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#Travaglio

In this February video, Travaglio says that Georgescu - now stopped for criminal association and fraud - was taken out of the elections because of his position on Ukraine and that he was arrested only because weapons were found at his bodyguard's house. A real conspiracy, therefore, because after all "at the house of all bodyguards, at least one weapon can be found." According to the report released by the police, in February 2025, Horațiu Potra had seized: ▫️21 lethal pistols, mostly 9×19 mm caliber; ▫️7 automatic weapons (submachine guns or automatic rifles) calibers 7.62 and 7.65 mm; ▫️51 military grenades, offensive or defensive; ▫️44 rounds for launchers; ▫️2 grenade launchers; ▫️over 40 magazines for lethal weapons of different calibers; ▫️over 20 packages/bags of ammunition; ▫️6 weapon components, 4 explosive materials, one detonating fuse, and one rifle scope/sight. There were also 25 kg of gold in bars, 3.3 million euros in cash, 700,000 Romanian Lei, 43,000 euros, 13,000 Dirhams, and 21,000 Serbian Dinars in the house. All this happened a year before this intervention at the Festival of Knowledge in Sernaglia della Battaglia. Therefore, Travaglio, who downplays this, again lies to fuel the idea that there are conspiracies orchestrated by European elites to take away citizens' right to choose who represents them, instead of admitting that there are criminal gangs on the payroll of Moscow working throughout the West to interfere with our democratic processes. Is it time to ask why he systematically continues to mystify and manipulate reality just to deny Russian crimes and undermine the West? I have stopped believing that it is only cynicism and irresponsibility. (translated)

Se @GiuseppeConteIT voleva un mandato forte dalla base, NON lo ha avuto. Su quasi 107.000 iscritti, cioè di gente che si è teoricamente “tesserata” proprio per dire la sua, solo 45.340 hanno risposto ad almeno un quesito, il 42,4%. Meno di due anni fa il primo voto sullo statuto coinvolse 54.452 iscritti su 88.933 (61,2%) e la ripetizione del voto di dicembre circa 58.000, sfiorando il 65%. Il dato interessante è poi che il quesito identitario su riarmo ed aiuti all’Ucraina, quello sul quale si è concentrata la maggior parte della campagna del duo Conte-Travaglio, è stato uno di quelli che ha convinto meno gli iscritti. Il blocco nel quale era incluso ha raggiunto un’affluenza di quasi 5.000 voti in meno rispetto alla parte riguardante ambiente, energia ed educazione digitale. All’interno del blocco, poi, pur in un contesto plebiscitario - è andato a votare chi sostiene attivamente le politiche del M5S -, il no all’aumento delle spese militari e lo stop agli aiuti a Kyiv hanno ottenuto rispettivamente il 91,8 ed il 91,7% di consensi, decisamente non all’altezza delle aspettative, visto che gli altri quesiti dello stesso blocco sono stati approvati in media dal 96,4% dei votanti. Peggio hanno fatto solo il voto ai sedicenni, la depenalizzazione della coltivazione di cannabis e l’adozione da parte delle coppie omogenitoriali. Alla fine insomma solo un iscritto su tre appoggia la linea di genuflessione verso l’imperialismo russo, questo nonostante la martellante ed ossessiva insistenza con cui se ne è parlato e sebbene su quello Conte abbia preventivamente tracciato delle linee rosse con gli “alleati”, al punto di far sfilare sul palco di Nova un pezzo rilevante del putinismo e del pacifintismo italico e non solo. Trascinare un’intera coalizione e poi l’Italia su posizioni che non hanno convinto nemmeno i suoi, a questo punto, potrebbe essere per lui una strada un po’ in salita. #M5S #GiuseppeConte #PoliticaItaliana

Marco Travaglio declared in the program Accordi & Disaccordi that military support for Ukraine is incompatible with the Italian Constitution, emphasizing the importance of negotiating rather than sending offensive weapons. (translated)

Travaglio sul Nove: “Armi all’Ucraina incompatibili con la nostra Costituzione. Si arriverà al negoziato: perché ritardarlo?”

Marco Travaglio, during the program Accordi & Disaccordi, stated that military support for Ukraine goes against the Italian Constitution, emphasizing the need for negotiations instead of further shipments of weapons. (translated)

Travaglio sul Nove: “Armi all’Ucraina incompatibili con la nostra Costituzione. Si arriverà al negoziato: perché ritardarlo?”

