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The article reflects on the negative impact of Artificial Intelligence on education, highlighting how its use in the preparation of assignments by students has generated distrust and frustration among teachers, while the results of the PISA report show an alarming decline in linguistic skills and reading comprehension. (translated)

La catástrofe de PISA, desde el aula: ¿es culpa de la IA o de un cúmulo de desdichas?

"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/radiotext-radiosoftware-19831989-il-primo-programma-sardella-ph-d--hkcpf/ Radiosoftware costituisce il pioniere italiano in assoluto della divulgazione via etere di alfabetizzazione digitale nel Belpaese Abstract Il presente contributo ricostruisce la storia di Radiosoftware, il prilo programma radiofonico italiano che ha anticipato di oltre un decennio la divulgazione della microtelematica, dell'informatica e del digitale, e le moderne modalità di distribuzione digitale del software. Nato nel 1983 presso Radio Popolare e successivamente sviluppato come iniziativa nazionale su Rai Radio 3 dal 1984 al 1989, Radiosoftware rappresenta il primo radioprogramma italiano con divulgazione e trasmissione via etere di software eseguibile per home computer. Attraverso l'analisi della sua evoluzione tecnica, dei contenuti didattici e dell'impatto culturale, questo articolo dimostra come l'iniziativa abbia costituito un precedente significativo nell'alfabetizzazione informatica nazionale, nella democratizzazione dell'accesso al software e nello sviluppo di comunità di programmatori amatoriali, ponendosi come capostipite di un ecosistema mediale dedicato alla divulgazione tecnologica che si è esteso fino all'era contemporanea. Keywords: storia dell'informatica italiana, divulgazione tecnologica, broadcasting digitale, alfabetizzazione informatica, Radio Popolare Introduzione: L'Alba della Divulgazione Informatica in Italia Nel panorama della storia dei media digitali italiani, un capitolo fondamentale rimane poco esplorato dalla letteratura accademica: quello della divulgazione informatica attraverso il mezzo radiofonico negli anni Ottanta. In un'epoca caratterizzata dall'assenza di connettività di rete e da barriere economiche e geografiche nell'accesso alle tecnologie informatiche, la radio si configurò come strumento democratico per la diffusione della cultura digitale nascente. Radiosoftware emerge in questo contesto come iniziativa pionieristica assoluta in Italia, anticipando non solo analoghe esperienze italiane, ma posizionandosi tra i primi esperimenti europei di trasmissione di software via etere. La sua genesi presso Radio Popolare nel 1983 e la successiva evoluzione come programma nazionale su Rai Radio 3 testimoniano un percorso di innovazione tecnica e pedagogica che merita un'analisi approfondita. Contenuto dell’articolo La Fase Originaria: Radio Popolare (1983) La nascita di Radiosoftware presso Radio Popolare nel 1983 costituisce il momento fondativo della divulgazione informatica radiofonica in Italia. In un periodo in cui i personal computer rappresentavano ancora oggetti di nicchia, il programma si propose di esplorare sistematicamente linguaggi di programmazione, architetture hardware e applicazioni pratiche dell'informatica domestica, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo composto da studenti, insegnanti, hobbisti e professionisti. Questa prima incarnazione stabilì i paradigmi concettuali che avrebbero caratterizzato l'intera tradizione successiva: accessibilità linguistica, vocazione didattica, attenzione alle dimensioni sociali e culturali della tecnologia, promozione della partecipazione attiva degli ascoltatori. Contenuto dell’articolo L'Evoluzione Nazionale: da Radiotext a