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#imbarazzo

Wazza criticized the decision to whistle a questionable foul before Sassuolo scored, calling it nonexistent. He wrote that the choice had created embarrassment even among the commentators, in contrast to the idea that no fouls should be called in football anymore. #Calcio #Sassuolo #Var (translated)

The doctor found it embarrassing that the questions had not been asked directly and judged the video with the script shown at the conference to be ridiculous. She added that they could have avoided discussing it. #imbarazzo #video #ridicolo (translated)

The American ambassador to Greece, Kimberly Guilfoyle, is involved in a corruption scandal after asking a Maga donor for $100,000 to settle a debt on her credit card, causing embarrassment in Washington and pressure for her resignation. #KimberlyGuilfoyle #DonaldTrump #corruzione (translated)

Bufera sull’ambasciatrice in Grecia scelta da Trump: “Ha chiesto 100mila dollari a un finanziatore Maga” per coprire un debito sulla carta

RØ wrote that he had strongly contested a woman, claiming that he had never used offensive tones, not even towards another person whom he described as desperate. He added that, despite having laid out what he considered to be the reality, she had not managed even this time to take a stand or respond. He called her the most embarrassing person to ever appear there. https://t.co/S34ZqmBB1Q #imbarazzo #realtà #opinioni (translated)

Antonello Gioia wrote that, in his opinion, the team principal should have resigned at the end of the race after a disastrous performance. He said that the team had been outclassed on the track and that the two drivers had been put in difficulty like rookies, mentioning a strong embarrassment. #F1 #Motorsport #Sportivi (translated)

Luca Azzola criticized a statement by Grazia Longo, who had described Sempio as trapped, unjustly accused, and a victim. Referring to the Garlasco case, Azzola called those words "embarrassing." #garlasco https://t.co/TeQmxSssSS #ingiustizia #garlasco #verità (translated)

«C’è la separazione dei poteri, la sentenza è di primo grado: c’è stata una condanna, non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone. Vedremo quello che succederà in secondo e in terzo grado»L’enorme imbarazzo del governo italiano è nella risposta che il ministro degli Esteri Antonio Tajani concede dopo un paio di ore dalla sentenza che conclude il primo atto del processo per la morte di Giulio Regeni, massacrato a Il Cairo nel gennaio del 2016. #GiulioRegeni #Giustizia #Egitto

Il governo: puniti gli uomini, non lo Stato. Ma ora teme che non sia rilasciata Nessy
www.lastampa.it
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Il governo italiano si trova in un momento di imbarazzo dopo la condanna di tre uomini coinvolti nell'omicidio di Giulio Regeni, sottolineando la separazione dei poteri, mentre teme che la situazione giudiziaria possa influenzare il rilascio di Nessy Guerra, un'italiana detenuta in Egitto. #GiulioRegeni #Giustizia #Egitto

Il governo: puniti gli uomini, non lo Stato. Ma ora teme che non sia rilasciata Nessy

@kiriluvbot immagina una torta talmente tanto buona che se la ricorda ancora dalle elementari e supera l’imbarazzo di scrivere a una persona per la prima volta dopo 11 anni tua madre deve essere proud #torta #nostalgia #cibo

Virna 3w

Il parere di DANIELE CAPEZZONE in collegamento con #Filorosso sul tetto agli stranieri in classe. "Oggi viene fuori che nel 1990 un Ministro dell'Istruzione, che si chiamava Sergio Mattarella, aveva fatto una circolare del medesimo tenore. Tutti i giornali che in queste 48 ore hanno gridato "che vergogna" adesso ci potete incartare il pesce perchè domani saranno in un atroce imbarazzo". "La sinistra ci ha fatto una testa così in questi anni sul patriarcato però se il patriarcato è islamico e metti una bambina dentro uno scafandro va bene improvvisamente!" @Capezzone #Politica #Istruzione #Immigrazione

@IlarioDiGiovamb che imbarazzo! Fossi in lei mi sotterrerei dalla vergogna. P.S. Evitate insulti perché non mi va di stare tutto il giorno a cancellare commenti. #imbarazzo #vergogna #commenti

La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

Io credo di non aver mai provato più imbarazzo per qualcuno in vita mia. A questo punto inizio a pensare che abbia una specie di copione e che sia chiamato per fare la linea comica. Non è possibile che sia convinto di ciò che dice e fa. #garlasco #imbarazzo #comicità #garlasco

Supersonico Sep 8

La tifoseria più ridicola d'Italia a che ora annuncia lo stop a tempo della contestazione a Lotito per arruffianarsi i loro amici? Comunque sempre nulla al confronto di quanto fecero il 5 maggio con sciarpe e bandiere nerazzurre a tifare contro la loro squadra: che imbarazzo. #tifosi #calcio #Lotito

