La farsa delle preferenze approvate ieri in Senato: 1) se ne possono esprimere tre, ma in moltissimi casi passerà solo il capolista bloccato. Dunque non è affatto vero che la scelta degli eletti passi interamente ai cittadini; 2) i capolista potranno essere tutti uomini perché salta la norma vigente che imponeva un rapporto tra generi di 40/60. Singolare che ciò accada proprio quando per la prima volta nella storia c’è una donna come presidente del consiglio; 3) l’alternanza di genere c’è solo dalla seconda persona in lista. Cioè il candidato che viene subito dopo il capolista può essere dello stesso sesso. Vi prendono in giro, e alcuni nemmeno se ne rendono conto. #Politica #Elezioni #DirittoDiVoto