Radiosoftware (1984–1989) L'esperienza maturata presso Radio Popolare trovò sviluppo sistematico nell'iniziativa nazionale coordinata da Rai Radio 3. La fase pilota, denominata Radiotext, prese avvio l'11 maggio 1984 come segmento sperimentale all'interno del programma di attualità Un certo discorso, condotto da Pasquale Santoli. Otto episodi da 30 minuti, trasmessi il venerdì alle 16:00 con repliche domenicali, testarono la fattibilità tecnica e l'interesse del pubblico verso la trasmissione di software eseguibile attraverso segnali audio. Curata da Luigi Grimaldi e Giovanni Sighele della Lega Informatica di Firenze, in collaborazione con Arci Media, la fase pilota dimostrò la viabilità del concetto. Nell'autunno del 1984, il formato si consolidò con la denominazione definitiva Radiosoftware, espandendosi a episodi di un'ora e mantenendo la collocazione all'interno di Un certo discorso. Contenuto dell’articolo La terza stagione, inaugurata il 7 febbraio 1986, introdusse una strutturazione tematica articolata in tre segmenti distintivi: "Hard & soft news" (aggiornamenti e recensioni), "Studiare con il computer" (applicazioni didattiche) e "Radio + informatica" (intersecazioni sperimentali tra broadcasting e informatica). Questa fase evidenziò una crescente sofisticazione pedagogica e una maggiore attenzione alle applicazioni educative formali. Nel tardo 1986, il programma acquisì autonomia editoriale, trasformandosi in trasmissione indipendente con collocazione notturna nei weekend. Il 1987 segnò un'innovazione tecnica significativa con l'introduzione dell'interfaccia hardware a 4800 bit/s sviluppata dal Centro Ricerche RAI di Torino, che consentiva la connessione diretta alla porta seriale RS-232, superando i limiti del metodo audio-cassetta. La fase conclusiva, dal febbraio al giugno 1989, adottò un formato quotidiano breve (10 minuti, dal lunedì al venerdì alle 19:45), concentrandosi su software compatibile MS-DOS. Nonostante l'annuncio di un ciclo per il 1990, nessuna trasmissione nazionale è documentata oltre il giugno 1989. Contenuto dell’articolo Il Metodo Audio-Cassetta (1984–1987) La metodologia iniziale replicava i meccanismi di caricamento da cassetta tipici degli home computer degli anni Ottanta. I programmi venivano codificati come sequenze di impulsi audio—rumori elettronici incomprensibili all'orecchio umano—che gli ascoltatori registravano su audiocassette vergini collegando un registratore all'uscita audio della radio. La cassetta registrata veniva successivamente riprodotta attraverso l'interfaccia cassetta del computer, che decodificava i segnali caricando il software in memoria. Questo approccio, basato su tecniche di modulazione simili al frequency-shift keying (FSK), garantiva compatibilità con piattaforme eterogenee quali ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Olivetti M10, successivamente estese ad Apple II, MSX, BBC Micro, Olivetti M24 e M28. Ogni episodio trasmetteva sequenzialmente versioni specifiche per ciascuna piattaforma. Sebbene accessibile e rivoluzionario per la distribuzione di massa nell'Italia pre-Internet, questo metodo presentava limitazioni significative: bassa velocità di trasmissione, suscettibilità agli errori indotti da interferenze radio o rumore ambientale, necessità di precise regolazioni di volume e timing. Contenuto dell’articolo L'Interfaccia Hardware RAI-Radiosoftware (1987) Nel 1987, il Centro Ricerche RAI di Torino sviluppò un'interfaccia avanzata documentata nei rapporti CCIR come sistema RAI-Radiosoftware. L'innovazione principale consisteva nella trasmissione diretta a 4800 bit/s utilizzando modulazione bifase organizzata in pacchetti, consentendo la connessione alla porta seriale RS-232 del computer senza intermediazione di cassette. L'interfaccia era