"IL FATTO QUOTIDIANO INVENTA E MISTIFICA LA REALTA’ DEI FATTI. ORA BASTA.” Il Ministro alla Difesa, Guido Crosetto, smentisce il Fatto Quotidiano. "Il giornale “Il Fatto Quotidiano”, nella sua edizione di oggi, ha superato sé stesso nella definitiva mistificazione dei fatti. Il titolo «L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle» è falso, offensivo, ingannevole e gravissimo per la dignità del mio ufficio, il mio giuramento da Ministro, come per il Capo dello Stato, le Forze Armate, i cittadini. L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato «escluso» da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla. La presenza militare italiana in Arabia Saudita non è mai stata ‘segreta’. Sarebbe stato sufficiente consultare gli atti del Parlamento, dove più volte sono andato, come pure dove si sono recati anche il Capo di Stato Maggiore, il Comandante del Covi, il Ministro degli Esteri, i Sottosegretari alla Difesa, fornendo tutte le informazioni necessarie, e doverose, in merito a tale specifica missione. Ed io non ho «minimizzato» l’attacco al nostro Eurofighter: l’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale. L’ho fatto di notte come di giorno, seguendo in ogni momento tutti gli sviluppi dell’attacco e sincerandomi, sempre personalmente, delle condizioni dei nostri militari. Il Fatto sta solo fingendo di produrre un ‘caso’ che non esiste: mischia dati qua e là, missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure, li mescola e costruisce una storia politica che quei fatti non dimostrano. Infine, sulle navi nel Mar Rosso, una cosa è bene ricordarla: dottor Travaglio, Guido Crosetto non ha né possiede navi. Nemmeno un gommone. Le navi sono della Repubblica Italiana e della Marina Militare e operano nell’ambito di ASPIDES, una missione dell’Unione europea, con un mandato ben preciso sul quale ho scritto una lettera aperta e urgente all’Alto commissario Kallas, ieri uscita ovunque, ma che non vi siete neppure presi la briga di leggere. La Difesa non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro. È un’Istituzione dello Stato, che può muoversi solo dentro leggi, mandati, procedure e responsabilità precise, definite, che passano sempre e comunque dentro il Parlamento e che solo questi può autorizzare rispettando leggi e Costituzione. Si può criticare il Governo. Si può criticare il Ministro. È il sale della democrazia. Ma raccontare agli italiani che il Ministro e il Governo li hanno portati di nascosto in guerra, tenendo fuori Parlamento e Quirinale, senza dimostrarlo con un solo fatto, non è critica. È mistificazione politica. E questa volta non passerò oltre e non fingerò indifferenza per rispetto della Repubblica, della Costituzione e degli italiani". Così il Ministro @GuidoCrosetto #Politica #Italia #Informazione

Devo dire che vedere pezzi di sedicente sinistra andare in tilt per le frasi banalmente impeccabili pronunciate da @zdizoro a @OttoemezzoTW fa quasi sorridere. Che quella Ucraina sia Resistenza contro un regime fascista (che supporta ed è supportato da tutte le destre fasciste d’Europa) è fattuale. Che la nostra Resistenza fosse armata e che le armi le lanciassero gli americani lo sa chiunque abbia finito la quinta elementare. Oppure vogliamo appaltare a Conte e Travaglio anche la riscrittura dei libri di storia e magari, che ne so, cominciare a chiamare la Seconda Guerra Mondiale “Grande Guerra Patriottica”? #Politica #Storia #Ucraina

Che Travaglio sia un asset del cremlino è ovvio. Ma mistificare la realtà con lo stormo di uccelli, è roba da mandarlo a cercare un'altro lavoro a Mosca. E @OttoemezzoTW continua ad invitare questo millantatore ogni 3 per 2. #politica #informazione #Mosca

Il problema tutto italiano è che nessuno fa il lavoro suo. Perché uno storico medioevalista, dovrebbe parlare con competenza di geopolitica è un mistero che solo un esperto di cronaca giudiziaria come travaglio che parla egli stesso di geopolitica può spiegare bene, grazie alla manifesta incompetenza sull'argomento di entrambi. Sarebbe un paese fantastico se ognuno facesse il suo lavoro invece di andare in giro a smarchettare a destra ed a manca facendo figure di merda. Sarebbe. #Italia #Competenza #Lavoro

#Travaglio replica divinamente a #Bersani” “#Renzi in questo momento si traveste da responsabile unitario perché deve tornare in parlamento: noi stiamo vedendo il lato B, il giorno in cui inizia la nuova legislatura rivedremo il lato A” Altro che ravvedimento operoso https://t.co/RO9gpKZDiw #politica #Italia #Bersani

During the Festa del Fatto, historian Alessandro Barbero, in dialogue with Marco Travaglio, questioned the growing insistence on European rearmament, suggesting that it may reflect either a blindness of the ruling class or an attempt to use war as a distraction from the current economic and political crisis. (translated)

Barbero con Travaglio alla Festa del Fatto: “Riarmo? Si pensa alla guerra come strumento per distrarre e fare affari”

The Festa del Fatto Quotidiano was inaugurated with the proclamation that the future is not armed, it is taught, emphasizing the importance of school, culture, and dialogue as fundamental tools to counter wars, according to the words of Marco Travaglio and other prominent speakers. (translated)

