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#la7

Giuseppe Conte, leader del M5s, ha sostenuto in un acceso dibattito su La7 che è necessario mandare a casa l'attuale governo per promuovere una svolta negoziale nel conflitto ucraino, denunciando l'assenza di iniziative diplomatiche da parte dell'Europa e criticando le posizioni belliciste di leaders come Draghi e Meloni. #Ucraina #GiuseppeConte #GiorgiaMeloni

Conte a La7: “Dobbiamo mandare questo governo a casa per imporre una svolta negoziale anche in Ucraina”. Scontro con Fittipaldi

Pier Silvio Berlusconi sul presunto veto nei confronti di Barbara d’Urso: “Ma quale veto? Quindi siccome non mi risulta lavori altrove vuol dire che io avrei messo un veto a Prime, Netflix, Discovery, La7? Davvero pensate che io possa mettere veti alla Rai? […] Con tutto il rispetto per lei, alla quale auguro ogni bene, non è certo affar nostro decidere dove lavorerà”. #Berlusconi #BarbaraDurso #Veto

"Senza cambiare idea su #garlasco, Galassi non sarebbe mai arrivato a La7. Che venduto! Che corrotto!" - Galassi, anno 2022, ospite del programma "Una Giornata Particolare" di Aldo Cazzullo su La7, sulla morte di Giulio Cesare. https://t.co/bZCVn6HU4N #Garlasco #Politica #Corruzione

Come ampiamente previsto, Realpolitik di Labate chiude. Nessuna sorpresa: un format di sinistra su Rete4 era destinato a fallire miseramente. Labate verrà riciclato al pomeriggio o forse a 4 di sera, tanto per non buttarlo via del tutto. La Berlinguer rimane incollata allo schermo, purtroppo, ma la spostano di mercoledì per evitarle la strage di ascolti contro Floris. L’ennesimo flop di Mediaset nei talk politici è imbarazzante: perdono quasi sempre contro La7 perché in azienda ci sono incapaci totali che non capiscono un tubo di televisione e disprezzano apertamente il pubblico di destra. Basta con questa farsa. Fuori immediatamente Berlinguer, Labate, Barra, Scarpini e Del Debbio. Confermare Giordano, promuovere Cavallaro e Boselli in prima serata, lasciare Vecchi al pomeriggio e dare una conduttrice nuova e credibile (Chirico o Borselli) per rifarsi il look. Mediaset o si sveglia, o continua a regalare ascolti a La7. Punto. #mediaset #sinistra #destra #rete4 #mediaset #politica #tv

Marco Travaglio, durante un episodio di Otto e mezzo su La7, ha avvertito che la guerra tra Russia e Ucraina rappresenta il pericolo più grave di un conflitto mondiale, sottolineando che gli Stati Uniti hanno ritirato il loro supporto all'Ucraina, lasciando l'Europa a gestire la situazione sempre più precaria, aggravata dall'aumento delle tensioni tra Kiev e Varsavia. #GuerraUcraina #Russia #Travaglio

Travaglio a La7: “Gli Usa hanno mollato l’Ucraina, ora la guerra con la Russia rischia di diventare mondiale. È il pericolo più grande”

L’ abbraccio tra Pino e Carmelo rappresenta l’epilogo perfetto di una stagione altrettanto perfetta di una trasmissione che è riuscita ad unire verità per la giustizia e leggerezza per la simpatia dei protagonisti. Un grazie speciale col cuore 💪🏻❤️ @ignotox_ @skin_1976 #PinoRinaldi #Garlasco @La7tv #Giustizia #Televisione #Emozioni

Louis, 17 anni, massacrato a calci e pugni alla testa a Narbonne, da una banda di origine nordafricana. Attirato in un agguato, filmato mentre agonizzava, lasciato a morire. Morto dopo giorni di agonia. Hanno ucciso un ragazzo che aveva avuto il coraggio di denunciare. In Italia Rai, Mediaset e La7 tacciono. Zero servizi, zero titoli. La stessa barbarie di sempre, lo stesso silenzio complice. Louis non sarà dimenticato. #JusticePourLouis #Louis #sicurezza #immigrazione #Francia #JusticePourLouis #Francia #sicurezza

All'ascolto della telefonata originale fra Trump e il giornalista de la7 emerge un'altra manipolazione (o scelta editoriale se preferite). All'inizio della telefonata Trump non ha idea di chi fosse Compatangelo e gli chiede da dove viene. Tutto non menzionato nel testo diffuso. #Trump #Manipolazione #Giornalismo

