100% dell'inventario di un'azienda, senza possibilità di rimborso assicurativo. Molti venditori che operano a credito o con margini ridotti per pagare i fornitori (spesso cinesi), affrontano il fallimento in tempi brevissimi. Wildberries, infatti, non è un semplice e-commerce, ma l'infrastruttura primaria con cui le micro-imprese russe distribuiscono beni di consumo sul territorio nazionale. La distruzione dei nodi logistici crea una reazione a catena che va dal manifatturiero tessile/manifatturiero locale fino alla filiera delle importazioni parallele. Ora decine di migliaia di commercianti terzi rischiano di subire un impatto asimmetrico, trasformando gli incendi dei centri di distribuzione in una crisi di liquidità diffusa per il commercio al dettaglio. #Wildberries #Russia #Ecommerce