progettata per l'indipendenza dal sistema operativo, con software di gestione adattabile per MS-DOS, CP/M e potenziali estensioni future a Macintosh. Per i computer Olivetti M24 e M28 era disponibile una versione con scheda interna. Il Centro Ricerche sviluppò inoltre software di gestione, cassette di test e manuali, considerando una commercializzazione iniziale a circa 90.000 lire. Questa evoluzione tecnica rappresentò un significativo avanzamento in termini di velocità, affidabilità e usabilità, pur mantenendo in parallelo il metodo audio-cassetta per garantire l'accesso universale. Contenuto dell’articolo Tipologie di Software Trasmesso Il catalogo di software distribuito attraverso Radiosoftware rifletteva un'ampia gamma di applicazioni: utilità pratiche (database tematici su moda, musica, itinerari, diete personalizzate), strumenti educativi (programmi didattici per scuole medie, superiori e conservatori), software ludico (giochi come il pentathlon olimpico per Commodore 64), dimostrazioni grafiche e strumenti creativi (basi per composizione musicale, fumetti digitali). Particolarmente significativa fu l'introduzione, dalla terza stagione, di software didattico sviluppato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, progettato specificamente per l'utilizzo scolastico in diverse discipline, non limitato all'informatica. Contenuto dell’articolo Partecipazione Comunitaria: La Sezione ORSA L'Osservatorio Radiofonico del Software Autoprodotto (ORSA), riproposto nella terza stagione dal febbraio 1986, costituì uno spazio dedicato alla trasmissione di programmi creati dagli ascoltatori. Questa rubrica trasformò Radiosoftware in una piattaforma bidirezionale, anticipando logiche collaborative che caratterizzeranno decenni dopo le comunità open source e le culture partecipative digitali. La sezione "posta degli ascoltatori" in "Hard & soft news" facilitava inoltre un dialogo continuo con il pubblico, integrando feedback, domande e suggerimenti nella programmazione. Questionari distribuiti alla fine dei cicli e indagini condotte da riviste specializzate come Sperimentare con l'elettronica e il computer fornivano ulteriori meccanismi di valutazione e orientamento editoriale. Contenuto dell’articolo Collaborazioni Istituzionali e Esperimenti Scolastici Nel 1987, Radiosoftware collaborò con l'ITIS Enrico Fermi di Roma per produrre una serie di trasmissioni dedicate allo sviluppo e all'applicazione di software didattico in contesti scolastici. L'iniziativa coinvolse centri di ricezione sperimentali in 60 scuole italiane, dove studenti e insegnanti utilizzavano le interfacce specializzate sviluppate dal Centro Ricerche RAI per catturare e caricare direttamente il software trasmesso. Questi esperimenti posizionarono Radiosoftware come strumento operativo di innovazione pedagogica, estendendo il suo impatto oltre l'utenza hobbistica verso l'integrazione formale nel sistema educativo nazionale. Contenuto dell’articolo Confronto con Esperienze Europee Sebbene Radiosoftware rappresenti la prima iniziativa nazionale italiana, non fu il primo esperimento europeo di trasmissione radiofonica di software. Nei Paesi Bassi, il programma Hobbyscoop dell'emittente pubblica NOS iniziò a trasmettere programmi informatici via radio intorno al 1979-1980, sviluppando successivamente lo standard Basicode (dal 1982). Questo formato standardizzato utilizzava un sottoinsieme ristretto di comandi BASIC e routine di traduzione specifiche per piattaforma, garantendo portabilità attraverso architetture eterogenee mediante modulazione FSK a 1200 bps. Contenuto dell’articolo Nel Regno Unito, The Chip Shop di BBC Radio 4, condotto da Barry Norman e lanciato nel 1984, includeva un servizio "takeaway" che trasmetteva programmi Basicode in orario notturno su