Il senatore Borghi ci è o ci fa? A stupire non è tanto la sua ossessione per la parola "pity" o per le traduzioni letterali, quanto il suo strabismo selettivo. Mi rifiuto di credere che nel 2026 si possa essere così rincitrulliti da pensare davvero che quella questione linguistica sia stata l'elemento decisivo dell'intera vicenda. Facciamo pure finta, per un momento, che il senatore abbia ragione: chiunque dotato di buon senso arriverebbe comunque alla conclusione che quel "fare pena" era del tutto marginale rispetto al contesto delle dichiarazioni precedenti e successive. Invece Borghi non molla. Come se, senza quella traduzione, il mondo si sarebbe voltato dall'altra parte, Meloni non se ne sarebbe curata e magari avrebbe persino ringraziato Trump. Che il presidente americano abbia detto "mi implorava per una foto" non conta. Che abbia rincarato la dose sostenendo che volesse riavvicinarsi a lui per recuperare popolarità nemmeno. Non è rilevante neppure che il corrispondente cercasse di chiedere dell'Ucraina e di Hezbollah, mentre Trump continuava a riportare la discussione su Meloni. No, per il senatore si regge tutto sulla scintilla del "feel sorry for". Una scintilla talmente determinante che la stessa Meloni, nel video pubblicato in risposta, non l'ha neppure presa in considerazione, concentrandosi, giustamente, sull'elemento dell'implorazione. Qualcuno sarà mai in grado di convincere il senatore che sarebbe andato tutto esattamente come è andato, che il caso sarebbe scoppiato comunque nelle stesse dimensioni, e che la sua trama onirica alberga, per fortuna, solo nella sua mente? Temo di no, Borghi non si dà pace. Senza il complotto ordito da La7, secondo lui, il caso non sarebbe mai esploso. La stampa internazionale avrebbe fatto spallucce e nessuno avrebbe battuto ciglio. È un mondo meraviglioso, quello fatato del senatore. Non svegliatelo. #politica #comunicazione #mediamisrepresentation

Atterrato adesso e finalmente abbiamo l'audio originale della telefonata fra Trump e il giornalista de la7 dove parlano di Meloni. Quindi la storia che non si poteva pubblicare era una balla. Si conferma che la parola "pity" non è mai stata detta. Quanto al tono e al contesto giudicate voi se l'effetto è lo stesso di quel "ma mi ha fatto pena" che ha provocato la reazione di tutti. Giudicate voi se si può fare una crisi internazionale partendo da una conversazione (privata) di questo tipo. https://t.co/6XzzJLr3w3 #Trump #Meloni #Media

Il Post 3w

L’audio di una telefonata tra Donald Trump e Giorgia Meloni, trasmesso da La7, ha innescato una crisi diplomatica dopo che Trump ha attaccato Meloni, affermando che lei gli ha “fatto pena” per aver cercato di ottenere una foto con lui al G7, a cui Meloni ha risposto duramente, difendendo la sua dignità e accusando Trump di falsità. #DonaldTrump #GiorgiaMeloni #CrisiDiplomatica

L’audio della telefonata in cui Trump attacca Meloni

🔴 Attenzione, la Casa Bianca ha autorizzato la diffusione dell'audio originale della telefonata a Trump e La7 lo manda in onda in risposta al complottismo del senatore Borghi. Attendiamo la sua scrupolosa analisi del testo e dei toni #lariachetira https://t.co/K0QNPFWKI3 #Trump #CasaBianca #Politica

The White House authorizes the release of the audio from the La7 interview with Trump: "Meloni made me feel pity" | Corriere TV (translated)