ORA! Sep 3

Duri con la Spagna ma arrendevoli con la Russia: il governo Meloni vince il record per numero di visti rilasciati a cittadini russi per l'area Schengen, il tutto mentre dichiara sostegno all’Ucraina. Nessuna coerenza politica, solo imbarazzo per l’Italia di fronte ai partner europei: a rimetterci è la sicurezza di tutta l’Europa. Il governo sta lasciando entrare in Italia migliaia di potenziali spie e agenti sovversivi russi mentre continua a dichiarare pieno supporto a Kyiv. Non si tratta soltanto di incoerenza in politica estera, ma di un vero rischio per la sicurezza europea, come dimostrano i recenti fatti avvenuti in Germania. I nostri consolati stanno approvando quasi tutte le richieste di visto, a differenza del tasso di rifiuto ben più alto registrato negli altri Stati membri. Intanto, l’Italia rinnova la sospensione di Schengen con la Spagna per un rischio praticamente inesistente. L’Italia chiude i confini solo per fare propaganda, quando invece dovremmo difendere davvero la nostra sicurezza. #Italia #Sicurezza #PoliticaEstera

🐺 Sep 1

Che imbarazzo. Una velina dopo l’altra. Una disinformazione scandalosa e almeno 50 nomi buttati a caso sperando di prendere qualcosa. Quanto è sceso in basso quest’anno… https://t.co/Qtp9tounvw #disinformazione #scandalo #attualità

Il Messaggero Aug 28

Il caso Rupnik continua a suscitare imbarazzo in Vaticano e nel prossimo viaggio del Papa in Francia, dove i mosaici dell'artista accusato di abusi saranno coperti a Lourdes e la presenza di opere simili nella nunziatura apostolica di Parigi solleva interrogativi sulla gestione delle sue opere in luoghi di culto. #Rupnik #Abusi #Vaticano

Abusi, il caso Rupnik tallona il Papa in Francia: mosaici coperti a Lourdes, imbarazzo in Vaticano (e in nunziatura)

Anthony #Fauci ha commesso degli errori. Tuttavia, il suo diario rivela un servitore dello Stato coscienzioso, che ha cercato di salvare quante più vite possibile durante la pandemia. La sua recente convocazione davanti a una commissione del Senato aveva chiaramente lo scopo di umiliarlo. È una situazione che dovrebbe mettere in imbarazzo l'America. Anche in Italia ci sono molti, tra giornalisti e politici, che dovrebbero vergognarsi per la superficialità e l’ignoranza con cui trattano la vicenda Fauci. #Fauci #Pandemia #Politica

quando @repubblica ha svelato per prima che la #germania avrebbe cominciato a trasferire i #dublinanti in #italia, i due governi hanno reagito con crescente imbarazzo. poi sono arrivati gli annunci di svizzera, svezia, austria, finlandia.ed è ormai chiaro che il nuovo patto 1/n #immigrazione #Europa #crisi

Sabrina F. Aug 20

🔥🇷🇺 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. 𝗦𝗘 𝗙𝗢𝗦𝗦𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔 𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔? Ha 𝟭𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶. Padre italiano. Madre russa. È in vacanza a Castiglioncello, nel Livornese. Una serata normale, una chiacchierata con alcuni ragazzi, poi scopre che uno di loro è ucraino. Lei gli dice che sua madre è russa. E all’inizio succede la cosa più normale del mondo: 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮. Possono stare insieme. Possono parlare. Possono divertirsi. Come dovrebbe essere. Poi, però, secondo il racconto della ragazza, tutto cambia. Arriva l’insulto: 𝗖«𝗦𝗘𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔.»C Lei prende l’amica per mano e cerca di andarsene. E a quel punto una ragazza del gruppo le sferrerebbe 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼. Sangue dal naso. Dolore. Paura. Carabinieri. Testimoni. E adesso permettetemi di essere profondamente, ferocemente indignato. Perché qui non stiamo parlando di Putin. Non stiamo parlando del Cremlino. Non stiamo parlando della guerra. 𝗦𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗔𝗚𝗔𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝟭𝟴 𝗔𝗡𝗡𝗜. Una ragazza che sarebbe stata insultata per le proprie origini e poi colpita in faccia. E allora la domanda è inevitabile: 𝗦𝗘 𝗔𝗩𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗢 𝗨𝗥𝗟𝗔𝗧𝗢 “𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔” 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗜𝗥𝗔𝗥𝗟𝗘 𝗨𝗡 𝗣𝗨𝗚𝗡𝗢, 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘? Quanti comunicati? Quanti editoriali? Quante lezioni sull’odio? Quanti politici pronti a spiegare che 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁à? E avrebbero avuto ragione. 𝗠𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗩𝗔𝗟𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗜 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜. Non esiste una xenofobia buona. Non esiste un razzismo tollerabile. Non esiste un odio che diventa accettabile perché la vittima possiede 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 “𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼”. E soprattutto una ragazza russa 𝗡𝗢𝗡 È 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢. Esattamente come un ragazzo ucraino non è Zelensky. Come un israeliano non è Netanyahu. Come un palestinese non è Hamas. Questo principio o vale sempre, oppure 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼: è propaganda travestita da morale. Ed è proprio questo il punto che fa schifo. Abbiamo costruito una società che proclama ogni giorno di voler combattere l’odio, ma troppo spesso sembra voler decidere 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗼. Se la vittima appartiene al popolo “giusto”, indignazione. Se appartiene al popolo “sbagliato”, silenzio, distinguo, imbarazzo. 𝗡𝗢. Una diciottenne presa a pugni dopo un insulto legato alle sue origini deve provocare 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, qualunque sia la sua bandiera. Altrimenti smettiamola di chiamarla civiltà. Chiamiamola con il suo nome: 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. E quella, dell’odio, è soltanto 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘁𝗮. - 𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 #Indignazione #Razzismo #Unità