VHF. Contenuto dell’articolo Differenziazione Tecnica e Culturale Diversamente dagli approcci basati su Basicode, che privilegiavano la portabilità a livello di linguaggio interpretato, Radiosoftware trasmetteva file eseguibili specifici per piattaforma, spesso in codice macchina, codificati come toni audio analoghi ai segnali di caricamento da cassetta. Questa scelta rifletteva priorità differenti: massimizzare le prestazioni e le capacità specifiche di ciascuna architettura piuttosto che garantire compatibilità universale attraverso un linguaggio standardizzato. L'introduzione successiva dell'interfaccia a 4800 bit/s con connessione RS-232 rappresentò un'ulteriore differenziazione, bypassando completamente la registrazione su cassetta. Queste specificità tecniche testimoniano un percorso di sviluppo autonomo, orientato alle caratteristiche del mercato e dell'ecosistema informatico italiano. Contenuto dell’articolo Transizione verso il Telesoftware Tra il 1988 e il 1989, Radiosoftware fu progressivamente affiancato e superato dal telesoftware trasmesso attraverso Televideo, il sistema teletext di RAI. Definito tecnicamente dal Centro Ricerche RAI in collaborazione con Olivetti, il sistema divenne operativo nel 1989 dopo esperimenti scolastici coordinati con il Ministero della Pubblica Istruzione e Seleco nel 1988. Il telesoftware rappresentava un'evoluzione naturale che spostava la distribuzione dalla radio alla televisione, offrendo vantaggi in termini di capacità di banda e infrastruttura di ricezione già diffusa. Questa transizione rifletteva tendenze più ampie nella convergenza mediale e nell'evoluzione delle tecnologie di broadcasting digitale. Contenuto dell’articolo Obsolescenza e Ascesa di Internet L'emergere di Internet negli anni Novanta rese obsoleti sia i metodi di distribuzione software basati su radio che quelli basati su teletext. Le reti digitali bidirezionali offrivano velocità, scalabilità e interattività incomparabili, trasformando radicalmente i paradigmi di accesso e distribuzione del software. Tuttavia, l'eredità concettuale di Radiosoftware persiste: l'idea di distribuzione massiva di contenuti digitali eseguibili attraverso canali di broadcasting anticipò logiche che riemergono nelle moderne distribuzioni over-the-air di firmware e aggiornamenti software per dispositivi mobili e IoT. Contenuto dell’articolo L'Ecosistema della Divulgazione Informatica Radiofonica Italiana 📻 TIMELINE COMPLETA Dalla nascita della divulgazione informatica in radio all'ecosistema digitale contemporaneo 🟦 1983 — L'ORIGINE Radiosoftware – Radio Popolare (1983) Il primo programma italiano interamente dedicato all'informatica, ai linguaggi di programmazione e ai personal computer. Capostipite assoluto della tradizione italiana di divulgazione tecnologica radiofonica. 🟦 ANNI '80 — I PRIMI EREDI 1984–1989 — Bit, Byte & Musica – Radio Popolare Tecnologia, elettronica, prime reti, cultura hacker. Prosegue lo spirito pionieristico di Radiosoftware, esplorando le dimensioni controculturali e comunitarie dell'informatica nascente. 11987–1990 — Decoder / Cyberpunk – Radio Popolare Prime discussioni sistematiche su BBS, crittografia, telematica alternativa, anticipando tematiche che diventeranno centrali nell'era Internet. 🟩 ANNI '90 — L'ERA INTERNET 1993 — Golem – Radio3 Riflessione critica su media e tecnologie digitali, inserendo la trasformazione tecnologica in un quadro culturale e filosofico più ampio. 1994 — Eta Beta – Radio1 Innovazione, società dell'informazione, trasformazione digitale. Divulgazione tecnologica per un pubblico generalista in fase di prima alfabetizzazione digitale. 