Stamattina su La7 Caporali, giornalista del Fatto, ha posto l'annosa questione: con la remigrazione chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora? Questo pensiero piace così tanto alla sinistra che viene riproposto su base quotidiana come se fosse il silver bullet per fermare i licantropi fascisti. Al di là dell'aspetto umano di queste affermazioni (quindi il miglior argomento per tenere persone in Italia senza titolo è che possiamo farle lavorare a basso prezzo nei campi?) io mi domando se veramente questa gente pensa che, se domani dovessero magicamente sparire tutti gli immigrati, improvvisamente lasceremmo i pomodori a marcire nei campi. Come spesso accade, chi frequenta i salotti bene di sinistra non ha idea di come funzioni il mondo e magari non ha mai messo piede in un'attività agricola, tranne forse qualche cantina nel Chianti, e non si rende conto del cambiamento avvenuto nella composizione demografica del lavoro stagionale agricolo negli ultimi vent'anni. Fino ai primi anni 2000 il lavoro stagionale era sostanzialmente rivolto a chi aveva bisogno di un po' di pocket money per potersi pagare le vacanze: principalmente studenti delle superiori e studenti universitari. C'erano anche tante altre persone in situazioni di difficoltà che lavoravano per arrotondare, ma era pacifico a tutti che quello non era un lavoro fatto per mantenere una famiglia, bensì un lavoretto estivo per mettersi 2000 euro in tasca a fine stagione. Ovviamente non era legale, ma l'industria agricola poggiava su questo, e vi poggia tutt'ora. L'agricoltura non è esattamente un settore redditizio per gli imprenditori agricoli, e lo è ancora meno per chi passa le ore nei campi: tuttavia, la barriera all'ingresso era bassa, e per chi ama stare all'aria aperta l'idea di guadagnare 4/5 euro l'ora per raccogliere un po' di frutta non era male. Poi sono arrivati gli immigrati, i quali hanno accettato di fare lo stesso lavoro a prezzi inferiori. Il costo del lavoro si è praticamente dimezzato e i primi imprenditori ad assumere manovalanza a basso costo hanno potuto "tagliare" la concorrenza, che nel frattempo si è adeguata, spingendo fuori mercato quelle attività agricole tradizionali che cercavano di mantenere manodopera italiana pagata ai prezzi pre-immigrazione. Quegli studenti che trovavano conveniente lavorare per 4-5 euro l'ora hanno ritenuto non valesse la pena faticare per la metà dei soldi, e così sono stati di fatto "sostituiti" dai nuovi arrivati. Quindi, per rispondere alla domanda molto intelligente ma troppo borghese di Caporali, se domani sparissero gli immigrati clandestini quei pomodori non marciranno nei campi ma verranno raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato. E perché mai si dovrebbe alzare magicamente il prezzo del lavoro, chiederà Caporali? Per lo stesso motivo per cui salgono tutti i prezzi: legge di domanda e offerta. L'arrivo di milioni di braccianti a basso costo ha inevitabilmente avuto un effetto distorsivo sul sistema dei salari, in un Paese la cui situazione salariale è già ferma al palo a causa della contrattazione collettiva, e i populisti di sinistra non si rendono conto (o fanno finta di non rendersi conto) di come l'immigrazione di massa abbia tolto opportunità proprio agli ultimi della società. Purtroppo il dibattito politico è distorto: la paura dell'ultradestra impedisce di ragionare su ciò che si dice. Per i conduttori dei talk-show bisogna tirare everything in the kitchen sink al Vannacci di turno, e quindi non c'è tempo di pensare alle idiozie che vengono fuori dalla parte dei "buoni" (a nulla). #Immigrazione #Agricoltura #Lavoro

@DAVIDPARENZO @Ariachetira @La7tv @CompatangeloUSA E come no, conferma che c'era dell'astio che con il vostro giochetto avete contribuito a far scoppiare. Bravi. A qualcuno questa situazione farà comodo. Non credo all'Italia. Come la penso lo trovi qui https://t.co/U4Luoy8JZn #Italia #politica #opinioni

For all those who doubted what we published, here it is: Trump confirms everything and raises the stakes. With @Ariachetira and the great @CompatangeloUSA at @La7tv we did our job well. Maybe someone (@ClaudioBorghi) should apologize. But not (translated)

Senza l’audio originale, quella che La7 ha presentato come “telefonata Trump” è solo un’interpretazione soggettiva, non un fatto. Nel parlato inglese inflessione, sarcasmo e contesto decidono tutto: «I felt sorry for her» può essere ironia, battuta da macho o semplice esagerazione. Senza la voce di Trump è aria fritta. L’inglese è linguisticamente più povero dell’italiano e vive quasi interamente di contesto («I love you» copre sia «ti voglio bene» che «ti amo»). Tradurre Trump senza audio non è giornalismo: è narrazione. #Trump #Meloni #la7 #Trump #giornalismo #linguistica

Nella trasmissione Piazzapulita su La7, è avvenuto un acceso scambio di opinioni tra Emanuele Fiano e Paola Caridi riguardo alla situazione in Israele e Gaza, con Fiano che sostiene l'esistenza di un'opposizione a Netanyahu e Caridi che accusa lo stato israeliano di genocidio, mentre discutono le divergenze sulle questioni relative al terrorismo e agli ultimi sondaggi d'opinione. #ElezioniIsraele #Gaza #Fiano

Scontro Fiano-Caridi: “Non sono tutti uguali a Netanyahu”, “Tutto lo Stato di Israele sta compiendo un genocidio a Gaza”. Su La7
Il Post 3w

Una telefonata tra Donald Trump e La7 ha sollevato polemiche diplomatiche tra Italia e Stati Uniti, poiché Trump ha dichiarato che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, gli ha «fatto pena» per aver cercato insistentemente di farsi fotografare con lui al G7, suscitando una risposta di Meloni che ha definito le sue affermazioni «del tutto inventate», mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha cancellato una visita ufficiale negli Stati Uniti. #DonaldTrump #GiorgiaMeloni #Italia

La trascrizione integrale della telefonata in cui Trump dice che Meloni gli ha «fatto pena»

Trump says on La7 TV: “Meloni begged to have a photo with me at the G7, I felt sorry for her.” Meloni: “I am shocked by Trump's completely invented words. I regret that he does not show the same determination against the enemies of the West. I and Italy never begged.” (translated)