“Il futuro non si arma, si insegna”: con questa battaglia si apre la Festa del Fatto. Travaglio: “Parlare di scuola, cultura e dialogo è l’unico antidoto al farsi la guerra”

Today Il Foglio offers a clear and disturbing analysis of how the Russian propaganda machine uses the words of journalist Marco Travaglio to build its own. (translated)

Suicidio perfetto Di Marco Travaglio Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni. I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto? #UE #politica #crisi

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

Grazie, Carletto Di Marco Travaglio Dobbiamo ringraziare Calenda. Non ridete, non è uno scherzo. Non essendo fra i politici più svegli, il liderino di Azione ha il pregio di dire pubblicamente ciò che quelli che contano si dicono in privato. L’altro giorno, con grave sprezzo del ridicolo, ha chiesto di “attivare la nostra proposta di ‘scudo democratico’” per “rafforzare i poteri di indagine dei servizi di sicurezza e la vigilanza social” sui “traditori al soldo di una potenza nemica”, che “non possono essere parte del normale gioco democratico”. Quindi “vanno isolati e perseguiti a norma di legge”. “In Italia e in Europa”: massì, abbondiamo. E chi sarebbero? “Afd, Fronte Nazionale, Futuro nazionale, Lega Salvini, M5S e il Fatto”: cioè i primi partiti in Germania e in Francia, tre partiti italiani e un quotidiano a caso, che sarebbero “alleati e propagandisti, in alcuni con comprovati legami finanziari, con un dittatore che porta attacchi diretti al cuore dell’Europa”. Ergo vanno spiati, processati e messi fuorilegge per salvare nientemeno che “la democrazia europea”. Come in Russia. Ma anche in Ucraina, dove Zelensky ha bandito gli 11 partiti di opposizione. Non male l’idea di salvare la democrazia abolendola. E non è neppure inedita: nel 2024 la Romania annullò il primo turno delle presidenziali perché aveva vinto il candidato sbagliato, il “sovranista” Georgescu, fermato con accuse ancora in attesa di riscontri. Chi si domanda perché, ogni due per tre, i governi europei lanciano allarmi sulla “guerra ibrida” di Putin a suon di droni, fake news e hackeraggi senza lo straccio di una prova (poi cambiano subito discorso perché nessuno si ricordi di chiederla), deve solo incrociarli con le date e i sondaggi delle elezioni nei Paesi Ue. In Spagna, Sánchez – che peraltro è il meno peggio – tracolla sotto il peso di scandali e migranti. E chi accusa per l’invasione di marocchini a Ceuta? I russi, coprendosi di ridicolo e facendosi smentire dalla sua polizia e persino dalla Ue. In Germania si vota in Sassonia-Anhalt e i sondaggi danno la Cdu di Merz ai minimi termini e l’Afd al 40%. E chi accusa il cancelliere per il drone esplosivo non esploso a Lipsia? I russi, senza prove e senza crederci neppure lui, visto che la furibonda reazione promessa si riduce alla chiusura del centro culturale Casa Russia: un petardo contro una bomba. In Italia Tajani vede i sondaggi calanti delle destre al governo e chi accusa? I russi che – testuale – “potrebbero cercare di influenzare i risultati delle nostre elezioni”. Non si sa quando si vota, con quale legge elettorale, con quali coalizioni, ma lui già sa che sarà tutto truccato da Putin. Uno psichiatra bravo parlerebbe di “proiezione”: il meccanismo primitivo che porta il paziente a scaricare sugli altri quello che vuol fare lui. #politica #democrazia #Europa

Oggi un Travaglio particolarmente allo sbando torna sul suo amore per me (e vari altri suoi amori non corrisposti) con un classico delle sue operine di disinformazione: quello che lui attribuisce a me non l'ho detto io, ma fonti britanniche al Telegraph, che ho riportato https://t.co/yLlwgvJUpi #disinformazione #media #politica

PUTIN FA COSE Di Marco Travaglio A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin. Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo? #Putin #Ucraina #Disinformazione

A Kharkiv parte del trasporto pubblico viene effettuato con bus donati dal Comune di Torino, città di D’Orsi, Barbero e Travaglio. La banalità del male che questi personaggi incarnano non è riuscita a far marcire l’umanità della quale siamo ancora capaci. Grazie Torino ❤️ https://t.co/LnY5N8X5Hd #Kharkiv #Torino #Solidarietà

Travaglio che cita Sachs è tanta roba. Menzogne algebriche. Cazzate al quadrato https://t.co/U2HCnRZDKP #politica #verità #satira

Putin dov'è? Più che una vignetta, un’autopsia morale del giornale di Travaglio. https://t.co/02QS5xHTHr #Putin #Travaglio #giornalismo