1995 — Internetworkcity – Radio Deejay Condotto da Claudio Cecchetto e Marco Camisani Calzolari, rappresenta il primo programma pop-commerciale dedicato a Internet, introducendo email, siti web, chat e cultura cyber al grande pubblico con linguaggio accessibile e approccio divulgativo massificato. 1996–1999 — Mediamente (versione radiofonica) – RAI Divulgazione su Internet, reti, cultura digitale, con particolare attenzione alle implicazioni sociali e cognitive delle tecnologie emergenti. 1997–2000 — Cybernet / Tecnologie e Libertà – Radio Sherwood Software libero, diritti digitali, reti civiche. Prosecuzione della tradizione critica e comunitaria inaugurata da Radio Popolare, con focus su dimensioni politiche e libertarie della tecnologia. Questa timeline evidenzia come Radiosoftware non rappresenti un fenomeno isolato, ma il punto di origine di una tradizione continuativa che ha attraversato oltre quattro decenni. Dai linguaggi di programmazione e dalla trasmissione di software via etere degli anni Ottanta, attraverso le esplorazioni delle BBS e della telematica alternativa, fino all'alfabetizzazione di massa su Internet negli anni Novanta e alle riflessioni critiche su software libero e diritti digitali, si delinea un filo conduttore che testimonia il ruolo del mezzo radiofonico come spazio privilegiato per la mediazione culturale delle tecnologie emergenti. Contenuto dell’articolo Riconoscimento Contemporaneo e Preservazione Archivistica In anni recenti, Radiosoftware ha acquisito rinnovata attenzione come iniziativa pioneristica nella storia dell'informatica italiana. Nel 2024, contributi di studiosi come Andrea Fortuna hanno descritto il programma come capitolo affascinante nella diffusione del personal computing in Italia, sottolineando il suo approccio innovativo alla distribuzione di software eseguibile nell'era pre-Internet. La RAI ha preservato selezioni dalla fase iniziale del programma attraverso piattaforme digitali come RaiPlay Sound, dove una playlist dedicata nella serie "Via Asiago 10" include diversi episodi pilota del 1984, originariamente trasmessi su Rai Radio 3. Sforzi di preservazione da parte di appassionati hanno ulteriormente contribuito a mantenere accessibili porzioni dell'eredità del programma, con registrazioni audio parziali e interviste agli ascoltatori disponibili su siti dedicati. Radiosoftware costituisce un caso di studio significativo per molteplici prospettive disciplinari. Dal punto di vista della storia dei media, rappresenta un'innovazione nell'utilizzo del mezzo radiofonico, estendendo le sue funzionalità oltre la trasmissione di contenuti audio verso la distribuzione di codice eseguibile. Nella storia dell'informatica, testimonia strategie di democratizzazione dell'accesso al software in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e infrastrutture. Dal punto di vista pedagogico, anticipa modelli di apprendimento distribuito e comunitario che riemergono nelle moderne piattaforme educative online. La dimensione partecipativa incarnata dalla sezione ORSA prefigura dinamiche collaborative che caratterizzeranno le culture open source. La sua posizione come capostipite di un ecosistema mediale continuativo dedicato alla divulgazione tecnologica—da Radio Popolare attraverso le emittenti pubbliche nazionali fino alle esperienze degli anni Novanta—sottolinea il ruolo del broadcasting radiofonico come infrastruttura culturale essenziale nei processi di alfabetizzazione digitale nazionale. In un'epoca in cui la distribuzione over-the-air di aggiornamenti software è divenuta pratica ordinaria per miliardi di dispositivi connessi, Radiosoftware emerge non come curiosità antiquaria, ma come antecedente concettuale che illumina genealogie tecnologiche spesso trascurate. La sua riscoperta e preservazione archivistica costituiscono operazioni essenziali per una comprensione completa delle radici della cultura digitale italiana.

