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#mondovisione

Ma come puoi solamente permetterti in mondovisione di annunciare una gravidanza prima che lo facciano i diretti interessati Ma che imbarazzo, ma pensa a festeggiare per l’aspetto motoristico, ma che roba indecente #gravidanza #mondovisione #imbarazzo

Dumas 3w

"Sfumato Palestra l'Inter punta forte su Ndoye, ai margini del progetto Nottingham Forest" La prestazione che dropperá stasera in mondovisione: https://t.co/jipq40crnV #Inter #Ndoye #NottinghamForest

Fallimenti   La nostra Gioggia ha puntato tutto il suo mandato da presidente del consiglio sulla politica estera. Prima e unica leader europea a presenziare all’insediamento di Trump, fin dal primo giorno si è autoproclamata pontiere tra l’Europa e gli Stati Uniti.   Ha ripetuto allo sfinimento che finalmente l’Italia contava qualcosa nel mondo, che il suo rapporto col presidente americano ci proiettava nel futuro.   Per coltivare quel rapporto ha ignorato la politica nazionale, consegnandola a una manica di incapaci. Hanno smontato l’economia, la sanità, la scuola, l’industria, i salari. Hanno bruciato miliardi di PNRR.   Ha lasciato che Salvini, Nordio, Piantedosi, il cognato Lollobrigida e tutto il circo che avrebbe dovuto governare il paese distruggessero ogni cosa. Tutto sacrificato sull’altare del suo trionfo internazionale, i grandi successi della nostra Giorgia, viva il duce.   Il finale? Il suo mentore, il padre a cui si ispirava, il grande leader americano, la prende a calci in culo in diretta raccontando che Meloni lo ha implorato per una foto con lei al G7, e che gliel’ha concessa solo per pena. La donna che contava nel mondo ridotta a una questua, smentita davanti a tutti, mentre Tajani cancella la trasferta negli Stati Uniti.   Il fallimento è doppio. Dentro hanno raso al suolo il paese, fuori l’unico asset che vantava si è rivoltato contro di lei in mondovisione. Nessun governo aveva mai toccato vette di fallimento così alte. #politica #Italia #governo

Oggi Pedro Sánchez ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni. Lo ha fatto davanti alle telecamere, a fine Consiglio europeo, e in privato, guardandola in faccia. "Le ho espresso la mia solidarietà, anche in privato, di fronte a questo attacco che non è né politico né personale e che sinceramente non so neanche come qualificare". E lo ha fatto a poche ore di distanza da quando, sempre a Bruxelles, la stessa Meloni aveva accusato la Spagna di aver regolarizzato mezzo milione di cittadini stranieri. E allora vale la pena ricordare cosa ha fatto lei, in tutti questi mesi, per lui. Quando Trump, appena insediato, ha liquidato la Spagna come una "nazione BRICS" e ha minacciato di colpirla con dazi al cento per cento, Meloni se ne stava a Mar-a-Lago a farsi celebrare come la sua alleata più fidata in Europa. Quando Trump, al vertice NATO dell'Aja, ha minacciato Sánchez perché si fermava al 2,1 per cento di spese militari, gridando "è terribile" e promettendo di fargli pagare il doppio sui dazi, Meloni applaudiva il target del cinque per cento e lo chiamava "necessario e sostenibile", arrivando a negare (mentendo) che la Spagna avesse rifiutato l'imposizione. Quando Trump, in mondovisione, è arrivato a dire che la Spagna "forse dovrebbe essere espulsa dalla NATO", una cosa mai sentita, una minaccia aperta a un Paese alleato, da Palazzo Chigi è sceso un silenzio assoluto. E quando, ad aprile, il Pentagono ha persino valutato di sospendere la Spagna dall'Alleanza atlantica, perché Sánchez si era rifiutato di prestare le sue basi per bombardare l'Iran, Meloni, ancora una volta, si è girata dall'altra parte. Un anno e mezzo. Un anno e mezzo di insulti, minacce di dazi e di espulsione contro un leader europeo. Un anno e mezzo in cui Giorgia Meloni ha trovato il tempo di andare a Domenica In a commuoversi sulle pastarelle della domenica con i nonni, ma per Pedro Sánchez, preso a sportellate settimana dopo settimana, mai una parola. Una sola. Poi è arrivato oggi. Oggi Trump si è voltato e ha colpito lei. E nel giro di poche ore, il primo a difenderla in pubblico e in privato, è arrivato proprio lui, Pedro Sánchez. Che ha insegnato a Giorgia Meloni una cosa che lei, in due anni, si è sempre dimenticata di fare: comportarsi da persona perbene. E con la schiena rigorosamente dritta. #Solidarietà #Politica #Europa

Rula Jebreal Jun 5

Eve dice che l’antidoto al capitalismo è l’emozione, e allora dobbiamo impegnarci a tenere vivo ciò che ci emoziona, ci dà gusto e anche rabbia. Il corpo deve servirci a sentire, non a piacere. Ho incontrato Eve non molto tempo fa nella sua casa di New York, dopo che ci eravamo cercate a lungo. È stato amore a prima vista: in lei ho riconosciuto le donne che mi hanno ispirata e sostenuta. La fondatrice dell’orfanotrofio in cui sono cresciuta, Hind Taher al-Hussein, palestinese, che salvò i 55 orfani sopravvissuti al massacro di Deir Yassin, il 10 aprile del 1948. Certo, perché sul corpo delle donne nere e afroamericane la supremazia bianca, in Usa, ha commesso i crimini peggiori. Mi sento in colpa quando mangio, specialmente dall’inizio del genocidio a Gaza. Qual è la violenza peggiore che ha subito? Quella che da 3 anni vediamo tutti: il genocidio dei palestinesi a Gaza in mondovisione. Trovo vergognoso criticare chi si rifiuta di rimanere in silenzio.

Rula Jebreal: “Io e le emozioni, antidoto al capitalismo”
www.lastampa.it

And thank goodness the US government had expressly "forbidden" Israel from bombing Beirut. In order to derail the negotiations with Iran, Netanyahu is ready to poke Trump in the eye on live television. (translated)