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#Travaglio

Ci risiamo. Il Fatto ha riportato a modo suo la notizia del drone ucraino caduto sulla spiaggia, omettendo il piccolo dettaglio dei colpi di contraerea chiaramente udibili nel filmato e dei sistemi di guerra elettonica presenti sul promontorio accanto alla spiaggia. La versione by Travaglio è "l’antiaerea russa era già entrata in azione per tentare di fermare il drone che è invece riuscito a raggiungere la spiaggia di Arkhipo-Osipovka", dando ad intendere che fosse quella la destinazione del drone. Forse non molti ricordano che nel giugno del 2024 sempre il Fatto denunciò un attacco ucraino con missili ATACMS sulla Crimea che causò 5 morti ed anche in quel caso - per mera sbadataggine, suppongo - il giornale si dimenticò di scrivere il che il missile era stato in realtà intercettato in aria dalla contraerea e fatto esplodere e che i bagnanti deceduti erano stati di conseguenza colpiti dai frammenti. A sottolineare il macroscopico livello di disinformazione ci pensò l'Ambasciata Russa in Sud Africa, che con un post su Facebook lodò pubblicamente il Fatto per essere stato L'UNICO GIORNALE ad aver parlato di attacco ucraino-americano, cioè per aver pubblicato il falso. Vista l'insistenza, mi pare chiaro che al Fatto, ad essere unici in certe cose ci tengano molto. #Disinformazione #ConflittoUcraino #MediaCritica

Geopolitica pedatoria Di Marco Travaglio Neppure il più fine umorista avrebbe potuto immaginare un Paese che caccia l’allenatore della Nazionale fresco di nomina Andrea Pirlo perché è testimonial della società privata russa di scommesse sportive Fonbet, dunque “putiniano”, e l’indomani lo sostituisce con Roberto Mancini, che ha allenato non solo la Nazionale dell’Arabia Saudita, orgoglio e vanto dello squartatore di giornalisti e recordman di condanne a morte Bin Salman, ma pure la squadra del cuore di Putin, lo Zenit San Pietroburgo, che ha come proprietario e sponsor Gazprom, il colosso energetico di Stato russo. Naturalmente a noi non frega una beneamata ceppa di ciò che pensano Pirlo e Mancini della Russia o dell’Arabia Saudita, ma pure del Madagascar o del Myanmar. Ci accontenteremmo che facessero un po’ meno peggio di chi è riuscito a farci sbattere fuori dagli ultimi tre mondiali: Gattuso, Ventura e lo stesso Mancini, che nel 2022 perse i play off financo con la Macedonia del Nord, per poi fuggire a Riad per 25 milioni di motivi (in petrodollari). Ma siccome gli acchiappa-putiniani che chiedono il permesso a Zelensky pure per andare alla toilette cantano vittoria per aver sgominato il filorusso Pirlo e altri noti complici dell’invasione in Ucraina come Maldini e Leonardo, siamo curiosi di sapere perché non dicono nulla sul putiniano e binsalmaniano Mancini. A meno che, si capisce, non confessino una buona volta che la loro allergia per le autocrazie e le guerre di aggressione è selettiva: riguarda solo la Russia e ogni tanto la Cina, mentre non vale per chi fa cose molto peggiori, ma dalla nostra parte: tipo Israele, Usa, Arabia Saudita, Turchia e altri paradisi terrestri. Potrebbero salvarsi in corner eccependo sull’immoralità di sostenere società di scommesse, ma anche lì li vediamo male: la russa Fonbet fa esattamente le stesse cose delle italiane Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci &C., che incoraggiano la ludopatia sfruttando la disperazione della gente, ma tengono in piedi le casse dello Stato (e in passato pure di tv e giornali con pubblicità milionarie). L’altro giorno faccia di Merlo, su Rep, se l’è presa col putiniano Pirlo rammentando che “nel 2018 con il ‘decreto Dignità’ l’talia ha vietato la pubblicità del gioco d’azzardo”. Ma s’è scordato chi lo varò: il governo gialloverde Conte1 su proposta dei 5Stelle, che lui definiva “eversivi” e “pericolosi per la democrazia”. L’idea di valutare Pirlo e Mancini in base alle loro capacità o incapacità non ha sfiorato nessuno. Altrimenti poi vai a spiegare perché il russo Gergiev, uno dei migliori direttori d’orchestra del mondo, non può esibirsi in Italia e il presunto filorusso Buttafuoco l’hanno cacciato da Radio Rai, mentre la fidanzata di Piantedosi è ancora lì. #Geopolitica #Sport #Russia

Marco Travaglio sta già mettendo le mani avanti rispetto alla futura invasione russa dell'Europa, scrivendo che l'Europa è "una minaccia da cui difendersi anche attaccando per primi". È completamente impazzito. Far passare certi concetti è pericolosissimo. Follia pura. https://t.co/K4ujjq3SBe #Europa #Russia #Follia