"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia

The use of AI-based writing assistants, such as GPT and Gemini, homogenizes writing styles, reducing linguistic uniqueness and raising concerns about their influence on mental health, employment, and cultural diversity, as revealed by a study from the University of Southern California that analyzed over 880,000 texts. (translated)

Uso da IA na escrita reduz a singularidade linguística
ANSA.it Aug 18

Since the beginning of 2026, the term femicide has been the most searched word on the Treccani portal, followed by neologisms such as maranza and fake news, reflecting linguistic and social evolution in response to contemporary issues. (translated)

Femminicidio è la parola più consultata sul portale Treccani
Sofy La Topa Aug 12

Vannacci propone, per ottenere la cittadinanza, conoscenza linguistica livello C1, un gradino sotto la padronanza del madrelingua colto, quando il 35% degli italiani non raggiunge A2 (comprensione di testi semplici e brevi). È lui a volerci sostituire con cervelloni istruiti. #Cittadinanza #Lingua #Educazione

Linguists and scientists have discovered an unpublished text. It was carbonized by Vesuvius. They did not expect to find it. (translated)

The article discusses how the Catalan government, under the leadership of Salvador Illa, provides subsidies for language commissioners who monitor the use of Catalan in shops and children's activities, raising concerns about freedom of linguistic expression in the region, especially in the context of opposition to the Constitutional Court's decisions regarding language preference in private commerce. (translated)

Illa subvenciona los 'comisarios lingüísticos' que controlan el uso del catalán en comercios y ocio infantil
E
EL MUNDO Jul 29

The article analyzes the collapse of the nationalist educational model in Catalonia, designed by Pujol, highlighting its inadequacy in the face of the new social and cultural reality, where linguistic immersion and indoctrination have led to a notable academic decline, reflected in the alarming dropout rates and the disconnection with the diverse realities of current students. (translated)

El colapso de la escuela nacionalista en Cataluña
Observador Jul 29

The article by Manuel Peres Alonso explores the importance of Galicia in understanding Portuguese identity, highlighting the historical, cultural, and linguistic connections between the two regions, as well as the contemporary challenges that shape their interactions, especially with linguistic reintegration and industrial conflicts in the context of the growing economic and energy integration between Portugal and Galicia. (translated)

Sem compreender a Galiza, não é possível compreender-nos
eldiario.es Jul 15

La adaptación de 'La Odisea' de Christopher Nolan ha generado polémica debido a la controversia en torno a la traducción de Emily Wilson, que ha sido criticada por su enfoque contemporáneo y feminista, pero también elogiada por su precisión lingüística y su capacidad de hacer accesible el poema épico de Homero. #LaOdisea #ChristopherNolan #TraducciónEmilyWilson

Las claves de la traducción de 'La Odisea' que citó Nolan y que ha avivado la polémica hacia su película
ANSA.it Jul 14

Robert De Niro ha presentato a Roma la versione restaurata di Novecento di Bernardo Bertolucci, celebrando il cinquantesimo anniversario del film in un evento animato da tifo e ricordi misti, nonostante le sue difficoltà sul set e la confusione linguistica. #RobertDeNiro #Novecento #Bertolucci

Per Robert De Niro a Roma tra tifo da stadio e tanti 'non ricordo'
E
EL MUNDO Jul 13

El Tribunal Supremo ha anulado la exclusión del castellano en los rótulos de las escuelas e institutos públicos de Cataluña, al considerar que esta medida contraviene la cooficialidad lingüística y afecta negativamente la enseñanza al restringir el uso del idioma en un espacio educativo que no puede ser considerado ajeno al proceso educativo. #Castellano #Cataluña #Educación

El Supremo da un revés a la Generalitat y anula la exclusión del castellano en los rótulos de las escuelas e institutos públicos de Cataluña

La OCDE ha presentado un informe detallado sobre la educación en Cataluña, indicando la necesidad de mejorar la formación del profesorado y la evaluación del sistema, a la vez que destaca que los desafíos estructurales, como la diversidad lingüística y las desigualdades socioeconómicas, son factores clave que han contribuido al retroceso en los resultados educativos de la región. #EducaciónCataluña #OCDE #ResultadosPISA

La OCDE enmienda la política educativa en Cataluña: faltan profesores mejor formados y cambiar la evaluación

Es admirable la inmersión lingüística y cultural de nuestro hermano Oli para el poco tiempo que estuvo en España. #InmersiónLingüística #Cultura #España

