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#risata

Media spagnoli: “Il Barcellona farà di tutto per prendere Lautaro Martinez negli ultimi giorni del mercato”. Dall’Argentina: “Blaugrana pronti a investire oltre 100 milioni per Lautaro”. Dall’Inter rispondono con una risata. https://t.co/s8FGWu7ySs #Calciomercato #LautaroMartinez #Barcellona

In TV continuo a sentire, da esponenti politici e giornalisti, che la Spagna, a differenza dell'Italia, controllerà tutti quelli che arrivano dall'Italia, e non solo i non cittadini italiani, mentre l'Italia controlla soltanto i non cittadini spagnoli. Quando sentite questa cosa, fatevi una risata a fronte di tanta ignoranza, provando a immaginare come si possa distinguere un cittadino da un non cittadino. Ce l'ha scritto in fronte, tipo "Jo Condor" (lo capiranno i non giovanissimi)? #Spagna #Italia #Immigrazione

Solidarietà a a tutti gli italiani che fino al 7 settembre saranno costretti a sottoporsi ai controlli di frontiera, nei porti e negli aeroporti spagnoli, perché Madrid ha ripagato con la stessa moneta il nostro “governo” di scappati di casa. Quando l’ex amico intimo di Ruby Mubarak mimava gestacci nelle foto ufficiali eravamo altrettanto ridicoli ma almeno strappavamo qualche risata. #Solidarietà #Italia #ControlliDiFrontiera

Paolo Becchi Jul 17

Hannah was kidnapped, gang-raped, stabbed, and brutally murdered, with her skull smashed by blows from stones. When the details of the murder were read in court, the perpetrators burst into laughter. The mother, devastated by grief, walked into the sea and never came back. (translated)

Nella sua autobiografia Silvio Baldini parlava così di sua figlia che oggi è volata in cielo 💔 "Mia figlia Valentina è una bimba, perché per me rimarrà sempre la mia bambina, disabile. Nel tempo poi ho capito che mia figlia Valentina, con la sua disabilità, è una bambina di 4 anni nel corpo di una donna. Oggi vive la sua vita con serenità, non vuole lo specchio o il rossetto, non vuole essere vista come una bella ragazza, lei vive nel suo mondo con i suoi pensieri e i suoi svaghi. Vuole inseguire le formiche che camminano per terra oppure vuole i bicchierini degli yogurt e si diverte a tagliarli. Il suo mondo è legato a queste sue sensazioni che la fanno star bene. I medici ci hanno sempre detto che questa bimba non avrebbe avuto una vita lunga e per questo ha sempre dormito con me e mia moglie, perché il pensiero di alzarmi e trovarla morta mi angosciava. Tutt'oggi dormiamo sempre insieme, abbiamo un letto matrimoniale un po' più grande e dormiamo sempre noi tre. Quando la notte sogna ride continuamente e se non lo fa significa che sta male, che ha l'influenza o un altro tipo di problema; però quando sogna lei ride sempre, ride, ride, ride e la sua risata è veramente contagiosa. Quando ride, non lo fa come tutti noi, lo fa con la voce alta e quindi è una cosa strana perché ti chiedi se è sveglia, ma invece sta dormendo e continua a sognare.. Valentina mi ha fatto capire cosa significhi amare incondizionatamente così come mia moglie mi ha fatto capire cosa voglia dire costruirsi una famiglia". #amoreincondizionato #famiglia #disabilità

ANSA.it Jul 6

Uno studio condotto da Fausto Caruana e Sophie Scott ha dimostrato che le risate spontanee e quelle volontarie sono controllate da circuiti cerebrali distinti, con implicazioni per la comprensione delle vocalizzazioni sociali e di alcune malattie associate a risate incontrollabili, suggerendo che il circuito della risata spontanea sia evolutivamente più antico e legato al gioco fisico degli animali, mentre quello della risata volontaria si sovrappone alle aree cerebrali del linguaggio. #risata #neuroscienze #comunicazione

Le risate spontanee e quelle volontarie nascono in zone diverse del cervello
cla🍒 Jul 2

comunque ok il trash e la risata sul momento, ma in realtà gabriele fa veramente paura…ragazze scappate di corsa da persone così vi prego #temptationisland https://t.co/OJCTZlgjXQ #TemptationIsland #trash #risata

Catapiolta Jun 27

“Non moriremo per il cambiamento climatico, ci abitueremo. Mi lasci dire che fa caldo ovunque, pure a Londra, dove è andato qualcuno non faccio nomi che poteva stare qua a soffrire e crescere con noi eh diciamolo che magari farà fatica ad abituarsi glielo auguro” (risata, ndr) https://t.co/aZ6OqxZRoV #CambiamentoClimatico #Clima #RiscaldamentoGlobale

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia. #Ucraina #Bielorussia #Geopolitica