Immagini dal secondo esercito più forte… in Ucraina. Quello che, dice Travaglio, ha già vinto 4 anni fa. https://t.co/bijI4VEI2O #Ucraina #Militari #Guerra

Il campo Lavrov continua a dare prova di deferenza al verbo putiniano. Oggi Travaglio (Slurp!) difende Conte, secondo il quale la Nato sarebbe convinta del fatto che la Russia non rappresenti una minaccia né per Ue né per Nato. Seguono diapositive. Campo Lavrov o campo clown? https://t.co/FvnSOUAbxw #Russia #NATO #politica

Conte. Caracciolo. Travaglio. Salvini. Bettini. Vannacci.   Poi Rizzo, Orsini, Basile, Fusaro, Di Battista, Santoro, Borghi, Lucidi.   La pattuglia dei personaggi pubblici apertamente filorussi è ampia e assortita. Giornalisti, politici, opinionisti di credibilità variabile. Sfigati e mediocri di ogni risma.   C’è chi lo fa per un odio atavico contro gli USA, chi per nostalgia dell’URSS. Chi di sicuro per denaro. Chi per puro calcolo politico.   Una cosa però li accomuna tutti. Nessuno di loro riesce a dire una frase semplice: la Russia ha aggredito, la Russia bombarda città, la Russia ammazza civili. C’è sempre un però, un contesto, una provocazione della NATO. Il però è il loro mestiere. #politica #Russia #opinionisti

Leggo l’editoriale di Caracciolo su Limes e cosa ci trovo? Che Mosca non è una minaccia e che raccontare che la Russia voglia invadere l’Europa è utile solo a giustificare il riarmo. Cioè esattamente quello che qualche giorno fa ha detto Conte, scritto Travaglio e ripetuto Bettini. È interessante vedere quanto spesso attorno ad argomentazioni filorusse si verifichi questo straordinario coordinamento (mesi fa se ne parlò, ad esempio, per la famigerata “minaccia baltica”) e come nel gruppo di megafoni che rilanciano certe teorie Limes e Caracciolo non manchino praticamente mai. #Russia #Geopolitica #Storia

Che la sinistra sarebbe morta a Kyiv lo diciamo da quando il PD ha deciso di allearsi con i 5 Stelle. Ma si può morire anche con un briciolo di dignità. Certo, non è una cosa che ci si può aspettare dal Campo Lavrov di Travaglio e Bettini. https://t.co/z40cjZFLbH #politica #Italia #Kyiv

Quando spari una balla in stile Travaglio, il minimo che devi aspettarti è che te ne vengano smentite due. Al meeting campolarghesco di Napoli @GiuseppeConteIT ha applicato la classica tecnica manipolatoria del Direttore del Fatto, che consiste nel prendere delle dichiarazioni, riportandone solo singole porzioni, per attribuire ai personaggi citati concetti opposti a quelli reali. Stanno costruendo un pericolo russo che in realtà non esiste per giustificare un riarmo che è quindi inutile, ha detto sostanzialmente Conte, riferendosi esplicitamente alle parole del generale americano Alexus G. Grynkewich, il più alto in grado del comando NATO in Europa, che a suo parere avrebbe dichiarato al Financial Times “che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa”. Peccato che, come confermato al @ilfoglio_it, per il comando dell’Alleanza Atlantica la Russia sia una minaccia, eccome. Semplicemente secondo Washington non è alla ricerca di uno scontro diretto grazie alla deterrenza, cioè proprio a quelle spese militari che il leader del M5S ha concluso invece essere non necessarie. Ma veramente qualcuno pensa di allearsi con questo venditore di pentole tarocche per battere Meloni? #politica #NATO #manipolazione

Travaglio non ha querelato la procura generale di Milano per il caso Minetti, come risulta al Foglio. Il 4 giugno il direttore del Fatto minacciò di querelare la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, se non avesse chiesto scusa per aver smentito il romanzo messo in piedi dal quotidiano sulle presunte irregolarità nella procedura di grazia concessa a Nicole Minetti. Da quello sfogo è trascorso più di un mese ma nessuna querela è mai stata presentata. La sera leoni, la mattina… Travaglio. Tutti i dettagli sul Foglio ⬇️ #Giustizia #Politica #Media

1/4 Nel video Travaglio sostiene che i battaglioni Azov e Dnipro fossero i cecchini che sparavano in Piazza Maidan nel febbraio 2014 per incolpare Janukovyč. C'è però un enorme problema cronologico: quei battaglioni sono nati a MAGGIO 2014, mesi dopo la fine di Maidan. https://t.co/SDsgGUGahq #Ucraina #Storia #Politica

Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record. Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata. Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto. Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più. Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi. Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»). Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata. #disinformazione #giornalismo #propaganda