L'articolo di Virginia Della Sala narra la difficile situazione di 60 studenti palestinesi bloccati a Gaza, costretti a rimanere sotto bombardamenti mentre le nuove procedure per le borse di studio italiane richiedono una certificazione linguistica che appare impossibile da ottenere nelle attuali circostanze, evidenziando la contraddizione di requisiti retroattivi imposti su studenti già selezionati per proseguire i loro studi in Italia. #Gaza #BorseDiStudio #LinguaItaliano

“Gaza, la beffa borse di studio per l’Italia: noi costretti a restare sotto le bombe bloccati dall’esame di lingua”

Il senatore Borghi ci è o ci fa? A stupire non è tanto la sua ossessione per la parola "pity" o per le traduzioni letterali, quanto il suo strabismo selettivo. Mi rifiuto di credere che nel 2026 si possa essere così rincitrulliti da pensare davvero che quella questione linguistica sia stata l'elemento decisivo dell'intera vicenda. Facciamo pure finta, per un momento, che il senatore abbia ragione: chiunque dotato di buon senso arriverebbe comunque alla conclusione che quel "fare pena" era del tutto marginale rispetto al contesto delle dichiarazioni precedenti e successive. Invece Borghi non molla. Come se, senza quella traduzione, il mondo si sarebbe voltato dall'altra parte, Meloni non se ne sarebbe curata e magari avrebbe persino ringraziato Trump. Che il presidente americano abbia detto "mi implorava per una foto" non conta. Che abbia rincarato la dose sostenendo che volesse riavvicinarsi a lui per recuperare popolarità nemmeno. Non è rilevante neppure che il corrispondente cercasse di chiedere dell'Ucraina e di Hezbollah, mentre Trump continuava a riportare la discussione su Meloni. No, per il senatore si regge tutto sulla scintilla del "feel sorry for". Una scintilla talmente determinante che la stessa Meloni, nel video pubblicato in risposta, non l'ha neppure presa in considerazione, concentrandosi, giustamente, sull'elemento dell'implorazione. Qualcuno sarà mai in grado di convincere il senatore che sarebbe andato tutto esattamente come è andato, che il caso sarebbe scoppiato comunque nelle stesse dimensioni, e che la sua trama onirica alberga, per fortuna, solo nella sua mente? Temo di no, Borghi non si dà pace. Senza il complotto ordito da La7, secondo lui, il caso non sarebbe mai esploso. La stampa internazionale avrebbe fatto spallucce e nessuno avrebbe battuto ciglio. È un mondo meraviglioso, quello fatato del senatore. Non svegliatelo. #politica #comunicazione #mediamisrepresentation

The defenders of Spanish in classrooms celebrate the European Court's dismissal of language immersion. (translated)

Davide Scifo Jun 20

Senza l’audio originale, quella che La7 ha presentato come “telefonata Trump” è solo un’interpretazione soggettiva, non un fatto. Nel parlato inglese inflessione, sarcasmo e contesto decidono tutto: «I felt sorry for her» può essere ironia, battuta da macho o semplice esagerazione. Senza la voce di Trump è aria fritta. L’inglese è linguisticamente più povero dell’italiano e vive quasi interamente di contesto («I love you» copre sia «ti voglio bene» che «ti amo»). Tradurre Trump senza audio non è giornalismo: è narrazione. #Trump #Meloni #la7 #Trump #giornalismo #linguistica

Diego Fusaro Jun 20

President Xi Jinping has a degree in chemistry and two doctorates, one in political science and one in law. Giorgia Meloni has a linguistic diploma. What was the story that socialism is not meritocratic and liberalism is? (translated)

E come previsto non esiste nulla in questo testo per fastidioso che possa essere che implichi il significato sprezzante che in Italiano rende il "Mi ha fatto PENA". E manca del tutto il contesto che solo il tono può dare. Si è giocato con il fuoco e ne pagheremo le conseguenze. #linguistica #comunicazione #cultura