Questa mattina sono stati estratti dalle macerie altri 3 cadaveri. Con loro il numero di vittime dell’attacco a Kyiv è salito a 30, ma si scava ancora, perché all’appello mancano diverse persone, inclusa una bambina di 15 anni. In ospedale attualmente ci sono decine di feriti, tra i quali ci sono sei operatori sanitari e quattro bambini. Uno di 10 anni, salvato ieri, ha perso entrambi i genitori ed è attualmente assistito dal nonno in ospedale. Sono stati colpiti edifici privati, strutture sanitarie, ristoranti, hotel, magazzini di vino, negozi di tecnologia, depositi postali, che si sommano agli attacchi al patrimonio artistico e culturale sfregiati negli ultimi giorni. Eppure gran parte della nostra politica tace, nessuna indignazione, nessuna flotilla. Solo melmosi editoriali di Travaglio che legittimano chi chiede di ridurre anziché potenziare le difese dell’Ucraina ed orde di disadattati educati all’odio, che sui social esultano nel vedere un criminale oppressore che semina morte in un paese sovrano. È questo che siamo diventati? #Kyiv #Ucraina #Guerra

Il decadimento morale del PD è tutto nell’intervento del senatore @ale_alfieri. Alfieri è troppo intelligente per non sapere che la parte che ha scelto di interpretare, il pacifista che accetta come base di partenza la propaganda russa della “avanzata inesorabile”, è il tradimento dei valori della resistenza partigiana. Non solo, Alfieri è troppo intelligente per non conoscere la realtà delle ultime settimane: la Russia in tremenda difficoltà, con soldati che muoiono come mosche, con un’industria degli idrocarburi parzialmente distrutta, con la Crimea isolata. Questo PD ha scelto di fare quello che chiede all’Ucraina: ha ceduto una parte del proprio territorio e dei propri valori all’agenda di Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Chiara Appendino, Marco Travaglio, Alessandro Di Battista. #PD #politica #Ucraina

Marco Travaglio ha una soluzione facile facile per stroncare l’evasione fiscale: aumentare le imposte a chi dichiara i redditi, magari introducendo un’Ires progressiva per colpire le grandi imprese che notoriamente sono quelle che evadono meno. https://t.co/ulDjSeXeAK #Fisco #Imposte #Giustizia fiscale

Marco Travaglio, durante un episodio di Otto e mezzo su La7, ha avvertito che la guerra tra Russia e Ucraina rappresenta il pericolo più grave di un conflitto mondiale, sottolineando che gli Stati Uniti hanno ritirato il loro supporto all'Ucraina, lasciando l'Europa a gestire la situazione sempre più precaria, aggravata dall'aumento delle tensioni tra Kiev e Varsavia. #GuerraUcraina #Russia #Travaglio

Travaglio a La7: “Gli Usa hanno mollato l’Ucraina, ora la guerra con la Russia rischia di diventare mondiale. È il pericolo più grande”

Un fatto che occorre ricordare spesso: Marco Travaglio è stato condannato ben 14 volte per diffamazione, e in nessun paese normale, a un personaggio così sputtanato, verrebbe concesso di continuare a fare il giornalista. #giornalismo #libertàdiStampa #informazione

Lunacharsky Jun 21

"Posso bestemmiare?" I prezzi della benzina nella Superpower si avvicinano pericolosamente a quelli italiani. Cade anche l'ultimo alibi della propaganda russa. Restano solo le mozzarelle di Di Battista. E le analisi di Travaglio. Incommestibili entrambe. https://t.co/0HVGSdxeoz #benzina #prezzi #propaganda

Cari 5cosi, sorvolo sullo squallore di voi trumpiani d’accatto, che criticate e lodate questo pagliaccio alla bisogna. Piuttosto, chiedo, sono giorni che pubblicate post contro @GiorgiaMeloni, peraltro utilizzando foto che fanno dubitare che siate mai usciti dalla fase adolescenziale. Lei, in realtà, neanche vi fila, tanto che @GiuseppeConteIT si è dovuto persino inventare un videomontaggio per fingere che fosse in aula mentre lui parlava. Siete sicuri che sia lei quella ossessionata dal prestanome di Travaglio che si spaccia per vostro leader? Siete la peggiore sciagura dell’era repubblicana #Politica #Italia #Trump

Leggo che Travaglio avrebbe definito chi parla di #Garlasco dei "vermi". Ora, non ho ben capito dove lo avrebbe detto o scritto, ma spero non sia vero, perché se sulle affermazioni della sua blogger si può tranquillamente sorvolare, diverso sarebbe il suo caso. E lo dico da persona che ha sempre nutrito ammirazione nei suoi confronti. Spero non sia stata mal riposta. Per quanto riguarda i social, due righe per chiarire cosa ne penso: il problema non sono i social, ma chi ne fa un uso sconsiderato, tanto più se questo "qualcuno" ha un ruolo o un peso mediatico. Nessuna demonizzazione, quindi. Affermare che il social, nel caso Garlasco in particolare, sia il problema equivale a calciare la palla in tribuna. Non so se l'argomento sarà questo stasera a @QuartoGrado, in questo caso, sottolineerei di nuovo il concetto, a costo di sembrare ripetitivo. #Garlasco #socialmedia #Travaglio